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LAVORO: ELECTROLUX NON RITIRA IL PIANO DI TAGLI GENERALIZZATI. 1.719 PERSONE RESTANO A RISCHIO LICENZIAMENTO
«Piano irricevibile». Il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso ha sintetizzato così ai manager della multinazionale dell’elettrodomestico Electrolux la posizione del Governo sul loro piano che prevede 1.700 esuberi nel nostro Paese, invitandoli a ripresentarsi il 15 giugno, con un nuovo piano. Nell’incontro al Mimit, a cui hanno partecipato le istituzioni e le associazioni industriali, c’è stato un duro braccio di ferro tra la multinazionale svedese e i sindacati (Fiom, Fim e Uilm). L’incontro è avvenuto mentre era in corso lo sciopero negli stabilimenti e il presidio fuori dal ministero. I sindacati hanno anch’essi chiesto alla multinazionale di ritirare il piano per poter iniziare a discutere la riorganizzazione del lavoro. Il piano non è accettabile hanno ribadito i sindacati, e come denunciato dalla Fiom, tale strategia porterebbe alla cessazione della produzione nazionale, perché dimezzerebbe la capacità produttiva attraverso il trasferimento dei prodotti all’estero. Il management di Electrolux ha sostenuto però che “ci sono molte criticità a produrre in Italia dove il settore dell’elettrodomestico soffre non solo a causa della crisi del consumatore medio, ma anche per evidenti difficoltà produttive causate dagli alti costi di energia, lavoro, acciaio e componentistica che raggiungono livelli insostenibili”. La società vorrebbe mantenere solo 4 stabilimenti in Italia, tutti con tagli occupazionali; Susegana in provincia di Treviso, Porcia in provincia di Pordenone, Solaro in provincia di Milano e Forlì per la produzione di forni, lavatrici, frigoriferi a incasso e lavastoviglie nel coparto medio e alto di gamma. Il quinto stabilimento, Cerreto d’Esi (Ancona), dove vengono prodotte cappe per cucine, sarebbe invece destinato alla chiusura. Sullo sfondo c’è poi la preoccupazione della possibile avanzata di Midea, la società cinese che ha già una joint venture e una partnership con Electrolux, ma limitatamente agli stabilimenti Usa. Il timore dei sindacati è che la ristrutturazione e il piano di tagli sia finalizzato a un cambio del controllo della società. Si tratta di ipotesi su cui la multinazionale non ha espresso commenti, limitandosi a confermare lo stato di fatto. Abbiamo sentito per una valutazione dell’incontro Antonio Rinaldo, Rsu Fiom del sito Electrolux di Susegana (Treviso). Ascolta o scarica  Su Radio Onda d’Urto anche il commento di Sasha Colautti, esecutivo nazionale Usb. Ascolta o scarica 
May 26, 2026
Radio Onda d`Urto