Ancora sull’UnPerCentoEquo
La ricchezza prodotta socialmente deve tornare alla società.
Perché la proposta dell’1% Equo è necessaria e, soprattutto, sostenibile? Ce lo
spiega l’economista Andrea Fumagalli.
Spesso ci dicono che tassare le grandi fortune sia un’eresia, ma è il contrario:
è una necessità economica.
La ricchezza estrema non nasce nel vuoto; è il frutto di infrastrutture, ricerca
pubblica, forza lavoro istruita e mercati protetti. È una ricchezza “sociale”
che oggi viene estratta e accumulata in poche mani, mentre il sistema che l’ha
generata — la sanità, la scuola, i servizi pubblici — sta collassando.
Non stiamo parlando di una patrimoniale sui risparmi delle famiglie o sul ceto
medio. Stiamo parlando di un intervento mirato su patrimoni immensi, la cui
tassazione non intacca in alcun modo il benessere di chi vive del proprio
salario, ma permette di finanziare massicciamente la
Sanità, per uscire dalla logica dell’aziendalismo sanitario e rimettere al
centro la cura, e Scuola e Ricerca, per smettere di formare cervelli in fuga e
investire finalmente sul capitale umano del nostro Paese.
I numeri parlano chiaro: non siamo soli.
La risposta del Paese è stata travolgente: abbiamo già superato le 18.000 firme
in meno di una settimana! È la dimostrazione che l’idea di una giustizia fiscale
non è più solo una proposta tecnica, ma un sentimento diffuso e una volontà
collettiva che chiede un cambio di rotta.
Importa scegliere l’analisi contro la propaganda. Ascoltare le ragioni di chi
studia l’economia per farla funzionare davvero per tutti.
Firmare con SPID o CIE richiede solo 1 minuto:
https://firmereferendum.giustizia.it/…/dettagli…/6500014
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qui l’intervento di Andrea Fumagalli in video
Redazione Italia