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Meloni: bollo e manganello: mancetta nera e faccetta feroce
di Mario Sommella (*) Dal decreto anti-rave al bollo regalato: quattro anni di governo Meloni tra mance a scadenza, codice penale più severo per chi protesta e diritti sociali rinviati a data da destinarsi. Mentre si annuncia lo sconto, il conto arriva a sanità, lavoro e cura. 1. Due decreti con lo stesso numero Ci sono coincidenze che raccontano un
October 20, 2026
La Bottega del Barbieri
Abitare la longevità: “Una Città a misura di Anziano è una Città per tutti”
L’Italia invecchia, ma le nostre case e le nostre città non sembrano ancora essersi adeguate a una società che vive più a lungo. È quanto si sottolinea  nel Terzo Rapporto sulla condizione abitativa degli anziani, “Abitare la longevità nella transizione: politiche urbane e abitative generative di comunità”, promosso da Auser, Abitare e Anziani e SPI CGIL e presentato ieri a Roma presso il CNEL. Il Rapporto, a cura di Claudio Falasca con la collaborazione di Rossella Muroni e Giovanni Carapella, analizza l’impatto delle tre grandi transizioni – demografica, digitale e ambientale – e propone un nuovo modello di welfare abitativo. I curatori della ricerca partono da una consapevolezza: l’invecchiamento della popolazione non è un fenomeno da affrontare soltanto sul terreno delle pensioni, della sanità o dell’assistenza. Riguarda profondamente anche il modo in cui si vive e si abita. Per questo, occorre leggere la condizione abitativa degli anziani alla luce di tre grandi transizioni che stanno trasformando contemporaneamente la società: demografica, digitale e ambientale. “La crescita della longevità, il calo delle nascite e il cambiamento delle strutture familiari indeboliscono alcune delle tradizionali reti di prossimità, si evidenzia nel Rapporto. Sempre più persone arrivano alla vecchiaia senza una rete familiare vicina. La transizione digitale modifica il rapporto con i servizi, la salute, il lavoro di cura e le relazioni, ma può produrre nuove forme di esclusione per chi non possiede strumenti o competenze adeguate. Infine, la crisi climatica colpisce in maniera particolare le persone più fragili. Chi vive solo, dispone di risorse economiche limitate o abita in edifici inefficienti è maggiormente esposto alle ondate di calore e alla povertà energetica”. Il dato più evidente è anche uno dei grandi paradossi dell’abitare anziano in Italia: il 90,7% degli over 65 è proprietario della propria abitazione, circa 13 milioni di persone. Solo il 9,3% vive in affitto, con un canone medio di 531 euro. Ma essere proprietari non significa necessariamente abitare bene. Molte abitazioni sono state costruite oltre quarant’anni fa e non sono state pensate per accompagnare l’invecchiamento dei loro abitanti: mancano ascensori, persistono barriere architettoniche, gli impianti possono essere obsoleti e i consumi energetici elevati. A rendere più difficile l’adattamento delle abitazioni alle nuove esigenze interviene anche la condizione economica: circa il 50% dei pensionati vive con meno di 1.500 euro al mese e il 10,5% con meno di 500 euro. Bollette, manutenzione e costo della vita rendono spesso impossibili o difficilmente sostenibili gli interventi necessari. Il risultato è che milioni di persone anziane si trovano a vivere in case magari di proprietà, ma troppo grandi, costose da mantenere e sempre meno adeguate alle esigenze che cambiano con l’età. Inoltre, non basta una casa accessibile se fuori c’è una città che non lo è. La qualità dell’abitare, sottolinea il Rapporto, non si esaurisce tra le mura domestiche. Conta ciò che c’è fuori dalla porta di casa: il marciapiede, la fermata dell’autobus, il negozio, la farmacia, il centro sanitario, gli spazi verdi e i luoghi di incontro. Un marciapiede dissestato, un attraversamento pericoloso o un trasporto pubblico insufficiente possono diventare barriere quasi insormontabili per una persona anziana. La ricerca evidenzia difficoltà nell’accesso a servizi fondamentali come farmacie, supermercati, uffici comunali e strutture sanitarie. Particolarmente significativo è il dato sulla sicurezza stradale: nel 2024 quasi la metà dei pedoni deceduti in Italia aveva più di 65 anni. Un dato che mostra come lo spazio urbano sia ancora troppo spesso progettato privilegiando la velocità e la mobilità automobilistica rispetto alla sicurezza e all’accessibilità. Uno dei principali cambiamenti culturali proposti dalla ricerca è quello di superare l’idea della casa come semplice bene patrimoniale e riconoscerla come prima infrastruttura del benessere, della cura e dell’autonomia. Una casa adeguata deve essere sicura, accessibile e sostenibile, ma anche collegata ai servizi e alle relazioni del territorio. Per questo il Rapporto propone di parlare non soltanto di “abitazione”, ma di “abitare”: un concetto che comprende sicurezza e comfort, ma anche relazioni, partecipazione e comunità. Da qui l’attenzione verso nuove forme dell’abitare, dal cohousing ai condomini solidali, dalle abitazioni assistite leggere ai quartieri progettati per favorire prossimità e relazioni sociali. Il Rapporto avanza anche precise proposte operative. Tra queste, la creazione di un Programma nazionale decennale per l’abitare degli anziani, il recupero del patrimonio edilizio inutilizzato, la diffusione di nuove forme di residenzialità, il sostegno all’adattamento delle abitazioni e una maggiore integrazione tra politiche sociali, sanitarie e urbanistiche. L’obiettivo è costruire città e quartieri nei quali sia possibile invecchiare continuando a essere parte attiva della comunità. Perché la sfida della longevità non è soltanto vivere più a lungo, ma poterlo fare restando autonomi, sicuri, partecipi e inseriti in una rete di relazioni. La ricerca invita infine a cambiare prospettiva. L’invecchiamento non è una questione che riguarda soltanto gli anziani, ma il futuro dell’intera società. Marciapiedi accessibili, trasporti efficienti, servizi di prossimità, spazi pubblici sicuri, abitazioni adeguate e reti sociali forti migliorano la qualità della vita di tutti: bambini, famiglie, persone con disabilità e cittadini temporaneamente fragili. Gli anziani, inoltre, non sono soltanto destinatari di assistenza. Se messi nelle condizioni di partecipare, rappresentano una risorsa di competenze, memoria, esperienza e capacità di costruire legami. Qui il Rapporto: https://auser.it/wp-content/uploads/2026/09/Abitare-la-longevita-nella-transizione-web.pdf.    Giovanni Caprio
September 16, 2026
Pressenza
Guido Biagini eletto Presidente AUSER Rimini, l’Assemblea Auser ringrazia Gloria Grilli per l’attività alla Casamatta
Una comunità solidale che vuol continuare a crescere a sostegno della comunità e che si rinnova: Guido Biagini eletto Presidente AUSER Rimini. Il 26 maggio si è svolta l’assemblea di Auser Rimini per approvare il bilancio consuntivo 2025 e per eleggere il Presidente Auser a seguito del raggiungimento da parte di Massimo Fusini del vincolo massimo statutario. L’assemblea ha eletto Guido Biagini come Presidente, con il mandato di confermare per Auser il ruolo di essere un punto di riferimento importante per la solidarietà e l’inclusione sociale nel territorio. Guido Biagini ha iniziato la sua attività in CGIL nel 2003 come delegato sindacale in Telecom Italia. Da allora ha ricoperto importanti ruoli come Segretario generale SLC CGIL Rimini, e coordinatore nazionale del Gruppo TIM, gestendo le relazioni industriali. Ha sempre contribuito alla crescita della Camera del Lavoro con il suo prezioso apporto nell’analisi politica e sindacale del territorio. Oggi da pensionato, collabora con il Dipartimento nazionale SLC CGIL per il settore delle telecomunicazioni. L’assemblea ringrazia Massimo Fusini per l’attività svolta e per la disponibilità a rimanere all’interno di Auser per accompagnare il passaggio di conoscenze. I numeri di AUSER Rimini AUSER Rimini, con i suoi quasi 600 soci e circa 400 volontari attivi, svolge un ruolo attivo nel sostegno alla comunità locale. Attraverso 41 convenzioni con enti pubblici e con soggetti privati, l’associazione ha promosso oltre 70 progetti di cittadinanza attiva e volontariato civico. I numeri parlano di un impegno concreto: oltre 21.000 ore di attività di accompagnamento; più di 600.000 km percorsi per il supporto alla mobilità sociale; oltre 18.000 servizi di accompagnamento sociale svolti; oltre 66.166 ore di volontariato civico; più di 800 ore di formazione per volontari e operatori; 3 centri di animazione sociale; soggiorni montani e termali con 3 amministrazioni comunali. L’Assemblea Auser Rimini ha voluto ringraziare Gloria Grilli per la sua attività svolta nella gestione della Casamatta di San Giovanni In Marignano. La Casamatta nasce, come idea di attività sociale e solidale nel 2013, a San Giovanni In Marignano. L’anima del progetto è Gloria Grilli, che l’ha ideato, una persona generosa, geniale, solidale e lungimirante, una cittadina di San Giovanni In Marignano che, sostenuta dall’Amministrazione Comunale e da Auser, ha dato vita e corpo all’idea di recupero e riuso dei beni (abiti ed oggetti dismessi) ai quali veniva data nuova vita e messi a disposizione delle persone che ne avevano bisogno. Un presidio sociale, solidale, una vera e propria antenna sul territorio, capace di registrare i bisogni e di dare loro risposta attivando la solidarietà. Un luogo dove i cittadini di San Giovanni in Marignano e dei comuni hanno potuto portare gratuitamente oggetti, abbigliamento e piccoli arredi, messi a disposizione della cittadinanza attraverso l’offerta libera, che trasformato in ricavato, è sempre stato destinato a diversi progetti di carattere sociale e inclusivo. Dal 2013 ad inizio 2020 la Casamatta, collocata in piazza Silvagni è stata gestita in collaborazione tra Amministrazione Comunale ed Auser. Dal 30 gennaio 2020, con la coprogettazione, la Casamatta è stata assegnata in convenzione ad Auser Rimini e la sua sede collocata in via 22 giugno. Dopo 6 anni di convenzione, verificato il raggiungimento degli obiettivi, si è considerato che a fronte di un aumento della richiesta di solidarietà non si era in grado di rispondere a causa delle donazioni di scarsa qualità, e inoltre, visto le mutate condizioni familiari e personali della volontaria e la difficoltà ad aumentare il numero di volontari di tutte le associazioni, l’Auser e l’Amministrazione Comunale hanno deciso di aprire un momento di riflessione prima di proporre una nuova coprogettazione, attraverso istruttoria pubblica, in grado di restituire al territorio ed alla comunità valore sociale e solidarietà. Nel frattempo i locali sono oggetto di normale manutenzione. Basta dare uno sguardo alla pagina facebook per farsi l’idea di quanta attività sia stata realizzata, non sempre quantificabile economicamente, ma di valore inestimabile in ambito sociale: • aiuto alluvione Marche Ostra 2022: oltre 1.000 famiglie hanno beneficiato di carte prepagate per la spesa e di beni di prima necessità da loro indicati, consegnati sia personalmente ad Ostra che ai volontari Auser di Ostra; • aiuto amministrazione di Forlì, Faenza e Cesena a seguito dell’alluvione del 2023; • raccolte alimentari in collaborazione con Conad e Coop; • invio giochi a Ca Santino per ragazzi diversamente abili; • invio materiali al Centro Residenza Anziani e recupero pannoloni ed abiti per anziani; • raccolta materiale natalizio per centro antiviolenza alle donne di Riccione; • donazioni per asili e scuole di materiali richiesti dalle maestre; • aiuto concreto all’associazione AGEOP (Associazione Genitori Ematologia Oncologica Pediatrica presso Malpighi di Bologna); • fino all’ultima iniziativa del gennaio 2026: donato l’ultimo incasso alla famiglia della cittadina di San Giovanni coinvolta nel rogo di capodanno in Svizzera. Per quanto sintetizzato l’assemblea Auser ringrazia Gloria Grilli per l’impegno donato alla comunità di San Giovanni e ad Auser. Con una iniziativa successiva presso il centro L’Amicizia organizzeremo un saluto formale e caloroso. APPROVATO DALL’ASSEMBLEA AUSER DELLA PROVINCIA DI RIMINI Redazione Romagna
May 28, 2026
Pressenza
Roma, 20 maggio: “Dentro i conflitti”
Per le vittime più vulnerabili delle guerre: iniziative di Auser, Donne Spi-Cgil e Intersos   Il 20 maggio a Roma – presso il Centro Congressi Frentani (via dei Frentani 4) – a partire dalle 10, l’iniziativa “Dentro i conflitti: lo sguardo sulle vittime più fragili”, promossa dal Dipartimento Nazionale Pari Opportunità Auser,  il Coordinamento donne Spi Cgil e da Intersos.