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“Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio”: il 20 agosto a Torre Pellice
“Il titolo dell’iniziativa che si svolgerà nell’ambito del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi – riferisce  DallapartediAbele – è tratto dal secondo documento di Kairos Palestine, elaborato dal movimento ecumenico non violento dei cristiani palestinesi, che nell’occasione rinnova l’appello alla giustizia e chiede una urgente risposta cristiana globale interrogando anche le chiese occidentali sulle questioni di fede poste dal presente, che rischia di tradursi nella scomparsa effettiva delle comunità cristiane dalla Palestina”. L’incontro pubblico è organizzato da DallapartediAbele insieme agli Ambasciatori e Ambasciatrici di Pace (UCEBI), alla Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e al Centro Interconfessionale della Pace (CIPAX), con il patrocinio della locale Chiesa Valdese, del Comune di Torre Pellice e della Fondazione-Centro Culturale Valdese e in collaborazione con Radio Beckwith, che trasmetterà la diretta radiofonica. I promotori spiegano che al centro dell’incontro saranno “le richieste e l’appello dei cristiani palestinesi che ascolteremo dalla viva voce di Munther Isaac, uno dei principali co-autori del documento Kairos II, pastore luterano, teologo e rettore del Betlehem Institute, che ha accettato con piacere il nostro invito a presiedere la serata come ospite d’onore e che sarà accompagnato dalla moglie”. A interloquire con lui e a moderare il dibattito che seguirà sarà la giornalista RSI e caporedattrice di Voce Evangelica, Gaëlle Courtens, esperta e profonda conoscitrice del mondo evangelico italiano ed europeo. “La serata fa idealmente seguito ai due incontri online da noi organizzati “Perché non ci ascoltate?” e “Come rispondiamo” – precisa il gruppo DallapartediAbele nel comunicato stampa – Ci piace inoltre segnalare che nei giorni scorsi diverse importanti organizzazioni protestanti e accademiche hanno preso significative posizioni in merito al documento Kairos II, invitando le proprie chiese a leggerlo e ad ascoltare la voce dei palestinesi”. In specifico, il gruppo DallapartediAbele riferisce che > Martedì 30 giugno la più grande organizzazione delle chiese presbiteriane, > PCUSA, ha votato a stragrande maggioranza a favore del riconoscimento come > genocidio della guerra di Israele a Gaza. Inoltre, l’assemblea generale > riunita a Milwaukee (Wisconsin) dal 22 giugno al 2 luglio ha invitato i > presbiteriani a esercitare pressioni sul Congresso USA affinché imponga un > embargo sulle armi destinate a Israele e a boicottare i prodotti israeliani > che contribuiscono alla guerra. > > La scorsa settimana anche l’American Academy of Religion ha adottato una > risoluzione di solidarietà con Gaza che condanna il governo israeliano per il > conflitto in corso, definendolo un genocidio. L’associazione di studiosi di > scienze religiose, che vanta 6.000 membri in tutto il mondo, ha fatto > riferimento alla guerra durante la sua assemblea annuale ad Atlanta, > definendola uno “scolasticidio”, ovvero un “tentativo deliberato di > distruggere completamente il sistema educativo palestinese”. La mozione è > stata approvata dal 98% dei membri, secondo quanto riferisce The New Arab. > > Lo scorso 2 luglio la Conferenza della Chiesa Metodista di Gran Bretagna ha > ascoltato le voci dei cristiani di Palestina e ha invitato le chiese a > riflettere su Kairos II. La mozione chiedeva inoltre al Presidente della > Conferenza di scrivere al Primo Ministro e al Ministro degli Esteri del Regno > Unito e agli organi di governo delle altre giurisdizioni in cui la Chiesa > Metodista di Gran Bretagna è presente, esortandoli a rispettare il diritto > internazionale e ad adottare le misure delineate nella dichiarazione Time to > Act che recita “Together with others, I hear the call of Palestinian > Christians and stand alongside all those living and working for a just peace > in Palestine and Israel. I will listen, learn, live, and act in ways that > support justice, human dignity, and freedom for all who call the Holy Land > home. > > Infine, il 12 luglio, dopo un intenso e prolungato dibattito e malgrado le > forti pressioni contrarie ricevute, il Sinodo Generale della Chiesa di > Inghilterra ha approvato a stragrande maggioranza e in tutti e tre i suoi > ordini (laici, clero e vescovi) una mozione che impegna alla solidarietà e > all’ascolto dei cristiani palestinesi, a favore della verità, del diritto > internazionale e di una revisione delle politiche di investimento della Chiesa > (https://riforma.it/2026/07/14/chiesa-dinghilterra-storico-dibattito-sul-medio-oriente/) Redazione Italia
July 16, 2026
Pressenza
Alla 225ma Presenza di Pace si è presentata la Chiesa Valdese
225ma Presenza di Pace. Un gruppo di persone si è riunito nuovamente in piazza Carignano alle ore 11 del 20 giugno. La scorsa settimana era stata introdotta una nuova modalità che prevede la presentazione, una settimana alla volta, delle varie organizzazioni del Coordinamento Agite. La scorsa settimana ha iniziato Un Ponte Per, questa volta è stata l’occasione di ascoltare la Chiesa Valdese. La presentazione ha alternato canti e letture. Tra le canzoni sono state intonate “ho fatto un sogno, “Il disertore” e “Noi trionferemo”, traduzione italiana di “We shall overcame” del 1954, un canto famosissimo eseguito in quegli anni anche da Joan Baez e Bob Dylan, diventato simbolo del movimento non violento. Tra i testi letti invece il sermone di Matteo: “Beati i poveri in Spirito… ” Chi sono questi poveri in Spirito? Sono le persone affette da deficit cognitivo e Gesù le innalza così come tutti e tutte le persone povere, afflitte, sofferenti, perchè di “essi è il Regno dei cieli”. Tra queste ci sono anche i mansueti, gli affamati di giustizia, coloro che per motivi di giustizia sono perseguitati, i puri di cuore, i misericordiosi e chiunque si adoperi per la pace. Oltre al testo biblico sono stati letti alcuni documenti prodotti dal Sinodo delle chiese valdesi e metodiste, la massima autorità ecclesistica della Chiesa Valdese. Ne riportiamo un brano tratto dal documento “Palestina”, dell’estate del 2025: “il Sinodo invita le chiese metodiste e valdesi a: – esprimere solidarietà e vicinanza alle comunità cristiane di Palestina e all’azione di Kairòs Palestina, sostenendo il loro diritto a rimanere sulla loro terra e a praticare liberamente la propria fede; – assumere iniziative di boicottaggio, disinvestimento anche dalle “banche armate” ed embargo sulle armi; – dare voce e sostegno ai costruttori di pace, ai dissidenti, agli obiettori di coscienza e ai renitenti alla leva che in Israele scelgono la difficile strada del rifiuto della violenza preferendole il dialogo e il riconoscimento reciproco, – collaborare, anche in associazione con la società civile e con i movimenti ecumenici della pace, con quanti sono impegnati a costruire le condizioni per una convivenza pacifica tra i due popoli. Dà mandato alla Tavola valdese di chiedere al Governo italiano – di riconoscere lo Stato di Palestina – di interrompere la fornitura di armi e ogni rapporto commerciale, militare e politico che dia sostegno alla politica genocidaria dell’attuale governo israeliano; – di riconoscere pienamente il Diritto Internazionale e gli organismi che lo sostanziano, come l’ONU, la Corte Internazionale di giustizia e la Corte penale internazionale; – di appoggiare le iniziative internazionali tese a indurre il governo israeliano al rispetto della legalità internazionale; – di rendere possibile l’apertura di corridoi umanitari e sanitari, anche offrendosi di contribuire con i fondi dell’Otto per Mille, come chiesto recentemente anche dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).” E’ stato letto un secondo documento “Formazione alla Pace” a sottolineare la grande importanza riservata proprio all’educazione e alla costruzione attiva di questa Pace. Tutti gli atti del Sinodo sono fruibili liberamente sul sito della Chiesa Evangelica Valdese cosi come liberamente si può assistere ai lavori del Sinodo che si riunisce in genere l’ultima settimana di agosto in forma aperta. Durante quella settimana sarà attivo nelle valli valdesi un evento per la pace e il dialogo in Palestina organizzato dal gruppo Dalla parte di Abele, nato nel 2024 dall’iniziativa di quattro donne sensibili al tema della pace. Seguiranno dettagli ma l’invito è aperto. L’altro invito lanciato in questo momento di presentazione della Chiesa Valdese è stato: Svuotiamo le chiese e riempiamo le piazze: è il momento che lo richiede. Sembra un’affermazione in conflitto con chi l’ha espressa ma non è così vista la grande attenzione alla pace e alla sua costruzione. Piccola anticipazione per la 226ma Presenza di Pace di sabato 27 giugno. Verrà presentato il progetto Clean Shelter, a cui la chiesa valdese ha aderito insieme ad un gruppo di studi ebraici, un’organizzazione culturale laica. Grazie a questo progetto, nato dal dialogo tra da due donne, una palestinese e una israeliana, entrambe vivono in Germania, sono stati creati spazi puliti e bagni, in particolare per le donne. Testo di Noi trionferemo trad. it. di We shall overcame Noi trionferemo, noi trionferemo, noi trionferemo un giorno. Oh, in fondo al cuore io credo fortemente, che noi trionferemo un giorno. Noi cammineremo mano nella mano, noi cammineremo mano nella mano, noi cammineremo mano nella mano, un giorno. Oh, in fondo al cuore ci credo, noi trionferemo un giorno. Noi saremo tutti liberi, noi saremo tutti liberi, noi saremo tutti liberi un giorno. Oh, in fondo al cuore ci credo, noi trionferemo un giorno. Noi non abbiamo paura, Noi non abbiamo paura, Noi non abbiamo paura oggi. Oh, in fondo al cuore ci credo, noi trionferemo un giorno. Noi non siamo soli, Noi non siamo soli, Noi non siamo soli oggi. Oh, in fondo al cuore ci credo, noi trionferemo un giorno. Percorreremo l’intero mondo Percorreremo l’intero mondo Percorreremo l’intero mondo, un giorno, Oh, in fondo al cuore ci credo, noi trionferemo un giorno. Noi trionferemo, noi trionferemo, noi trionferemo un giorno. Oh, in fondo al cuore io credo fortemente. Sara Panarella
June 24, 2026
Pressenza
“E noi come rispondiamo”… agli interrogativi teologici, umani e politici posti dai cristiani di Palestina?
L’incontro pubblico, svolto online martedì 26 maggio prossimo alle 18, è organizzato da Dalla parte di Abele insieme a GLAM (Commissione Globalizzazione Ambiente della FCEI), Cipax (Centro Interconfessionale per la Pace) e Ambasciatori e Ambasciatrici di Pace (promosso da UCEBI), che spiegano: > Dopo lo zoom del 4 maggio su Kairos Palestina 2, in cui hanno parlato tra gli > altri la coordinatrice di Kairos Palestina, Mays Nassar, che ha descritto le > tragiche condizioni in cui vivono oggi non solo i cristiani palestinesi ma > tutti i palestinesi, e il teologo Munther Isaac direttore del Centro di Studi > Biblici di Betlemme, il quale ha enucleato alcune difficoltà che hanno i > cristiani europei a prendere sul serio quanto scritto sul Documento Kairos 2 e > ci siamo convinti che anche da noi in Italia gli interrogativi teologici – > oltre che umani e politici – posti dai cristiani di Palestina non abbiano > avuto l’attenzione e lo spazio che meritano, spesso confusi intrecciati con > altre questioni più politiche, forse apparentemente più urgenti. > È proprio a partire da queste considerazioni che è nata la domanda “E noi come > rispondiamo?” che sarà al centro delle riflessioni di questo incontro. > Come per l’incontro del 4 maggio “vorremmo cercare di creare uno spazio per > dialogare con un pensiero teologico e di fede che i cristiani di Palestina ci > rivolgono, e che arriva a noi come un grido che interroga le nostre > coscienze”. > Per questo abbiamo chiesto ad alcuni pastori e pastore di provare a rispondere > – a partire dalla realtà delle chiese di cui fanno parte – a questa domanda. All’incontro, moderato da Erica Sfredda, parteciperanno: Massimo Aprile, Luca Baratto, Alessandro Spanu, Silvia Rapisarda e Pawel Gajewski. Link per collegarsi: https://us06web.zoom.us/j/82220611133 Codice d’accesso: 247849 Redazione Italia
May 20, 2026
Pressenza