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“DisArmibus”: il contro-festival che debella le ipocrisie dei traffici ‘sporchi’
“Nei giorni del festival internazionale Deportibus abbiamo organizzato il controfestival DisArmibus“, spiegano i coordinatori dell’iniziativa. Il loro obiettivo è mostrare le realtà che adombrano la kermesse di eventi – incontri, talk, dimostrazioni e performance – dedicata ai porti e alle loro trasformazioni economiche, sociali e culturali e ribadire che “Ravenna non deve più essere snodo militare e commerciale verso Israele“: > Di fronte alle sistematiche e gravissime violazioni del diritto internazionale > e umanitario e di fronte all’ennesimo attacco in acque internazionali della > Flotilla ci mobilitiamo per costruire dal basso quello che le istituzioni non > intendono fare: un embargo popolare a Israele e alla partecipazione del nostro > paese in guerra. > > Al nostro territorio non serve una passerella fatta per nascondere l’impatto > del rigassificatore, la violazione sistematica della legge 185/1990, le reali > condizioni di lavoro nel porto e la repressione del dissenso. Invitiamo tutte > le realtà associative e sindacali del territorio che sono solidali col popolo > palestinese, che hanno a cuore l’Articolo 11 della Costituzione a partecipare > e contribuire ai lavori del controfestival DisArmibus e a boicottare il > Deportibus. > > Nella mattinata di venerdì 22 maggio alle 9 in via dell’Almagià 2 faremo un > presidio e conferenza stampa in cui presenteremo il Manifesto > dell’Osservatorio popolare sui traffici di armi, che nasce dall’esigenza di > costruire un controllo popolare reale sui traffici di armamenti movimentati al > porto, sulle funzioni strategiche del porto, sulle ricadute sociali e > ambientali. Solo se sanno cosa passa, i lavoratori possono fare una > responsabile obiezione di coscienza. Chiediamo chiarezza e trasparenza su > tutto quello che passa dal porto, visto che anche recentemente abbiamo > segnalato un carico di materiale dual use diretto ad acciaieria militare > israeliana. > > Nella serata di venerdì alle ore 20:30 in sala Ragazzini si svolgerà la > presentazione del dossier Made in Italy l’industria del Genocidio elaborato > dai Giovani Palestinesi d’Italia insieme a People’s Embargo for > Palestine, Palestine Youth Movement e Weapon Watch e con il contributo > dell’European Legal Support Center. Interverranno Raffaele Spiga di BDS > Embargo, l’avvocato Andrea Maestri, referenti dei Giovani Palestinesi, > dell’Osservatorio sui traffici di armi nel porto di Ravenna e del > Coordinamento popolare e lavoratori dei porti di Ravenna, Livorno, e Ancona. > > Sabato 23 maggio all’Arci Casa Volante alle 16 all’esposizione della rassegna > GAZA REMAINS THE STORY del Palestinian Museum partecipano Carlo Biasioli e > Ivan Modestino, rispettivamente skipper della Global Sumud Flotilla e > referente dei Sanitari per Gaza. A seguire cena solidale per le compagne > denunciate e infine… JAM SESSION! Al (contro)festival DISARMIBUS organizzato dal Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna partecipano: * Global Sumud Italia * Giovani Palestinesi d’Italia * Sanitari per Gaza * Campagna Basta Complicità * BDS gruppo embargo * … (altri in arrivo)   Dall’inizio del genocidio in corso a Gaza nell’ottobre 2023, l’Italia ha mantenuto un flusso strategico e continuativo di equipaggiamenti militari e risorse energetiche verso Israele, favorendo direttamente l’infrastruttura tecnica dell’aggressione. Nonostante le ripetute rassicurazioni pubbliche del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo cui l’Italia avrebbe limitato le esportazioni di armamenti verso Israele, questa ricerca rivela una realtà sostanzialmente diversa. Una fitta rete di aziende italiane, enti collegati allo Stato e infrastrutture logistiche ha consegnato a Israele almeno 416 spedizioni di carattere militare e oltre 224 chilotonnellate di carburante provenienti dall’Italia – quantitativi confermati attraverso registri di spedizione che rappresentano probabilmente solo una frazione della reale portata dei trasferimenti… – Made in Italy l’industria del Genocidio Una collezione di documenti, disegni e materiali audiovisivi su aspetti storici, economici, geografici, demografici e culturali della sua realtà, la rassegna esplora la vita a Gaza mostrandone i luoghi, la gente e le opere artistiche. Come è ‘inciso’ nel suo titolo, la raccolta, Gaza Remains the Story illustra e narra la storia di Gaza attraverso ciò che la città e il territorio sono stati in passato e rappresentano oggi e a futura memoria. Redazione Italia
May 19, 2026
Pressenza