Tag - modena 16 maggio 2026

La crociata dei coraggiosi (da tastiera)
Non sono un cittadino di nessun posto, non ho bisogno di documenti e non ho mai provato un senso di patriottismo per alcun Paese, ma sono un patriota dell’umanità nel suo complesso. Io sono un cittadino del mondo. (Charlie Chaplin) Mentre il sangue non era ancora asciutto sul selciato di Modena, Matteo Salvini — ministro delle Infrastrutture, nonché autoproclamato guardiano della purezza nazionale — era già al suo posto di combattimento: lo smartphone. Con la tempestività di un pompiere che appiccica il fuoco, il nostro eroe padano ha trasformato sette persone ferite in munizioni elettorali, lanciandosi nella sua prediletta crociata contro i “figli di” — quella categoria pericolosissima di italiani che hanno il torto imperdonabile di avere genitori nati altrove. Al suo fianco, immancabile come un’ombra in divisa, il generale Vannacci — già vice segretario leghista, studioso di battaglie combattute rigorosamente dietro una scrivania — pronto a ergere barricate verbali contro chi non rientra nei suoi canoni di italianità doc. Piccolo dettaglio che i nostri paladini sembrano aver smarrito tra un post e l’altro: El Koudri è stato bloccato da tre persone. Una italiana. Due no — almeno non di nascita. Tra questi, Osama Shalaby, 56 anni, trent’anni vissuti in Italia, che non ha ancora la cittadinanza. Quello che Salvini chiamerebbe “problema”. Quello che chiunque abbia un briciolo di decenza chiama eroe. Osama non aveva il passaporto giusto. Aveva però qualcosa che evidentemente scarseggia nei palazzi della politica: la risolutezza di gettarsi su un’auto lanciata sulla folla. Salvini e Vannacci, nel frattempo, avevano le dita sul telefono. La città di Modena è scesa in piazza contro l’odio. I suoi salvatori avevano facce, nomi e storie diverse. L’unica cosa che li univa? Essere lì, in carne e ossa, quando contava davvero — non su X alle 23:47. Aurelio Angelini
May 19, 2026
Pressenza