Comunicato su quanto sta accadendo alle colleghe della scuola primaria di Marostica
Docenti per Gaza ha scelto di unire la propria voce alla grande ondata di
solidarietà nata intorno alle maestre di Marostica, finite di recente nel mirino
della politica. La polemica è esplosa a seguito di una gita scolastica a Trieste
che ha coinvolto due classi della scuola primaria. Si è trattato di un percorso
educativo strutturato e condiviso passo dopo passo con le famiglie, culminato in
un gesto concreto: la consegna di cibo e abiti ai migranti in Piazza Unità, là
dove l’associazione Linea d’ombra offre ogni giorno un primo rifugio a chi
giunge dalla complessa e dolorosa Rotta balcanica.
Nella “Piazza del mondo”, i bambini hanno avuto l’opportunità di ascoltare
storie vere, raccontate da persone ferite nel corpo e nello spirito, costrette a
fuggire da Paesi in cui la vita di nessuno è al sicuro, per poi ritrovarsi
spesso ad affrontare l’ostilità dei luoghi d’arrivo. Questa esperienza ha
permesso agli alunni e alle alunne di vedere con i propri occhi, ascoltare,
approfondire e confrontarsi. In fondo, è esattamente questo ciò che ogni
percorso didattico dovrebbe fare: allenare le menti al “senso critico”, un
concetto tanto sbandierato come finalità educativa nei corsi di formazione per
gli insegnanti, ma che rischia di rimanere una parola vuota se non si traduce
nella possibilità di toccare con mano la realtà, fare domande e cercare di
capire il mondo.
Purtroppo, la reazione a questa iniziativa segue un copione già visto, identico
a quello messo in atto contro chi aveva partecipato ai webinar con Francesca
Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi
occupati. La risposta della stessa parte politica si ripete puntuale:
interrogazioni parlamentari, ispezioni ministeriali e minacce di sanzioni
disciplinari.
Nel manifestare vicinanza alle colleghe, non possiamo non esprimere una profonda
preoccupazione per ciò che accade ormai quotidianamente nelle nostre scuole,
oggi sotto un attacco pericoloso che viola apertamente la Carta costituzionale.
Da un lato, infatti, si cerca di criminalizzare la solidarietà – valore
fondamentale e sancito dall’articolo 2 della Costituzione – mentre dall’altro si
assiste allo sdoganamento progressivo di un’educazione che sembra quasi
preparare alla guerra. Sono ormai sotto gli occhi di tutti le gite scolastiche
in siti militari, l’orientamento didattico a bordo di navi da guerra o le
scolaresche portate in visita alle fiere delle armi, per non parlare della
presenza costante delle forze armate o dei manager del comparto
militare-industriale nelle aule, persino per trattare temi come il bullismo.
Come insegnanti, guardiamo con forte allarme a queste ingerenze sempre più
pesanti che colpiscono la scuola e la libertà d’insegnamento, protetta
dall’articolo 33 della Costituzione. Proprio per questo, siamo determinat* a
difendere i principi costituzionali oggi sotto attacco e a continuare a
costruire, giorno dopo giorn o, una società che lasci spazio all’educazione alla
solidarietà e allo sviluppo di un autentico senso critico.
Redazione Friuli Venezia Giulia