Caso Almasri: anche la Corte Costituzionale volta le spalle a Lam Magok, vittima di torture
La Corte Costituzionale decide di non ammettere in giudizio la vittima di
torture.
“La Corte Costituzionale, con la sua decisione, ha compiuto una scelta precisa:
quella di togliermi la possibilità di far sentire la mia voce davanti a una
Corte del Paese che ha sottratto Almasri alla giustizia.” Così Lam Magok,
vittima delle torture di Osama Almasri, commenta l’ordinanza della suprema corte
di giustizia.
Gli avvocati di Baobab Experience Francesco Romeo e Antonello Ciervo sono netti:
“Secondo i giudici costituzionali, Lam potrà sempre chiedere i danni in sede
civile, ma non è affatto così. La decisione della Consulta è un bivio decisivo:
se la legge attuale verrà dichiarata incostituzionale, Lam non avrà più alcuno
spazio legale per chiedere giustizia e ottenere il risarcimento per il caso
Almasri.”
Lam Magok ha visto, pezzo dopo pezzo, l’Italia demolire il suo diritto alla
tutela giurisdizionale: prima quando il governo ha protetto il torturatore
Almasri dalla giustizia internazionale, poi quando il Parlamento ha protetto il
governo dalla giustizia penale; da ultimo, ieri, quando la Corte Costituzionale
ha respinto la sua richiesta di intervento nel giudizio sulla legittimità
costituzionale della legge di attuazione dello Statuto della Corte Penale
Internazionale.
Così facendo, la Corte sembra andare nella direzione di quel “superiore
interesse dello Stato” che secondo la maggioranza parlamentare ha giustificato
la condotta del Ministro della Giustizia Nordio, che ha liberato il ricercato e
del Ministro degli Interni Piantedosi e del sottosegretario Mantovano, che lo
hanno messo al sicuro su un volo di Stato italiano verso la Libia.
Una ragione di Stato con la quale – ricordiamo – la maggioranza ha barattato la
vita di migliaia di persone con un non meglio precisato timore di ritorsioni
contro i cittadini italiani presenti in Libia, con il rischio del collasso degli
accordi sul controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo, gestiti dalle
autorità e dalle milizie locali e con la salvaguardia degli approvvigionamenti
energetici.
Secondo Baobab Experience, “la decisione della Corte Costituzionale assume un
valore politico: quando una vittima si espone, denunciando addirittura il
governo, e non trova spazio e ascolto dinanzi a nessuna autorità giudiziaria,
viene da pensare che la legge non sia uguale per tutti, soprattutto quando i
carnefici sono molto più potenti delle vittime.”
Baobab Experience
Redazione Italia