Sindaco Barattoni, la invitiamo ad essere con noi alla carovana ecologista
Il Comune di Ravenna accolga e faccia propri gli obiettivi di Santa Marta
Lettera aperta
Gentile Sindaco,
come sosteneva Don Lorenzo Milani, preferiamo non usare le parole “Egregio
Sindaco”, perché l’espressione egregio significa ex grege, cioè fuori dal
gregge, cioè lontano dalla gente. E siccome riteniamo che un Sindaco debba
sempre essere in mezzo alla gente, debba stare nel suo gregge, preferiamo
chiamarla gentile Sindaco, perché della Sua gentilezza non abbiamo alcun dubbio,
e chiederLe di compiere un gesto di vicinanza a una parte del Suo “gregge”,
partecipando alle iniziative che dal 19 al 23 maggio si terranno a Ravenna, nel
quadro della
CAROVANA ECOLOGISTA
promossa da RECA (Rete Emergenza Climatica e Ambientale) ed AMAS-ER (Assemblea
dei Movimenti Ambientali e Sociali dell’Emilia Romagna), che si sta svolgendo in
tutta la regione, e sta facendo tappa nei luoghi più significativi di criticità
ecologica.
Il pomeriggio di MARTEDI 19, in via D’Azeglio 42, presso la Galleria Dis-Ordine
sarà inaugurata la mostra fotografica “Cattive acque/Dark waters”, che illustra
in maniera comparativa le devastazioni che l’estrattivismo fossile ha inferto a
due aree del mondo lontane ma accomunate da un analogo destino. La mostra
resterà aperta tutti i pomeriggi dal 19 al 23 in orario 17-19 e una Sua visita,
specie nel momento dell’inaugurazione, ci farebbe ovviamente molto piacere.
Invece, la mattina di SABATO 23 dalle 10 saremo presenti a Punta Marina, di
fronte alla skyline del rigassificatore, e a mezzogiorno davanti alla centrale
turbogas di Casalborsetti, e anche qui saremmo lieti di poterLa avere come
ospite dell’iniziativa e confrontarci con Lei.
Immaginiamo che Lei conosca bene le posizioni di “Per il Clima-Fuori dal
Fossile”, e non Le chiediamo certo di sposarle di punto in bianco. Ma crediamo
anche che il confronto delle Istituzioni con quella parte di società civile che
si batte per un vero cambio di passo nel rapporto fra cittadinanza e problemi
ambientali sia importante e possa vivere positivamente anche i momenti di
conflittualità.
La recente convenzione internazionale che si è svolta a Santa Marta, in
Colombia, per iniziativa del Governo di quel Paese e di quello dei Paesi Bassi,
ha segnato un momento fondamentale di convergenza fra i movimenti sociali e
numerose realtà scientifiche, politiche, sindacali e anche statuali,
sull’assunto che nell’estrema criticità climatico-ambientale in cui ci troviamo
(con tutti i risvolti in termini bellici !), non sia più sufficiente cercare di
agire sulla gestione delle emissioni inquinanti e climalteranti, ma si debba con
decisione, intraprendere la strada della loro progressiva eliminazione.
Cioè, bisogna iniziare da subito il processo di fuoriuscita dal sistema
imperniato sulle fonti fossili.
La lettera inviata da Lei alla presidente Meloni sull’energia e a proposito del
progetto Agnes, comparsa circa due mesi fa sulla stampa locale, deve diventare
oggetto di discussione pubblica, e pertanto ci preme intervenire per
sollecitarLa ad essere conseguente con quanto da Lei affermato.
La Presidente del Consiglio ha dimostrato non solo di non conoscere il progetto
di eolico e fotovoltaico previsto per Ravenna, e di non avere una vera strategia
nazionale, ma anche di non avere alcuna consapevolezza di quale sia l’urgenza di
agire per cercare di contrastare la crisi climatico-ambientale nella quale siamo
immersi e che potrebbe rapidamente diventare totalmente ingovernabile.
Come Lei ben sa, tutta la comunità scientifica da decenni va sostenendo (e
letteralmente implorando ad una politica fino ad ora pressoché sorda) che
l’uscita dal fossile è la conditio sine qua non per tentare di porre rimedio
alla situazione, già disastrosa. Noi, in buona compagnia con gli studiosi più
competenti, siamo sempre più convinti che la parola diversificazione, così
spesso utilizzata, non debba essere una specie di mantra utilizzato per stare
con i piedi in troppe scarpe, bensì debba voler dire una cosa sola: iniziare a
produrre con decisione energia da rinnovabili, e contemporaneamente iniziare a
ridurre con decisione il ricorso alle fonti fossili.
La politica governativa, a partire dalla legge sulle comunità energetiche e
quella sulle “aree idonee”, per non parlare dei colossali sussidi tutt’ora
erogati ai colossi del fossile, è tutta un “bastone fra le ruote” alle
possibilità di sviluppo di un modello alternativo, basato sulla produzione e il
consumo decentrati e governati dal basso, in grado già oggi – solo che lo si
voglia – di supplire ai mancati approvvigionamenti dovuti alla crisi ormai
permanente, ed anche di iniziare a sostituire stabilmente il fossile con
l’energia rinnovabile. Sosteniamo che ad ogni Kilowatt in più prodotto da
rinnovabili debba corrispondere un Kilowatt in meno di derivazione fossile.
Invece, purtroppo, si continua ad affidare ad un mercato “libero” (cioè
eminentemente speculativo) la gestione dell’intero settore.
Ci consenta però di sottolineare che anche i poteri locali, fino ad ora, non
hanno brillato per impegno nella transizione.
Gentile Sindaco, non si può in eterno attendere che le scelte della “grande
politica” forniscano le soluzioni ed ognuno deve fare la sua parte. Delegare
alla Presidente Meloni, o alle scelte dell’Europa, o peggio ancora a un
impossibile ravvedimento degli imperialismi, avrà come risultato, semplicemente
e letteralmente, la distruzione del genere umano. Allora, Le chiediamo che il
Comune di Ravenna si aggreghi al grande movimento che si è creato a Santa Marta,
e del quale abbiamo l’onore di essere un piccolo granello, e concretamente, in
tal senso, sollecitiamo:
1. Che tutti gli edifici pubblici di Ravenna raggiungano rapidamente la
completa autosufficienza energetica tramite fonti rinnovabili
2. Che i trasporti pubblici e i mezzi di mobilità di proprietà del Comune siano
definitivamente e completamente elettrificati
3. Che si studi in tempi brevi un complessivo intervento di riconversione
sostenibile del porto di Ravenna
4. Che si tracci un percorso chiaro e temporalmente definito di abbandono
dell’uso del fossile a Ravenna e della sua sostituzione con la produzione
energetica da rinnovabili, precipuamente quella prodotta dal basso, puntando
sulla progressiva autosufficienza energetica di quartieri e frazioni,
favorendo lo sviluppo delle comunità energetiche nelle loro varie
espressioni
5. Che il Comune di Ravenna faccia pressione sulla Regione affinché in tempi
rapidi vengano discusse e approvate le proposte di legge d’iniziativa
popolare che gran parte del movimento ambientalista regionale ha presentato
già da tre anni (nonché la PdL riguardante l’autonomia differenziata), e che
giacciono tutt’ora nei cassetti dell’Istituzione regionale
6. Che assieme al mondo associativo e alla società civile si formulino le
proposte più adeguate sulle le aree idonee ad ospitare gli impianti
rinnovabili
7. Che Eni e Snam cessino di essere interlocutori largamente privilegiati
dell’Istituzione comunale e divengano componenti della realtà sociale al
pari di tutte le altre aziende e realtà imprenditoriali, limitando la loro
pervasività di intervento nelle istituzioni culturali ed educative
8. Che si dichiari la necessità che il settore dell’energia debba essere
trasferito dall’ambito del profitto a quello dei beni comuni
Sulla base di questi punti, rivendichiamo che la società civile impegnata nella
difesa dell’ambiente, della biodiversità, della libertà dal mortifero binomio
fossile-guerra, sia riconosciuta come interlocutore stabile e costruttivo
dell’Istituzione che Lei presiede.
L’aspettiamo, MARTEDI 19 pomeriggio alla mostra, e SABATO 23 mattina al nostro
presidio a Punta Marina.
Coordinamento ravennate Per il Clima- Fuori dal Fossile
Ravenna, maggio 2026
Redazione Romagna