Scheda giuridica: la domanda reiterata di protezione internazionale in fase di esecuzione dell’allontanamento
INTRODUZIONE
La presente scheda pratico-giuridica nasce dall’esigenza di fornire uno
strumento operativo su una delle questioni più complesse e frequenti nel diritto
dell’immigrazione: la domanda reiterata di protezione internazionale presentata
nel corso dell’esecuzione di un provvedimento di allontanamento.
Si tratta di un’ipotesi tutt’altro che marginale. Nella pratica quotidiana il
momento in cui una persona straniera destinataria di un decreto di espulsione o
di respingimento manifesta la volontà di presentare una nuova domanda di asilo
costituisce uno snodo critico, in cui si intersecano esigenze di ordine
pubblico, obblighi internazionali e garanzie procedurali fondamentali. La
gestione errata di questo passaggio può produrre conseguenze irreversibili:
l’allontanamento di una persona che avrebbe diritto a vedere esaminata la
propria domanda.
Il fulcro normativo attorno a cui ruota l’intera scheda è l’art. 29-bis del
d.lgs. 25/2008, disposizione che disciplina specificamente questa ipotesi e che,
proprio per la sua collocazione al crocevia tra procedura amministrativa,
esecuzione coattiva e tutela giurisdizionale, richiede una lettura attenta e
sistematica. Non è una norma tra le altre: è il punto in cui l’ordinamento prova
a bilanciare interessi potenzialmente configgenti, e dove più spesso si
registrano prassi difformi, lacune applicative e, talvolta, violazioni concrete
dei diritti dei richiedenti.
La scheda acquista un’ulteriore rilevanza prospettica alla luce dell’imminente
piena operatività del Patto Europeo su Migrazione e Asilo. Il nuovo assetto
normativo europeo è costruito attorno all’idea che la domanda di protezione
venga tendenzialmente trattata in frontiera, prima dell’ingresso regolare nel
territorio degli Stati membri.
Questo significa che sul territorio nazionale arriveranno con crescente
frequenza persone che hanno già esaurito – o non hanno potuto esercitare
compiutamente – la prima procedura di esame, e che si troveranno nella
condizione di dover presentare una domanda reiterata mentre è già in corso un
procedimento di allontanamento nei loro confronti.
In questo scenario, la conoscenza approfondita dell’art. 29-bis cessa di essere
un tema riservato agli specialisti del settore per diventare una competenza
operativa di base, indispensabile per chiunque lavori a contatto con le
procedure di allontanamento e di protezione internazionale.
La scheda è articolata come segue: si muove da una riflessione sul ruolo della
domanda reiterata come strumento residuale ma essenziale di tutela (§ 1), per
poi ripercorrere l’evoluzione normativa dell’art. 29-bis dalla sua introduzione
con il D.L. 113/2018 fino alle modifiche apportate dal D.L. 133/2023 (§ 2).
Vengono quindi analizzati il fondamento europeo della deroga nell’art. 41 della
direttiva 2013/32/UE e il requisito dell’«imminente allontanamento» (§ 3),
nonché la nozione di «allontanamento» elaborata dalla direttiva rimpatri
2008/115/CE e la sua trasposizione nell’ordinamento italiano (§ 4). Segue un
esame delle singole modalità esecutive dell’espulsione e del loro rapporto con
il requisito dell’imminenza (§ 5), e una riflessione sulla natura del comma
1-bis introdotto dal D.L. 133/2023, verificando se configuri una fattispecie
autonoma o si risolva in una duplicazione normativa (§ 6). La parte centrale si
chiude con l’analisi dei limiti intrinseci alla deroga, in particolare l’obbligo
di esame preliminare e la valutazione del rischio di refoulement (§ 7), e con le
ricadute della disciplina sul diritto al ricorso e sulla permanenza nel
territorio nelle more dell’impugnazione (§ 8). La scheda si conclude con uno
sguardo al quadro futuro delineato dal regolamento (UE) 2024/1348 (§ 9) e con
osservazioni conclusive di sintesi (§ 10).
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