Giudice USA sospende le sanzioni contro Francesca Albanese
Richard Leon, giudice del District of Columbia, a Washington, ha sospeso le
sanzioni imposte nel luglio 2025 dall’amministrazione Trump a Francesca
Albanese, relatrice speciale dell’ONU sui territori palestinesi, con la
motivazione che tali sanzioni costituivano una violazione del Primo Emendamento
della Costituzione americana per lei e la sua famiglia. Il Primo Emendamento,
approvato nel 1791, garantisce infatti libertà fondamentali tra cui culto,
espressione, stampa, riunione e petizione. Il giudice ha ritenuto che l’intento
delle sanzioni fosse quello di punire e reprimere espressioni sgradite, come
quelle espresse dalla relatrice speciale nei suoi rapporti sul genocidio in atto
a Gaza a opera di Israele e la complicità di governi e aziende occidentali.
“Come ha detto il giudice, proteggere la libertà di espressione è sempre
nell’interesse pubblico. Grazie a mia figlia e a mio marito per essersi fatti
avanti per difendermi e a tutti coloro che hanno aiutato finora. Insieme siamo
Uno” ha commentato Francesca Albanese su X.
Nella causa depositata a febbraio presso il tribunale distrettuale a Washington,
il marito e la figlia minorenne di Francesca Albanese, nata negli Stati Uniti e
pertanto cittadina americana, avevano descritto il pesante impatto delle
sanzioni sulla vita quotidiana della famiglia, tra cui l’impossibilità di vivere
nella loro abitazione nella capitale, di aprire un conto bancario e di usare una
carta di credito.
Anna Polo