Un bambino mi ha chiesto…
Chi non ha dimestichezza con i bambini può restare stupito, esattamente come me,
nel sentirsi rivolgere da un ragazzino di 9 anni una serie di domande spiazzanti
circa i “malvagi iraniani” che cercano vendetta.
Non ho davanti a me un giovane Einstein, ma solo un bambino intelligente e
armato di una invidiabile capacità logica. Quella che difficilmente riusciamo a
cogliere nella nostra attuale classe politica.
Il ragazzino si chiama Andrea, è informato, vede i notiziari in Tv e mi spiega
che lo fa da due anni per “colpa” delle sue maestre che già dalla seconda
elementare davano come compito quello di guardare un telegiornale e poi, tre
volte a settimana, in classe si discutevano le notizie più rilevanti.
Povero Valditara, con tutti gli sforzi che sta facendo per ottundere le capacità
critiche degli studenti di ogni ordine e grado si ritrova sabotato da una
manciata di maestre elementari che, quatte quatte, forniscono l’imprinting al
sapere critico dei loro allievi. Poi sarà difficile togliere quella brutta
abitudine appresa alla primaria e lo dimostra il fatto che Andrea seguita a
guardare i TG e a commentarli criticamente anche a scuola chiusa!
Ascolto la sua domanda, è molto ben argomentata e mentre penso alla risposta mi
viene in mente la famosa fiaba di Andersen “Il vestito dell’imperatore”, quella
in cui l’onesta ingenuità di un bambino fa sì che gli ipocriti cortigiani
adulatori si vedano scoperti al grido de “il re è nudo”.
Andrea, per “colpa” delle sue maestre, ha imparato non solo a seguire i
telegiornali, ma anche a riflettere sulle notizie trasmesse e così mi chiede:
“secondo te perché Trump e Netanyahu possono uccidere chi vogliono, compresi i
presidenti, i ministri, i generali, e nessun giornalista li chiama assassini,
mentre se uno scrive che bisogna punire quelli che gli hanno assassinato i
parenti o gli amici o i loro presidenti, si dice che quelle sono pericolose e
ingiustificate minacce di vendetta? E perché il presidente Mattarella e tanti
politici condannano le reazioni iraniane ma non condannano chi bombarda l’Iran?
”
Eh, pare facile da spiegare! Comunque provo a rispondere che i giornalisti sono
soggetti a censura e qualche volta si autocensurano per non correre rischi e per
questo usano toni ed espressioni diverse nei loro servizi, sia relativamente ai
fatti, sia a chi li compie. Per i politici vale più o meno la stessa cosa perché
l’Italia ha scelto di stare nell’orbita israelo-statunitense, quindi le
istituzioni appoggiano Usa e Israele anche quando violano il diritto
internazionale.
Andrea mi guarda con una severità da adulto. Poi muove le labbra. È lapidario, e
siccome è anche romano, commenta con un secco “che infami”, appellativo che a
Roma è il massimo del disprezzo, anche morale, perché mette insieme traditore,
vigliacco, venduto, spia, privo di onore e tutto lo spregevole possibile.
Contro la mia volontà, che era quella di chiuderla qui, scopro di aver aperto
l’uscio a una sfilza di domande e di commenti che mi hanno bruciato l’intero
pomeriggio. Ho deciso di scriverne non per diletto (magari pure quello) ma
perché questo ragazzino mi ha mostrato la differenza tra chi è stato
addomesticato dal mainstream, fino a diventare cieco davanti all’evidenza, e chi
ancora è in grado di cogliere le differenze tra l’osservazione dei fatti e la
narrativa sui fatti stessi dettata dal potere, che poi ha come suo veicolo
privilegiato i media. Niente di nuovo in fondo.
Andrea mi chiede perché, secondo me, tutti ripetono che l’Iran non deve avere la
bomba atomica perché glielo vietano i Paesi che le bombe atomiche ce l’hanno e,
soprattutto, vuol sapere perché ripetono che nelle sue mani sarebbe pericolosa
mentre proprio gli USA l’hanno usata due volte ammazzando decine di migliaia di
persone inermi e nessuno gli dice che siccome sono così assassini non avrebbero
neanche il diritto di mettere bocca su questo argomento.
Poi mi chiede come mai tutti adulano Trump che se fosse suo nonno lui si
vergognerebbe di presentarlo agli amici perché lo prenderebbero in giro.
Bella domanda!
Mentre provo a rispondere m’interrompe e incalza. Vorrebbe sapere da me perché
la gente ripete le scemenze di Trump, come quella che gli ayatollah avrebbero
ucciso 50.000 persone in due giorni di manifestazioni, mentre – mi fa notare –
in tanti mesi di bombardamenti americani sull’Iran i morti sono “solo” 4.000.
Poi aggiunge che le sue maestre (se lo sa Valditara le licenzia) gli avrebbero
detto una cosa importante sulle bombe atomiche americane. Una cosa che lo ha
fatto riflettere: la bomba atomica sganciata su Nagasaki uccise 40.000 persone
che solo negli anni successivi divennero 80.000 per gli effetti provocati dalle
radiazioni e questo gli sembra una prova evidente che Trump o mente o è pazzo,
però nessuno lo contraddice. Io annuisco e lui torna all’attacco chiedendomi
quale sia il motivo per cui la gente è tanto scema da non sapersi fare neanche
due conti.
Si può spiegare a un bambino di 9 anni come funziona l’ipnosi collettiva dovuta
alla propaganda?
Ormai sto in ballo e ci provo, ma quando mi pare di aver detto abbastanza il
ragazzino mi sbatte in faccia la notizia dell’ultim’ora, in fondo quella che gli
stava più a cuore fin dall’inizio e mi chiede cosa ci trovo di sbagliato nella
dichiarazione della guida spirituale dell’Iran nell’aver detto che la vendetta
contro gli assassini di suo padre e di tutti gli altri, è inevitabile. Prima che
io possa parlare aggiunge che Trump e Netanyahu hanno aggredito l’Iran e che già
avevano ammazzato scienziati e generali e il mondo era stato zitto, e pure
quando Trump affondava le navi ammazzando tutti i passeggeri dicendo che
portavano la droga il mondo invece di dirgli che doveva arrestarli e sottoporli
a processo era stato zitto, quindi secondo lui se “quegli infami dei
giornalisti fossero onesti” dovrebbero dire la verità e in questo caso
dovrebbero dire che l’Iran chiede giustizia ma siccome i suoi nemici lo vogliono
distruggere, per difendersi non può che minacciarli e questa, conclude, “io
credo che si dovrebbe chiamare giusta vendetta per finire una guerra ingiusta
iniziata da Israele e Trump”.
Eh, il piccolo Andrea m’ha regalato un pomeriggio più impegnativo di un
convegno, quasi a convincermi che “il mondo sarà salvato dai ragazzini” per
citare Elsa Morante. Ma solo da quelli come lui, che hanno la tempra per gridare
che il re è nudo. E solo se gli adulti non avranno del tutto perso l’udito a
suon di propaganda.
Sì Andrea, il re è nudo, l’abito della democrazia è falso, Trump e Netanyahu
sono due pericolosi assassini mantenuti sul loro podio da una schiera di servili
cortigiani.
Il regime iraniano può non piacere ma non è per questo che è stato aggredito, e
questo solo gli idioti non l’hanno capito. Va bene così?
Stavolta Andrea ha annuito, la risposta lo ha convinto.
Patrizia Cecconi