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La Coalizione ambientale TESS scrive al Presidente della Repubblica
La Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione, 160 Associazioni e Comitati, ha inviato una Lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e al Presidente di Federparchi e della Comunità del Parco Nazionale Foreste Casentinesi Luca Santini per chiedere che si riconosca in ordine alla Strategia Nazionale della Biodiversita’ l’alto valore ecologico del crinale di Croce a Mori nel Comune di Londa che collega il Parco Nazionale con la Consuma, Vallombrosa e il Pratomagno. Londa é Comune del Parco Nazionale, Porta di accesso al Parco e Montagna Fiorentina insieme a San Godenzo. Gli 11 Sindaci della Comunità del Parco hanno espresso parere contrario alla trasformazione dei crinali di questo prezioso corridoio ecologico in siti industriali eolici con torri alte 200 metri visibili dal Monte Falterona. Al link il Comunicato del Parco https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.parcoforestecasentinesi.it% 2Fit%2Fnews%2Fcomunicato-parco-eolico-comune-di-londa%3Ffbclid% 3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEwNXVibktQUWJ5NEplS1IwQnNydGMGYXBw X2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR59XciBGtzJqGXVt8PoBvVhB6PfsGfMWJskUIM0uD_ 78eFDv29aeOfMWlfsqQ_aem_SG51xpZEapb8mhhZp0NGxg&h=AUBwrCYwebxgKXH2CA4WL45tiWXE3x A4AEZdH5XemYSld1Xf6J7eF6GhezxANsJG3MDVWHwrXLBQm6K2Po6td- 2PGLs5RY8xm8VxdTxl4Yef6zBSEiZ3JSm6oYkEi6rNgcqSiuf2LyKhv8Ap&__tn__=-UK-R&c[0]= AUD2A793R28d776WGOvxDhXq2Fi0xstxhia2lJHMtLCoJ1EvW_jd5rMo-LE9yqHlkisZQYGwbf- lhjHCAjqjzuQjMMh3ZLDYMpxcilp0bCeQcaxp54urd3RZOKS6jR5vvq9ZDao _s7ZHz9VZHKQLA10koTRfP4dGXfM-mvhzMaieZOU5Dw Si sono espressi contrari contrari al Progetto eolico Londa anche il Consiglio dell’Ente Parco, i Comuni di San Godenzo, Premilcuore, Rufina, Pelago, Reggello. Si tratta di un’area che deve essere tutelata proprio per evitare quella frammentazione che tanto danneggerebbe la biodiversità, la crescita e lo sviluppo di un Comune del Parco Nazionale al fine di attuare le indicazioni della Strategia Nazionale della Biodiversità che entro il 2030 deve raggiungere il 30% di aree protette. Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente di Federparchi, Signor Presidente della Regione Toscana, Abbiamo letto con attenzione le parole pronunciate dal Presidente Mattarella in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità il 22 maggio 2026 e le successive dichiarazioni del Presidente di Federparchi, Luca Santini. Sono parole che richiamano tutti noi, cittadini, amministratori, istituzioni, a una maggiore consapevolezza e una maggiore responsabilità nella tutela dell’ambiente e della biodiversità. Quando il Presidente Mattarella ricorda che non dobbiamo consegnare ai giovani un pianeta compromesso e che occorre una maggiore consapevolezza per la cura dell’ambiente, richiama principi che racchiudono l’essenza stessa dell’impegno della Coalizione ambientale TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione e senza consumo di suolo. Quando il Presidente Santini afferma che il sistema delle aree protette italiane è in prima linea per la conservazione della natura e per uno sviluppo sostenibile, nell’interesse dei territori e delle comunità, e che è necessario uno sforzo maggiore per raggiungere gli obiettivi europei di tutela della biodiversità, esprime una visione che sentiamo profondamente nostra. Proprio per questo, desideriamo condividere una riflessione che riguarda il futuro imminente dei crinali appenninici tra Mugello, Valdisieve e il Casentino, il corridoio ecologico tra il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna e il Pratomagno, Vallombrosa e Foresta di Sant’Antonio. Lungo questo corridoio naturale, tra l’area protetta del Parco Nazionale e il Pratomagno, è in corso il procedimento autorizzativo di un progetto industriale eolico che prevede l’installazione di 6 aerogeneratori alti 200 metri. Questo crinale, che digrada ai piedi del Falterona e si affaccia sui castelli casentinesi e sulle foreste sacre di Camaldoli e La Verna, è parte integrante di un paesaggio identitario e irripetibile che rischia di essere per sempre snaturato. Attraversato dal sentiero CAI 00 che ripercorre la viabilità antica degli Etruschi, viabilità che nel corso dei secoli ha permesso scambi e incontri tra i popoli della montagna, questo crinale rappresenta non solo la continuità ecologica dell’area protetta del Parco Nazionale, ma anche la sua estensione naturale per il conseguimento degli obiettivi della Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è stato insignito di diversi riconoscimenti nazionali e internazionali per le sue foreste e le sue faggete vetuste, entrate a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO nel 2017. Il riconoscimento riguarda in particolar modo la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino (la più antica d’Italia, istituita nel 1959) e le estese foreste biogenetiche. Entrambe tutelano alcuni degli ecosistemi boschivi più antichi e preziosi d’Europa. Eppure, in questo paesaggio decantato da Dante nella Divina Commedia, in questi luoghi cruciali per la connettività ecologica e l’equilibrio dell’ecosistema dal quale dipendiamo, in luogo di misure di tutela e prevenzione, si progetta un intervento industriale devastante e irreversibile. Tutto questo ci porta a riflettere su quali valori devono guidare le decisioni pubbliche per non consegnare ai giovani un pianeta compromesso. Non si tratta di una contrapposizione ideologica alle energie rinnovabili, ma di scelte responsabili: gli impianti eolici si fanno dove c’è vento sufficiente ad attivarli (la ventosità sugli Appennini è inadeguata per quantità e qualità) e, per ridurre gli impatti ambientali, si scelgono aree già compromesse e in prossimità dei luoghi di consumo energetico, così da minimizzare anche la dispersione di materia nel trasporto e il ricorso a ulteriori impianti industriali di accumulo. I crinali appenninici invece sono luoghi sacri che abbiamo il dovere di rispettare e consegnare integri alle future generazioni. Ricordiamo che il vero obiettivo della transizione energetica è la sopravvivenza del pianeta e delle sue creature, sopravvivenza imprescindibile dalla protezione dell’ambiente e degli ecosistemi, compreso quello umano. Per questo è necessario evitare la frammentazione di aree protette riconoscendo i corridoi che le connettono quali siti protetti, inidonei all’industrializzazione. Ci chiediamo come sia possibile cancellare l’anima di paesaggi millenari che costituiscono il più grande patrimonio collettivo in nome di una transizione energetica che non ha niente di ecologico. È questa la sostenibilità? Ci chiediamo come possano tradursi in azioni concrete i principi della tutela della biodiversità quando un’infrastruttura industriale viene proposta a ridosso di un Parco Nazionale. Ci chiediamo perché la transizione energetica che ci viene narrata debba trasformarsi in una nuova forma di sfruttamento dei territori montani e delle aree interne che da generazioni custodiscono foreste, sorgenti, habitat, paesaggi e biodiversità. Ci chiediamo come si realizza quello sviluppo sostenibile nell’interesse delle comunità di cui parla il Presidente di Federparchi, quando le comunità locali hanno un ruolo pressoché nullo nei processi decisionali che riguardano il loro futuro, eludendo sistematicamente la Convenzione di Aarhus. Queste domande non riguardano soltanto Londa, che è Comune del Parco Nazionale, e non riguardano solo gli altri dieci Comuni della Comunità del Parco che hanno espresso parere contrario al progetto eolico di Londa.  Riguardano tutto il crinale appenninico italiano e il significato stesso delle politiche di tutela della natura nel nostro Paese. I Parchi non sono perimetri tracciati su una carta: sono ecosistemi complessi, paesaggi culturali, corridoi ecologici, identità collettive e patrimoni costruiti nel tempo, dalla relazione tra uomo e natura. La loro tutela non può fermarsi al confine amministrativo dell’area protetta ma deve coinvolgere necessariamente il contesto in cui essa è inserita, che ne garantisce equilibrio e integrità. Come Coalizione nata per difendere i crinali e la natura dall’industrializzazione, Vi chiediamo di fermare l’assedio industriale al Parco Nazione Foreste Casentinesi ed ogni attacco ai crinali appenninici e ai paesaggi identitari del nostro Paese. Le parole pronunciate in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità rappresentano per noi un motivo di speranza. Confidiamo che possano tradursi in un impegno concreto affinché la tutela della natura non resti un principio astratto. Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente della Repubblica e al Presidente di Federparchi, affinché i principi condivisi di tutela e salvaguardia si traducano in scelte concrete; affinché i decisori pubblici, a qualsiasi livello, siano guidati dal rispetto di questi principi condivisi che, altrimenti, rimarranno belle parole vuote di significato. Ci rivolgiamo a Lei, Sig. Presidente della Repubblica e al Presidente di Federparchi, perché crediamo che nessuna transizione energetica possa calpestare un principio fondamentale della Costituzione italiana: la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Con rispetto Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione Redazione Toscana
June 11, 2026
Pressenza
Non siamo in vendita! territori e comunità uniti per la pace contro il riarmo energetico
Sabato 9 maggio e domenica 10 maggio hanno avuto luogo a Londa due giorni di Mobilitazione per i crinali dell’Appennino Mugellano e della Montagna Fiorentina liberi dalla loro trasformazione in siti industriali di grandi opere mega eoliche che impattano sulla valle del Mugello e la valle del Casentino.  La Marcia del 9 maggio si è svolta da Contea a Londa, Comune del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, dove la Società Hergo Renewables, ENI, ha presentato un Progetto di 6 torri eoliche alte 200 metri ai confini del Parco Nazionale di fronte al Monte Falterona, sul corridoio ecologico che connette il Parco Nazionale alla Consuma e al Pratomagno. L’iniziativa è stata organizzata dalla Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione, da Progetto Confluenza, dalle Associazioni del territorio, da Italia Nostra e Atto primo salute ambiente e cultura, dal Comitato Crinali Liberi Londa insieme ai Comitati territoriali uniti dell’Appennino Mugellano.  La Marcia con le insegne delle Associazioni e dei Comitati è arrivata fino alla Piazza del Comune di Londa dove si è svolta la prevista Assemblea pubblica. I numerosi interventi hanno evidenziato l’aspetto speculativo della colonizzazione industriale eolica in territori che vivono essenzialmente della bellezza naturale dell’ambiente e del paesaggio e consumano pochissima energia.  La Transizione energetica deve essere ecologica, altrimenti non è transizione, non risolve alcun problema e li aggrava tutti in modo irreversibile. La guerra richiede sempre più energia così come i server dell’intelligenza artificiale.  Le alternative ci sono, senza consumo di suolo e senza devastare ambiente, paesaggio e biodiversità che, come afferma la Costituzione, vanno invece tutelati e protetti, come il diritto alla pace.  Durante la Marcia e all’Assemblea è emersa la ferma determinazione a difendere i territori e le comunità dal degrado industriale causato dalla deforestazione dei crinali, dalla realizzazione di ampie strade per i mezzi eccezionali di trasporto delle pale sui Sentieri CAI 00 di crinale, memoria e identità storica dei popoli della montagna, dalla cementificazione e consumo di suolo forestale.  La Transizione energetica deve avvenire non sulla testa della popolazione, ma deve essere fondata sulla partecipazione dei cittadini alle scelte energetiche adeguate alla specificità del territorio. Aziende agricole, strutture recettive, agriturismi, produttori locali, hanno sostenuto la Marcia e la Mobilitazione dei due giorni offrendo accoglienza, ospitalità e visite nei luoghi incontaminati e ricchi di biodiversità che subirebbero un danno irripristinabile dalle opere industriali.  L’appello forte rivolto alle Amministrazioni è la richiesta a loro rivolta di esprimere ferma e decisa contrarietà al Progetto eolico Londa, Comune del Parco e Montagna Fiorentina e a quei Progetti eolici nell’Appennino Mugellano che vanno a compromettere e a distruggere gli ultimi ecosistemi naturali meglio conservati, un bene comune in nessun modo compensabile, per le future generazioni.   Comitato crinali liberi Londa Comitati territoriali uniti dell’Appennino Mugellano Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione Redazione Toscana
May 13, 2026
Pressenza