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Il sindaco del rigassificatore parla di cambiamenti climatici a Ravenna
Ci sarebbe da ridere se non fosse puro imbarazzo, leggendo che l’ex sindaco di Ravenna, balzato durante il proprio mandato alla poltrona di presidente di Regione, torna a Ravenna per parlare di cambiamenti climatici. Ravenna, città plurimedagliata d’Italia per smog, fragilità idraulica e cementificazione di suolo, consumato voracemente anche durante i suoi 10 anni di sindaco. Grazie alla Giunta de Pascale, in un territorio che vanta il primato per le industrie a rischio di incidente rilevante, è stato dato il via libera ad una delle opere più impattanti mai realizzate: il rigassificatore offshore a ciclo aperto. Insieme alle centinaia di chilometri di infrastrutture dedicate, esso leghera’ mani e piedi per decenni l’Italia all’uso di combustibili fossili, tra i maggiori climalteranti del pianeta. Senza considerare che la scelta discende dalla forzatura degli equilibri politici internazionali, con la conseguente corsa al riarmo e alle guerre: quanto di più folle ed insostenibile dal punto di vista ambientale – oltre che umano – possa essere immaginato. Ma restiamo ai casi che abbiamo seguito da vicino: grazie a de Pascale si è avviato, con i fondi PNRR presi in prestito dall’Europa, il cosiddetto “Parco Marittimo”, per realizzare il quale sono state sepolte e riciclate tonnellate di rifiuti, abbattute centinaia e centinaia di alberi, manomesse dune e habitat proprio nei contesti più vulnerabili, quelli posti a protezione del fragile territorio costiero. Un’opera distruttiva, realizzata usando anche legno esotico proveniente dai disboscamenti della foresta Amazzonica (il massaranduba per il piano di calpestio delle passerelle) fortemente voluta dalla Giunta, che sta sfigurando Lido di Savio, privandolo del suo bellissimo viale principale alberato, in grado di fornire alla località servizi ecosistemici per 200 mila euro l’anno. Carte “false” pur di abbattere ad ogni costo, tant’è che gli abbattimenti, privi dell’adeguata ordinanza esecutiva, sono stati nuovamente fermati dal TAR. Alberi cinquantennali sanissimi sottoposti a valutazioni quantomeno discutibili, il cui autore, l’agronomo Morelli, è stato difeso pubblicamente a spada tratta – forse inconsapevolmente, proprio per il caso in questione – dall’ospite della serata che vedrà protagonista de Pascale, il meteorologo Randi. Un’intolleranza dichiarata, quella verso i pini, che ha fatto scuola e che sta cambiando per sempre, dopo centinaia di anni, il volto amato dei nostri luoghi. Ma in tutta questa farsa, è sempre la natura, offesa, piegata e derisa, a presentare implacabile l’amaro conto.   Il gruppo di cittadini “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna” Redazione Romagna
January 21, 2026
Pressenza
Ravenna: Presidio davanti al Tribunale per i pini di Lido di Savio mercoledì 10 settembre
Il gruppo Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna organizza presso il Tribunale di Ravenna un presidio mercoledì 10 settembre, dalle ore 12.40 alle 13.40.   L’iniziativa vuole porre all’attenzione dei cittadini, ma anche della Procura, ciò che è già stato segnalato tramite esposti e denunce: ovvero che gli abbattimenti di alcuni dei 10 pini di viale Romagna, avvenuti il 17 luglio scorso, si sono svolti senza che il progetto approvato del Comune lo prevedesse. In particolare, per quanto riguarda il pino n. 16, da conservare secondo il progetto e invece abbattuto grazie alle prove di trazione a cui è stato sottoposto; prove su cui sono stati espressi e posti all’attenzione dei magistrati svariati dubbi, non dei cittadini ma dell’ideatore delle prove stesse, il quale, con ben due relazioni, l’ultima di qualche settimana fa, ha evidenziato l’uso di coefficienti relativi al vento non rispondenti allo stato dei luoghi. Ma non solo: le prove, ed in particolare i lavori di preparazione e conclusione delle stesse, si sono svolti in palese contrasto con quanto previsto dalle Norme Tecniche del Capitolato Speciale d’Appalto del progetto, in quanto la pavimentazione è stata rimossa con mezzi meccanici e in modalità non previste, ed infine ripristinata con una gettata di asfalto bollente, in modo completamente contrario a quanto previsto dal capitolato e da ogni buona pratica di arboricoltura. Il tutto a conoscenza della ditta incaricata di svolgere le prove. Quanto successo può ripetersi, con le medesime modalità, anche nel proseguimento dei lavori presumibilmente imminente, con alberi che potrebbero essere abbattuti anche se non autorizzato nel progetto e testati in maniera difforme da quanto previsto. Ancora, come annunciato dall’assessore Cameliani, i risultati delle prove a trazione potrebbero essere estesi a tutto il viale, decretandone il pessimo stato ed il conseguente abbattimento. Ci rendiamo conto che, tra modifiche saltate fuori senza variante ed elaborati progettuali grafici da guardare con attenzione anche per i non addetti ai lavori, non sia facile districarsi su un progetto che, come abbiamo sempre sostenuto, sembra voler perseguire un unico scopo, ovvero quello di abbattere tutti gli alberi di viale Romagna, anche se invece, approvato sulla carta, c’è scritto altro. In aggiunta, possiamo immaginare il fastidio di doversi occupare di segnalazioni provenienti da gruppi di cittadini, spesso bollati come quelli del “no a tutto”, facinorosi nullafacenti a caccia di visibilità, manipolati e totalmente incompetenti. Un anno di lavoro e dieci relazioni tecniche da migliaia di pagine redatte dai migliori esperti di rango internazionale i quali, avendo visto il viale e le sue condizioni, stanno collaborando per la causa, riteniamo possano, in questo caso, essere valutati senza pregiudizio.   Il presidio, dunque, è finalizzato a lanciare un appello agli amministratori della giustizia affinché non sottovalutino la questione ed approfondiscano bene tutti gli aspetti della vicenda, che riguarda non un vezzo di pochi ma un bene pubblico e pubblici denari di tutta la comunità.   Il gruppo Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna Redazione Romagna
September 9, 2025
Pressenza
La magistratura indaga sui pini sani di Lido di Savio
Ravenna, 15 luglio 2025 – La Magistratura indaga sui pini condannati dalle prove di trazione non rispondenti allo stato dei luoghi, costate ben 23 mila euro e firmate da “Progetto Verde”, ma il Comune non si fa scrupolo e si prepara ad abbattere alberi sani lungo il viale principale di Lido di Savio giovedì 17 luglio, alle ore 6.00.   “Nel fare verifica, abbiamo scoperto un errore palese e decisivo da parte dell’esperto nell’ipotizzare il carico del vento sui pini, che sono fortemente protetti dagli edifici”, così scrive l’ideatore delle prove di trazione, l’ingegnere tedesco Wessolly, contestando numericamente la condanna a morte di alberi sani. Suscita sdegno il pervicace accanimento del Comune di Ravenna contro il viale alberato di Lido di Savio, e persino contro quasi 3000 cittadini che da oltre un anno stanno chiedendo, con dati scientifici, di salvarli e di non privare la località balneare del suo bene pubblico più prezioso e salutare, evidenziando dissesti marciapiedi minimali e facilmente ripristinabili, incidenti dal 2013 pari a zero secondo la Polizia Locale, nuovo tratto del Parco Marittimo già realizzato con alberi non idonei ad una località balneare e ridotto ad un forno rovente, deprezzamento degli immobili, aumento bollette, distruzione biodiversità e servizi ecosistemici forniti dall’alberata pari a 200 mila euro l’anno. Presentato da un professionista persino un progetto per ripristinare il viale rispettando quello già approvato ma conservando i pini. I cittadini non si oppongono al “Parco Marittimo”, ma solo alle distruzioni scellerate. Abbattere pini italici sani, simbolo di Ravenna e dell’Italia intera, è esempio di violenza che semina paure, odio razzista contro i pini e contro la natura, e sfiducia nelle istituzioni. Solo il 18% ha votato a Lido di Savio nelle recenti elezioni comunali. Le perizie ora al vaglio della Magistratura hanno posto alla berlina internazionale il nostro Comune, uno dei più cementificati ed inquinati d’Italia, e si apprestano a divenire un caso di studio tanto emblematico quanto vergognoso.    I cittadini hanno depositato appello al Consiglio di Stato e il Comune si prepara ad abbattere giovedì 17 luglio, in piena stagione balneare, grazie alle prove di presunta pericolosità: alberi dichiarati in procinto crollo a cui le recenti e violente condizioni meteo non hanno provocato alcunché. La Procura sta effettuando indagini e test sugli alberi, che svaniranno nel nulla una volta abbattuti. Incredibile che tutto questo possa avvenire nella “civilissima” Emilia-Romagna e contro un patrimonio pubblico.   L’ordinanza per abbattere alberi “pericolanti”, impugnata dai cittadini, è stata sovrapposta all’esecuzione del progetto “Parco Marittimo”, che invece prevedeva di abbatterli tutti senza alcuna valutazione, direttamente in ottobre 2024 e non con 9 mesi di ritardo. Il TAR si rifugia nell’inammissibilità, di fatto non analizzando la dettagliata documentazione prodotta dai ricorrenti per dimostrare che non si trattava della mera esecuzione del progetto, e nemmeno si esprime sulle prove di trazione commissionate dal Comune che condannano ingiustamente gli alberi.  L’irrevocabilità della scelta politica di condanna pare intoccabile. Nessun magistrato o giudice coraggioso valuta a fondo le carte, e risponde a un grido disperato levato contro la furia distruttrice, mirata solo a far girar denari, che ovunque sta violentando e trasformando irreversibilmente il nostro Bel Paese?  I cittadini non si arrendono e confidano sempre nella giustizia.  Presidio giovedì dalle ore 6.00 a Lido di Savio sotto l’ombra dei pini di viale Romagna condannati a morte.  Il gruppo di cittadini “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna” Redazione Romagna
July 15, 2025
Pressenza
Pini Lido Savio, chiusura delle strade, un po’ di chiarezza
In attesa dell’udienza del 15 maggio, il Comune sta procedendo a transennare tratti di viale Romagna, appoggiandosi sulle allerte meteo. Quella attuale, tra l’altro, non ha allerte di vento, ma si è presa lo stesso l’occasione per chiudere. In questo modo, operatori commerciali, residenti e turisti rischiano di finire nel caos e nel disagio, proprio all’inizio della stagione turistica, e la colpa si scarica contro i poveri pini e contro i cosiddetti “ambientalisti”, ovvero i cittadini che si battono per la tutela del decoro della località turistica, di cui il bellissimo viale di pini è la principale attrattiva. Se da un lato possiamo comprendere il Comune, che si basa sulle prove del suo tecnico, dall’altro riteniamo doveroso precisare che: 1) le prove a trazione, che il Comune ha deciso di fare solo dopo la petizione di 3000 firme, e che stabiliscono la pericolosità degli alberi, redatte da “Progetto Verde”, dell’agronomo Giovanni Morelli, presentano alcune grosse anomalie, individuate da chi ha introdotto queste prove in Italia circa 20 anni fa, ovvero esperti su cui non c’è alcun dubbio circa la loro competenza. In particolare, è stato preso un coefficiente per il vento che non corrisponde alla situazione reale. Per questo motivo gli abbattimenti che conseguono da quelle prove sono stati oggetto di un Ricorso al TAR, e fermati dal Tribunale con l’accoglimento della sospensiva. 2) Le prove di trazione, costate ben 23 mila euro, si eseguono solo per alberi oggettivamente malati e a rischio, cosa che non risulta all’analisi visiva effettuata da un altro tecnico di chiara fama per conto dei cittadini. Il Comune ha voluto lo stesso procedere in questa direzione e, sarà sicuramente un caso, gli alberi malati sono proprio dal lato dove il progetto “Parco Marittimo” prevede l’eliminazione totale dei pini, mentre risulta da non abbattere uno dei pini che teoricamente sarebbe stato da mantenere, sul lato monte. Preveggenza miracolosa del progettista del Parco Marittimo, lo studio Paisà, nelle cui relazioni approvate non risulta la benché minima valutazione sui pini, chiamati “marittimi” anziché “domestici”, e da abbattere solo per un vezzo architettonico? 3) I cittadini hanno chiesto da subito di poter svolgere anch’essi prove a trazione, a proprie spese e con tecnici specializzati: il Comune ha respinto sdegnato. Perché? Si parla di “sicurezza”: una motivazione stupefacente, come se i tecnici che da sempre svolgono questo lavoro non sappiano come agire, ovvero in sicurezza. Altri comuni, ad esempio Padova, concedono in modo trasparente qualsiasi verifica sul patrimonio pubblico delle alberature urbane. 4) Gli alberi sono malati e a rischio crollo, o no? Dalle verifiche sulle prove di Morelli, se fosse stato usato il parametro corrispondente alla situazione reale, i pini sarebbero tutti in classe di sicurezza. 5) Ma se risultassero comunque in classe di rischio, la soluzione unica è l’abbattimento? No, ci sono numerose tecniche che permettono di salvare gli alberi con classe di rischio al limite di sicurezza; solo quelli davvero pericolosi vanno abbattuti. Pensiamo solo a Lignano Sabbiadoro, che ha recuperato e consolidato oltre 300 pini di 70 anni sottoposti alle sferzate di bora direttamente sul lungomare. Per concludere, commercianti e cittadini pensino a cosa diventerebbe il viale senza i suoi pini durante la stagione balneare: un forno rovente, con conseguente fuga di turisti, deprezzamento degli immobili ed aumento delle bollette. Basti pensare al valore delle case a Milano Marittima, che i suoi pini se li tiene stretti. Oltre 50 i gradi misurati la scorsa estate con termocamera professionale nel tratto già realizzato. Davvero vogliono questo? I cittadini si stanno battendo non solo per i pini, ma per tutta Lido di Savio e per chi ci abita e lavora, e anche per il Comune stesso, che rischia di provocare un danno irreparabile al proprio patrimonio verde basandosi su progetti e prove quantomeno discutibili.   gruppo di cittadini “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna”  Redazione Romagna
April 25, 2025
Pressenza