Il futuro scritto in sogni, fantasie e speranze dei lettori più ‘piccoli’
Il tema della 38esima edizione della fiera dell’editoria è intitolato come la
raccolta di liriche di Elsa Morante e nella serata di mercoledì 13 maggio il
programma di eventi collaterali all’esposizione propone lo spettacolo
“L’infanzia del mondo. Innocenza, umanità, resistenza a partire dalla poetica di
Dylan Thomas” di e con Vinicio Capossela.
Il mondo salvato dai ragazzini
Nel titolo del libro, edito da Einaudi nel 1968, e di una sua sezione, la
seconda della terza parte, dedicata alle canzoni popolari, sono sintetizzati i
contenuti della collezione di poesie, canti e annotazioni, e di una pièce
teatrale, La commedia chimica. Un’opera singolare, che sfugge alle
catalogazioni.
«In sostanza e verità – precisò Elsa Morante – tutto questo non è nient’altro
che un gioco».
Nella presentazione della sua ristampa nel 2012 la casa editrice spiega: “Non
c’è nulla nella tradizione letteraria italiana che gli assomigli anche
lontanamente. Il poemetto, il teatro, la poesia visiva, il libello sono
mescolati con un’alchimia che sembra far esplodere l’oggetto libro, proiettare
il testo fuori dalle pagine, anche graficamente: come un appello che esca da una
gabbia e vada alla ricerca dei ragazzini di tutto il mondo. Un inno
all’adolescenza, alla sua energia e alla sua bellezza come visione politica per
cambiare il mondo”.
Nel 1957 con il romanzo L’isola di Arturo la prima donna insignita del Premio
Strega e autrice del romanzo La Storia, pubblicato nel 1974 e nel 2002
annoverato nella World Library, l’elenco dei cento migliori libri di tutti i
tempi, la prolifica e famosa, ma riluttante alle esaltazioni della celebrità,
scrittrice italiana con Il mondo salvato dai ragazzini ha consegnato ai suoi
contemporanei e posteri una testimonianza, anche il proprio testamento, che
nella rubrica Il Caos pubblicata su Tempo Pier Paolo Pasoli ha definito “un
manifesto politico scritto con la grazia della favola, con umorismo, con gioia”.
Nel 2026, mentre il mondo è dilaniato da tante guerre e molte problematiche, il
Salone Internazionale del Libro di Torino è una rassegna culturale che si svolge
all’insegna di questo libro-manifesto e del manifesto grafico disegnato de
Gabriella Giandelli, illustratrice e fumettista milanese che ha raffigurato La
mia intifada, il libro scritto da Susan Abulhawa incluso nel ‘catalogo’ Invicta
Palestina.
In questa edizione della fiera torinese le case editrici presenteranno numerosi
saggi, romanzi e libri illustrati di ogni genere, anche di didattica e
letteratura per bambini e ragazzi, che propongono riflessioni sul futuro
dell’umanità e organizzano molteplici eventi in sintonia con il titolo della
rassegna, un programma in cui spicca lo spettacolo di Vinicio Capossela, e
tantissimi incontri tra editori, autori e lettori.
La casa editrice per la pace, la nonviolenza e i diritti umani Multimage
presenta l’iniziativa, intitolata Il futuro conteso: giovani tra violenza e
bellezza, che si terrà presso la Casa Umanista di Torino (Lungo Dora Firenze,
31) nel pomeriggio di sabato 16 maggio e in cui verrà presentato, a cura di
Giorgio Mancuso, il Quaderno di Pressenza 2025 – Moltitudini
ribelli. Un’alternativa possibile alla guerra permanente.
L’infanzia del mondo. Innocenza, umanità, resistenza a partire dalla poetica di
Dylan Thomas.
Mercoledì 13 maggio, serata inaugurale della rassegna, all’Auditorium Rai di
Torino alle 20:30 va in scena lo spettacolo che il Salone Internazionale del
Libro insieme a Rai Radio3 presenta annunciando: “L’evento unisce musica e
parole e prende ispirazione da Dylan Thomas. Al centro, Sotto il bosco di latte,
opera scritta per la radio che racconta un villaggio attraverso i sogni dei suoi
abitanti. Capossela sarà sul palco insieme a Pietro Del Soldà”.
La rappresentazione, interpretata da Vinicio Capossela, anche il suo autore,
insieme a Nada e Paolo Rossi e con Pietro Del Soldà, inoltre con Raffaele Tiseo
e Vincenzo Vasi, anticipa la trasmissione del radiodramma programmata da Rai
Radio3 in due versioni – una a puntate, cinque episodi, dal 25 al 29 maggio alle
ore 17 in onda all’interno del programma Ad Alta Voce e una integrale, inclusa
nella diretta di Radio 3 Suite di mercoledì 3 giugno alle 20:05 – e a seguire
diffusa su Raiplay.
Questa trasposizione della commedia Under Milk Wood che Dylan Thomas scrisse nel
1954, per la prima volta trasmessa dalla radio inglese BBC nel 1957 e nel 1968
recitata da Richard Burton, in cui è narrata un’intera giornata della vita
quotidiana in paesino gallese sito ai margini di un bosco e gli eccentrici e
stravaganti protagonisti raccontano tante storie divertenti o tristi che ne
compongono una tragicomica, è stata ideata dal dj e speaker radiofonico
torinese Renato Striglia. Dopo la sua morte, avvenuta nel 2020, Vinicio
Capossela ha deciso di realizzare il progetto, la cui concretizzazione è stato
“un lavoro lungo, intenso e partecipativo che ha coinvolto una polifonia di 56
voci, raccolte tra amici della comunità torinese di Striglia e artisti e
compagni di viaggio”.
Oltre che dall’autore, Vinicio Capossela, e da Paolo Rossi nel ruolo di ‘voci
narranti’, la performance è interpretata anche da Alessandro Bergonzoni, Enzo
Bianchi, Stefano Bollani, Ermanno Cavazzoni, Geppi Cucciari, Mauro Ermanno
Giovanardi, Marisa Laurito, Luciana Littizzetto, Ermanna Montanari, Nada, Roy
Paci, Daniela Pes, Patty Pravo, Johnson Righeira… e Ornella Vanoni.
«Il bosco di latte è il ‘canto alla vita’ dell’umanità – spiega il cantautore –
Copre tutte le generazioni e le classi sociali. L’arco ciclico di una giornata
rimanda alla ciclicità del tempo naturale e universale. Non c’è trama. C’è solo
il brulicare della vita che non porta alla felicità, ma alla vita stessa, alla
sua generazione e alla sua decomposizione. I morti si confondono con i vivi. I
sogni con il reale. È per questo che Sotto il Bosco di Latte è doppiamente
dedicato a Renato: per la sua intima relazione con l’umanità e perché i morti in
questo racconto, come gli annegati di Capitan Gatto, tornano nei ricordi dei
vivi reclamando la memoria. Affinché, come nel passo più toccante del poema,
come Rosie, non ci si dimentichi anche di essere nati».
Nel presentare la serie di trasmissioni radiofoniche, Vinicio Capossela anticipa
anche che lo spettacolo messo in scena per l’inaugurazione del Salone
Interazionale del Libro, cioè la rappresentazione che, mediante il dialogo con
il giornalista Pietro Del Soldà, ripercorre il lungo viaggio creativo
dell’opera, “è il primo, fondamentale tassello di un nuovo percorso creativo che
culminerà nei prossimi mesi in una trasposizione teatrale che debutterà a
Romaeuropa Festival il 3 e 4 ottobre, e in un nuovo progetto discografico”.
La crociata dei bambini
Nella biografia e carriera artistica di Vinicio Capossela il percorso tracciato
dalle sue interpretazioni della commedia di Dylan Thomas prosegue nel solco
della canzone composta ispirandosi al dramma La crociata dei bambini del 1939
scritto da Bertolt Brecht nel 1941. Un brano musicale anche illustrato con
disegni in gesso bianco su carta nera di Stefano Ricci a cura di Ahmed Ben
Nessib assemblati nel videoclip diffuso mediante i canali social-media che viene
anche rappresentato nella ‘cornice’ della mostra esperienziale Polvere di Guerra
– dalle macerie alla costruzione di pace.
Maddalena Brunasti