Roma: assemblea contro la militarizzazione e il controllo al Corviale
Assemblea pubblica domenica 10 maggio alle 16 all'arena del Corviale.
Ne parliamo con una compagna del Collettivo Suburbia.
segue il comunicato:
Da qualche mese è impossibile entrare o uscire da Corviale senza essere
videosoregliati. Le telecamere che hanno invaso il quartiere sono arrivate,
senza troppe spiegazioni, qualificandosi come un elemento di progresso, volto a
rendere il quartiere più “Smart”, all’interno di un più ampio progetto centrato
sull’installazione di una rete 5g (senza la quale non potrebbero funzionare
queste telecamere). Sappiamo che sono prodotte dalla Leonardo spa (nota azienda
di guerra e morte, che produce anche le armi usate per il genocidio in
Palestina) e che sono potenziate dall’intelligenza artificiale. Le poche notizie
ufficiali ci dicono che serviranno a osservare comportamenti “sospetti”, ma
sospetti per chi? per cosa? Non ci è dato sapere. Pensiamo davvero che il
controllo dei nostri movimenti, di chi esce e di chi entra, la messa a profitto
della nostra quotidianità, sia da considerarsi sicurezza? I progetti che
finanziano le telecamere a Corviale sono costati 97milioni di euro e nascondono
l’obiettivo di un controllo esteso su tutto il territorio romano: dal centro
(per difendere i turisti), ai mezzi pubblici, alle periferie che abitiamo,
nuovamente rappresentate soltanto come uno spaccato di degrado e criminalità
Chiamiamo un’assemblea pubblica per parlare di Corviale ma non solo: riteniamo
che oggi Corviale, e la periferia in generale, sia una zona di sacrificio dove
sperimentare nuove tecniche per estendere sempre di più questo nuovo modello di
“sicurezza” e controllo dei territori e delle persone che li abitano. Non
accetteremo passivamente che questo accada, e ci rifiutiamo di far sembrare il
controllo totale di un territorio un qualcosa di neutrale e di routine.
CI INCONTRIAMO IL 10 MAGGIO ALLE 16:00 ALL’ARENA DI CORVIALE (DIETRO IL TERZO
LOTTO) per fare rete, discutere e condividere azioni di controllo su territori
simili al nostro, per immaginare una risposta concreta e per condividere
pratiche affini e comuni
È UNA PROMESSA, QUESTO MONDO BRUCERÀ