Il diritto di parlare di genocidio in Palestina
Il giorno 29 aprile due attivisti del movimento BDS e di Firenze per la
Palestina hanno subito aggressione verbale a Greve in Chianti mentre affiggevano
drappi con i nomi dei bambini uccisi da Israele. Questi drappi erano stati
scritti nell’ambito della iniziativa “20.000 drappi per i bambini vittime dei
conflitti”, promossa dal Comitato Greve per la Palestina insieme a decine di
Associazioni del territorio.
I termini dell’aggressione sono stati gravi e minacciosi: “Sappiamo chi siete.
Avete rotto il xxxxx con questi palestinesi. Ti spacco la faccia pezzo di
xxxxx”.
Firenze per la PALESTINA e BDS Firenze e Dintorni sono solidali con i due
attivisti, e chiamano a partecipare al presidio di solidarietà, sabato 9, ore
10,30, in piazza del Comune a Greve, come da locandina allegata.
Mentre la propaganda lavora incessantemente per manipolare l’opinione pubblica e
presentare chi lotta per i diritti umani dei palestinesi come violento e
razzista, a usare violenza sono solo i pro-Israele.Il nostro sistema collabora
ad un genocidio, senza nessuna presa di posizione seria ed effettiva contro chi
tortura e spara in testa ai bambini palestinesi, contro chi rapisce cittadini
europei e tortura attivisti su territorio italiano ed europeo.
Rifiutiamo la normalizzazione della violenza e delle violazioni del diritto
internazionale. I violenti e i criminali sono politici e giornalisti che
proteggono con ogni mezzo i peggiori criminali della nostra epoca. Mentre un
ragazzo del mondo pro-Israele SPARA contro manifestanti il 25 aprile e viene
derubricato come cane sciolto, l’intero movimento pro Palestina, che lotta solo
per la giustizia ed i diritti umani, viene messo all’indice dal nostro sistema
politico-mediatico per una scritta su un muro.
Chiediamo una presa di posizione dalle istituzioni pubbliche e in primo luogo
dal Comune di Greve in Chianti, con una chiara condanna delle aggressioni subite
dai due attivisti, contro la violenza e per la libertà di espressione e di
opinione. Ignorare la violenza contro gli/le attivisti pro-Palestina è sintomo
di servitù verso il potere, che si esplicita anche con la ridicola
identificazione tra ebrei e Israele, portando a considerare razzismo la critica
ad uno stato criminale.
Firenze per la Palestina
Redazione Italia