A Bergamo nella scia della Flotilla
Lunedì 11 maggio l’equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla organizza
un’assemblea pubblica sul nesso tra industria delle armi, lavoro e pace in un
momento in cui il riarmo europeo avanza come risposta unica alle crisi globali.
L’iniziativa si inserisce in un doppio solco: quello della Global Sumud
Flotilla, in mare per spezzare l’assedio a Gaza, e quello di una campagna
radicata nel territorio bergamasco per fermare l’export di armamenti.
“In mare per spezzare l’assedio, a Bergamo per fermare le armi” è la formula che
unisce le due dimensioni – globale e locale – di una stessa resistenza.
Interverranno:
* Franca Faita, ex operaia e rappresentante sindacale unitaria CGIL, che
racconterà come le lavoratrici e i lavoratori riuscirono a chiudere la
fabbrica di mine antiuomo Valsella Meccanotecnica, una storia di resistenza e
di vittoria possibile contro la produzione bellica, che valse il premio Nobel
per la Pace alla campagna internazionale per la messa al bando delle mine
antiuomo, di cui Franca Faita fu una delle portavoce;
* Gianni Alioti, ricercatore per The Weapon Watch, già quadro della FIM CISL,
che smonterà la tesi dominante secondo cui più armamenti significhino più
occupazione, un’analisi che tocca direttamente il dibattito pubblico in corso
sull’economia di guerra;
* Michele Cremaschi, ricercatore, presenterà i dati sull’export bergamasco di
armi nel 2025, tratti dalla Relazione Sulle Operazioni Autorizzate E Svolte
Per Il Controllo Dell’esportazione, Importazione E Transito Dei Materiali Di
Armamento recentemente presentata al Parlamento, una ricerca che mira a
rendere visibili le filiere produttive locali che alimentano i conflitti
armati nel mondo.
L’ingresso è libero e aperto a tutte e tutti.
Global Sumud Flotilla