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Diplomazia scientifica: 24 esperti di 13 nazioni al XIII Corso AAAS–TWAS
L’Accademia Mondiale delle Scienze per il progresso scientifico nei Paesi in via di sviluppo (TWAS) e l’American Association for the Advancement of Science (AAAS) hanno riunito dodici coppie di scienziati e decisori politici provenienti da tredici paesi del mondo, tra cui Malawi, Paraguay e Tagikistan, convenuti a Trieste per la 13esima edizione del Corso AAAS–TWAS sulla Diplomazia Scientifica. Dandone notizia, TWAS spiega: “L’iniziativa mira a rafforzare il dialogo tra scienza e diplomazia per favorire soluzioni fondate su evidenze scientifiche, capaci di affrontare sfide globali complesse quali i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare e la perdita di biodiversità”. “La scienza è un motore di progresso condiviso, non una ‘moneta di scambio geopolitica’ – ha dichiarato Lamberto Moruzzi, direttore principale per la Diplomazia Scientifica, Spaziale e Sportiva presso la Direzione Generale per la Cooperazione Economica del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), che ha sostenuto la TWAS fin dalla sua fondazione – L’Italia promuove la diplomazia scientifica attraverso la cooperazione internazionale, una competizione equa e partnership basate sulla fiducia, grazie alla nostra rete estesa di centri di ricerca, università e addetti scientifici presso le Ambasciate italiane. Sosteniamo la mobilità e le collaborazioni come strumenti di crescita comune; promuoviamo un accesso equo alla conoscenza, alle infrastrutture di ricerca e alle tecnologie emergenti; e sosteniamo organizzazioni multilaterali come la TWAS e l’ICTP, che ospitiamo con orgoglio a Trieste. La diplomazia scientifica deve costituire il fondamento per affrontare sfide complesse con prove scientifiche, trasparenza, responsabilità condivisa, e standard e meccanismi di governance globali comuni”. “In un contesto segnato da conflitti, emergenza climatica e crescente diffusione della disinformazione, la diplomazia scientifica è diventata indispensabile – ha dichiarato Marcelo Knobel, Direttore Esecutivo della TWAS – È uno strumento fondamentale per costruire fiducia, superare le divisioni e garantire che la cooperazione scientifica rimanga inclusiva ed equa. Attraverso questo programma di formazione contribuiamo a sviluppare la nuova generazione di diplomatici della scienza di cui i Paesi in via di sviluppo hanno urgente bisogno per rafforzare la propria voce nei processi decisionali globali”. Il corso è cominciato oggi, 21 luglio, con la TWAS Budinich Science Diplomacy Lecture tenuta da Ko Barrett, vice segretaria generale dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), sul ruolo della diplomazia scientifica nell’affrontare le grandi sfide globali. La sua conferenza ha reso omaggio al fisico italiano Paolo Budinich, la cui visione, sviluppata insieme al premio Nobel Abdus Salam, ha portato alla nascita di importanti istituzioni scientifiche internazionali, tra cui la TWAS, contribuendo a fare di Trieste uno dei principali poli della cooperazione scientifica. “Stiamo vivendo in un’epoca di profonde trasformazioni, in cui il contesto geopolitico cambia rapidamente e le società sono ridefinite dai progressi scientifici e tecnologici – ha osservato Kim Montgomery, direttrice degli affari internazionali e della diplomazia scientifica dell’AAAS – La diplomazia scientifica rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare le sfide e cogliere le opportunità di questo momento storico. Questo corso fa conoscere questo strumento sia a chi si occupa di decisioni politiche sia a chi si occupa di scienza, offrendo l’opportunità di stringere relazioni reciproche e con la più vasta rete della diplomazia scientifica”. “Per garantire che il quadro rimanga applicabile al contesto attuale, nel febbraio 2025 la AAAS e la Royal Society hanno pubblicato un aggiornamento del quadro di riferimento sulla diplomazia scientifica che passa da una prospettiva teorica a una pratica, focalizzandosi sul modo in cui scienza e diplomazia si influenzano a vicenda – è precisato nel comunicato di TWAS – Il documento afferma che la diplomazia scientifica è uno strumento per promuovere obiettivi diplomatici, che possono essere percepiti come positivi o negativi. E riconosce che esiste un panorama più ampio di attori coinvolti nella diplomazia scientifica, incluse aziende sovranazionali e “giganti della tecnologia” che esercitano proprie forme di governance. Nel 2010 AAAS e la Royal Society di Londra hanno tracciato un quadro di riferimento per la diplomazia scientifica che ha stimolato un dibattito internazionale sui legami tra scienza e diplomazia. Da allora, il mondo è diventato più diviso e complesso, e la necessità di disporre di una diplomazia scientifica scientifica efficace è cresciuta”. Il Corso AAAS–TWAS sulla diplomazia scientifica coinvolge coppie di partecipanti provenienti dallo stesso Paese: ciascuna è composta da un giovane ricercatore, il cui lavoro scientifico e impegno pubblico sono rilevanti per le politiche internazionali, e da un decisore politico o funzionario impegnato in ambiti legati alla scienza, per esempio un funzionario governativo, un diplomatico o un rappresentante di un’istituzione che finanzia la ricerca. “Nei suoi oltre dieci anni il corso ha formato oltre 400 partecipanti, i quali oggi influenzano le politiche pubbliche e diffondono competenze su un settore in continua espansione come la diplomazia scientifica nei Paesi in via di sviluppo – spiega il comunicato di TWAS – Nelle tre giornate della sua XII edizione i partecipanti approfondiranno temi di interesse comune per i diversi Paesi, tra cui il ruolo della diplomazia scientifica nell’attuale scenario geopolitico, le strategie per incidere sui processi decisionali, il ruolo degli scienziati in un contesto di trasformazione del multilateralismo, e la cooperazione internazionale nella realizzazione di progetti su vasta-scala”.   Redazione Italia
July 21, 2026
Pressenza
TWAS porta a Trieste 37 climatologi del Sud globale
I ricercatori provenienti da Paesi in via di sviluppo partecipano a un workshop intensivo con gli esperti del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico. L’Accademia mondiale delle scienze per il progresso scientifico nei Paesi in via di sviluppo (TWAS) accoglie oggi a Trieste climatologi nelle fasi iniziali e intermedie della carriera provenienti da tutto il Sud globale, per un workshop di formazione sul clima che durerà tre giorni, dal 5 al 7 maggio 2026. L’evento riunisce 37 scienziati provenienti da 27 Paesi in via di sviluppo e 8 esperti di primo piano, tra cui diversi scienziati affiliati al Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), il principale organismo mondiale di valutazione del clima. Si tratta di un’opportunità preziosa per gli studiosi del clima di acquisire una formazione pratica e interagire direttamente con i leader del loro settore. Il workshop riflette due obiettivi condivisi dall’IPCC e dalla TWAS: rafforzare le capacità scientifiche nelle regioni più vulnerabili ai cambiamenti climatici e garantire che i contributi degli esperti di tali regioni siano meglio rappresentati nelle valutazioni climatiche globali. Laddove il mandato dell’IPCC è fornire ai governi valutazioni scientifiche autorevoli per orientare le politiche climatiche, la TWAS lavora per promuovere l’eccellenza scientifica nei Paesi in via di sviluppo. Questa collaborazione unisce le due missioni in un unico progetto concreto. Durante il workshop, gli esperti dell’IPCC terranno sessioni su scienza del clima, strategie di adattamento — in particolare nei contesti vulnerabili e con risorse limitate — coinvolgimento nelle politiche e rafforzamento del dialogo tra scienza e organi decisionali per sostenere un’azione climatica più efficace. Un obiettivo chiave è far familiarizzare i partecipanti con i processi operativi dell’IPCC: come vengono prodotte le valutazioni, come vi contribuiscono gli scienziati e come la loro partecipazione possa aiutare a valorizzare i contributi delle regioni sottorappresentate. Il workshop è realizzato grazie al generoso sostegno della David and Lucile Packard Foundation. “La nostra visione è costruire una comunità scientifica forte e interconnessa nel Sud globale che svolga un ruolo attivo nell’IPCC – ha dichiarato la presidente della TWAS Quarraisha Abdool Karim – Questo workshop offrirà ai partecipanti una chiara comprensione di come opera l’IPCC e di che cosa significhi, in pratica, contribuire al suo lavoro”. Il workshop si tiene presso il campus del Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam (ICTP) a Trieste, dove ha sede la TWAS. Le sessioni si baseranno sugli ultimi risultati di valutazione dell’IPCC, con un focus sulle esigenze di ricerca regionali, sulle principali lacune di conoscenza nel Sud globale e sugli sviluppi scientifici emergenti. I partecipanti avranno modo di approfondire la conoscenza delle attuali iniziative dell’IPCC e il lavoro portato avanti dagli esperti. Al workshop partecipano anche 11 dottorandi sostenuti dalle borse di studio TWAS–Sida per la ricerca sul clima destinate a studenti provenienti dai Paesi meno sviluppati (Least Developed Countries o LDC) identificati dalle Nazioni Unite. Finanziato dall’Agenzia svedese per la cooperazione internazionale allo sviluppo (Sida), il programma mira ad ampliare la capacità di ricerca sul clima negli LDC e a far crescere una nuova generazione di “ambasciatori del clima”: scienziati in grado di interagire con i decisori politici, comunicare chiaramente le evidenze scientifiche e far sentire la voce delle loro comunità scientifiche sulla scena globale.   Redazione Italia
May 5, 2026
Pressenza