5 MAGGIO 1981 – 2026: 45 ANNI FA MORIVA BOBBY SANDS, RIVOLUZIONARIO SOCIALISTA E REPUBBLICANO IRLANDESE
Il 5 maggio 1981 moriva, negli H-Blocks del carcere di Long Kesh, Bobby Sands,
27enne rivoluzionario socialista e repubblicano irlandese, militante del
Provisional Irish Republican Army (Ira).
Nel 45° anniversario della sua morte, lo abbiamo ricordato insieme a Carlo
Gianuzzi, nostro collaboratore, autore del podcast “Diario d’Irlanda – An Irish
Journal”, che si trova su tutte le piattaforme e va in onda anche su Radio Onda
d’Urto all’interno de “La Polvere della Battaglia”.
Arrestato nel 1976 in seguito a uno scontro a fuoco con la polizia durante
un’azione dell’Ira contro un obiettivo economico nella zona di Belfast Ovest,
Bobby Sands prese parte e poi guidò lo sciopero della fame dei militanti
repubblicani all’interno degli H-Blocks del carcere di Long Kesh contro le
condizioni di detenzione e per ottenere il riconoscimento dello status di
prigionieri politici.
“Nell’ottobre del 1980 i detenuti irlandesi in lotta decidono di iniziare uno
sciopero della fame che, però, fallisce, nel senso che ricevono delle promesse
dagli inglesi che poi non vengono onorate”, racconta Carlo Gianuzzi su Radio
Onda d’Urto. “Durante questo primo sciopero della fame, Bobby Sands diventa
comandante dei detenuti e, fallita la prima, decide di iniziare una seconda
protesta”, continua Gianuzzi.
Anche in questo caso le autorità britanniche decisero di non accogliere le
richieste dei prigionieri irlandesi. I detenuti, militanti dell’Ira, portarono
avanti la protesta fino alle estreme conseguenze. Il primo a perdere la vita per
aver portato avanti lo sciopero della fame per 66 giorni e fino alla fine fu
proprio Bobby Sands. Dopo di lui, altri 9 compagni di Ira e Inla persero la vita
nella lotta.
Nel giorno del suo funerale, 100mila persone si schierarono lungo il tragitto
del feretro paralizzando l’intera Belfast, dall’abitazione di Twinbrook fino al
cimitero di Milltown, dove sono sepolti i volunteers dell’Ira a Belfast.
Per il movimento repubblicano irlandese, quella di Bobby Sands è quindi tuttora
“una delle figure di ispirazione, che hanno continuato a proiettare un’ombra di
rispetto e di autorità“, commenta Gianuzzi. “Tra l’altro – aggiunge il nostro
collaboratore – sull’eredità politica della figura di Bobby Sands si è giocato
molto e c’è anche conflitto. In molti, tra loro sua sorella, Bernadette Sands, a
lungo vicina alla Real Ira, sostengono che la sua memoria sia stata tradita,
usata, dalla dirigenza repubblicana per il processo di pace. La sua figura è,
quindi, importantissima e allo stesso tempo, a tutt’oggi, contesa“.
L’intervista di Radio Onda d’Urto a Carlo Gianuzzi, nostro collaboratore e
autore del podcast “Diario d’Irlanda – An Irish Journal”. Ascolta o scarica.
Nel 2020 venne pubblicato finalmente anche in Italia il libro “Scritti dal
carcere. Poesie e prose” di Bobby Sands, un’edizione curata da Riccardo
Michelucci ed Enrico Terrinoni. Con Riccardo Michelucci abbiamo ricordato come
riuscì Bobby Sands a far uscire i suoi scritti, “appallottolandoli in piccoli
pezzi di carta, nascondendoli nel suo corpo, e passandoli durante i colloqui”.
Proprio pochi giorni fa Michelucci era a Belfast dove “si stavano preparando le
celebrazioni per la sua morte”, in un ricordo ancora vivissimo, testimoniato ad
esempio dal fatto che “ogni anno il murales per Bobby Sands a Belfast viene
colorato di nuovo”.
Ascolta l’intervista a Riccardo Michelucci, curatore insieme a Enrico Terrinoni
dell’edizione italiana di “Scritti dal carcere. Poesie e prose di Bobby Sands”.
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Ascolta la trasmissione completa con entrambe le interviste e musica a tema.
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