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Astroturfing: accelerare la fascistizzazione delle classi popolari in Gran Bretagna
L’astroturfing è una pratica di comunicazione strategica, che mette tra parentesi i reali promotori e finanziatori di un messaggio o di un’organizzazione, strutturandola in modo che appaia come un movimento spontaneo, autentico e nato “dal basso”, ovvero di natura grassroots. Il termine evoca l’erba sintetica AstroTurf in contrapposizione al manto […] L'articolo Astroturfing: accelerare la fascistizzazione delle classi popolari in Gran Bretagna su Contropiano.
June 17, 2026
Contropiano
La trappola che è stata predisposta
Visto che i fatti di Belfast hanno rimesso al centro della discussione temi oramai sviscerati in tutti i loro aspetti, proviamo a fare una sintesi per ottenere un po’ d’ordine mentale. 1) Il fenomeno migratorio in Occidente è integralmente un fenomeno con radici economiche, dipendente dalla logica di capitale. Vengono […] L'articolo La trappola che è stata predisposta su Contropiano.
June 15, 2026
Contropiano
FOCUS: IRLANDA DEL NORD. SECONDA NOTTE DI SCONTRI. CACCIA AI MIGRANTI ANCHE IN SCOZIA E INGHILTERRA
Bruciano per un’altra notte le strade di Belfast. Decine di manifestanti unionisti anti-migranti hanno dato alle fiamme case e veicoli, lanciando pogrom contro i residenti di origine migrante. La polizia ha impiegato cannoni ad acqua per disperdere manifestanti a Glengormley, cittadina alle porte di Belfast. Secondo le autorità, la situazione si è fatta tesa quando gruppi di manifestanti hanno lanciato mattoni, bottiglie e altri oggetti contro gli agenti, incendiando anche alcuni cassonetti. È stato quindi utilizzato un cannone ad acqua per disperdere la folla. Sul fronte istituzionale è arrivata la condanna di Starmer, ma i populisti di Farage cavalcano le proteste, alimentate anche da appelli diffusi sui social. Uno di questi è stato rilanciato da Musk. “Istiga alla rivolta”, lo accusa Londra mandando militari nella capitale nordirlandese. Il primo ministro nordirlandese, Michelle O’Neill, ha definito le violenze «puro teppismo». Il segretario di Stato britannico per l’Irlanda del Nord, Hilary Benn, ha affermato che «non c’è alcuna giustificazione per questo tipo di distruzione». “Non vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere le persone o alimentare l’ostilità”, hanno affermato i familiari della vittima, “siamo devastati ma la protesta pacifica è l’unica via da seguire: abbiamo molti migranti che danno un contributo prezioso al nostro paese, anche nel sistema sanitario e nel settore dell’ospitalità, e dipendiamo da loro per il buon funzionamento del nostro paese. Non vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere le persone o alimentare l’ostilità”. Il punto con Carlo Giannuzzi nostro collaboratore e curatore del podcast “Diario d’Irlanda” Ascolta o scarica  Oltre a Belfast, si sono svolte proteste anche nel centro di Glasgow, in Scozia, dove centinaia di manifestanti si sono radunati in diverse aree della città, con il volto coperto. Molti scandivano slogan, sventolando bandiere britanniche e striscioni. Decine di manifestanti nella serata anche a St Andrew Square a Edimburgo, che hanno marciato lungo Princes Street, gridando slogan con fumogeni blu e croci di Sant’Andrea, mentre circa 100 persone hanno organizzato una manifestazione ad Ayr. In Inghilterra, decine di manifestanti hanno sventolato bandiere britanniche e di San Giorgio davanti a un hotel di Southampton, un tempo utilizzato per ospitare richiedenti asilo. Da Londra Claudio Ceruti nostro collaboratore Ascolta o scarica  Su quanto sta accadendo a Belfast sentiamo il commento di Enrico Terrinoni, ordinario di letteratura inglese presso l’Università per Stranieri di Perugia, nonché autore, traduttore (soprattutto Joyce, ma non solo) e giornalista autore di un editoriale questa mattina sul Manifesto dal titolo “Lealisti e patrioti la nuova polveriera irlandese” Ascolta o scarica  Sentiamo anche Riccardo Michelucci giornalista e autore di libri sul conflitto anglo-irlandese gia’ ospite alla Festa di Radio Onda d’Urto Ascolta o scarica 
June 11, 2026
Radio Onda d`Urto
IRLANDA: POGROM DELLA DESTRA UNIONISTA CONTRO LE PERSONE MIGRANTI A BELFAST, “XENOFOBIA FA MOLTA PRESA SULLA COMUNITÀ LEALISTA”
La sera di martedì 9 giugno, a Belfast, nel nord dell’Irlanda, manifestanti anti-migranti, legati alla destra xenofoba di marca unionista, sono scesi nelle strade dei quartieri a maggioranza lealista-protestante, hanno eretto barricate, dato alle fiamme bidoni e automobili, fino a dare vita a veri e propri pogrom nei confronti dei residenti di origine migrante, attaccando le loro case. Alcune persone sono state evacuate da un edificio che è stato dato alle fiamme nel tentativo dei manifestanti di bruciarne vivi i residenti. Ci sono state anche alcune aggressioni, tra cui alcuni accoltellamenti. Il pretesto, utilizzato dall’ultradestra unionista per fomentare i raid contro le persone migranti, è stato l’accoltellamento, lunedì sera, di un uomo di 40 anni da parte di un 30enne di origine sudanese che è stato arrestato e oggi comparirà davanti al giudice in tribunale. “Questa folla, che era costituita esclusivamente da cittadini della comunità unionista, ha dato alle fiamme addirittura delle case, ci sono delle immagini scioccanti che riportano ai pogrom del 1969 contro i cittadini nazionalisti o cattolici irlandesi”, afferma Carlo Gianuzzi, collaboratore di Radio Onda d’Urto e curatore del podcast “Diario d’Irlanda”. “Al nord (dell’Irlanda, ndr) questa animosità verso le persone di origine straniera si è innestata su un retroterra che fa riferimento al conflitto: ha avuto presa, e sta avendo presa, sulla comunità unionista-lealista, diciamo protestante, e molto meno, quasi per niente, sulla comunità nazionalista irlandese, cioè quella cattolica”, spiega Carlo Gianuzzi sulle frequenze di Radio Onda d’Urto. “Ieri sera infatti, nonostante il tentato omicidio sia avvenuto in una zona nazionalista, nei quartieri repubblicani come Belfast ovest o Ardoyne non è successo praticamente niente”, continua Gianuzzi. “Nel nord dell’Irlanda, dal momento che tutto questo può contare sull’organizzazione di membri, o comunque simpatizzanti, delle vecchie milizie lealiste, l’Uda e l’Uvf, hanno un certo livello efficacia dal punto di vista dei danni che possono provocare, come si è visto ieri”, aggiunge il nostro collaboratore esperto di storia e attualità irlandese. Su Radio Onda d’Urto l’intervento di Carlo Gianuzzi, nostro collaboratore e curatore del podcast “Diario d’Irlanda”. Ascolta o scarica.
June 10, 2026
Radio Onda d`Urto
5 MAGGIO 1981 – 2026: 45 ANNI FA MORIVA BOBBY SANDS, RIVOLUZIONARIO SOCIALISTA E REPUBBLICANO IRLANDESE
Il 5 maggio 1981 moriva, negli H-Blocks del carcere di Long Kesh, Bobby Sands, 27enne rivoluzionario socialista e repubblicano irlandese, militante del Provisional Irish Republican Army (Ira). Nel 45° anniversario della sua morte, lo abbiamo ricordato insieme a Carlo Gianuzzi, nostro collaboratore, autore del podcast “Diario d’Irlanda – An Irish Journal”, che si trova su tutte le piattaforme e va in onda anche su Radio Onda d’Urto all’interno de “La Polvere della Battaglia”. Arrestato nel 1976 in seguito a uno scontro a fuoco con la polizia durante un’azione dell’Ira contro un obiettivo economico nella zona di Belfast Ovest, Bobby Sands prese parte e poi guidò lo sciopero della fame dei militanti repubblicani all’interno degli H-Blocks del carcere di Long Kesh contro le condizioni di detenzione e per ottenere il riconoscimento dello status di prigionieri politici. “Nell’ottobre del 1980 i detenuti irlandesi in lotta decidono di iniziare uno sciopero della fame che, però, fallisce, nel senso che ricevono delle promesse dagli inglesi che poi non vengono onorate”, racconta Carlo Gianuzzi su Radio Onda d’Urto. “Durante questo primo sciopero della fame, Bobby Sands diventa comandante dei detenuti e, fallita la prima, decide di iniziare una seconda protesta”, continua Gianuzzi. Anche in questo caso le autorità britanniche decisero di non accogliere le richieste dei prigionieri irlandesi. I detenuti, militanti dell’Ira, portarono avanti la protesta fino alle estreme conseguenze. Il primo a perdere la vita per aver portato avanti lo sciopero della fame per 66 giorni e fino alla fine fu proprio Bobby Sands. Dopo di lui, altri 9 compagni di Ira e Inla persero la vita nella lotta. Nel giorno del suo funerale, 100mila persone si schierarono lungo il tragitto del feretro paralizzando l’intera Belfast, dall’abitazione di Twinbrook fino al cimitero di Milltown, dove sono sepolti i volunteers dell’Ira a Belfast. Per il movimento repubblicano irlandese, quella di Bobby Sands è quindi tuttora “una delle figure di ispirazione, che hanno continuato a proiettare un’ombra di rispetto e di autorità“, commenta Gianuzzi. “Tra l’altro – aggiunge il nostro collaboratore – sull’eredità politica della figura di Bobby Sands si è giocato molto e c’è anche conflitto. In molti, tra loro sua sorella, Bernadette Sands, a lungo vicina alla Real Ira, sostengono che la sua memoria sia stata tradita, usata, dalla dirigenza repubblicana per il processo di pace. La sua figura è, quindi, importantissima e allo stesso tempo, a tutt’oggi, contesa“. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Carlo Gianuzzi, nostro collaboratore e autore del podcast “Diario d’Irlanda – An Irish Journal”. Ascolta o scarica. Nel 2020 venne pubblicato finalmente anche in Italia il libro “Scritti dal carcere. Poesie e prose” di Bobby Sands, un’edizione curata da Riccardo Michelucci ed Enrico Terrinoni. Con Riccardo Michelucci abbiamo ricordato come riuscì Bobby Sands a far uscire i suoi scritti, “appallottolandoli in piccoli pezzi di carta, nascondendoli nel suo corpo, e passandoli durante i colloqui”. Proprio pochi giorni fa Michelucci era a Belfast dove “si stavano preparando le celebrazioni per la sua morte”, in un ricordo ancora vivissimo, testimoniato ad esempio dal fatto che “ogni anno il murales per Bobby Sands a Belfast viene colorato di nuovo”. Ascolta l’intervista a Riccardo Michelucci, curatore insieme a Enrico Terrinoni dell’edizione italiana di “Scritti dal carcere. Poesie e prose di Bobby Sands”. Ascolta o scarica Ascolta la trasmissione completa con entrambe le interviste e musica a tema. Ascolta o scarica