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EireneFest Bergamo. Libri sulla pace e la nonviolenza alla 67ª Fiera dei Librai
A trent’anni dalla scomparsa di Alexander Langer, Alessandro Raveggi ripercorre la storia di un profeta disperato e pieno di speranza, che ha creduto nella possibilità di un’umanità multilingue e capace di valicare muri e frontiere. Il libro Continuate in ciò che è giusto. Storia di Alexander Langer, Bompiani, 2025 è stato presentato a EireneFest Bergamo, nell’ambito della 67° Fiera dei Librai in corso sul Sentierone cittadino. L’incontro è stato coordinato da Lorenza Pulinetti dell’Associazione InConTra  ETS (Centro di Giustizia Riparativa e Mediazione Umanistica), una delle 35 associazioni in rete con il MEAN (Movimento Europeo Azione Nonviolenta) che promuove la creazione di Corpi Civili di Pace (CCP) europei. Fortemente ispirato dal “Tentativo di un decalogo per la convivenza interetnica” di Langer, il movimento mira a sostituire la logica della guerra con una presenza civile organizzata, con particolare focus sull’Ucraina. Il libro di Raveggi nasce dalla volontà di far conoscere questa figura fondamentale alle giovani generazioni: si propone come un pellegrinaggio reale e interiore, una sorta di avvicinamento alle molte facce di Alexander Langer. Non tanto una biografia classica, ma un libro attorno ad Alex, un romanzo ibrido scritto con salti temporali che intrecciano le storie e la biografia di Langer con quelle di molti testimoni che gli hanno voluto bene. Un libro-viaggio sulle tracce di Langer in cui l’autore dichiara di essersi perso, divertito e sorpreso e che allo stesso tempo invita anche il lettore a perdersi per scoprire la voce di Alex: un’immersione che vuole comprendere anzitutto il corpo di un personaggio “facitore di pace” sempre in viaggio. Si potrebbe dire anche un “uomo in fuga”, instancabile, profondamente segnato da questo fare tra l’Europa, i Balcani, Roma, Firenze, e poi di nuovo a Bolzano, dove anche la scrittura prende corpo a partire dalle valli di Langer alla ricerca delle radici, senza rinunciare alla fatica del camminare insieme sui sentieri di montagna, cercando di rimanere in sintonia con il ritmo di Alex. La scrittura di Raveggi, suggestiva, molto documentata e tuttavia consapevole del mistero di Alex, cerca di mettere a fuoco alcuni dettagli poco esplorati di un “profeta visionario” per comprenderne anche le idee: un viaggio di formazione dunque, di scoperta ma anche di responsabilità verso le future generazioni. Continuate in ciò che è giusto è un’opera intensa, dedicata ai figli, dove lo scrittore dichiara di aver riversato tutte le inquietudini della sua generazione che ha vissuto i fatti del 2001 di Genova, qualche spiraglio di nuova pace negli anni successivi, ma soprattutto una serie di crolli e sconfitte e che oggi si trova un po’ spersa (e si chiede se ancora più dispersa sarà la generazione dei figli). Fare o non fare qualcosa? Le preoccupazioni di Langer sono anche le nostre (guerra, crisi climatica), urgenti e globali, dove bisogna trovare una soluzione concreta di pace sia tra gli uomini che con la natura. Così la “conversione ecologica”, un suo concetto e un suo impegno che dicono del nostro tempo e delle tragedie umane in corso più di ogni altra espressione. Possiamo allora accostare le nostre domande a quelle che Alex ha lasciato nel suo computer: Cosa ci può realmente motivare? Cambiare il mondo o salvaguardarlo? […] Tu che ormai fai il militante da oltre 25 anni e che hai attraversato le esperienze del pacifismo, della sinistra cristiana, del 68 (già da “grande”), dell’estremismo degli anni 70, del sindacato, della solidarietà con il Cile e con l’America Latina, con il Portogallo, con la Palestina, della nuova sinistra, del localismo, del terzomondismo e dell’ecologia – da dove prendi le energie per “fare ancora? Non è un caso che il testo più suggestivo di Langer l’autore lo ritrovi nella Lettera a san Cristoforo (scritta nel 1990, pensando a una ragazza nata nell’anno 2000). In un passaggio del libro Raveggi scrive che «Cristoforo porta con sé il Bambino e assieme ne reca tutto il suo peso specifico: il suo portare le nuove generazioni dall’altra sponda è gravoso come questi notori pesi di Alex.» Il libro di Alessandro Raveggi è un testo originale che offre provocazioni significative a partire dall’indice, che ha una struttura metronomica (con numerazione positiva e negativa) partendo dal vuoto dello zero. Il capitolo zero, da cui prende avvio il libro, che porta il titolo “Albero precoce” ha come incipit una frase folgorante di Simone Weil tratta dai Quaderni: Stelle e alberi da frutta in fiore. La permanenza completa e l’estrema fragilità, danno ugualmente il sentimento dell’eternità. L’”albero precoce” è l’albicocco dei Pian dei Giullari a Firenze, che arriva troppo presto a fioritura, l’ultima pianta che ha visto Alex. Forse anche lui – si chiede Raveggi – è stato a suo modo un albero precoce che è arrivato troppo presto a conclusioni grandi? Alex è un ritmo o la richiesta di un ritmo differente, così come la scrittura di Alessandro Raveggi ce lo fa riscoprire, con le sue idee e il suo corpo, gracile ma assieme resistente da montanaro, saltatore di muri, costruttore di ponti, pensatore di lungo termine. Il motto langeriano “più dolce, più lento, più profondo” non sarà sempre attuabile, ma forse ci porterà più lontano. Fabio Amigoni Fondazione Serughetti – Centro studi e Documentazione La Porta – ETS Mail: info@laportabergamo.it Sito: www.laportabergamo.it Facebook:@FondazioneSerughettiLaPorta Instagram: fondazioneserughettilaporta                       Redazione Italia
April 30, 2026
Pressenza