Legge elettorale, una questione di democrazia e di partecipazione
Sono cominciate le audizioni in Commissione Affari Costituzionali relative ala
riforma elettorale del centro destra ““Disposizioni in materia di elezioni della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”, riforma che “cambia le carte
in tavola” a un anno dalle prossime elezioni. Carteinregola ha aperto una
sezione dedicata e seguirà l’iter della proposta di legge offrendo il suo
contributo, come già sul Referendum sulla riforma della magistratura e sull’
Autonomia differenziata, con interviste, dossier e pubblicazioni.
Uno dei pilastri fondamentali della democrazia, la rappresentanza politica delle
cittadine e dei cittadini, è da tempo sotto attacco, e le conseguenze si possono
constatare nella progressiva diminuzione dell’affluenza elettorale [1]. La
grandissima partecipazione popolare al referendum sulla riforma della
magistratura e la vittoria del NO alla modifica della Costituzione [2],
dimostrano però che nel nostro Paese è ancora vivo e diffuso un sentimento
profondamente democratico e che le persone sono pronte a mobilitarsi
direttamente per difendere i valori fondativi della Repubblica. Ma dimostrano
anche che si è progressivamente appannato il rapporto con la politica, sia per
il progressivo ridimensionamento del ruolo del Parlamento, ridotto a passacarte
dei decreti legge governativi, sia soprattutto per l’impossibilità per chi vota
di scegliere la propria rappresentanza, con nomine calate dai vertici sulla
base di logiche di corrente e di fedeltà ai leader. A questo si aggiungono i
premi elettorali che in nome della “governabilità” costruiscono maggioranze che
spesso non corrispondono alle scelte del corpo elettorale.
La riforma elettorale proposta dal centro destra è un’ulteriore degenerazione di
un sistema che cambia le regole del gioco secondo le convenienze dei partiti di
maggioranza. Calcoli misurati su contingenze di breve periodo che esautorano
ulteriormente l’elettorato, per raggiungere prevalenze governative con poteri
sempre più privi dei necessari contrappesi. Fallito il tentativo di sottomettere
il potere giudiziario con la riforma della magistratura [3], archiviato –
momentaneamente? – il cosiddetto “premierato”[4], il governo Meloni continua a
portare avanti “sotto traccia” l’autonomia regionale differenziata[5] – il vero
attentato all’unità della Repubblica e all’uguaglianza dei diritti dei cittadini
– e ora si occupa del sistema elettorale, con l’evidente obiettivo di garantirsi
la sopravvivenza al potere alle prossime consultazioni e oltre.
L’iter dell’ Atto Camera: 2822, è stato definito dal costituzionalista Massimo
Villone [6]“la scorciatoia verso un premierato di fatto, che darebbe alla
maggioranza l’opzione di non rischiare un secondo referendum costituzionale” e
“rimodula il Rosatellum [7] sulle convenienze della destra, puntando a un esito
nelle urne simile al 2022″. Sempre Villone: “Nel 2022 un sistema integralmente
proporzionale avrebbe dato ai vincenti circa 175 deputati. Con la correzione
maggioritaria ottennero altri 60 seggi, e altrettanti ne furono tolti ai
perdenti… Analogo effetto al Senato. Una enormità, dovuta nella specie ai
collegi uninominali e alla scelta delle opposizioni di andare al voto in ordine
sparso. Peggio sarebbe domani se un esito analogo venisse non dalla competizione
nei collegi, ma dalla sola operazione aritmetica di regalare 70 seggi a chi
vince, scippandone altrettanti a chi perde. È la prospettiva dell’AC 2822″
Va ricordato che per il cambiamento del sistema elettorale è sufficiente una
legge ordinaria, che la maggioranza politica può approvare da sola, anche a
pochi mesi dal prossimo appuntamento elettorale, quando, tra l’altro, non ci
sarebbero tempi sufficienti per una espressione della Consulta su eventuali
profili di incostituzionalità [7]
E sono molti gli aspetti di assai dubbia legittimità costituzionale della legge
sintetizzati dal costituzionalista Mauro Volpi [8], a partire da “...un premio
di maggioranza, ribattezzato “di governabilità”, che può attribuire fino al
57,5% dei seggi e anche di più alla prima coalizione al di sopra del 40% dei
voti (in rappresentanza di un numero esiguo di elettori); l’attribuzione di un
premio nazionale anche al Senato; …le liste bloccate che tolgono agli elettori
ogni possibilità di scelta degli eletti, non compensata dall’esistenza di
collegi uninominali che sono aboliti…l’obbligo per ogni coalizione di indicare
la persona che proporrà come Presidente del Consiglio dei ministri, quindi non
di un semplice “capo” politico come avveniva con il Porcellum, ma del candidato
alla guida del Governo, previsione che incide sulla forma di governo
parlamentare, modificando il procedimento di formazione del Governo con la
limitazione delle prerogative in materia del Presidente della Repubblica…”
Ancora Villone: “La crisi delle democrazie cosiddette liberali dimostra che la
manipolazione mirata del sistema elettorale e il controllo degli organi di
garanzia sono tipici passi verso l’autocrazia“.
Noi ci auguriamo che le forze politiche che hanno a cuore la democrazia si
mobilitino per restituire alle elettrici e agli elettori il diritto di scegliere
la propria rappresentanza e per valorizzare la grande mobilitazione democratica
che si è mostrata in occasione del referendum. Oggi più che mai è il momento di
un dibattito su valori e programmi per il futuro del nostro Paese.
(AMBM)
vedi Legge elettorale 2026- cronologia e materiali
Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com
30 aprile 2026
NOTE
[1] VEDI Pagella politica 20 febbraio 2023 Tutto sul crollo dell’affluenza
elettorale in quattro grafici
[2] vedi Riforma della magistratura Cronologia e materiali
[3] vedi Premierato- il testo in discussione al Senato 4 giugno 2024
[4] Vedi Autonomia regionale differenziata- Cronologia e materiali
[6] Massimo Villone PARLAMENTO IN PERICOLO PER LA LEGGE ELETTORALE da Il Fatto
Quotidiano 7 aprile 2026
[7] L’attuale sistema elettorale Il Rosatellum (Legge 165/2017) è oggetto di
dibattito sulla sua costituzionalità, pur essendo attualmente la legge
elettorale vigente in Italia. Prevede che un terzo del Parlamento sia eletto con
sistema maggioritario e due terzi con sistema proporzionale, con sbarramento al
3 per cento su base nazionale. Le liste possono coalizzarsi tra loro: quella che
ottiene tra l’1 e il 3 per cento, nella parte proporzionale non elegge
parlamentari, ma i suoi voti si sommano comunque alle altre liste della
coalizione che hanno superato il 3 per cento. Sotto l’1 per cento, invece, i
voti sono persi. L’obiettivo è disincentivare le cosiddette liste civetta.
Un’importante caratteristica è che, sebbene preveda una quota maggioritaria,
viene fornita una sola scheda per la Camera e una sola per il Senato e non è
possibile operare voto disgiunto tra parte maggioritaria e parte proporzionale:
in altri termini, è nullo il voto per un candidato uninominale e una lista se
tra loro non sono collegati. LEGGE 3 novembre 2017, n. 165 “Modifiche al sistema
di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al
Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali
(17G00175) (GU Serie Generale n 264 del 11-11-2017. Vedi anche openpolis Come
funziona la legge elettorale nota come rosatellum 2 maggio 2023
[8] Fa presente il costituzionalista Enrico Grosso* che “il Codice di Venezia**
… ritiene non conforme a un’aspettativa di democrazia una modifica elettorale
che intervenga entro un anno precedente alle elezioni, giacché in tal caso si
ingenererebbe il sospetto di una volontà di manipolazione legata alle
convenienze congiunturali. Da questo punto di vista, il codice auspica che non
siano oggetto di modifica tre tipi di regole: le modalità dell’elezione, la
composizione delle commissioni elettorali e la ripartizione delle
circoscrizioni”. (*) Le ragioni per contrastare un’ennesima riforma
(incostituzionale) della legge elettorale Enrico Grosso Intervento al
Webinar Una nuova legge elettorale? promosso da Costituzione e democrazia su
Giustizia insieme
** Vedi COMMISSIONE EUROPEA PER LA DEMOCRAZIA ATTRAVERSO IL DIRITTO
(COMMISSIONE DI VENEZIA) CODICE DI BUONA CONDOTTA IN MATERIA ELETTORALE*
LINEE GUIDA E RAPPORTO ESPLICATIVO adottato dalla Commissione di Venezia
nel corso della 52ª sessione (Venezia, 18-19 ottobre 2002) scarica il Codice
[9] Le anomalie del Melonellum di Mauro Volpi Intervento al Webinar Una nuova
legge elettorale? promosso da Costituzione e democrazia 21 aprile 2026 su
Giustizia insieme