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Gocce di vita da Gaza e dalla Palestina
Mercoledì 13 maggio sono arrivati a Cagliari cinque studentesse e tre studenti universitari, provenienti dalla striscia di Gaza. Altri nove nel frattempo sono atterrati ad Alghero, destinazione università di Sassari: tutti all’interno di un’operazione denominata “corridoi universitari”, finanziata dal governo. Un contentino, davanti alle proteste oceaniche del 2025 e ai presidi permanenti? E’ probabile, ma non di meno le persone per bene, quelli che non sono indifferenti, saluteranno con gioia l’arrivo di queste giovani persone, sfuggite all’inferno della guerra e del genocidio, per cercare di poter fare una cosa che da noi è o dovrebbe essere garantita: studiare. Queste ragazze e ragazzi sono passati nella piazza dell’indignazione, al secolo piazza Yenne, dove da oltre sei mesi si tiene un presidio giornaliero per la Palestina: c’è stato un bel saluto, davvero emozionante, con quei giovani dagli occhi pieni di paura e di speranza. Arrivano da un dramma epocale e sono quasi come degli ostaggi liberati. Come tali, vanno accolti e tutelati, perché possano esprimersi al meglio negli studi e nella vita. L’Unione Sindacale di Base ha intanto dichiarato lo sciopero per il 18 maggio, con lo slogan: “nemmeno un chiodo per guerre e genocidio” e si darà appuntamento già dalla mattina, alle 10,30, da piazza Garibaldi in corteo fino al Consiglio regionale, per contrastare l’economia delle armi, in favore della salute e dell’educazione. Per proseguire poi la sera con il sit-in nella piazza del presidio. In un momento difficile e violento, come quello che stiamo vivendo, sarà importante che chi davvero vuole la pace e la giustizia, in Sardegna, in Italia e nel mondo, dia il suo contributo. Anche per portare speranza negli occhi di queste nuove generazioni. Carlo Bellisai
May 15, 2026
Pressenza
A Cagliari, sei mesi di Presidio permanente per la Palestina
Dal 31 ottobre del 2025 al 28 aprile del 2026 (ieri è stato il ), sei mesi di presidio per la Palestina a Cagliari. Sotto il sole cocente o la pioggia a dirotto, il presidio è stato presente in piazza Yenne tutte le sere nei giorni feriali, la domenica e i giorni festivi. Una continuità, forse non immaginabile, grazie alla costanza di diverse persone che hanno dedicato il loro tempo a riempire uno spazio cittadino con le bandiere della Palestina, per denunciare il genocidio di Gaza e la tregua di pace fasulla, durante la quale continuano le uccisioni da parte dell’IDF, la carestia e la mancanza di cure a causa dell’imbarco a cui è sottoposta la Striscia. Ma il presidio ha dato voce anche ad altri popoli sottoposti all’offensiva di Israele e degli Usa: Libano, Siria, Iran, il popolo kurdo del Rojava; e da parte degli States anche del Venezuela e di Cuba. Nella giornata di ieri, 28 aprile (180° giorno di presidio),  in coincidenza con la ricorrenza di Sa Die de sa Sardigna, giorno di festa per il popolo sardo, in piazza Yenne e in altre piazze cittadine si sono svolte delle manifestazioni. Il presidio è iniziato come di consueto alle ore 19:00 e proseguito fino alle 20:00, allietato dal suono dell’organetto e di altri strumenti della musica popolare con i quali dei bravi musicisti hanno eseguito diverse tipologie di balli sardi. La partecipazione di molte persone (una quarantina) è stata motivata in particolare dalla solidarietà che si è voluta esprimere nei confronti di Hussam Abu Safiya, medico palestinese, pediatra e direttore dell’ospedale Kamala Adwan di Gaza, incarcerato senza accuse; molti i cartelli con la richiesta della sua liberazione. Un gruppo di donne e di uomini in abbigliamento nero per sottolineare l’ingiustizia che subiscono i detenuti e le detenute nelle carceri israeliane. In questi sei mesi, il presidio per la Palestina ha dato voce non solo ai palestinesi di Gaza e della Cisgiordania e ad altri popoli opressi  nel mondo, ma anche al popolo della pace, che vuole il disarmo, la dismissione delle basi militari della Sardegna e la riconversione della fabbrica di morte RWM presente nel territorio dei comuni di Domusnovas, Iglesias e Musei. Il Presidio cagliaritano per la Palestina ripudia la guerra (art. 11 della Costituzione Italiana), come sta scritto nello striscione cucito a mano, che in occasione della grande manifestazione NO KINGS ha sfilato per le vie di Roma e il 25 aprile per le strade di Cagliari.     Pierpaolo Loi
April 29, 2026
Pressenza