No maps for these territories. Fine della razionalità neoliberale? Stato, capitale e svolta autoritaria nel regime di guerra globale
A partire dal 2007-2008, al netto delle crisi di diversa natura (economica,
ecologica, pandemica), l’assunto in base al quale la logica neoliberale ordina
il rapporto tra comando politico e modalità di accumulazione capitalistica è
rimasto fondamentalmente stabile. Quella logica, scossa da più parti ma in
costante riorganizzazione, assumeva la crisi come paradigma di governo. Oggi,
alla luce delle conseguenze della pandemia e nella congiuntura segnata da regimi
di guerra, pensiamo si debba prendere sul serio l’ipotesi di avere di fronte
qualcosa d’altro. Il mutato rapporto fra produzione, riproduzione sociale,
circolazione delle merci e concentrazione del capitale sembrano rimescolare le
carte, in un gioco che riorganizza e radicalizza il comando sul lavoro vivo.
Le regole di questo gioco sono in via di definizione, perché sono continuamente
sfidate. La cosiddetta svolta autoritaria è una delle conseguenze – e dei
sintomi – più evidenti di questo processo antagonistico: repressione del
dissenso, criminalizzazione della solidarietà, attacco agli spazi sociali,
“esecutivizzazione” del potere sono tendenze comuni nei paesi in cui l’agenda
dall’Internazionale Nera trova spazio, nel tentativo di esautorare qualunque
alternativa al diritto proprietario o penale. Per questo, crediamo che sia
necessario interrogare rigorosamente il ruolo dello Stato, a partire dalle
ambiguità che stanno caratterizzando la sua riconfigurazione, consapevoli che
l’ipotesi di un suo semplice “ritorno” si scontra con l’incapacità degli attori
statali di guidare, arrestare o ricomporre le spinte centrifughe che
caratterizzano il multipolarismo contemporaneo.
Il seminario che si svolgerà a Padova il 9 maggio, a partire dalle 14.30 (Radio
Sherwood, vicolo Pontecorvo 1a) interrogherà questo complesso intreccio, a
partire dalle lotte che trova di fronte a sé. Solo a partire dalle mobilitazioni
“No Kings” che, in molti paesi, hanno rilanciato l’opposizione alla logica del
regime di guerra, dalla Global Sumud Flotilla – che fa nuovamente rotta verso
Gaza – dalle lotte nei magazzini della logistica, nelle scuole e nelle
università, nei quartieri popolari, si può articolare un rilancio e un
allargamento delle lotte e delle mobilitazioni all’altezza del presente.
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