Sabato 2 maggio nell’itinerario del “Festival della Custodia di Orchidee spontanee”
Nell’ambito del Progetto Life Orchids, ormai concluso, di cui l’Ente di gestione
delle Aree protette del Po piemontese è stato partner, è ‘germogliato’ un
nutrito gruppo di appassionati della natura che, sottoscrivendo un accordo
volontario, si sono impegnati alla tutela del territorio che abitano o
frequentano. Tante persone coinvolte nella salvaguardia della biodiversità che
dedicano una cura particolare al benessere di tante varietà di un fiore, le
variopinte orchidee spontanee che a primavera sbocciano nei loro giardini, in
orti, campi e vigneti che coltivano o in prati o boschi selvatici.
L’opportunità di conoscere alcuni di loro è data nelle iniziative a calendario
nel programma del Festival della Custodia di Orchidee spontanee, una rassegna di
eventi coordinati dall’Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese in
collaborazione con numerosi enti e associazioni locali.
Sabato 2 maggio ci sarà l’occasione di incontrare Sergio Prato, un custode di
orchidee selvatiche che abita a Robella d’Asti, un borgo del Monferrato
circondato da boschi popolati dai roveri, come l’albero nello stemma del comune.
Un paese le cui antiche tradizioni rurali sono tramandate dai suoi residenti e
conservate, oltre che dell’ambiente e degli esseri viventi che lo ‘animano’,
anche mediante la cura delle architetture, come la cascina monumentale Casale
Armanda, e la conservazione dei memorabilia raccolti nel Museo delle
Contadinerie.
Maddalena Brunasti