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José Martí e Malcolm X: “Amor con amor se paga”…
… contro il blocco delle rotte solidali. di Geraldina Colotti (*) Il 19 maggio non è stata una semplice coincidenza cronologica, ma un nodo geopolitico della memoria. Nel 1895 cadeva a Dos Ríos l’Apostolo di Cuba, José Martí; trent’anni dopo, nel 1925, nasceva a Omaha colui che sarebbe diventato Malcolm X. Sebbene separati dalle specificità delle loro epoche, i due
Cuba non si piega all’impero di Trump
Tra portaerei nei Caraibi, nuove sanzioni e accuse contro Raúl Castro, Washington rilancia la guerra politica contro l’isola. Ma Cuba continua a rivendicare sovranità, cooperazione internazionale e diritto all’autodeterminazione. Gli …
L’America latina di fronte agli Stati Uniti
Queste note hanno l’obiettivo di offrire una visione generale del sub-continente e dei suoi rapporti attuali con gli Usa, con alcuni approfondimenti sulle politiche di impatto continentale. di Marco Consolo (*) In un mondo attraversato da guerre e tensioni geopolitiche e caratterizzato dall’incertezza sul futuro, la transizione planetaria ha modi e tempi incerti. Viceversa, la cruda e certa realtà è
Il Senato degli Stati Uniti respinge le restrizioni all’azione militare di Trump a Cuba
Il democratico Tim Kaine, uno dei principali promotori della risoluzione, aveva sostenuto che i tentativi degli Stati Uniti di bloccare le spedizioni di carburante verso il Paese latinoamericano costituivano un’azione militare. Martedì 28 aprile il Senato statunitense, a maggioranza repubblicana, ha bloccato una risoluzione sostenuta dai democratici  che avrebbe impedito al presidente Donald Trump di intraprendere azioni militari contro Cuba senza l’approvazione del Congresso. I legislatori hanno espresso 51 voti a favore e 47 contrari, seguendo quasi esclusivamente le linee di partito, su una procedura che ha bloccato una risoluzione sui poteri di guerra, poiché i repubblicani hanno sostenuto che non vi sono ostilità attive da parte di Washington contro l’isola caraibica, riferisce Reuters. Nel frattempo, il senatore democratico Tim Kaine, uno dei principali promotori della risoluzione, ha sostenuto che gli sforzi degli Stati Uniti per bloccare le forniture di carburante alla nazione latinoamericana costituiscono un’azione militare. ” Se qualcuno facesse agli Stati Uniti quello che noi stiamo facendo a Cuba, lo considereremmo certamente un atto di guerra “, ha affermato in un discorso prima del voto. Misure fallimentari sui poteri di guerra Durante la presidenza Trump, le forze statunitensi hanno lanciato attacchi contro quelle che definivano “navi del narcotraffico” nei Caraibi e nel Pacifico, hanno condotto un’aggressione militare contro il Venezuela culminata nel rapimento del suo leader, Nicolás Maduro, e, insieme a Israele, hanno combattuto un conflitto contro l’Iran il 28 febbraio. Tutto ciò è avvenuto senza l’autorizzazione del Congresso. In tale contesto, il voto su Cuba è stato l’ultimo di una serie di provvedimenti sui poteri di guerra che hanno subito una bocciatura al Senato negli ultimi mesi, tra cui cinque voti falliti sulla Repubblica islamica e molteplici tentativi infruttuosi di frenare l’inquilino della Casa Bianca sulla questione del Venezuela. I legislatori si apprestano a riprendere il dibattito sull’Iran. Sia la Camera dei Rappresentanti che il Senato dovrebbero votare nuovamente su provvedimenti volti a fermare l’aggressione contro la nazione persiana,  secondo quanto riportato da Politico. Sebbene la Costituzione degli Stati Uniti stabilisca che sia il Congresso, e non il presidente, a poter dichiarare guerra, tale restrizione non si applica alle operazioni a breve termine o a quelle volte a contrastare una minaccia immediata. In questo contesto, la Casa Bianca sostiene che le azioni di Trump rientrano nei suoi diritti e doveri di comandante in capo per proteggere gli Stati Uniti. La minaccia degli Stati Uniti a Cuba Il 29 gennaio, Trump  ha firmato  un ordine esecutivo che dichiara lo  stato di “emergenza nazionale”  in risposta alla presunta “minaccia insolita e straordinaria”  che, secondo Washington, Cuba rappresenta per la sicurezza degli Stati Uniti e della regione. Il testo accusa il governo cubano di essersi alleato con “numerosi paesi ostili”, di dare rifugio a “gruppi terroristici transnazionali” e di consentire il dispiegamento sull’isola di “sofisticate capacità militari e di intelligence” provenienti da Russia e Cina. In base a queste motivazioni, sono stati annunciati dazi doganali contro i paesi che vendono petrolio alla nazione caraibica, insieme a minacce di ritorsioni contro coloro che agiscono contro l’ordine esecutivo della Casa Bianca. La decisione giunge in un contesto di crescenti tensioni tra Washington e  L’Avana , che  ha sempre respinto queste accuse  e ha avvertito che difenderà la propria integrità territoriale. Il presidente cubano  ha replicato  che “questa nuova misura  dimostra la natura fascista, criminale e genocida  di una cricca che ha dirottato gli interessi del popolo americano per puro tornaconto personale”. Il 7 marzo, Trump  ha annunciato  che “un grande cambiamento sta per arrivare a Cuba”, che – ha aggiunto – sta giungendo “alla fine della strada”. Gli Stati Uniti mantengono un embargo economico e commerciale contro Cuba  da oltre sessant’anni . L’embargo, che ha un impatto grave sull’economia del Paese, è stato ora rafforzato con numerose misure coercitive e unilaterali adottate dalla Casa Bianca.   Fonte: https://actualidad.rt.com/actualidad/601929-senado-eeuu- rechaza-restriccion-accion-militar-trump Traduzione: italiacuba.it Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
May 5, 2026
Pressenza
Venezuela: tra ritorno al Fmi e licenze condizionate…
…  la sfida della sovranità nell’era del post-sequestro. Il superamento dell’asfissia creditizia e il nuovo ruolo strategico di Caracas nel mercato energetico globale tra necessità di sviluppo e difesa dell’autodeterminazione. di Geraldina Colotti (*) L’annuncio del ritorno della rappresentanza del Venezuela presso il Fondo monetario internazionale, dopo sette anni di esclusione, segna un punto di svolta che non è solo