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Viareggio: sab4 corteo per il femminicidio e l'omotranscidio di Camaiore
Il 24 giugno Piero Moriconi, 63 anni, ha ucciso a fucilate la moglie Kety e il figlio Mirko, con movente sessista e omotransfobico evidente, ne è però seguita una narrazione mediatica tossica, Ne parliamo con un compagno della Collettiva Santafroci3 che ha indetto per sabato prossimo un corteo a Viareggio di cui segui il comunicato: CI VOGLIAMO VIVX Per M. e per Katy Andreoni. SABATO 4 LUGLIO ORE 18.00, corteo a Viareggio.  Il terribile assassinio di stampo patriarcale di M. e Katy ci ha scosso terribilmente, ma come abbiamo già scritto il dolore è pari solo alla nostra rabbia e alla nostra furia. Rabbia perché ci troviamo di fronte all'ennesimo femminicidio e omotranscidio avvenuto fra le mura domestiche, per mano di un padre padrone. Furia perché la narrazione della vicenda da parte della stampa e di una parte di opinione pubblica ha voluto giustificare in qualche modo il marito e padre assassino. "Era un bonaccione", "è stato spinto al limite dai comportamenti e dallo stile di vita del figlio e dalla madre che lo proteggeva".  E queste ricostruzioni hanno trovato molto consenso dell'opinione pubblica. Non ci volevamo credere, ma sono molte le persone che sostengono l'assassino. Per noi, collettiva Santa Frociə, il movente è solo uno: la società patriarcale.  Non vogliamo solo commemorare le vittime, ma vogliamo far sentire la nostra rabbia. Vogliamo scendere per le strade e gridare che affermare che il femminicidio e l'omolesbobitransfobia non esistono non è libertà di espressione, ma è odio di stampo patriarcale.  E che di patriarcato si muore. Percorso: Piazza d'Azeglio - Viale Regina Margherita (passeggiata di Viareggio) - Piazza Maria Luisa.  No machi, no fasci, no molesto. SIAMO IL GRIDO ALTISSIMO E FEROCE DI DONNE TRANS* E FROCI3 CHE PIÙ NON HANNO VOCE
July 2, 2026
Radio Onda Rossa
Teniamo aperte le finestre
Nella notte di sabato un'altra violenta aggressione si è consumata a Roma, nel quartiere Pigneto, ai danni di una donna che rincasava. L’intervento di un residente che ha aperto la finestra e ha gridato forte, ha messo in fuga l’aggressore. Sappiamo che queste aggressioni non sono casi isolati o privati. Si inseriscono in un clima politico e mediatico che incentiva la violenza lungo le linee del genere e della razza. Una situazione politica, nazionale e globale, che nega la violenza di genere, maschilista, abilista, patriarcale e razzista e parallelamente alimenta la cultura dello stupro, sdoganando comportamenti aggressivi e predatori. La spirale di odio e risentimento viaggia velocemente. Le parole di chi ci governa e dei politici di turno si traducono in azioni violente, precise e mirate nei luoghi che abitiamo ogni giorno. Ci inquieta la violenza propagata sui social e nella manosfera, strumento di legittimazione di un sistema patriarcale che discrimina, confina, odia, uccide. Il circo mediatico, che ha volutamente falsificato quanto avvenuto, contribuisce ad alimentare la dinamica razzista e violenta anche negli spazi digitali, senza mai prendere in considerazione chi queste violenze le subisce. Ci sentiamo bersagliatə negli spazi fisici e digitali, ma non accettiamo di normalizzare questa violenza patriarcale. E non accettiamo la strumentalizzazione razzista della violenza di genere, agita dalle forze politiche e dai media. Per questo torniamo in strada a portare la nostra rabbia. Torniamo in strada perché non vogliamo stare in silenzio. Torniamo in strada perché non vogliamo fare finta di niente, per tornare a gridare forte “sorella non sei solə”. Più presidi di polizia e l’istituzione di nuovi reati non sono la soluzione. Serve ricostruire trame sociali, solidarietà e cooperazione, in strada, negli spazi in cui viviamo, nei quartieri che frequentiamo. Ascoltarci, riconoscerci, tenerci per mano. Insieme. Fermarci, non girarci dall’altra parte, aprire le finestre, urlare. Urlare forte. Anche per chi non ha voce. Sorella non sei solə Per questo torniamo nelle strade Appuntamento venerdì 26 giugno alle 18:30 - Di fronte alla metro C Pigneto
June 24, 2026
Radio Onda Rossa
[Ora di buco] La libertà di parola è democratica (1/2: Corrispondenza Galilei)
La trasmissione di oggi va in onda in forma ridotta per poter seguire la mobilitazione in corso al Laurentino 38, presso la sede di Leonardo s.p.a., dopo lo sgombero di L38 Squat. In una prima corrispondenza, raccontiamo la contestazione avvenuta all'Istituto Galilei di Roma nei confronti del Ministro dell'Istruzione Valditara, in occasione della riunione dei Presidenti della Consulta. A seguire, una seconda corrispondenza con uno studente del Liceo Aristofane, che ci riferisce di gravi episodi di violenta discriminazione agiti da una docente contro un ragazzo trans, senza che la scuola abbia mai preso provvedimenti. Nei giorni scorsi, però, il Consiglio di Istituto ha approvato la Carriera Alias e il congedo mestruale.  
April 28, 2026
Radio Onda Rossa