Festa solidale alla Casa delle Donne di Viareggio
Ieri 28 maggio l’annuale festa del tesseramento della Casa ha brillato come una
perla nell’incipiente estate, un fiore dai molti petali colorati e profumati.
Nel fresco giardino della Casa all’interno della pineta tutto era allestito con
cura e grazia, tante donne ma anche uomini sensibili e consapevoli perché
l’umanità cammina insieme e i valori portati avanti dalle donne sono un dono per
tutti.
Primo petalo, la sapiente introduzione della Presidente Ersilia Raffaelli che
sempre sottolinea il parallelo tra violenza patriarcale e bellica.
Interviene poi un medico del MeVV, medici volontari della Versilia, presenza
preziosa per gli emarginati soprattutto in campo dentistico.
È quindi la volta di Martina Luisi, PCRF Italia, diramazione dell’omonima
palestinese, la principale ONG umanitaria in Palestina per le cure mediche,
essenzialmente pediatriche, che in questi anni ha dovuto molto occuparsi degli
aiuti alimentari divenuti la priorità quotidiana. Altra caratteristica è che
PCRF non ha propri presidi sanitari come MSF e Emergency, ma lavora negli
ospedali pubblici palestinesi, e non è iscritta nei registri israeliani: è a
tutti gli effetti solo palestinese.
Martina ha parlato anche dell’inserimento delle famiglie palestinesi qui in
seguito a ricoveri dei loro bambini. Il padre, prof. Luisi, noto cardiochirurgo
pediatrico in pensione e presidente PCRF Italia, ha fatto un’interessante
considerazione, sulla quale non siamo abituati a riflettere: sia che tu faccia o
non faccia, ne persegue un danno, finché Israele è lì. Perché i beni e servizi
portati in Palestina vengono fagocitati da Israele. Ciò non significa non fare,
ovviamente, ma essere consapevoli del meccanismo.
Si presentano ora I petali più belli, le due famiglie palestinesi che hanno
cucinato la nostra cena, con vivaci frugoletti che corrono ovunque e una
deliziosa preadolescente dall’incredibile voce, soprano in erba.
Facciamo la fila per ricevere il piatto con cibo buonissimo, cuscus con verdure,
riso speziato con mandorle tostate e tzatziki profumato alla menta, poi un
morbidissimo dolce.
Infine un intrattenimento inatteso e sorprendente, undici giovani donne che nel
2013 hanno costituito a Carrara il coro femminile “Le Malerbe”, nome che evoca
le erbe selvatiche e resistenti che crescono in un territorio devastato dalle
cave di marmo, in memoria delle donne in rivolta di piazza delle Erbe nel 1944.
Loro repertorio canti popolari, di lavoro e politici di varie tradizioni, e
collage fra gli stessi, in più lingue, compreso farsi e arabo. Coro a cappella a
più voci, mimando anche effetti strumentali. Ci spelliamo le mani dagli applausi
e dopo “Il disertore ” cantato in francese e italiano terminiamo insieme a gran
voce con “Sebben che siamo donne”, rivisto in “Ebbene siamo donne”. Loro
rifiutano compensi, tutto in solidarietà, per il PCRF e le famiglie
palestinesi.
Davvero una grande giornata.
Redazione Toscana