Il curriculum dello studente e la Maturità-Talent Show di Valditara
Si sta diffondendo tra docenti e studenti l’idea che il Curriculum personale sia
l’elemento centrale della maturità 2026, quasi fosse un biglietto da visita per
un colloquio di lavoro. Ma è davvero così? A leggere bene le indicazioni
ministeriali, il Curriculum è solo uno dei possibili punti di partenza per
avviare la conversazione, non il fulcro dell’intera prova. Il rischio è che gli
studenti, a ridosso degli esami, investano le loro energie migliori nel
costruire un profilo personale ad effetto. Questa lettera, idealmente
indirizzata agli insegnanti delle classi quinte, prova a rimettere in
discussione l’interpretazione della Maturità- talent show.
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Cari Colleghi, docenti delle Classi Quinte di ogni Scuola,
Vi scrivo per condividere una riflessione relativa all’articolazione e al
possibile andamento del Colloquio d’Esame, così come disciplinato dall’Ordinanza
ministeriale n. 54/2026.
Avverto diffondersi, intorno a me, una lettura del testo dell’Ordinanza che la
interpreta assegnando al Curriculum dello Studente un valore determinante non
solo nella fase di avvio del colloquio, ma relativamente all’intera prova
orale. Tale interpretazione non mi sembra supportata dal testo dell’Ordinanza
che, all’Art. 22, afferma (grassetto mio):
Art. 1: “…La commissione d’esame tiene conto anche delle informazioni contenute
nel Curriculum della studentessa e dello studente….”
Art. 2: “Il colloquio ha inizio con una breve riflessione del candidato sul
proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce delle informazioni
contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente. Il colloquio
prosegue con la proposta di domande di approfondimento sulle quattro
discipline…”
L’articolo 22 che disciplina l’andamento del Colloquio si riferisce in queste
due occasioni al Curriculum dello studente come possibile fonte alla quale
attingere (commissione e candidato) per avviare il colloquio, non come elemento
obbligatorio e condizionante l’intera prova.
Il testo dell’Ordinanza non afferma mai che il Curriculum debba orientare
complessivamente l’interazione tra commissione e candidato e, se in questo
momento, a ridosso della fine dell’anno scolastico, passasse questo messaggio,
ritengo si potrebbe causare un danno significativo agli studenti. La mia
percezione, relativa al diffondersi di questa interpretazione dell’ordinanza,
nasce da quanto sento dire da alcuni Colleghi e da quanto leggo in Rete: è
un’interpretazione che invita gli studenti a portare particolare attenzione alla
compilazione corretta e completa del Curriculum e a prepararsi a valorizzare lo
stesso come se, da tale valorizzazione, dipendesse la buona riuscita del
colloquio. Al di là di quanto dice il testo dell’Ordinanza – unico riferimento
normativo al quale attenersi – si sta diffondendo l’interpretazione sopra
citata: mi riferisco ai numerosi articoli che, in questo periodo, vengono
pubblicati in Rete (un solo
esempio https://www.orizzontescuola.it/e-portfolio-e-curriculum-dello-studente-la-chiave-per-affrontare-la-maturita-2026-e-perche-devi-completarlo-subito/).
Personalmente tengo a condividere con tutti i colleghi delle Classi Quinte le
seguenti riflessioni:
1. L’art. 22 dell’ordinanza non assegna al Curriculum dello studente il ruolo
determinante che molti Dirigenti e docenti ritengono assegnare. L’avvio del
colloquio prevede una breve riflessione del candidato sul proprio percorso
scolastico e personale, anche in riferimento al Curriculum. Questo “anche”
come va interpretato? Dal momento che la compilazione della piattaforma
Unica non è obbligatoria, considerando il fatto che lo studente può non
compilare alcune o tutte le sezioni del E-Portfolio (se non erro uno
studente, ad oggi, è ammesso a sostenere l’Esame e può conseguire il diploma
anche senza aver mai fatto accesso ad Unica) ritengo sia corretto affermare
che il candidato può avviare il suo colloquio liberamente, attingendo al
Curriculum oppure no. Per quanto mi riguarda l’essenziale è che il candidato
sia consapevole dell’esistenza del Curriculum dello studente, abbia contezza
di cosa si tratta e sia in grado di motivare le sue scelte (compilarlo o no,
parlarne o no). Gli altri passaggi del colloquio – domande sulle discipline,
riferimento a esperienze FSL e Educazione civica – devono, invece, essere
affrontati. Mi sembra paradossale attribuire importanza decisiva all’unico
elemento non obbligatorio nel percorso dello studente.
2. La diffusione, a ridosso della fine dell’anno scolastico,
dell’interpretazione sopra esposta, non vorrei comportasse che le migliori
energie degli studenti venissero canalizzate verso la costruzione di un
Curriculum scintillante (per chi potrà permetterselo), verso la preparazione
di una presentazione di sé come se si trattasse di un colloquio di lavoro e
che tutto il resto, soprattutto lo studio delle discipline per affrontare
dignitosamente le prove scritte e il colloquio, ma non solo, slittasse in
secondo piano.
Non nascondo che queste mie perplessità, nate da una diversa lettura del testo
dell’Ordinanza, hanno molto a che fare con il fatto che non condivido per nulla
la visione di fondo della Scuola, dello Studente, del nostro mestiere che sta a
monte di questo esame e che ben si comprende anche solo leggendo l’ultimo
indicatore della griglia di valutazione del Colloquio (Link griglia valutazione
colloquio 2026-signed.pdf https://share.google/v10pQipr7aUQ1p7CI). Personalmente
non ho e non avrò mai la presunzione di valutare il grado di maturazione di una
persona, né, per esteso, la persona dello studente.
Ma questa è una storia lunga e che, a ridosso della fine dell’anno scolastico,
non è possibile affrontare. Ritengo comunque importante per tutti, dopo aver
letto autonomamente il testo dell’ordinanza, interrogarsi in merito. Molti di
noi saranno commissari (interni o esterni) o presidenti e, in ogni caso, siamo
tutti coinvolti nella preparazione degli studenti all’Esame.
In cuor mio spero di non assistere ad una sequenza di rappresentazioni
celebrative di sé stile talent show, né a colloqui simili ad una performance
presso un’agenzia di risorse umane (nell’ E-Portfolio è presente pure la sezione
albo delle eccellenze…); spero, piuttosto, di incontrare studenti che raccontino
come e perché la Scuola è stata una parte importante della loro vita: una
poesia, un teorema, un’opera d’arte, una pagina di Filosofia, una Lingua diversa
dalla propria, un Museo visitato, una particolare rappresentazione teatrale e
così via.
In ogni caso, qualora mi capitasse di essere commissaria, ascolterò con
attenzione e rispetto il discorso iniziale del candidato, qualunque sia il punto
di avvio della sua riflessione.
Buon lavoro a tutte e tutti.