Oggi la Resistenza si chiama nonviolenza e la Liberazione disarmo: costruiamoli con “Un’altra difesa è possibile”
AL VIA LA CLICK WEEK PER LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE SULLA DIFESA CIVILE NON
ARMATA E NONVIOLENTA
Il 25 aprile non chiede solo di ricordare: chiede di scegliere. Chi ha
attraversato la guerra nel corpo e nell’anima (partigiani, deportati,
sopravvissuti, vittime di dittature) ha lasciato un testamento morale
inequivocabile: la guerra è una follia da ripudiare, non una soluzione da
riproporre. Ignorare questa lezione, in un momento in cui l’Europa si riarma a
ritmo accelerato, non è solo un errore politico: è un tradimento di quella
memoria. La Resistenza non fu solo lotta armata in montagna. Fu resistenza
civile, resistenza delle donne, delle staffette, di chi nascondeva gli ebrei,
dei partigiani nonviolenti. Scelte diverse sulle armi, identica finalità:
liberare il mondo dalla guerra. Dire no alla guerra non significa rinunciare
alla lotta per la libertà. Significa prendere il testimone di chi è passato per
le tragedie della storia e ha deposto le armi, affidandoci la Costituzione.
Quella Costituzione che ancora oggi ci indica una via di Pace e Democrazia. Gli
articoli 11 e 52 non parole vuote e lontane: sono una bussola per la nostra
azione quotidiana. Il ripudio della guerra e il dovere di difesa della Patria
(anche attraverso strumenti civili, come ha riconosciuto la Corte
Costituzionale) sono la risposta che i Costituenti, molti dei quali avevano
vissuto la Resistenza in prima persona, ci hanno consegnato. Spetta a noi
renderla concreta.
Per questo la campagna “Un’altra difesa è possibile”, con la proposta di legge
di iniziativa popolare per un Dipartimento della Difesa Civile non armata e
nonviolenta, non nasce dal nulla. Nasce da quella tradizione. Nasce dalla
lezione dei testimoni. Nasce dalla certezza che Corpi civili di pace, mediazione
dei conflitti, cooperazione internazionale non siano utopie ma strumenti reali,
già al lavoro nel mondo, che aspettano solo di trovare una casa nelle
istituzioni.
È da questa tradizione plurale che nasce la proposta di legge di iniziativa
popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e
nonviolenta, depositata in Cassazione il 16 marzo 2026 dalla Campagna “Un’altra
difesa è possibile” (Rete Italiana Pace e Disarmo, CNESC, Sbilanciamoci!). La
legge dà finalmente concretezza al dettato costituzionale: Corpi civili di pace,
mediazione dei conflitti, ricerca sulla Pace e il Disarmo, cooperazione e non
scontro tramite strumenti anche finanziabili con le scelte dirette dei
contribuenti.
In un momento in cui il dibattito pubblico sembra aver capitolato all’equazione
“più sicurezza = più armi”, questa proposta afferma l’opposto con la voce di chi
ha imparato sulla propria pelle che quella equazione è falsa. La vera sicurezza
si costruisce prevenendo i conflitti, non alimentandoli.
Il 25 aprile non chiede solo di ricordare. Chiede di scegliere e riverberare il
coraggio che quella generazione ci ha trasmesso e metterlo al servizio del
nostro futuro. La firma per una proposta di Legge di iniziativa popolare sembra
un atto piccolo e veloce ma in realtà ribadisce una scelta forte: dire che un
mondo di Pace e libertà è possibile, e impegnarsi per costruirlo.
Per raccogliere le firme necessarie a portare la proposta in Parlamento, la
campagna lancia oggi la Click Week (25 aprile – 2 maggio): una settimana di
iniziative a partire da quelle già previsto per il 25 aprile, rilanci social e
condivisioni per moltiplicare le firme online. Chiunque può firmare in pochi
minuti con SPID o CIE
su https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008
Servono 50.000 firme. Ogni firma è un atto di resistenza e nonviolenza!
Rete Italiana Pace e Disarmo