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FirmaTE per la difesa nonviolenta in Italia
Il Centro per la Pace di Forlì invita tutti voi a firmare la proposta di legge di iniziativa popolare per la Difesa civile non armata e nonviolenta Il 4 ottobre p.v. Nel territorio romagnolo si svolgerà la IX edizione della Marcia della Pace della Romagna. Nel frattempo, a livello nazionale è stata proposta l’attuazione del primo punto politico della nostra Marcia attraverso la proposta di legge sull’istituzione del Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta. Il nostro ordinamento legislativo, anche con pronunciamento della Corte Costituzionale nel 1985, prevede che la difesa della Patria, possa essere effettuata anche in modo non militare né legato alle Forze Armate ma come difesa civile, non armata e nonviolenta.  Occorre una legge che concretizzi questa possibilità. Conferenza nazionale degli Enti di Servizio Civile, della Rete Italiana Pace e Disarmo e di Sbilanciamoci! Sono promotori della campagna “Un’altra difesa è possibile” che ha già portato, il 16 marzo 2026, al deposito in Cassazione della nuova proposta di legge di iniziativa popolare per un Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta. Ogni maggiore informazione in proposito si trova al portale www.difesacivilenonviolenta.org. Nel collegamento con l’articolo 2 (solidarietà) e l’articolo 11 (ripudio della guerra) della Costituzione viene a definirsi il concetto della protezione delle persone e delle istituzioni. La proposta prevede la creazione di un Dipartimento, collocato presso la Presidenza del Consiglio, che coordini Corpi civili di pace e un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo, operando in sinergia con Protezione civile e Servizio Civile universale. Occorrono 50.000 firme affinché il testo di legge possa essere portato all’attenzione del Parlamento.  Perché bisogna firmare? Innanzitutto, la guerra non porta conseguenze solo in trincea, ma colpisce duramente anche i civili, lacerando intere comunità, interrompendo i servizi essenziali e aumentando le disuguaglianze. In caso di conflitto, infatti, i fondi normalmente destinati all’assistenza alla disabilità, alla riduzione delle disuguaglianze in tutti gli ambiti e alle associazioni che si occupano di sociale, gioventù, anzianità e sussidiarietà vengono inevitabilmente ridotti o dirottati altrove. Firmare questa petizione significa quindi dare una possibilità concreta alla costruzione di un sistema di difesa civile, capace di evitare tutte queste conseguenze negative della guerra sulla cittadinanza e sullo stato sociale. Come disse Alex Zanotelli: “La guerra è il più grande crimine contro l’umanità. Dobbiamo avere il coraggio di dire che non ci può essere pace vera senza giustizia sociale, e non ci sarà giustizia sociale finché continueremo a spendere in armi quello che dovrebbe andare agli affamati.” Inoltre è quasi impossibile immaginare e considerare separatamente gli impatti civili o infrastrutturali della guerra, da quelli legati alla natura. Al di là della distruzione immediata, i conflitti armati sconvolgono gli ecosistemi, esauriscono le risorse naturali, inquinano l’ambiente e mettono a rischio la salute del nostro pianeta per le generazioni a venire. Il termine ecocidio non è ancora pienamente riconosciuto dalla Corte Penale Internazionale, ma le sue conseguenze sono già evidenti: basti pensare all’agente arancio in Vietnam, agli attacchi sistematici alle riserve idriche in Ucraina e al rilascio dei cosiddetti PFAS- i “forever chemicals” che stanno contaminando suolo e falde acquifere, o ancora alla distruzione di frutteti e terreni agricoli a Gaza, che ha un impatto enorme sulla sicurezza alimentare ma lascia anche una traccia ambientale incalcolabile. Wangari Maathai disse: «Molte guerre si combattono per le risorse naturali, che stanno diventando sempre più scarse. Se noi proteggiamo l’ambiente, piantiamo i semi della pace Si firma online, al portale www.difesacivilenonviolenta.org con SPID o con CIE. Il testo può essere sottoscritto da ogni cittadina e da ogni cittadino. Per il Centro Pace di Forlì Raffaele Barbiero   Redazione Romagna
July 13, 2026
Pressenza
“Un’altra difesa è possibile”: accelera la raccolta verso l’obiettivo delle 50.000 firme necessarie per il deposito del testo di legge
Volti noti, società civile e mondo della cultura a sostegno della proposta di legge per la difesa civile nonviolenta: ribadito oggi in Senato l’impegno di Reti e associazioni. Si è svolta oggi, lunedì 6 luglio 2026, nella Sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica a Piazza Madama, la conferenza stampa della campagna “Un’altra difesa è possibile”, promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo, Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile (CNESC e Sbilanciamoci!, su iniziativa della Senatrice Aurora Floridia  (Verdi Alto Adige). L’iniziativa giunge in una fase di forte accelerazione della campagna: sono ormai 14.000 le firme già raccolte sulla proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta — già oltre il 25% delle 50.000 necessarie per la presentazione in Parlamento. La proposta La legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta” prevede quattro pilastri concreti: il potenziamento del Servizio civile come istituto di difesa civile della Patria in attuazione degli articoli 11 e 52 della Costituzione; l’istituzione dei Corpi civili di pace, formati da personale preparato a intervenire nelle aree di crisi prima dell’escalation militare; il rafforzamento della Protezione civile come strumento di difesa del territorio dalla devastazione ambientale e climatica; la creazione di un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo. Il tutto finanziato da un fondo pluriennale stabile e dalla possibilità per i cittadini di destinare il 6 per mille dell’IRPEF a queste attività. Le voci dalla Conferenza Stampa «La Campagna “Un’altra difesa è possibile” è il programma politico unificante delle molte associazioni nonviolente, pacifiste, culturali, per il disarmo, la solidarietà, la cooperazione. Rappresenta la continuità ideale di quel lungo cammino, iniziato da Aldo Capitini e Pietro Pinna, a sostegno dell’obiezione di coscienza come alternativa al servizio militare. Dopo oltre mezzo secolo, i tempi sono maturi affinché le istituzioni facciano propria la visione di don Lorenzo Milani: “Le uniche armi che io approvo sono nobili e incruente”. «L’obiettivo comune è la piena attuazione dell’articolo 52 della Costituzione in tema di difesa, alla luce dell’articolo 11 che ripudia la guerra: difendersi preparando la pace» evidenza Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento. «La situazione internazionale è talmente grave che servono strumenti concreti per intervenire prima che i conflitti degenerino. Più firme raccogliamo e più la nostra proposta acquisterà forza. I partiti dovranno prendere una posizione, la società civile dovrà esprimersi e gli italiani dovranno decidere se preferiscono pagare per la guerra o per la pace.» «L’introduzione della difesa civile nell’ordinamento italiano – hanno sottolineato nel corso dell’incontro Giulio Marcon di Sbilanciamoci! e Rossano Salvatore della CNESC – aprirebbe nuovi scenari nella concezione della sicurezza, rifiutando il modello basato in modo esclusivo sul possesso e sull’impiego delle armi. L’alternativa si fonda su tre direttrici:  prevenzione dei conflitti, agendo sulle cause strutturali delle tensioni;  gestione nonviolenta attraverso mediazione e diplomazia dal basso;  risoluzione e ricostruzione delle relazioni nelle comunità colpite.» Come ha ricordato Papa Leone, denunciando la crescente spesa militare globale, non si può «spacciare il riarmo per difesa della patria»: il riarmo sottrae risorse alla sanità, ai servizi sociali e pubblici, favorendo interessi di poche élite a scapito del bene comune. I volti noti che hanno già firmato Alla campagna hanno voluto esplicitamente segnalare il proprio sostegno e la propria sottoscrizione numerose personalità della cultura, dell’informazione, dell’arte e dell’impegno civile. La filosofa Donatella Di Cesare e l’attore Ascanio Celestini erano presenti oggi al Senato anche in rappresentanza delle altre personalità che hanno firmato la legge: tra i giornalisti e i comunicatori Gad Lerner, Marco Damilano, Giulia Innocenzi, Nico Piro, Vittoria Iacovella; tra gli intellettuali e i pensatori Carlo Rovelli; tra gli artisti, gli attori e i musicisti Alessandro Bergonzoni, Giulio Cavalli, Vinicio Capossela, Maria Pia De Vito, Franco Bassi e il vignettista Mauro Biani; tra le figure dell’impegno civile, umanitario e religioso Cecilia Strada e don Luigi Ciotti. Come firmare Le firme possono essere apposte online sulla piattaforma istituzionale del Ministero della Giustizia, con SPID o CIE, accedendo da difesacivilenonviolenta.org o direttamente da firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008 Le firme devono essere raccolte entro il 15 settembre 2026. Una volta raggiunta la soglia delle 50.000 sottoscrizioni, la proposta verrà incardinata al Senato e affidata alle Commissioni Affari istituzionali e Affari esteri e Difesa, dove i promotori saranno invitati alla presentazione ad apertura della discussione.  La campagna è promossa e coordinata da: Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile – Rete Italiana Pace Disarmo – Sbilanciamoci! Rete Italiana Pace e Disarmo
July 6, 2026
Pressenza
“Anch’io ho firmato!” Volti noti a sostegno della difesa civile e nonviolenta
Volti noti dello spettacolo, dell’informazione e della scienza sostengono la legge di iniziativa popolare per una Difesa civile non armata e nonviolenta. Iniziata una nuova fase di rilancio della raccolta firme a sostegno della Campagna “Un’altra difesa è possibile” Volti noti dello spettacolo, dell’informazione e della scienza hanno preso posizione a sostegno della Campagna “Un’altra difesa è possibile” firmando la proposta di Legge di iniziativa popolare per istituire la Difesa civile non armata e nonviolenta e oggi rilanciano l’appello alla cittadinanza perché si raggiunga rapidamente la soglia necessaria alla presentazione in Parlamento. I giornalisti Gad Lerner, Marco Damilano, Giulia Innocenzi, Nico Piro, i docenti Donatella Di Cesare e Carlo Rovelli, gli attori Alessandro Bergonzoni, Ascanio Celestini e Giulio Cavalli, il vignettista Mauro Biani hanno deciso di metterci la faccia: insieme al comitato promotore della Campagna, vogliono una difesa costituzionale che prepari la Pace e ripudi la guerra. Il progetto è serio e concreto: istituire un Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta che potenzi e coordini il servizio civile, la protezione civile, i Corpi Civili di Pace e un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo. C’è bisogno di più diplomazia, cooperazione, integrazione e politica estera per la sicurezza condivisa: la difesa non può essere basata solo sulle armi e sulle alleanze militari, con il rischio altissimo di accelerare il processo di una guerra imminente. La proposta non nasce dal nulla: affonda le radici nell’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di offesa, e dà concretezza al principio secondo cui la difesa della Patria (richiamata dall’articolo 52) può essere adempiuta anche in forme civili e nonviolente. Si tratta di riconoscere, accanto alla difesa militare, un secondo pilastro fatto di prevenzione dei conflitti, mediazione, protezione delle comunità e tutela dei beni comuni in caso di calamità, crisi sociali ed emergenze ambientali. Una difesa civile strutturata significa investire nelle persone e nelle competenze: operatori di pace formati, Corpi Civili capaci di intervenire nelle aree di crisi, una ricerca pubblica indipendente sul disarmo e sulla trasformazione nonviolenta dei conflitti. È un modello di sicurezza che protegge senza alimentare la corsa agli armamenti, e che restituisce centralità alla società civile, al volontariato e ai giovani come protagonisti attivi della costruzione della pace. È questa la risposta diretta del movimento pacifista all’attuale deriva militarista di chi continua ad aumentare le spese militari a scapito di quelle sociali. Mentre crescono i bilanci della difesa armata, la campagna chiede di invertire la rotta e di destinare risorse a ciò che genera sicurezza reale e duratura: welfare, istruzione, sanità, cooperazione internazionale e strumenti di pace. L’adesione di questi testimonial non è gesto superficiale, ma un segnale di responsabilità civile e pubblica. Mettere la propria faccia e la propria firma accanto a quella di migliaia di cittadini significa dare voce e visibilità a un’idea di sicurezza alternativa, contribuendo a portarla al centro del dibattito politico e culturale del Paese. Per questo ci auguriamo che molti altri volti noti del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’informazione e della scienza scelgano di associarsi a “Un’altra difesa è possibile”, sostenendo con la propria autorevolezza una lotta di civiltà che riguarda tutti. Ogni firma, ogni voce che si aggiunge, avvicina l’obiettivo e rafforza la richiesta di un’Italia che prepari la Pace anziché la guerra. Riuniti nella Campagna “Un’altra difesa è possibile” la Rete Italiana Pace e Disarmo, la Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile (CNESC) e Sbilanciamoci! stanno raccogliendo le 50.000 firme necessarie per portare la proposta in Parlamento. Si può firmare online, con SPID e CIE, al sito: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008     Rete Italiana Pace e Disarmo
June 18, 2026
Pressenza
80 anni di Repubblica, da oggi al 2 giugno le iniziative per disarmo e nonviolenza
Da Verona a Firenze, da Roma a Monte Sole: la società civile per un’Italia che ripudia la guerra celebra gli 80 anni della Repubblica e rilancia la campagna “Un’altra difesa è possibile” Di fronte alla corsa al riarmo che sta travolgendo l’Europa, la società civile italiana alza la voce e si mobilita. Lo fa rivendicando i capisaldi della Costituzione e ricordando che la sicurezza non si misura in miliardi di spesa militare, che la dignità dei popoli non si difende con le bombe, che la pace non è assenza di guerra, ma costruzione quotidiana di giustizia e diritti. Lo fa ricordando che fin dall’inizio chi ha fondato la Repubblica italiana ha scelto di ripudiare la guerra, e che quella scelta vale ancora oggi. Una grande mobilitazione, in risposta all’appello lanciato da Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci per celebrare gli 80 anni della Repubblica con iniziative civili, pacifiste e nonviolente: in tutta Italia si sono moltiplicate fiaccolate, biciclettate, convegni e presidi. Un calendario fitto, che parte stasera da Verona e culmina il 2 giugno in più città italiane. Obiettivo comune: restituire alla Festa della Repubblica il suo autentico carattere costituzionale, quello di una Repubblica che ripudia la guerra, sottraendola alle parate militari e al clima di riarmo che domina il dibattito pubblico europeo. Il nostro appello ha mosso l’Italia, perché la risposta è stata straordinaria: decine di realtà (associazioni, reti locali, comunità ecclesiali, sindacati, scuole) hanno aderito e organizzato proprie iniziative, animate da un filo conduttore: l’articolo 11 della Costituzione non è retorica, è un impegno concreto che oggi, di fronte alla corsa al riarmo europeo, va rivendicato con forza. Il calendario da stasera al 2 giugno Giovedì 28 maggio – VERONA · Fiaccolata «Chiamata alla Pace» – ore 20.30 Fiaccolata interreligiosa ed ecumenica dal Municipio al Duomo, promossa da Chiesa di Verona, Comune, Scuola di Pace e Nonviolenza e Comitato veronese per le iniziative di pace. Apertura con il sindaco Damiano Tommasi, conclusione con il vescovo Domenico Pompili. Una chiamata collettiva per chiedere l’istituzione della difesa civile, non armata e nonviolenta. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/chiamata-alla-pace-per-ripudiare-la-guerra/ Venerdì 29 maggio – VITERBO · Convegno «La nostra Repubblica della Pace» – ore 17.00 Convegno promosso dal Tavolo della Pace di Viterbo con interventi su geopolitica, economia e valori costituzionali. Previsto collegamento dalla Siria con volontarie di Operazione Colomba – Corpo nonviolento della Comunità Papa Giovanni XXIII. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/la-nostra-repubblica-della-pace/ Venerdì 29 maggio – LA SPEZIA · Convegno ecumenico «Eirene» – ore 17.45 Il gruppo interconfessionale «Eirene, Cristiani per la Pace» presenta la Nota Pastorale CEI «Educare a una pace disarmata e disarmante» e il cammino ecumenico delle Chiese italiane per la nonviolenza. In diretta YouTube. Promosso da ACLI, Azione Cattolica, Chiese evangeliche battista e metodista, Movimento dei Focolari e altri. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/per-una-pace-disarmata-e-disarmante-il-cammino-ecumenico-per-la-pace-e-la-nonviolenza/  Sabato 30 maggio – ROMA · Biciclettata costituzionale – ore 9.00 Partenza da Piazza Vittorio Emanuele verso Porta San Paolo, simbolo della Resistenza. In bicicletta come le staffette partigiane con Ascanio Celestini, Giuseppe Cederna, la staffetta partigiana Luciana Romoli, i dirigenti di ANPI e CGIL. Tappe davanti a scuole, ospedali e luoghi di lavoro per ricordare i fondamenti della Costituzione e raccogliere firme per la proposta di legge «Un’altra difesa è possibile». → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/la-nostra-repubblica-della-pace-del-lavoro-dei-diritti-dellambiente/ Sabato 30 maggio – ROMA (Spin Time) · Conferenza stampa Mondiario 2026/2027 – ore 11.00 La Fondazione Nigrizia e il presidente ANPI Gianfranco Pagliarulo presentano il Mondiario scolastico sugli 80 anni della Repubblica. Alle ore 15.00 i bambini del doposcuola danno vita a una nuova Assemblea Costituente. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/conferenza-stampa-lancio-mondiario-2026-2027/ Lunedì 1° giugno – VICENZA (in streaming) · «Un’altra difesa è possibile» – ore 20.30 Il «Primo lunedì del mese» – anno XXIX – dedica la puntata all’istituzione di un nuovo modello di difesa civile, con Laura Milani (CNESC – Comunità Papa Giovanni XXIII) e Salvatore Marra (CGIL Nazionale – Confederazione Europea dei Sindacati). → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/unaltra-difesa-e-possibile-al-primo-lunedi-del-mese/ Il 2 giugno la Repubblica della Pace si mobilita nelle comunità 2 giugno – FANO (PU) · «FestAltra» al Parco Urbano Polverari – ore 10.00–19.00 La Rete Pace e Disarmo di Fano e Pesaro propone una giornata alternativa alla parata militare: biciclettata, passeggiata naturalistica, spazi per bambini, letture, giochi e pesca a favore di Emergency. Dibattito sul futuro del parco urbano con amministratori e società civile. Una festa che denuncia la «complicità tra guerra, potere e profitto» e valorizza dialogo e cura. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/festaltra/ 2 giugno – FIRENZE · Pax Christi: «Festa delle Forze Disarmate» – ore 10.30 Testimonianza pubblica davanti alla Caserma «Predieri», dove sarà ubicato il futuro Comando NATO per il Centro-Sud. Credenti e non credenti insieme, con canti, riflessioni e preghiere, per esprimere contrarietà alla guerra e praticare concretamente la nonviolenza. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/festa-della-repubblica-delle-forze-disarmate/ 2 giugno – MONTE SOLE (BO) · Al Poggiolo, tra memoria e nonviolenza – ore 14.30 Scuola di Pace di Monte Sole e Poggiolo Rifugio Re_esistente promuovono un dialogo su «La difesa civile, non armata e nonviolenta prepara la pace» con Pasquale Pugliese (Movimento Nonviolento) ed Elena Moncelli (Scuola di Pace). Coro «AcCanto al Sasso» con repertorio di canti di resistenza. Raccolta firme per «Un’altra difesa è possibile» durante tutta la giornata. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/il-plebiscito-popolare-che-ha-instaurato-la-repubblica/ 2 giugno – FAENZA (RA) · «One Day, in Africa» – ore 16.30 Piazza della Libertà. Festa multietnica con colori, sapori e suoni di diverse tradizioni del mondo, trasformata anche in momento per celebrare la Festa della Repubblica che ripudia la guerra. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/one-day-in-africa/ 2 giugno – BIELLA · «Cara Costituzione ti voglio bene» – ore 18.00 Mai come Ora 2026 promuove una lettura pubblica della Costituzione italiana in tutti i quartieri della città, davanti ai monumenti ai caduti per la libertà. Un gesto civile semplice e potente: riscoprire insieme le parole dei Padri e delle Madri Costituenti – pace, diritti, inclusione, lavoro, ambiente – e ricordarsi cittadine e cittadini. L’iniziativa aderisce all’appello di Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci! e si svolge contemporaneamente in nove luoghi del Biellese: dai Portici del Municipio in centro a piazze e lapidi dei quartieri Chiavazza, Riva, San Paolo, Piazzo, Valle Oropa, Vernato Thes, Oremo Barazzetto Vandorno, Pavignano Vaglio Colma e Villaggio Lamarmora. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/cara-costituzione-ti-voglio-bene/ 2 giugno – REGGIO EMILIA · «In cammino per la Difesa civile» – ore 18.00 Ritrovo al Giardino dei Giusti per «La Festa della Repubblica che ripudia la guerra. In cammino per la Difesa civile non armata e nonviolenta»: incontro e riflessione in un luogo simbolico. Oltre il 2 giugno: si continua a camminare Domenica 7 giugno – PADOVA · «Cammino per una Repubblica di Pace» – ore 18.00 Piazza Castello, con arrivo al Municipio. Un corteo promosso da un’ampia coalizione di realtà padovane – ACLI, ANPI, ARCI, CGIL, CISL, UIL, Emergency, Libera, Legambiente, Comunità di Sant’Egidio, Beati i Costruttori di Pace, Azione Cattolica, AGESCI e molti altri – per ribadire che la strada per la pace va percorsa «con caparbietà, con ostinazione, con i nostri corpi». In caso di pioggia l’evento è annullato. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/cammino-per-una-repubblica-di-pace/ Il cuore della proposta collettiva: la Campagna «Un’altra difesa è possibile» Tutte queste iniziative condividono un obiettivo concreto: rilanciare la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile, Non Armata e Nonviolenta. In un momento in cui i governi europei gareggiano nell’aumentare i bilanci militari (con la spesa globale che nel 2025 ha toccato il record storico di 2.887 miliardi di dollari) la proposta pone una domanda necessaria: esistono strumenti alternativi e nonviolenti per garantire sicurezza e risolvere i conflitti? La risposta delle nostre reti è sì, e vogliamo dunque creare quelle “istituzioni di Pace” che possano concretizzare questo percorso alternativo alla guerra e alla distruzione Invitiamo tutte le organizzazioni aderenti, i cittadini e le cittadine a farsi promotori della raccolta firme nelle proprie reti e comunità. Tutte le informazioni su www.difesacivilenonviolenta.org! Rete Italiana Pace e Disarmo
May 28, 2026
Pressenza
Oggi la Resistenza si chiama nonviolenza e la Liberazione disarmo: costruiamoli con “Un’altra difesa è possibile”
AL VIA LA CLICK WEEK PER LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE SULLA DIFESA CIVILE NON ARMATA E NONVIOLENTA Il 25 aprile non chiede solo di ricordare: chiede di scegliere. Chi ha attraversato la guerra nel corpo e nell’anima (partigiani, deportati, sopravvissuti, vittime di dittature) ha lasciato un testamento morale inequivocabile: la guerra è una follia da ripudiare, non una soluzione da riproporre. Ignorare questa lezione, in un momento in cui l’Europa si riarma a ritmo accelerato, non è solo un errore politico: è un tradimento di quella memoria. La Resistenza non fu solo lotta armata in montagna. Fu resistenza civile, resistenza delle donne, delle staffette, di chi nascondeva gli ebrei, dei partigiani nonviolenti. Scelte diverse sulle armi, identica finalità: liberare il mondo dalla guerra. Dire no alla guerra non significa rinunciare alla lotta per la libertà. Significa prendere il testimone di chi è passato per le tragedie della storia e ha deposto le armi, affidandoci la Costituzione. Quella Costituzione che ancora oggi ci indica una via di Pace e Democrazia. Gli articoli 11 e 52 non parole vuote e lontane: sono una bussola per la nostra azione quotidiana. Il ripudio della guerra e il dovere di difesa della Patria (anche attraverso strumenti civili, come ha riconosciuto la Corte Costituzionale) sono la risposta che i Costituenti, molti dei quali avevano vissuto la Resistenza in prima persona, ci hanno consegnato. Spetta a noi renderla concreta. Per questo la campagna “Un’altra difesa è possibile”, con la proposta di legge di iniziativa popolare per un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta, non nasce dal nulla. Nasce da quella tradizione. Nasce dalla lezione dei testimoni. Nasce dalla certezza che Corpi civili di pace, mediazione dei conflitti, cooperazione internazionale non siano utopie ma strumenti reali, già al lavoro nel mondo, che aspettano solo di trovare una casa nelle istituzioni. È da questa tradizione plurale che nasce la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta, depositata in Cassazione il 16 marzo 2026 dalla Campagna “Un’altra difesa è possibile” (Rete Italiana Pace e Disarmo, CNESC, Sbilanciamoci!). La legge dà finalmente concretezza al dettato costituzionale: Corpi civili di pace, mediazione dei conflitti, ricerca sulla Pace e il Disarmo, cooperazione e non scontro tramite strumenti anche finanziabili con le scelte dirette dei contribuenti. In un momento in cui il dibattito pubblico sembra aver capitolato all’equazione “più sicurezza = più armi”, questa proposta afferma l’opposto con la voce di chi ha imparato sulla propria pelle che quella equazione è falsa. La vera sicurezza si costruisce prevenendo i conflitti, non alimentandoli. Il 25 aprile non chiede solo di ricordare. Chiede di scegliere e riverberare il coraggio che quella generazione ci ha trasmesso e metterlo al servizio del nostro futuro. La firma per una proposta di Legge di iniziativa popolare sembra un atto piccolo e veloce ma in realtà ribadisce una scelta forte: dire che un mondo di Pace e libertà è possibile, e impegnarsi per costruirlo. Per raccogliere le firme necessarie a portare la proposta in Parlamento, la campagna lancia oggi la Click Week (25 aprile – 2 maggio): una settimana di iniziative a partire da quelle già previsto per il 25 aprile, rilanci social e condivisioni per moltiplicare le firme online. Chiunque può firmare in pochi minuti con SPID o CIE su https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008 Servono 50.000 firme. Ogni firma è un atto di resistenza e nonviolenza!   Rete Italiana Pace e Disarmo
April 25, 2026
Pressenza