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[Atene, Grecia]: Nuclei di Azione Diretta – Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’OPEKEPE
> Da Indymedia Atene, 22.05.26 I Nuclei di Azione Diretta rivendicano l’attacco incendiario all’edificio dell’OPEKEPE* in via Domokou. Il nucleo che ha eseguito l’attacco si è mosso in una zona piuttosto sorvegliata e ha agito in un edificio protetto da una pattuglia della polizia, eppure il piano è stato portato a termine con successo. L’attacco è dedicato a chi soffoca nella tetra situazione del Paese, a chi è oppresso dall’ansia di arrivare a fine mese, a chi sogna lampi di vendetta contro la barbarie di una quotidianità ingiusta e sorride al pensiero di un atto di resistenza politica. Ma soprattutto a coloro che, con le loro azioni, cercano di plasmare il grande mosaico della resistenza radicale al capitalismo e ai rapporti che esso riproduce nel corpo sociale. A coloro che, con o senza motivo, attaccano le strutture e il potenziale umano del nemico. Faro e guida di tutti i nostri attacchi è e sarà sempre il combattente armato Kyriakos Xymitiris. Chiediamo ancora una volta a chi lotta di organizzare subito la resistenza contro il totalitarismo moderno. Di utilizzare lo strumento dell’azione diretta contro le strutture del sistema che ci opprime e passare all’attacco. Che l’esempio di altruismo di Kyriakos sia per tutti noi una fonte di energia per combattere la battaglia per la sopravvivenza contro la tirannia del cappio economico e la mannaia dell’assimilazione e dell’indifferenza. Del resto, in questi giorni bui che stiamo vivendo, la vittoria consiste semplicemente nel rimanere umani. La vittoria consiste semplicemente nel lottare per la libertà. Questa volta non abbiamo scelto come obiettivo uno dei tanti rappresentanti del sistema. Abbiamo colpito questo organismo specifico perché riteniamo che racchiuda in sé tutto il marciume contro cui lottiamo in ogni aspetto della nostra vita. Ma è anche un modo per attaccare simbolicamente uno dei tanti pilastri del regime di Mitsotakis che ha devastato la scena politica nazionale negli ultimi sette anni. Per evitare equivoci, precisiamo che la definizione di “regime” che attribuiamo al governo di Nea Democratia degli ultimi anni tiene conto dei limiti esistenti in un sistema politico democratico-borghese di uno Stato membro dell’Unione Europea, come la Grecia. Tuttavia, la concentrazione di un grande potere politico ai vertici del governo, il controllo dei media, l’assegnazione diretta di incarichi a persone di fiducia e amici, l’aumento della repressione e la limitazione dei diritti democratici fondamentali, il controllo delle carceri da parte della polizia, il controllo assoluto della giustizia civile e il modo generale di esercitare il potere, insieme alle forti somiglianze con altri politici che la pensano allo stesso modo (come Orbán in Ungheria), ci portano a ritenere che, al di là di un governo formale che opera nell’ambito del sistema capitalistico, nel nostro Paese ci siano segni di degenerazione verso un regime completamente corrotto, rigido e repressivo, pur rimanendo nel contesto occidentale. Ma come funziona questo regime e quali sono i suoi pilastri? Una delle prime mosse di Nea Democratia, appena un mese dopo la sua vittoria alle elezioni nell’agosto del 2019, è stata l’approvazione della legge 4622 sul cosiddetto “Stato Esecutivo”. Questa legge, tra le altre cose, ha istituito la cosiddetta Presidenza del Governo, che risponde direttamente al primo ministro. Si tratta di un organismo extra-istituzionale che opera al di sopra di tutti e che, oltre ad accontentare centinaia di funzionari di nomina conservatrice, concentra un grande potere nelle mani del primo ministro e del suo gruppo (le cosiddette segreterie di governo). Con lo stesso atto legislativo, l’EYP, l’ERT** e l’Agenzia di stampa Atene-Macedonia sono passati sotto il controllo della Presidenza del Governo, ovvero del primo ministro. Come è facile intuire, questa legge e la struttura di esercizio del potere statale che ha creato hanno concentrato un’enorme potenza politica nelle mani di pochi, svolgendo un ruolo catalizzatore nel funzionamento del regime descritto sopra. I segretariati istituiti costituiscono i pilastri di questo sistema. Un esempio emblematico è il controllo dell’EYP e di altri meccanismi parastatali che toccano anche la criminalità organizzata, esercitato tramite il nipote del primo ministro, Grigoris Dimitriadis. Dimitriadis ha ricoperto la carica di Segretario Generale del Primo Ministro per i primi tre anni. Era, cioè, a capo di tutte le segreterie che abbiamo descritto come pilastri dello Stato Esecutivo. Le intercettazioni illegali di esponenti istituzionali del Paese, giornalisti o nemici del regime a scopo di ricatto, il controllo di circuiti illegali, gli appalti diretti di opere pubbliche di piccola o grande entità a specifiche società che sono in buoni rapporti con i vertici del governo (come la GEK TERNA del testimone di nozze di Gerapetritis), l’influenza sulla “giustizia”, l’“acquisizione” di gran parte dei media tradizionali tramite la lista di Petsas e la creazione di meccanismi parastatali con denaro pubblico come Ομάδα Αλήθειας*** [Squadra della Verità] hanno un unico e comune obiettivo. Il controllo assoluto della vita politica ed economica del Paese. La sua trasformazione in un feudo per pochi eletti. La repressione ha un ruolo fondamentale per il consolidamento di queste formazioni. La repressione, infatti, può essere un fattore fondamentale per il consolidamento di ogni potere politico, ma in un sistema in cui la politica praticata ha una visione autoritaria, essa occupa una posizione centrale nel suo nucleo. Possiamo avere un ministro che ha fallito completamente nel garantire la presunta “sicurezza” dei cittadini, con un aumento della “criminalità” interna, dei “contratti di morte”, dei morti per violenza tra tifosi, dei decessi in carcere, della “criminalità” minorile, del consumo di droga, e così via; eppure, rimane al suo posto come “uomo di successo”, perché svolge fedelmente il suo ruolo di ingranaggio fondamentale nella protezione del regime. L’unica cosa che interessa a qualsiasi governo capitalista, e tanto più a Nea Democratia con la sua concezione autoritaria del potere, è blindare il sistema da qualsiasi minaccia. In questo contesto si inseriscono il divieto di manifestazioni, l’occupazione militare di zone del centro di Atene da parte della polizia, la repressione nelle università, i numerosi posti di blocco quotidiani nelle strade delle grandi città, gli omicidi dei rom, il nuovo codice penale, i cimiteri di rifugiati alle frontiere e i campi di concentramento per immigrati, e l’elenco non finisce qui. In poche parole, il dogma “Legge e Ordine” del regime non ha nulla a che vedere con la “sicurezza” dei cittadini, come invece viene spacciato; al contrario, costituisce il suo scudo protettivo contro chiunque, uomo o donna, si senta soffocare al suo interno e lotti per rovesciarlo. Un altro pilastro è l’OPEKEPE, un’organizzazione corrotta. Non ci dilungheremo in descrizioni dettagliate della parte “tecnica” di questo enorme scandalo. Del resto, sono cose note a tutti. È però scandaloso il modo in cui questi farabutti agivano. In un Paese in cui i segni della crisi economica sono ancora visibili. Con l’inflazione e il caro vita che strangolano una parte significativa della popolazione. Con le bollette, il fisco e i beni di prima necessità che sembrano inaccessibili, mentre allo stesso tempo un esercito di ministri, parlamentari, dirigenti e anche elettori si arricchisce con il denaro pubblico, che altrimenti odiano così tanto e per il quale gridano alla privatizzazione di tutto. È esasperante constatare che, dalle dichiarazioni patrimoniali dei politici e dei dirigenti di Nea Democratia, risulta che il loro patrimonio si sia raddoppiato, triplicato o quadruplicato negli ultimi 7 anni. È scandaloso che ogni appalto, piccolo o grande che sia, venga assegnato direttamente ai membri di Nea Democratia a prezzi anche dieci volte superiori a quelli di mercato. È scandaloso che tutti questi approfittatori abbiano accesso al catasto per dichiarare appezzamenti inesistenti e incassare migliaia di euro. È scandaloso che tanti agricoltori, allevatori, vittime di incendi e gente comune siano stati esclusi dai sussidi, così che potessero essere incassati “a mani piene” da chi aveva accesso al “sistema blu” [blu è il colore di ND, Ndt]. È scandaloso che, nonostante si supponesse che il sistema fosse stato smantellato, secondo le denunce la spartizione dei sussidi illegali continui come se nulla fosse. È scandaloso che, a seguito dello scandalo dell’OPEKEPE, in cui è già coinvolto il 20% della maggioranza di governo, Mitsotakis tenga un discorso in cui dichiara che continuerà la battaglia contro lo Stato profondo senza che si muova una foglia. Il re è morto… Viva il re. Lui e la sua famiglia, che sono la definizione stessa dello Stato profondo, ripuliranno il Paese. L’arcivescovo della corruzione e capo del regime sporco che abbiamo descritto punta il dito, mentre in questo specifico scandalo sono coinvolti non solo deputati e ministri del suo partito, ma anche membri della sua cerchia ristretta. Per noi, il modo in cui funzionano tutte queste organizzazioni, come l’OPEKEPE e il Fondo di Rilancio [corrispettivo greco del PNRR, NdT], gli appalti diretti a specifici amici e persone di fiducia, al di là dei fenomeni di marciume e corruzione evidente, sono in un certo senso pilastri di stabilizzazione e perpetuazione del regime. Non è certo un caso che la maggior parte dei sussidi venga destinata alle regioni in cui il partito di governo ha bisogno di rafforzare i propri consensi e a persone influenti, attraverso le quali una parte di quel denaro sporco verrà distribuita a vari destinatari. Come è facile intuire, questo meccanismo non solo crea condizioni di disparità nelle competizioni elettorali, ma genera anche interessi particolari “di classe” o, meglio, interessi economici in una parte dell’elettorato che, con la logica del “io sto bene e chi se ne frega del mio vicino”, compie le proprie scelte. Non siamo qui per dire cose piacevoli. Non crediamo in alcun ruolo storico di alcun soggetto, specialmente nel mondo contemporaneo. Riteniamo che ognuno di noi venga giudicato in base alle scelte che compie nella vita di tutti i giorni. La maggior parte degli elettori di ND non vota il partito nonostante gli scandali, ma proprio a causa di essi. Sanno molto bene, con il passare degli anni, che, che si tratti di briciole o di una buona fetta, anche loro hanno qualcosa da aspettarsi dalla “torta”. Il voto a Nea Democratia è un compromesso. Che si tratti di un vantaggio individuale o familiare, non si tratta mai di un processo che mira a un profitto o a un interesse collettivo. Chi acquista il pacchetto economico “governo ND” vuole ardentemente che lui – e magari anche i suoi cari – godano dei frutti della fetta di torta, non una collettività più ampia; e se accadesse qualcosa di diverso, si sentirebbe tradito, persino un imbecille. Da qui le risate che dovrebbero suscitare le analisi di sinistra sul costo elettorale che gli scandali comportano per il governo. Puri desideri. Anche in questo caso, l’unico vantaggio verrà dal grande zoccolo duro di opportunisti che invade il Paese, con tutta la destra e la frangia apolitica che desiderano ardentemente una nuova elezione di Mitsotakis, per rinnovare il “contratto” di profitto. Anche coloro che si atteggiano a puri e immacolati e sostengono di volere uno Stato affrancato dagli scandali e pulito dal letame dell’Augea clientelare, in realtà o vogliono entrare anche loro nel gioco, o insistono nella purezza del loro inganno per l'”europeizzazione” dell’apparato statale. L’unica cosa certa è che non abbandoneranno il gregge per amore della stabilità della loro vita. Per questa stabilità, per la sopravvivenza dei privilegi di cui godono, venderebbero anche la madre. Non si tratta di una critica moralista. Non ci interessa dividere il mondo in buoni e cattivi, onesti e disonesti. Una grande fetta di greci ci campa, e alcuni di loro si arricchiscono grazie alla riscossione di affitti o altri redditi passivi, mentre il fiore all’occhiello dell’economia nazionale riguarda le attività legate al turismo (compresa la ristorazione) e al settore immobiliare che guardano costantemente ai fondi europei, agli accordi e ai contratti con lo Stato e gli enti locali. Lo sviluppo e lo sfruttamento capitalistico sfrenato, finalizzato al profitto di determinate caste, richiede arbitri e amministratori politici che, naturalmente, a loro volta, talvolta entrano nella danza del denaro. Ma, soprattutto, come le mafie, creano i famosi rapporti clientelari per acquistare influenza politica e voti. Gli elettori accettano volentieri questo patto e tutti insieme formano un rapporto di scambio che la gente comune, ormai assuefatta, non è affatto disposta a perdere, insieme alle briciole che le vengono offerte dai servizi governativi in nome di una società di pari opportunità e trasparenza. Naturalmente, tutto questo non comporta responsabilità orizzontali, né benefici orizzontali, siano essi economici o politici. L’intero sistema è regolato da una verticalità e da una gerarchia che, ovviamente, avvantaggiano pochi eletti, in questo caso il governo Mitsotakis. Nel 2010, con i memorandum, questo “patto” tra l’apparato statale e gli elettori si è infranto, poiché alla crisi economica generale si è aggiunta l’incapacità di attuare politiche “di sviluppo” opportunistiche e predatorie, insieme alla perdita, in larga misura, delle relazioni clientelari e delle relative aspettative. Naturalmente, l’intero sistema non è scomparso né ha smesso di funzionare, ma si è semplicemente ridotto e ha continuato a esistere in misura più limitata. Ora, però, si è completamente ripreso e sta vivendo giorni di gloria con il regime di Mitsotakis. Lo scandalo dell’OPEKEPE è un esempio lampante e clamoroso di questa situazione, essendo uno degli strumenti più efficaci del governo per ridefinire la propria politica di influenza nelle province non tradizionalmente blu (come Creta) e per rafforzare la propria base elettorale tra gli elettori più tradizionali. Il risultato sono stati due mandati consecutivi di quattro anni senza un vero avversario e ora, matematicamente, ci stiamo dirigendo verso il terzo. Ribadiamo che gli scandali costituiscono il trampolino di lancio per la nuova vittoria elettorale di ND e non un peso morto per il nucleo indissolubile dell’ala destra nella popolazione generale, che ne costituisce la maggioranza. Le illusioni e le favole su un popolo stanco degli scandali lasciamole ai bambini, che hanno sempre bisogno di belle storie per addormentarsi la sera. Ci sono sicuramente parti del tessuto sociale che ribollono sotto la superficie e che hanno bisogno solo di una scintilla per esplodere. Ma nulla arriverà da sé, nulla cadrà come un frutto maturo. Al diavolo gli auguri e le fanfare per il popolo innocente in generale e in modo vago. La santificazione di un soggetto confuso come questo sacco nebuloso chiamato “popolo” ci ha stancato. Lì dentro incontreremo tanti utili idioti e fanatici di una vita appariscente e immortalata in ogni momento su social media soffocanti e privi di ossigeno, ovvero il nulla assoluto. Il regno della distrazione e della bolla del denaro facile e veloce. Per molti, il valore della crescita economica e del successo, spesso a spese degli altri, costituisce la loro Terra Promessa, e la loro indifferenza per la morsa della vita costosissima e insopportabile del prossimo è una ricompensa e una dolce pacca sulla spalla in una quotidianità spietatamente competitiva. Mors tua, vita mea. La tua infelicità, la mia elevazione. I rifiuti possono essere paragonati con zelo per creare un valore distorto, ma rimangono sempre nella discarica. Leggere la realtà con occhio lucido non significa arrendersi o accettare la sconfitta. Creare schemi immaginari e soggetti collettivi, al giorno d’oggi, oltre a essere una concezione incapace di comprendere il modo in cui si evolve la vita e il funzionamento del sistema, riteniamo contribuisca alla delusione che tutti noi proviamo. Perché quando ti aggrappi a modelli del passato e a situazioni inesistenti, prima o poi la realtà busserà alla tua porta. Agire nel presente è fondamentale perché riteniamo che la dignità umana e il modo in cui si attraversa la propria epoca siano i valori supremi della vita. Se con le nostre poche forze cerchiamo di mantenere viva la fiamma in tempi difficili, è perché crediamo profondamente che, affinché i movimenti rivoluzionari abbiano un presente e soprattutto un futuro, sia dovere di tutti noi alimentare la resistenza combattiva nel presente. Manteniamo sempre viva la sfida della lotta radicale e sovversiva. Se ci rivolgiamo a qualcuno al di là dei nostri compagni e delle nostre compagne, ci rivolgiamo a chiunque abbia occhi e orecchie aperte. A chiunque si senta soffocato da questo sistema, ma che non ha ancora trovato un modo per combatterlo. A chiunque non si preoccupi del proprio tornaconto personale, ma riconosca l’ingiustizia, le discriminazioni, lo sfruttamento e l’offesa alla dignità umana che stanno diventando un rullo compressore ai nostri giorni. Contro la putrefazione che abbiamo descritto poco fa, staremo al fianco di chiunque desideri assaporare un po’ di giustizia individuale di fronte allo spauracchio di questa vita soffocante. Al fianco di chi, in modo spontaneo e viscerale, sogna di riprendersi ciò che gli spetta di diritto, di escogitare piani di vendetta irrealizzabili e audaci contro il padrone che li ha rovinati, contro il banchiere che ha ordinato il pignoramento della casa di uno di loro, contro il Delta o il Matatzis che vivono nel loro quartiere, contro i mercanti di sogni che, in qualità di deputati o ministri, si divertono a rovinare le vite delle persone. Molti arrivano a un punto di svolta estremo, in cui credono di non avere più nulla da perdere, e compiono la loro personale esplosione di ribellione. Il passaggio alla prospettiva rivoluzionaria avverrà solo da parte di chi comprende di avere molto da perdere e rischierà tutto per una fiamma che non riuscirà a vedere. P.S. Dedichiamo la nostra energia agli anarchici arrestati per la rapina in banca a Kato Tithorea. FORZA E CONVINZIONE FINO ALLA FINE. Solidarietà alle compagne Marianna Manoura e Dimitra Zaraveta. Onore al combattente armato Kyriakos Xymitiris. Vittoria alla lotta della comunità di Prosfygika! Forza ad Aristotelis Hantzis e Suzanne Doppagne in sciopero della fame! COMPLICITÀ CON TUTTI I GRUPPI DI AZIONE DIRETTA CHE HANNO MANTENUTO VIVA LA SCOMMESSA DELLA SOVVERSIONE Nuclei di Azione Diretta -------------------------------------------------------------------------------- *L’OPEKEPE è l’organismo statale incaricato della distribuzione degli aiuti UE agli agricoltori greci, in altre parole si tratta dell’ente che gestisce e distribuisce in Grecia i fondi della Politica agricola comune (PAC) dell’Unione europea. Curiosamente, solo tre giorni dopo l’uscita di questa rivendicazione è esploso un nuovo scandalo intorno alle frodi milioniarie sui fondi UE da parte dell’OPEKEPE, con decine di arresti tra Creta, Salonicco e Atene. ** EYP e ERT sono rispettivamente il servizio di intelligence nazionale e il servizio radiotelevisivo pubblico in Grecia. *** Omada Alithias, è una piattaforma di social media creata per influenzare l’opinione pubblica greca con disinformazione e fake news per fare propaganda per il governo di Mitsotakis e screditare le voci dissidenti. Questa ossimorica “Squadra-Verità” sembra del resto ricalcare in modo inquietante la meglio nota “Truth” di Trump.
[Atene, Grecia] Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’abitazione del preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e di un agente della polizia antisommossa da parte di Nuclei di Azione Diretta – Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone
> Da La Nemesi, 06.04.2026 All’alba del 25 marzo abbiamo attaccato con un ordigno incendiario l’abitazione in cui risiedono il preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e un agente della polizia antisommossa nel quartiere di Zografou. Le nostre ricerche sul capo spia della cricca accademica del Politecnico ci hanno rivelato una coincidenza al tempo stesso singolare e poeticamente suggestiva. Una spia e un poliziotto che lavorano e vivono insieme: un’immagine quantomeno commovente. Tsanakas non è solo lo scagnozzo di Chatjigeorgiou (rettore del Politecnico di Atene): come coronamento della sua “carriera” accademica, ha denunciato senza alcuna vergogna alla polizia uno studente che aveva scritto slogan a favore del popolo palestinese nei locali dell’università. Ha però un ruolo più profondo e sostanziale nel mostruoso sistema poliziesco di Chatjigeorgiou: un rettorato che permette e impone la presenza quotidiana di pattuglie di poliziotti all’interno del campus, in piena conformità e obbedienza alle imposizioni del dogma di Nea Dimokratia per il controllo assoluto e, in sostanza, la soppressione delle lotte studentesche e rivoluzionarie negli spazi universitari. Un rettorato che ci ha fatto perdere il conto delle volte in cui ha ordinato l’irruzione delle forze di repressione nei locali dell’università, con una particolare “sensibilità” quando si tratta di chi solidarizza con la lotta del popolo palestinese. Chatjigeorgiou, ovviamente, ha un motivo in più per desiderare la presenza della polizia nei locali del Politecnico di Atene, oltre a voler assecondare i piani del governo. Li usa come buttafuori e gorilla a guardia del “negozietto” che si è costruito in vista di future collaborazioni con la NATO e le industrie belliche ebraiche. Il giorno dopo l’attacco, leggiamo che è stato trovato un modo, attraverso procedure opache e pareri individuali di consulenti legali, per rendere incostituzionale l’articolo 2 della Guida al finanziamento e alla gestione del Conto speciale dei fondi di ricerca (ELKE), che riguarda il Politecnico di Atene e stabilisce espressamente: «[…]La storia del Politecnico di Atene è legata alle lotte per la libertà e la pace. Per questo motivo, presso l’EMP non è consentito condurre o partecipare a ricerche a fini bellici di qualsiasi tipo, ad eccezione della ricerca per le esigenze di difesa del Paese, e non vengono intraprese ricerche finanziate da coalizioni militari internazionali». Ricordiamo che quanto sopra costituisce una conquista del movimento contro la guerra dell’epoca dei bombardamenti della Jugoslavia da parte delle forze della NATO nel 1999. Già dall’ottobre 2023, nel bel mezzo del genocidio dei palestinesi di Gaza da parte dell’esercito israeliano, con le firme di Chatjigeorgiou e del decano Panayiotis Tsanakas, è stato firmato un memorandum di collaborazione tra il Politecnico di Atene e Intracom Telecom. È quindi evidente (a meno che non si sia lobotomizzati) che i risultati della ricerca universitaria nell’ambito di questa collaborazione vengano convogliati verso due filiali di Intracom Telecom: Intracom Defense e Intracom Aviator, che collaborano attivamente con l’esercito israeliano e con le sue attività genocidarie in tutto il Medio Oriente. È evidente, quindi, che oltre a essere un miserabile spione, Tsanakas si dimostra, con azioni come quella sopra citata, un attivo sostenitore del genocidio dei popoli del Medio Oriente e, in quanto tale, deve essere affrontato dalle forze radicali. L’attacco incendiario alla sua abitazione è stato solo un avvertimento. Conosciamo bene la sua vita quotidiana e, in base alle sue azioni future, sarà preso di mira di conseguenza. L’altro inquilino esercita l’infame mestiere di poliziotto antisommossa. Questo discendente di Pantelis Petrou [ndt. vicedirettore della polizia antisommossa (MAT) ucciso nel 1980 dall’organizzazione rivoluzionaria 17 Novembre] e di Ioannis Georgakopoulos [ndt. agente ucciso da una bomba piazzata vicino a un autobus dei reparti MAT nel 1986] è per noi il simbolo degli attacchi omicidi delle forze dell’ordine durante le manifestazioni del movimento studentesco radicale, dei gravi ferimenti subiti dai nostri compagni e dalle nostre compagne durante i cortei in memoria del rivoluzionario Kyriakos Xymitiris e del 6 dicembre, nonché del lungo braccio dello Stato che crede di poter colpire impunemente. Vogliamo salutare ogni azione di intensificazione contro i bastardi della polizia antisommossa che si è verificata negli ultimi tempi. Lasceremo da parte le tante parole e daremo spazio all’azione, nella speranza che possa chiarire che questo “braccio lungo” inizierà a spezzarsi letteralmente. Per ora, che informi i suoi colleghi: le case di alcuni di loro sono a nostra portata, così come quelle di altre organizzazioni in lotta, e saranno presi di mira in base all’intensità dell’attacco repressivo che subiamo. Dedichiamo la nostra azione ai compagni anarchici italiani Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, che hanno perso la vita in seguito all’esplosione accidentale di un ordigno artigianale. Per onorare la loro memoria, abbiamo intitolato a loro il nucleo che ha compiuto l’attacco. Sara, Alessandro, Kyriakos e centinaia di altri combattenti per la libertà sono un monito per tutti noi. Per tutti coloro che parlano di lotta radicale contro il sistema cannibale che distrugge le nostre vite. Un invito affinché ognuno di noi faccia un piccolo passo in più. Aumentare i rischi e gli impegni. Rafforzare la propria determinazione e armarsi. Onoriamo la memoria e le scelte dei nostri compagni e delle nostre compagne caduti, moltiplicando i focolai di resistenza attiva. In un’epoca in cui è necessario lottare con tutte le nostre forze per essere presenti all’appuntamento con la storia e con chi tiene le nostre vite in gabbie soffocanti. Sconfiggiamo coloro che brandiscono la frusta, distruggiamo la cultura della paura e della sottomissione volontaria e non trasformiamoci in reperti museali o in favole per cullare i nostri sogni rivoluzionari perduti. La delusione, il brontolio e la “politica” dei bar e dei caffè devono lasciare il posto alla propaganda delle azioni cospirative. DEDICHIAMO IL NOSTRO ATTACCO AI POPOLI IN LOTTA DEL MEDIO ORIENTE CHE COMBATTONO IL MOSTRO DELL’IMPERIALISMO CON LE ARMI IN MANO SOLIDARIETÀ CON I COMPAGNI E LE COMPAGNE DEL CASO AMPELOKIPOI ALESSANDRO MERCOGLIANO, SARA ARDIZZONE, KYRIAKOS XYMITIRIS: SEMPRE PRESENTI NELLE NOSTRE LOTTE CHE LA PAURA CAMBI CAMPO Nuclei di Azione Diretta Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone