Tag - eternit

Una vita intera, e lotta continua, contro l’amianto in Belgio e in tutto il mondo
UNA VITTIMA DEL MESOTELIOMA, CHE LO HA UCCISO NEL 2024 DOPO CHE LUI LO AVEVA COMBATTUTO IN DIFESA DI OGNI PERSONA AGGREDITA DALLA MALATTIA LETALE DIFFUSA DOVE IL MINERALE TOSSICO VIENE ESTRATTO E LAVORATO, ERIC JONCKHEERE È STATO RICORDATO ALLA PRIMA DEL CICLO DI CONFERENZE WHWB SAEED AWAN 2026.  La serie annuale di incontri dedicati alle persone che hanno contributo a migliorare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei paesi in via di sviluppo è organizzata dall’associazione Workplace Health Without Borders (WHWB), che nel 2023 ha intitolato la rassegna in memoria del pakistano Saeed Awan, dal 1988 fino alla morte, avvenuta nel 2014 per cause correlate alla sua attività professionale, direttore del Centro per il Miglioramento delle Condizioni di Lavoro e dell’Ambiente (CIWCE) di Lahore. La conferenza svolta martedì 29 settembre scorso era dedicata a Éric Jonckheere, presidente dell’Associazione Belga delle Vittime dell’Amianto (ABEVA) due anni fa stroncato dal mesotelioma, una forma tumorale che, come l’asbestosi, è una patologia direttamente correlata all’esposizione delle persone alle particelle di una qualsiasi delle 6 tipologie di amianto, detto anche asbesto, un minerale tossico del Gruppo 1 (classificazione IARC – Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), contenute in molti materiali, tra cui il cemento-amianto prodotto dall’Eternit in molte fabbriche ‘sparse’ in tanti paesi del mondo… Il mesotelioma aveva colpito suo padre, un direttore dello stabilimento Eternit a Kapelle-op-den-Bos, poi sua madre e due suoi fratelli – e, oltre che di persona, Éric Jonckheere combatteva contro questa malattia letale come esponente dell’ABEVA e anche come membro dell’International Mesothelioma Interest Group (iMig). E, proprio poco prima di morire, Éric Jonckheere aveva appreso che un altro suo fratello era affetto della stessa malattia che lo stava uccidendo, che negli anni prima aveva massacrato la sua famiglia e che nel mondo, dopo miriadi nel passato, è tuttora causa di oltre 200˙000 decessi all’anno. All’incontro di mercoledì scorso a lui dedicato e a cui hanno partecipato sua moglie, Dorothée Van Eecke, suo fratello, Xavier Jonckheere, e la figlia di Saeed Awan, Dua Awan. Sono intervenuti * Marc Molitor e Marie-Anne Mengeot in rappresentanza dell’ABEVA * Alec Farquhar, referente di Workplace Health Without Borders * il francese Jacques Faugeron, referente dell’Association Nationale de Défense des Victimes de l’Amiante (ANDEVA) * i canadesi Eudice Goldberg e Daniel Green, rispettivamente referenti della Fondazione canadese per il mesotelioma e dell’Association pour les victimes de l’amiante du Québec (AVAQ) * la statunitense Linda Reinstein, referente dell’Organizzazione per la sensibilizzazione sulle malattie da amianto * Sugio Furuya, segretario generale del Centro giapponese per la sicurezza e la salute sul lavoro e referente della rete giapponese per la messa al bando dell’amianto (BANJAN) e della sezione asiatica della rete internazionale per la messa al bando dell’amianto (ABAN) e il referente dell’Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto (AFeVA) di Casale Monferrato, Bruno Pesce, che ha focalizzato l’attenzione sulla gravità del problema in Italia. In Italia infatti il mesotelioma miete oltre 1˙800 vittime all’anno e continuano a venire accertate varie patologie provocate dall’esposizione all’amianto, per la maggior parte ‘malattie professionali’, ma non solo, anche causate da contatti e inalazioni della sostanza tossica contenuta in molti manufatti e materiali edilizi. Bruno Pesce ha evidenziato: > Purtroppo, salvo lodevoli eccezioni, la presenza di questo minerale, che è > stato impiegato in mille usi non è considerata una priorità per la quale è > urgente intervenire in modo efficacemente programmato, adeguato alle risposte > da dare. > > Risposte più che necessarie e doverose, ovviamente in primis la messa al bando > dell’amianto nel mondo, ancora estratto ed utilizzato in gran parte del > pianeta, soprattutto nei paesi più estesi, con grandi giacimenti minerari, e > in particolare negli stati governati da regimi più o meno dittatoriali… > > Ci è giunta la buona notizia della decisione della Suprema Corte Federal > brasiliana in merito al “completamento” della messa al bando dell’amianto nel > più grande paese dell’America Latina: quindi avanti per l’affermazione della > Giustizia- Bonifica-Ricerca sanitaria e cura. > > In Italia invece, fatto ancora rarissimo nel mondo, sulla giustizia siamo > ancora impegnati nel penale in significativi e partecipati maxi Processi > Eternit che hanno messo in luce varie carenze molto importanti: tempi > lunghissimi, come quello del primo processo iniziato a Casale Monferrato nel > 1993 e concluso con “mancata giustizia”, deficit nell’aggiornamento > normativo/procedurale e ritardi nell’organizzazione, con rafforzamento e > formazione, della Magistratura nel suo complesso. > > Ad esempio, la prescrizione del reato di “disastro ambientale” oggi è ancora > interpretabile in maniere opposte: molti anni fa il disastro si consumava e si > avvertiva in breve tempo, mentre con l’avvento della chimica, dell’amianto, > ecc., i disastri si consumano in molte decine d’anni ma, come ha sentenziato > la nostra Cassazione nel 2014, si dichiara prescritto il “disastro ambientale > doloso” mentre il numero di migliaia di morti provocate dallo stesso amianto > criminale non ha ancora raggiunto il picco!!! > > Altro esempio lampante è il nesso tra causalità dell’insorgenza e > accelerazione del mesotelioma, vedi esposizioni multi stadio: speriamo vinca > la scienza, cioè i molteplici studi internazionali che hanno confermato il > “rapporto dose-effetto”, altrimenti nei confronti di un’esposizione > all’amianto suddivisa in due periodi, i relativi responsabili di tali gestioni > sarebbero entrambi innocenti… e ‘buonanotte’ al concorso di colpa! > > Ora attendiamo “fiduciosi” l’esito della quarta sezione della Cassazione in > merito alla sentenza del processo Eternit bis che, convocata per il 10 > novembre prossimo, delibererà sull’applicazione della condanna del reo > giudicato responsabile di omicidio colposo plurimo aggravato. > > Il nostro Sito d’Interesse Nazionale per le bonifiche è una conquista > importante, già del 1998, che, fatto unico, comprende i territori del comune > di Casale Monferrato e di altri 47 piccoli comuni del comprensorio. Così con > le istituzioni locali infatti abbiamo ottenuto molte decine di milioni di euro > erogati dallo stato italiano e così avviato molte bonifiche, ora in buon > avanzamento, il dato migliore nella nostra nazione. Pertanto credo che > dobbiamo insistere per programmare il percorso per completare la bonifica e > poter al più presto dichiarare il Monferrato un “territorio de-amiantizzato”. > > Ma complessivamente in Italia le bonifiche vanno molto a rilento e, salvo > lodevoli eccezioni, non esistono concrete pianificazioni al riguardo. Basti > pensare che l’unica discarica pubblica per materiali contenenti amianto a > Casale Monferrato è a disposizione dei 48 comuni del Sito d’Interesse > Nazionale. Nel Monferrato ve ne sono poche altre private, di cui alcune chiuse > per malaffare, e dunque la maggior parte dei materiali contenenti amianto > vengono trasportati e smaltiti all’estero… oppure in discariche abusive. > > Sulla ricerca e cura, particolarmente del mesotelioma, con la nostra > lunghissima mobilitazione e con il coinvolgimento delle istituzioni sanitarie > abbiamo ottenuto, ora da già oltre 10 anni, la trasformazione della specifica > sanità locale – ovvero degli ospedali di Alessandria e Casale Monferrato – in > una Struttura Dipartimentale Interaziendale Mesotelioma, con l’acquisizione di > personale dedicato alla ricerca. > > Si tratterebbe, quindi, di ottenere il pieno riconoscimento nazionale di > questa struttura che rapidamente è diventata un centro d’eccellenza. > > Occorre generalizzare ed ottimizzare a livello nazionale il metodo della > “totale presa in carico del paziente” e il sistema della cura e assistenza, > anche psicologica, dei malati e dei loro famigliari. Dopo aver esordito dicendo “partecipo con una certa commozione al ricordo del carissimo Erik”, di cui aveva rammentato il ruolo come “grande compagno di lotta e persona con una umanità veramente bella ed intensa”, Bruno Pesce ha concluso: > Sì, c’è ancora molto lavoro da fare, anche in tuo nome, caro Erik. > > L’amianto ha le sue multinazionali dei disastri e delle stragi, noi abbiamo la > nostra: la multinazionale delle vittime. La nostra multinazionale per la lotta > per la giustizia. Maddalena Brunasti
October 1, 2026
Pressenza
In Brasile l’amianto è stato ‘messo al bando’ dalla sentenza recente, e già storica
LO RIFERISCE BRUNO PESCE, REFERENTE DELL’AFEVA DI CASALE MONFERRATO, DIVULGANDO LA NOTIZIA DIFFUSA DAL SUPREMO TRIBUNAL FEDERAL (STF): > Dopo un lunghissimo contenzioso, finalmente la sentenza definitiva! > > Nel 2017 con Italo Ferrero avevo partecipato ad un’udienza presso il Supremo > Tribunal Federal a Brasilia, ma allora il contenzioso per il completamento > della messa al bando dell’amianto in Brasile non fu concluso. > > Proprio nei giorni precedenti presso un ospedale brasiliano molto importante > Italo Ferrero aveva ottenuto il riconoscimento dell’asbestosi, la malattia che > aveva contratto sul lavoro. > > Da bambino, nel 1950, si era trasferito a Rio con la famiglia, al seguito del > suo papà e un gruppo di operai specializzati e tecnici dell’Eternit di Casale > Monferrato che contribuirono ad avviare uno stabilimento dell’Eternit nella > città brasiliana. E, come il proprio padre e altri concittadini casalesi, nel > 1956 anche Italo, che allora aveva solo 15 anni, venne assunto all’Eternit di > Rio de Janeiro… > > … poi, ma tanti anni dopo, come in Italia e in Brasile iniziò la lotta per la > messa al bando dell’amianto, che nella nazione sudamericana ha coinvolto la > Fernanda, l’ABREA e altre associazioni unite insieme e in strettissima > collaborazione con l’AFeVA di Casale Monferrato. A Casale Monferrato infatti si attende il verdetto del processo Eternit bis sulle responsabilità del magnate svizzero socio di maggioranza e CEO della multinazionale per la morte di numerosi dipendenti dello stabilimento e abitanti della cittadina… una sentenza che dovrebbe venire annunciata nei prossimi giorni. BRASILE (portal.stf.jus.br), 22/09/2026: La Corte Suprema brasiliana ha annullato la legge dello stato di Goiás che autorizzava l’estrazione di amianto crisotilo a scopo di esportazione  La proposta di rinviare l’entrata in vigore della decisione è stata respinta in quanto non ha raggiunto gli otto voti necessari.  Con voto unanime, la Corte Suprema Federale (CSF) ha invalidato una legge dello Stato di Goiás che autorizzava l’estrazione e la lavorazione dell’amianto crisotilo esclusivamente a scopo di esportazione. La decisione è stata presa nell’ambito del procedimento di incostituzionalità (ADI) n. 6200 , giudicato nella sessione virtuale conclusasi venerdì (18 settembre 2026).   Il relatore, il ministro Alexandre de Moraes, ha osservato che non esistono livelli di esposizione sicuri all’amianto crisotilo, un minerale la cui cancerogenicità è stata dimostrata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalla comunità scientifica internazionale. Ha inoltre sottolineato che la Corte Suprema Federale (CSF) ha numerosi precedenti che vietano l’estrazione, l’industrializzazione, l’uso e la commercializzazione dell’amianto crisotilo su tutto il territorio nazionale in qualsiasi circostanza, compresa l’esportazione.   Un altro punto sottolineato dal ministro è il fatto che l’estrazione dell’amianto crisotilo è estremamente dannosa per l’ambiente e per la salute delle persone che entrano in contatto con il minerale. Ha citato uno studio internazionale secondo il quale ogni 20 tonnellate di amianto prodotte e consumate causano la morte di persone in altre parte del mondo.  A suo avviso, l’estrazione e la lavorazione dell’amianto crisotilo, pur apparendo meno dannose di altre varietà di amianto, contraddicono i principi costituzionali di sviluppo economico ed equilibrio ecologico, che mirano a una crescita basata sulla sostenibilità.  La proposta del relatore di modulare gli effetti della decisione, in modo che entrasse in vigore due anni dopo la pubblicazione del verbale della sentenza, non è stata accolta. Secondo il ministro Alexandre, tale periodo sarebbe necessario per consentire il completamento in sicurezza delle attività minerarie, compresa la chiusura dell’impianto, la bonifica ambientale, i licenziamenti e il pagamento degli indennizzi.   Il rapporto ha inoltre evidenziato la necessità di un adattamento socioeconomico nel Comune di Minaçu, la cui attività predominante è l’estrazione dell’amianto e che ha addirittura dichiarato lo stato di calamità pubblica a causa della disoccupazione derivante dalle precedenti chiusure. Richieste in tal senso sono state avanzate dalla Procura Generale (AGU) e dallo Stato di Goiás, che hanno sottolineato i rischi per la sussistenza sociale della città.  Il ministro Gilmar Mendes, a sua volta, ha proposto che il mandato fosse di cinque anni. Tuttavia, nessuna delle due proposte ha ottenuto gli otto voti richiesti dalla legge ADI (articolo 27 della legge 9.868/1999).   La causa è stata intentata dall’Associazione Nazionale dei Procuratori del Lavoro (ANPT) contro la Legge Statale 20.514/2019. L’argomentazione era che l’estrazione del minerale viola i diritti fondamentali alla salute, alla protezione dai rischi professionali e all’ambiente.   I ministri Flávio Dino, successore della ministra Rosa Weber (che aveva già votato), e Dias Toffoli, dichiarato ineleggibile, non hanno votato.      Maddalena Brunasti
September 25, 2026
Pressenza
Val di Zena: smaltimenti abusi nuovi e…
… lo scandalo di una bonifica non fatta da 20 anni. di Vito Totire (*) VAL DI ZENA (Bologna) : HORRIBILE VISU ANCORA SMALTIMENTI ABUSIVI IN VAL DI ZENA Nonostante le reiterate segnalazioni alle istituzioni, il “solito posto” in val di Zena, comune di Pianoro, continua ad essere meta di smaltimenti abusivi di sostanze molto tossiche e cancerogene. In queste
September 9, 2026
La Bottega del Barbieri
Roma, città eterna anzi Eternit
di Vito Totire (*) Da Roma città eterna a Roma città ETERNIT: dopo l’euforia militarista del 2 giugno, gli effetti della tromba d’aria del 3 giugno su una città già inquinata il giorno prima dalle “frecce tricolori” (carburanti , fumi di combustione nocivi e coloranti). Quello che è accaduto a Roma necessita di un commento. Da oltre trenta anni sosteniamo,
Val di Zena e Idice: gli amministatori in silenzio per l’Eternit(à)
Ancora discariche abisive.  – di Vito Totire (*) Idice-Zena: ancora smaltimenti abusivi; campa cavallo che la fibra cresce? Anni fa i cittadini residenti in val di Zena hanno attaccato cartelli di grandi dimensioni chiedendo «mettete in sicurezza la val di Zena». Ma qualcuno rema in senso contrario. A Monterenzio abbiamo riscontrato nel “solito posto” (dove furono smaltiti una tubazione in
“I volti dell’amianto” con alunni e studenti delle scuole di Casale Monferrato
Nella mattinata di oggi, 29 aprile, un migliaio di bambini e ragazzi hanno attraversato il centro della città marciando in corteo e poi, radunati in assemblea, hanno letto e ascoltato decine di testimonianze di vittime dell’amianto e dei loro familiari. La manifestazione all’insegna del motto “Noi studenti ci siamo di testa, di cuore, di coscienza” è il primo evento di un ciclo di iniziative svolte nell’ambito del progetto I volti dell’amianto promosso dalla Rete Scuole Insieme e AFeVA (Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto) di Casale Monferrato e realizzato con la regia del laboratorio creativo torinese Ecofficina, un programma che a sua volta viene sviluppato nel contesto delle attività educative realizzate all’Aula permanente ed interattiva “delle due A”. Le “due A” che denominano questo peculiare spazio didattico allestito con lavagne multimediali e aperto all’interno del complesso in cui hanno sede i licei classico e scientifico della città, dove viene fruito dalle scolaresche di ogni istituto del territorio o in visita nella città e anche dal pubblico, inizialmente significavano le iniziali di amianto e asbesto. Di recente l’aula è stata ribatezzata “Amianto & Ambiente” a evidenziare che, reagendo alla tragedia subita a causa dell’emissione di polveri tossiche, contenenti il micidiale asbesto, propagate dentro e intorno allo stabilimento della multinazionale Eternit in cui dal 1906 al 1986 è stato incessantemente prodotto il cemento–amianto, la popolazione di Casale Monferrato e dintorni si è impegnata nella rivendicazione dei diritti delle vittime alle cure e ai risarcimenti, nella tutela della salute delle persone e nel risanamento dell’ambiente. Il progetto I volti dell’amianto coinvolge alunni e studenti in un ciclo di attività e iniziative finalizzate alla loro formazione come cittadini consapevoli e, allo scopo, condotte per far loro sapere quanto più e meglio possibile delle vicende accadute e così capire la gravità delle ferite insanabili che sono state inferte alla popolazione del territorio e conoscere le sfide che devono ancora essere affrontate. «Il suo percorso è iniziato con la raccolta di storie con al centro la persona, le persone – ha spiegato Bruno Pesce di AFeVa – Emozioni, sentimenti di dolore, rabbia, speranza,… e obiettivi, punti realizzati o punti da realizzare». Tra i punti ‘messi a segno’ in particolare uno: i progressi nella ricerca medico-scientifica per la cura della patologia letale provocata dall’esposizione all’amianto, ripercorsi al convegno di presentazione del Progetto Mesotelioma svolto il 22 aprile scorso rammentando l’importanza delle vertenze sindacali e giuridiche condotte per ottenere, come effetto pratico conseguente al riconoscimento del diritto dei lavoratori e dei cittadini, i risarcimenti e così i fondi per finanziare l’assistenza ai malati e alle loro famiglie, gli studi clinici con cui sperimentare terapie efficaci a contrastare il mesotelioma e la bonifica di aree urbane ed edifici. In ciascuno dei tre procedimenti è stata affrontata una di molteplici e complicate questioni: nel primo gli imputati erano i dirigenti aziendali, di cui sono state accertate le responsabilità nella gestione della fabbrica e delle sue attività inquinanti e letali; nel secondo e nel terzo l’accusato e condannato colpevole dei reati, al processo Eternit dei danni ambientali e al processo Eternit bis (non ancora concluso poiché la sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello dopo il verdetto della Corte d’Assise è ora sottoposto al giudizio di legittimità in Cassazione) della morte di numerose persone, è l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, dal 1976 al 1986 socio di maggioranza e CEO della multinazionale Eternit. Ieri, Giornata mondiale delle vittime dell’amianto – che ricorre il 28 aprile, in concomitanza con la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro – a Casale Monferrato è stato svolto un incontro sul tema della green criminology, a cui è intervenuto il professor Lorenzo Natali, docente associato di criminologia all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che ha focalizzato l’attenzione sulle questioni della violenza ambientale e della giustizia riparativa ai danni ecologici. In seguito è stato consegnato il Premio Vivaio Eternot ed è stata presentata la serie di filmati documentali, intitolata Negli occhi di chi resta, che raccoglie le testimonianze dei protagonisti delle lotte sindacali per la giustizia, le bonifiche e la ricerca che per oltre 40 anni hanno impegnato i lavoratori dell’Eternit insieme ai cittadini di Casale Monferrato e dintorni. La rassegna, prodotta da LaV Comunicazione in collaborazione con La Stampa, è composta da 4 episodi diretti da Enzo Governale per la regia di Lucio Laugelli e la cui sceneggiatura è opera dei giornalisti Giulia Di Leo de La Stampa e Alessandro Venticinque de La Voce Alessandrina. Inoltre al Teatro Municipale di Casale Monferrato domenica 10 maggio alle ore 18:30 andrà in scena Note e passi di speranza, un galà di beneficienza nella cui cornice verrà proiettato un videomessaggio di Roberto Bolle. Lo spettacolo curato da Elisa Cipriani propone un programma i cui protagonisti principali sono musicisti, cantanti e ballerini professionisti, in particolare alcune etoile del corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano, del Ballet am Rhein di Dusseldorf e della Compagnia EgriBiancoDanza di Torino, che si esibiscono insieme ad allievi delle scuole di ballo e di musica. Maddalena Brunasti
April 29, 2026
Pressenza
28 aprile: amianto e vittime
Un articolo di Vito Totire. Con una poesia di Yuleisy Cruz Lezcano dedicata a Antonio Caliendo, morto nentre lavorava in un’officina ad Acerra. Giornata mondiale in ricordo delle vittime dell’amianto OTTANTA MILIONI DI EURO ALLA FINCANTIERI PER RECUPERARE LE “PERDITE” LEGATE AI RISARCIMENTI CHE FINCANTIERERI HA DOVUTO, PER SENTENZE DEI TRIBUNALI, ALLE VITTIME ! QUALCUNO HA PERCEPITO SEGNALI DI OPPOSIZIONE
“Progetto Mesotelioma”: per combattere una malattia, e una battaglia di civiltà
Nel ‘calendario’ di iniziative svolte in concomitanza della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, celebrata il 28 aprile, il 22 aprile a Casale Monferrato è stato presentato il programma di ricerche medico-scientifiche per la cura della patologia letale provocata dall’esposizione all’amianto. Lo studio è promosso da AFeVA (Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto) di Casale Monferrato insieme alla Rete Oncologica Regionale piemontese. Le sue metodologie sono state illustrate dal professor Massimo Aglietta, responsabile della Rete Oncologica Regionale e coordinatore del progetto, la professoressa Irma Dianzani, docente di patologia genetica all’UPO (Università del Piemonte Orientale), e la dottoressa Federica Grosso, coordinatrice della struttura dell’ASO di Alessandria dedicata al mesotelioma. Al convegno hanno partecipato numerosi studenti delle scuole cittadine. A nome di AFeVA è intervenuto Bruno Pesce, che nel proprio discorso ha evidenziato l’importanza degli investimenti che incentivano la ricerca medico-scientifica per la cura del mesotelioma e la bonifica di città e territori dall’amianto e, rammentando il coraggio e l’impegno di Romana Blasotti Pavesi per la sua rivendicazione, ha ricordato il valore e lo scopo della giustizia richiesta dai pubblici ministeri al processo Eternit bis e dalle parti civili coinvolte nella class action: > Il professor Massimo Aglietta e i suoi collaboratori hanno prima valutato i > risultati del progetto che ha preceduto l’attuale e che aveva visto i lavori > su quattro indirizzi di ricerca mediante, oltre all’UPO con la professoressa > Dianzani e alla S.S.D. con la dottoressa Grosso, altri istituti di ricerca. Da > tali valutazioni sono derivati gli indirizzi dell’attuale progetto. Oltre agli > obiettivi scientifici posti a capo del progetto, occorre mantenere e > sviluppare le necessarie ottimizzazioni delle varie attività che concorrono a > tutto il percorso rivolto al mesotelioma. Questo è ancor più necessario a > livello nazionale. Sono previste riunioni con cadenza semestrale per valutare > lo stato di avanzamento, con i vari soggetti coinvolti e due convegni di > carattere divulgativo, ai quali naturalmente parteciperemo anche noi. La rete > oncologica valuterà annualmente i risultati scientifici. > > La ricerca sul mesotelioma è un obiettivo primario, con la giustizia e la > bonifica, della lunga vertenza territoriale [primo processo in cui erano > imputati i dirigenti dell’Eternit e i successivi procedimenti, detti processo > Eternit e processo Eternit bis – N.d.R.] che ha visto partecipare attivamente > la nostra associazione, prima ancora il sindacato e i pochissimi ambientalisti > dell’epoca, dalla fine degli anni ’70. > > Successivamente si sviluppò il ruolo assolutamente indispensabile delle > istituzioni ai vari livelli con le molteplici competenze. > > Ci teniamo a sottolineare la partecipazione straordinaria della nostra > comunità, degli ammalti dei familiari dei cittadini singolarmente o mediante > le scuole – tutte – e le varie associazioni articolate nella società. Questo è > ciò che amo definire esercizio della democrazia, decisivo per l’affermazione > di una resilienza attiva e sempre propositiva, garantendo la continuità di > questa battaglia di civiltà. > > Con le istituzioni si sono caratterizzate le attività nel SIN – Sito di > Interesse Nazionale – di Casale Monferrato sui tre obiettivi diventando un > esempio a livello ben più generale. Si è consolidata una strategia e > consapevolezza dell’andare avanti un passo alla volta nella giusta direzione, > creandone le condizioni – sensibilizzazione e aggiornamento continuo degli > obiettivi – e reagendo alle delusioni e difficoltà. Questo ci è stato imposto > dalla complessità dei problemi e dal ritardo della politica a livello > nazionale e internazionale nell’esser consapevoli e impegnati ad affrontare > concretamente situazioni drammatiche come questa, caratterizzate da enormi > problematiche ambientali, sanitarie e occupazionali, causate altresì da > condotte criminali da parte di potenti multinazionali. > > Come è stato illustrato in precedenza, il fondo per queste attività di ricerca > deriva dagli accantonamenti effettuati dai legali di Stephan Schmidheiny > [magnate svizzero accusato, e condannato, colpevole dei reati a lui imputati > nei processi Eternit ed Eternit bis – N.d.R.] fino al 2015, previsti > nell’offerta unilaterale con le transazioni, diciamo “risarcitorie”, dei > cittadini casalesi vittime dell’amianto, di cui noi unitamente all’ASL, > avremmo potuto indicare la destinazione agli istituti qualificati di ricerca. > > In base alle decisioni allora assunte unanimemente in una grande assemblea > pubblica una ventina di anni orsono con la presenza delle autorità locali e > una lunga discussione precisammo che noi avremmo potuto intervenire in tal > senso esclusivamente a queste condizioni: coinvolgere le istituzioni sanitarie > pubbliche e garantire una ricaduta positiva sul territorio, nelle nostre > strutture sanitarie e quindi sui pazienti, possibilmente anche su quelli > provenienti da altri territori. > > Dunque, prima di tutto per la costituzione dell’UFIM – Unità Funzionale > Interaziendale Mesotelioma, a scavalco degli Ospedali di Casale e di > Alessandria, con personale dedicato alla ricerca, che vide il prezioso > trasferimento della dottoressa Grosso dall’Istituto Tumori Rari di Milano. > L’ottima equipe dell’UFIM ha caratterizzato questa struttura quale centro > estremamente qualificato per la cura e per la totale presa in carico del > paziente, anche dal punto di vista psicologico rivolto a malati e familiari. > > L’attuale Struttura Semplice Dipartimentale Mesotelioma, costituita dalla > Regione mediante l’impegno assunto nel Comitato Strategico Regionale amianto > nel 2019, rappresenta la continuità e la stabilizzazione dell’UFIM, che > terminò il proprio finanziamento costitutivo dal “fondo” al termine dello > stesso anno. > > L’attuale progetto di ricerca prevede anche il potenziamento del fronte > rivolto al mesotelioma anche in direzione regionale, naturalmente con la > partecipazione delle relative strutture sanitarie. > > Questo percorso è stato molto laborioso: ha visto varie fasi di ottimo impegno > e collaborazione da parte delle istituzioni locali e regionali ma anche > difficoltà e rallentamenti. > > In questi lunghi anni siamo riusciti tutti insieme a tenere la barra dritta > sui due punti iniziali: ruolo della sanità pubblica e ricaduta positiva sul > territorio e sui pazienti. > > Per quanto riguarda la bonifica, occorre completarla in tutto il Sito di > Interesse Nazionale – 48 comuni, unico caso in Italia e non solo – dandoci dei > tempi per intervenire a breve nei casi prioritari, con l’obiettivo finale: “il > Monferrato, territorio de-amiantizzato”. Teniamo presente che i relativi e > ulteriori fondi stanziati dal Governo nel 2015 sono ancora disponibili in > parecchi milioni di euro. > > Per la giustizia, dopo la sentenza della Cassazione che, contrariamente ai due > gradi di giudizio precedenti, dichiarò prescritto il disastro ambientale, sia > pur ancora in pieno svolgimento, siamo in attesa finalmente della sentenza > della Suprema Corte relativa all’attuale processo [il procedimento detto > Eternit bis, in cui il magnate svizzero Stephan Schmidheiny è accusato, e in > primo e secondo grado di giusizio è stata condannato, colpevole delle morti > provocate dalla propagazione di ‘polveri’ tossiche nello e dallo stabilimento > di produzione di cemento-amianto Eternit sito a Casale Monferrato, una filiale > della società multinazionale di cui la famiglia Schmidheiny possedeva la > maggior parte delle azioni e lui, oltre che azionista principale, è stato CEO > dal 1976 al 1986 – N.d.R.]. > > Auspichiamo con forza che la giustizia possa davvero vedersi affermata, in > considerazione del fatto che il primo processo penale si svolse a Casale nel > lontano 1993! > > Ciò mette in luce la necessità di dotare la Magistratura dei mezzi necessari e > di normative adeguate a velocizzare i processi e a tutelare concretamente il > diritto delle vittime a ottenere giustizia. > > A proposito di ricerca, mi corre l’obbligo di ribadire la necessità di > recuperare quanto deciso dalla Conferenza Nazionale Governativa sull’amianto > del 2012, organizzata dall’allora Ministro Balduzzi: un coordinamento > nazionale ed europeo, sotto l’egida dell’Italia, con lo scopo di rafforzare e > coordinare la ricerca scientifica sul mesotelioma. > > Questa lunga lotta non è ancora finita: ce lo ricorda quasi tutte le settimane > una nuova vittima. “Andiamo avanti, non molliamo!” come ci ricordava sempre la > nostra Romana. La nostra comunità, e non solo, si aspetta da tutti una > doverosa assunzione di responsabilità per concretizzare le risposte necessarie > richieste da un dramma così ampiamente sofferto. Redazione Piemonte Orientale
April 22, 2026
Pressenza