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Val di Zena e Idice: gli amministatori in silenzio per l’Eternit(à)
Ancora discariche abisive.  – di Vito Totire (*) Idice-Zena: ancora smaltimenti abusivi; campa cavallo che la fibra cresce? Anni fa i cittadini residenti in val di Zena hanno attaccato cartelli di grandi dimensioni chiedendo «mettete in sicurezza la val di Zena». Ma qualcuno rema in senso contrario. A Monterenzio abbiamo riscontrato nel “solito posto” (dove furono smaltiti una tubazione in
“I volti dell’amianto” con alunni e studenti delle scuole di Casale Monferrato
Nella mattinata di oggi, 29 aprile, un migliaio di bambini e ragazzi hanno attraversato il centro della città marciando in corteo e poi, radunati in assemblea, hanno letto e ascoltato decine di testimonianze di vittime dell’amianto e dei loro familiari. La manifestazione all’insegna del motto “Noi studenti ci siamo di testa, di cuore, di coscienza” è il primo evento di un ciclo di iniziative svolte nell’ambito del progetto I volti dell’amianto promosso dalla Rete Scuole Insieme e AFeVA (Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto) di Casale Monferrato e realizzato con la regia del laboratorio creativo torinese Ecofficina, un programma che a sua volta viene sviluppato nel contesto delle attività educative realizzate all’Aula permanente ed interattiva “delle due A”. Le “due A” che denominano questo peculiare spazio didattico allestito con lavagne multimediali e aperto all’interno del complesso in cui hanno sede i licei classico e scientifico della città, dove viene fruito dalle scolaresche di ogni istituto del territorio o in visita nella città e anche dal pubblico, inizialmente significavano le iniziali di amianto e asbesto. Di recente l’aula è stata ribatezzata “Amianto & Ambiente” a evidenziare che, reagendo alla tragedia subita a causa dell’emissione di polveri tossiche, contenenti il micidiale asbesto, propagate dentro e intorno allo stabilimento della multinazionale Eternit in cui dal 1906 al 1986 è stato incessantemente prodotto il cemento–amianto, la popolazione di Casale Monferrato e dintorni si è impegnata nella rivendicazione dei diritti delle vittime alle cure e ai risarcimenti, nella tutela della salute delle persone e nel risanamento dell’ambiente. Il progetto I volti dell’amianto coinvolge alunni e studenti in un ciclo di attività e iniziative finalizzate alla loro formazione come cittadini consapevoli e, allo scopo, condotte per far loro sapere quanto più e meglio possibile delle vicende accadute e così capire la gravità delle ferite insanabili che sono state inferte alla popolazione del territorio e conoscere le sfide che devono ancora essere affrontate. «Il suo percorso è iniziato con la raccolta di storie con al centro la persona, le persone – ha spiegato Bruno Pesce di AFeVa – Emozioni, sentimenti di dolore, rabbia, speranza,… e obiettivi, punti realizzati o punti da realizzare». Tra i punti ‘messi a segno’ in particolare uno: i progressi nella ricerca medico-scientifica per la cura della patologia letale provocata dall’esposizione all’amianto, ripercorsi al convegno di presentazione del Progetto Mesotelioma svolto il 22 aprile scorso rammentando l’importanza delle vertenze sindacali e giuridiche condotte per ottenere, come effetto pratico conseguente al riconoscimento del diritto dei lavoratori e dei cittadini, i risarcimenti e così i fondi per finanziare l’assistenza ai malati e alle loro famiglie, gli studi clinici con cui sperimentare terapie efficaci a contrastare il mesotelioma e la bonifica di aree urbane ed edifici. In ciascuno dei tre procedimenti è stata affrontata una di molteplici e complicate questioni: nel primo gli imputati erano i dirigenti aziendali, di cui sono state accertate le responsabilità nella gestione della fabbrica e delle sue attività inquinanti e letali; nel secondo e nel terzo l’accusato e condannato colpevole dei reati, al processo Eternit dei danni ambientali e al processo Eternit bis (non ancora concluso poiché la sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello dopo il verdetto della Corte d’Assise è ora sottoposto al giudizio di legittimità in Cassazione) della morte di numerose persone, è l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, dal 1976 al 1986 socio di maggioranza e CEO della multinazionale Eternit. Ieri, Giornata mondiale delle vittime dell’amianto – che ricorre il 28 aprile, in concomitanza con la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro – a Casale Monferrato è stato svolto un incontro sul tema della green criminology, a cui è intervenuto il professor Lorenzo Natali, docente associato di criminologia all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che ha focalizzato l’attenzione sulle questioni della violenza ambientale e della giustizia riparativa ai danni ecologici. In seguito è stato consegnato il Premio Vivaio Eternot ed è stata presentata la serie di filmati documentali, intitolata Negli occhi di chi resta, che raccoglie le testimonianze dei protagonisti delle lotte sindacali per la giustizia, le bonifiche e la ricerca che per oltre 40 anni hanno impegnato i lavoratori dell’Eternit insieme ai cittadini di Casale Monferrato e dintorni. La rassegna, prodotta da LaV Comunicazione in collaborazione con La Stampa, è composta da 4 episodi diretti da Enzo Governale per la regia di Lucio Laugelli e la cui sceneggiatura è opera dei giornalisti Giulia Di Leo de La Stampa e Alessandro Venticinque de La Voce Alessandrina. Inoltre al Teatro Municipale di Casale Monferrato domenica 10 maggio alle ore 18:30 andrà in scena Note e passi di speranza, un galà di beneficienza nella cui cornice verrà proiettato un videomessaggio di Roberto Bolle. Lo spettacolo curato da Elisa Cipriani propone un programma i cui protagonisti principali sono musicisti, cantanti e ballerini professionisti, in particolare alcune etoile del corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano, del Ballet am Rhein di Dusseldorf e della Compagnia EgriBiancoDanza di Torino, che si esibiscono insieme ad allievi delle scuole di ballo e di musica. Maddalena Brunasti
April 29, 2026
Pressenza
28 aprile: amianto e vittime
Un articolo di Vito Totire. Con una poesia di Yuleisy Cruz Lezcano dedicata a Antonio Caliendo, morto nentre lavorava in un’officina ad Acerra. Giornata mondiale in ricordo delle vittime dell’amianto OTTANTA MILIONI DI EURO ALLA FINCANTIERI PER RECUPERARE LE “PERDITE” LEGATE AI RISARCIMENTI CHE FINCANTIERERI HA DOVUTO, PER SENTENZE DEI TRIBUNALI, ALLE VITTIME ! QUALCUNO HA PERCEPITO SEGNALI DI OPPOSIZIONE
“Progetto Mesotelioma”: per combattere una malattia, e una battaglia di civiltà
Nel ‘calendario’ di iniziative svolte in concomitanza della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, celebrata il 28 aprile, il 22 aprile a Casale Monferrato è stato presentato il programma di ricerche medico-scientifiche per la cura della patologia letale provocata dall’esposizione all’amianto. Lo studio è promosso da AFeVA (Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto) di Casale Monferrato insieme alla Rete Oncologica Regionale piemontese. Le sue metodologie sono state illustrate dal professor Massimo Aglietta, responsabile della Rete Oncologica Regionale e coordinatore del progetto, la professoressa Irma Dianzani, docente di patologia genetica all’UPO (Università del Piemonte Orientale), e la dottoressa Federica Grosso, coordinatrice della struttura dell’ASO di Alessandria dedicata al mesotelioma. Al convegno hanno partecipato numerosi studenti delle scuole cittadine. A nome di AFeVA è intervenuto Bruno Pesce, che nel proprio discorso ha evidenziato l’importanza degli investimenti che incentivano la ricerca medico-scientifica per la cura del mesotelioma e la bonifica di città e territori dall’amianto e, rammentando il coraggio e l’impegno di Romana Blasotti Pavesi per la sua rivendicazione, ha ricordato il valore e lo scopo della giustizia richiesta dai pubblici ministeri al processo Eternit bis e dalle parti civili coinvolte nella class action: > Il professor Massimo Aglietta e i suoi collaboratori hanno prima valutato i > risultati del progetto che ha preceduto l’attuale e che aveva visto i lavori > su quattro indirizzi di ricerca mediante, oltre all’UPO con la professoressa > Dianzani e alla S.S.D. con la dottoressa Grosso, altri istituti di ricerca. Da > tali valutazioni sono derivati gli indirizzi dell’attuale progetto. Oltre agli > obiettivi scientifici posti a capo del progetto, occorre mantenere e > sviluppare le necessarie ottimizzazioni delle varie attività che concorrono a > tutto il percorso rivolto al mesotelioma. Questo è ancor più necessario a > livello nazionale. Sono previste riunioni con cadenza semestrale per valutare > lo stato di avanzamento, con i vari soggetti coinvolti e due convegni di > carattere divulgativo, ai quali naturalmente parteciperemo anche noi. La rete > oncologica valuterà annualmente i risultati scientifici. > > La ricerca sul mesotelioma è un obiettivo primario, con la giustizia e la > bonifica, della lunga vertenza territoriale [primo processo in cui erano > imputati i dirigenti dell’Eternit e i successivi procedimenti, detti processo > Eternit e processo Eternit bis – N.d.R.] che ha visto partecipare attivamente > la nostra associazione, prima ancora il sindacato e i pochissimi ambientalisti > dell’epoca, dalla fine degli anni ’70. > > Successivamente si sviluppò il ruolo assolutamente indispensabile delle > istituzioni ai vari livelli con le molteplici competenze. > > Ci teniamo a sottolineare la partecipazione straordinaria della nostra > comunità, degli ammalti dei familiari dei cittadini singolarmente o mediante > le scuole – tutte – e le varie associazioni articolate nella società. Questo è > ciò che amo definire esercizio della democrazia, decisivo per l’affermazione > di una resilienza attiva e sempre propositiva, garantendo la continuità di > questa battaglia di civiltà. > > Con le istituzioni si sono caratterizzate le attività nel SIN – Sito di > Interesse Nazionale – di Casale Monferrato sui tre obiettivi diventando un > esempio a livello ben più generale. Si è consolidata una strategia e > consapevolezza dell’andare avanti un passo alla volta nella giusta direzione, > creandone le condizioni – sensibilizzazione e aggiornamento continuo degli > obiettivi – e reagendo alle delusioni e difficoltà. Questo ci è stato imposto > dalla complessità dei problemi e dal ritardo della politica a livello > nazionale e internazionale nell’esser consapevoli e impegnati ad affrontare > concretamente situazioni drammatiche come questa, caratterizzate da enormi > problematiche ambientali, sanitarie e occupazionali, causate altresì da > condotte criminali da parte di potenti multinazionali. > > Come è stato illustrato in precedenza, il fondo per queste attività di ricerca > deriva dagli accantonamenti effettuati dai legali di Stephan Schmidheiny > [magnate svizzero accusato, e condannato, colpevole dei reati a lui imputati > nei processi Eternit ed Eternit bis – N.d.R.] fino al 2015, previsti > nell’offerta unilaterale con le transazioni, diciamo “risarcitorie”, dei > cittadini casalesi vittime dell’amianto, di cui noi unitamente all’ASL, > avremmo potuto indicare la destinazione agli istituti qualificati di ricerca. > > In base alle decisioni allora assunte unanimemente in una grande assemblea > pubblica una ventina di anni orsono con la presenza delle autorità locali e > una lunga discussione precisammo che noi avremmo potuto intervenire in tal > senso esclusivamente a queste condizioni: coinvolgere le istituzioni sanitarie > pubbliche e garantire una ricaduta positiva sul territorio, nelle nostre > strutture sanitarie e quindi sui pazienti, possibilmente anche su quelli > provenienti da altri territori. > > Dunque, prima di tutto per la costituzione dell’UFIM – Unità Funzionale > Interaziendale Mesotelioma, a scavalco degli Ospedali di Casale e di > Alessandria, con personale dedicato alla ricerca, che vide il prezioso > trasferimento della dottoressa Grosso dall’Istituto Tumori Rari di Milano. > L’ottima equipe dell’UFIM ha caratterizzato questa struttura quale centro > estremamente qualificato per la cura e per la totale presa in carico del > paziente, anche dal punto di vista psicologico rivolto a malati e familiari. > > L’attuale Struttura Semplice Dipartimentale Mesotelioma, costituita dalla > Regione mediante l’impegno assunto nel Comitato Strategico Regionale amianto > nel 2019, rappresenta la continuità e la stabilizzazione dell’UFIM, che > terminò il proprio finanziamento costitutivo dal “fondo” al termine dello > stesso anno. > > L’attuale progetto di ricerca prevede anche il potenziamento del fronte > rivolto al mesotelioma anche in direzione regionale, naturalmente con la > partecipazione delle relative strutture sanitarie. > > Questo percorso è stato molto laborioso: ha visto varie fasi di ottimo impegno > e collaborazione da parte delle istituzioni locali e regionali ma anche > difficoltà e rallentamenti. > > In questi lunghi anni siamo riusciti tutti insieme a tenere la barra dritta > sui due punti iniziali: ruolo della sanità pubblica e ricaduta positiva sul > territorio e sui pazienti. > > Per quanto riguarda la bonifica, occorre completarla in tutto il Sito di > Interesse Nazionale – 48 comuni, unico caso in Italia e non solo – dandoci dei > tempi per intervenire a breve nei casi prioritari, con l’obiettivo finale: “il > Monferrato, territorio de-amiantizzato”. Teniamo presente che i relativi e > ulteriori fondi stanziati dal Governo nel 2015 sono ancora disponibili in > parecchi milioni di euro. > > Per la giustizia, dopo la sentenza della Cassazione che, contrariamente ai due > gradi di giudizio precedenti, dichiarò prescritto il disastro ambientale, sia > pur ancora in pieno svolgimento, siamo in attesa finalmente della sentenza > della Suprema Corte relativa all’attuale processo [il procedimento detto > Eternit bis, in cui il magnate svizzero Stephan Schmidheiny è accusato, e in > primo e secondo grado di giusizio è stata condannato, colpevole delle morti > provocate dalla propagazione di ‘polveri’ tossiche nello e dallo stabilimento > di produzione di cemento-amianto Eternit sito a Casale Monferrato, una filiale > della società multinazionale di cui la famiglia Schmidheiny possedeva la > maggior parte delle azioni e lui, oltre che azionista principale, è stato CEO > dal 1976 al 1986 – N.d.R.]. > > Auspichiamo con forza che la giustizia possa davvero vedersi affermata, in > considerazione del fatto che il primo processo penale si svolse a Casale nel > lontano 1993! > > Ciò mette in luce la necessità di dotare la Magistratura dei mezzi necessari e > di normative adeguate a velocizzare i processi e a tutelare concretamente il > diritto delle vittime a ottenere giustizia. > > A proposito di ricerca, mi corre l’obbligo di ribadire la necessità di > recuperare quanto deciso dalla Conferenza Nazionale Governativa sull’amianto > del 2012, organizzata dall’allora Ministro Balduzzi: un coordinamento > nazionale ed europeo, sotto l’egida dell’Italia, con lo scopo di rafforzare e > coordinare la ricerca scientifica sul mesotelioma. > > Questa lunga lotta non è ancora finita: ce lo ricorda quasi tutte le settimane > una nuova vittima. “Andiamo avanti, non molliamo!” come ci ricordava sempre la > nostra Romana. La nostra comunità, e non solo, si aspetta da tutti una > doverosa assunzione di responsabilità per concretizzare le risposte necessarie > richieste da un dramma così ampiamente sofferto. Redazione Piemonte Orientale
April 22, 2026
Pressenza