I nuovi nazisti
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Il toro di Wall street. Foto di Daniel Lloyd Blunk-Fernández su Unsplash
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Carl Amery, filosofo ecologista tedesco, scriveva, nell’affaccio al nuovo secolo
in Hitler precursore. Il XXI secolo inizia con Auschwiz? (Libreria Editrice
Fiorentina, 2011 [1998]), che la base del nuovo nazismo non sono quelli con la
testa rasata e gli scarponi borchiati, ma il popolo comune convertito allo
“spirito del tempo” del “credo neocannibalistico” della lotta darwiniana per la
selezione di individui e nazioni nel contesto delle leggi del mercato nell’unico
grande capitalismo globale. E ci risiamo: quel grembo è ancora fecondo (Bertldt
Brecht). I principi della regolazione sociale sono tornati a essere quelli della
“formula hitleriana”: la natura è “crudele regina”, le sue risorse non bastano
al benessere di tutti. Sono “scarse” e bisogna conquistarle e massimizzarne
l’utile. L’uguaglianza, il pacifismo, le libertà individuali sono bacilli
lassisti che infettano la forza dello stato. A qualcuno viene in mente qualche
riferimento precursore alla lotta delle destre contro “ideologia woke”? La
supremazia spetta ai più forti e si realizza con l’esercizio costante della
forza: tecnologica, economica e militare. La guerra è quindi necessaria per
stabilire le gerarchie di potere tra i popoli. Così nasce la Seconda guerra
mondale.
Leggete ora il “Manifesto di Palantir”, titano della sorveglianza di massa e
della guerra digitale, i sermoni teocratici del suo fondatore Peter Thiel, i
programmi all’ordine del giorno di Dialog, la rete di 222 miliardari della
Silicon Valley, militari Nato, politici euroatlantici e comunicatori fondata
dieci anni fa dallo stesso Thiel insieme all’investitore Auren Hoffman.
Uno. “Orientarsi in una Terza guerra mondiale”, ovvero come gestire i mercati e
le infrastrutture in mezzo a una catastrofe umanitaria, ecologica, bellica senza
precedenti.
Due. “Battlefield Technologies”, ovvero quali sono le migliori tecnologie
integrate da usare nel campo di battaglia: Intelligenza Artificiale, droni
autonomi e potenza di calcolo nei sistemi d’arma, intelligence.
Tre. “Bring Back Nuclear”, ovvero rilanciare il nucleare come l’unica fonte
energetica capace di soddisfare i mostruosi consumi di elettricità delle nuove
tecnologie informatiche (data center, motori elettrici, ecc.).
Quattro. “It’s Fun to Be in Charge”, letteralmente: “È divertente stare al
comando”, ovvero: come transitare tutto il potere ai vertici delle imprese
tecnologiche. Il loro modello di stato sono le tecnoautarchie di Singapore o
Dubai.
Cinque. “Build-a-Cult”, ovvero fondare sette religiose apocalittiche con culti
capaci di introiettare nelle popolazioni la fine del mondo, ma non quella della
fine del capitalismo (come disse il filosofo Fredric Jameson).
Sembra che nell’ultimo Forum di Dialog che avrebbe dovuto svolgersi questo
agosto vicino a Dublino – rovinato dall’hacktivista svizzera Maia Arson Crime,
che ha violato la segretezza dell’evento – fosse prevista anche una sessione
dedicata all’”amore”. Per un momento avevamo sperato nell’emergere di qualche
sentimento umano tra i padroni del mondo, ma non si tratterebbe di niente di
diverso di un sito di incontri sentimentali esclusivo per miliardari single.
Questi signori dispongono di risorse finanziarie, apparati di comunicazione e di
sorveglianza di massa, relazioni personali con le élite politiche tali da
rendere quanto mai “realistiche” le distopie immaginate da Aldous Huxley e
George Orwell.
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