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La guerra all’Iran è anche una guerra di religione
Nel 2009, la grande fisica, economista ed ambientalista indiana Vandana Shiva, scriveva nel suo saggio Le guerre dell’acqua che spesso chi controlla il potere preferisce mascherare le guerre travestendole da conflitti etnici e religiosi, anche se in realtà queste guerre si trovano in regioni che sono da sempre per lo più abitate da società multietniche che presentano una grande diversificazione di gruppi umani, lingue e usanze e religioni. Se è vero che l’imperialismo è lo stadio monopolistico del capitale, nella società di oggi le guerre imperialiste sono la diretta conseguenza di interessi economici, geopolitici e strategici che generano violenza politica per appropriarsi delle scarse ma vitali risorse naturali. Spesso e volentieri ciò è l’origine di conflitti etnici e religiosi, e non viceversa: in sostanza gli interessi economici, per meglio affermarsi, possono cavalcare preesistenti localismi ed etnicismi e causare eterodirettamente conflitti religiosi ed etnici. Noi sappiamo benissimo che l’attuale escalation militare in Iran è una diretta conseguenza di interessi geopolitici, economici e strategici occidentali (USA e Israele) in Medioriente, ma per molti non è solo questo. Come ha affermato l’ex combattente internazionalista del FDLP, nonchè esperto di Asia Occidentale, Domenico Di Dato: “Per i molti sionisti, tesi alla realizzazione della “grande Israele”, la loro non è solo una guerra di espansione coloniale per diventare l’unica potenza del M.Oriente e una delle grandi dell’intero pianeta, ma è vista come realizzazione biblica.” Esemplare è stato vedere – l’8 febbraio 2026 – Trump circondato da predicatori cristiani evangelici che lo benedicevano per l’arrivo dell’Armageddon e per “vincere sull’Iran”. Armageddon (o Harmaghedon) è un termine biblico che indica il luogo della battaglia finale tra le forze del bene e del male, menzionato in Apocalisse 16:16. Deriva dall’ebraico Har-Megiddo (Monte Megiddo), sito storico di antiche battaglie in Israele ed oggi è usato come sinonimo di “apocalisse, catastrofe totale o scontro finale”. Tra i predicatori evangelici in sostegno a Trump non è mancata ovviamente Paula White-Cain, già Consigliere speciale dell’Ufficio della Casa Bianca per le partnership con le organizzazioni religiose e di quartiere ed attuale Consulente senior presso l’Ufficio della Fede della Casa Bianca. White è una telepredicatrice pentacostale non-confessionale tra le maggiori esponenti del charismatic movement (1) e della prosperity theology (2), nonchè consigliera spirituale personale di Donald Trump, diventata virale sui social durante la campagna presidenziale del 2020 quando è apparsa in un servizio di preghiera trasmesso in diretta streaming in cui ha “parlato in lingue” e ha ripetutamente invocato “rinforzi angelici” dall’Africa e dal Sud America per assicurare la rielezione di Trump. Durante un pranzo di Pasqua alla Casa Bianca, White ha rivolto parole sorprendenti al presidente degli Stati Uniti, affermando che sarebbe stato «tradito, arrestato e falsamente accusato», tracciando un parallelo con la figura di Gesù Cristo. White ha aggiunto che «come Lui è risorto, anche tu sei risorto», sostenendo che, attraverso la vittoria di Cristo, Trump sarà «vittorioso in tutto ciò che farà» e verrà usato da Dio per «sconfiggere il male». Siamo in pieno delirio di fanatismo religioso. Se Trump viene “usato da Dio” per “sconfiggere il male”, allora tutto è lecito: quando si agisce “ad religio” anche stragi, massacri e genocidio sono leciti. Sionisti e cristiani evangelici, soprattutto i pentacostali – storico bacino dei cristiani-sionisti – sono estremi alleati in questo. Gli evangelici infatti affermano che quando tutti gli ebrei saranno in Israele, avverrà la Parusia (3), ossia il ritorno del Messia che gli ebrei aspettano. Ecco dunque che è necessario un Armageddon: la battaglia finale tra le “forze del bene”, che sarebbero USA e Israele, e “del male”, ovvero tutti coloro che Israele e USA bombardano. Il senatore USA Lindsey Graham, frequentatore di Epstein, ha affermato che questa è una “guerra religiosa” e che uno degli obiettivi sarebbe di edificare il Terzo Tempio, distruggendo la Moschea dell’Aqsa. Il “Segretario alla Guerra” USA Pete Hegseth ha accentuato i toni religiosi nella campagna contro l’Iran. Dopo aver annunciato attacchi intensi, ha citato il Salmo 144 (“Benedetto il Signore che addestra le mie mani alla guerra”), disegnando il conflitto in chiave teologica contro gli ayatollah. Hegseth è noto per aver descritto i conflitti mediorientali come una “crociata” e per usare spesso la frase “Deus vult” (Dio lo vuole). Poi c’è Peter Thiel, fondatore e padrone di Palantir, l’azienda che sviluppa software di analisi dei dati utilizzati da governi, intelligence e apparati di difesa e che aiuta Israele nel genocidio, che non fa che parlare dell’Anticristo: «L’Anticristo tornerà sfruttando la paura dell’Armageddon, o di una crisi imminente, per consolidare il controllo politico e imporre un “governo mondiale”». Quasi ad intendere che l’Anticristo sia “l’Asse del Male” capeggiata dall’Iran sciita e dunque sia lecito e giusto, da parte di Trump, uccidere singolarmente con attentati mirati la maggior parte dei capi dei leader iraniani. E’ lo stesso Trump che, pur facendo di tutto per evitare la via diplomatica, ha affermato i leader iraniani con cui si poteva dialogare sono stati ammazzati. The Guardian cita testimonianze anonime secondo cui i comandanti statunitensi hanno utilizzato la retorica cristiana apocalittica per “motivare” truppe durante l’attacco all’Iran. Il presidente del Mrff, Mikey Weinstein, ha segnalato una “crescita di estremismo cristiano nell’esercito, che vede la guerra come soluzione sancita biblicamente”. Secondo alcuni comandanti americani le crociate ci sono ancora: “Il presidente Trump è stato unto da Gesù per accendere il segnale di fuoco in Iran, scatenare l’Armageddon e segnare il suo ritorno sulla Terra”. Le parole sarebbero state pronunciate da un comandante delle forze armate statunitensi ai propri soldati durante un briefing operativo, nei giorni in cui Usa e Israele lanciavano l’Operazione Epic Fury sull’Iran. In tutto ciò c’è Israele che sta commettendo uno dei più gravi genocidi contemporanei ed ha come obiettivo finale quello di annientare il popolo palestinese e i suoi alleati, tra cui l’Iran. Lo stesso Netanyahu ha giustificato più volte il genocidio contro i palestinesi a Gaza con passi biblici: “Ricordati di scordare Amelek”, un riferimento biblico che indica gli amaleciti come un popolo storico e acerrimo nemico degli ebrei, paragonando gli amaleciti ai palestinesi. L’ambasciatore USA in Israele, Mike Huckabee, ha affermato che Israele ha un diritto biblico ad annettersi tutta la Palestina. Haaretz ha confermato recentemente che il governo israeliano di fronte alle difficoltà che sta incontrando nella guerra contro l’Iran, sta valutando l’opzione nucleare. Una testimone è rimasta basita nell’apprendere che Israele sarebbe disposta a sganciare una bomba tattica nucleare sull’Iran. Secondo gli analisti più accreditati è molto improbabile che ci sia un bombardamento nucleare sull’Iran nelle prossime settimane, ma che un governo lo prenda in considerazione è veramente agghiacciante. Sembra una follia, qualcosa che ci farebbe pensare che abbiamo a che fare con dei pazzi furiosi completamente fuori di testa. Ma in realtà ancora una volta l’obiettivo annunciato è la “distruzione totale”, l’Armageddon. La guerra in Iran non è solo una guerra ad un Paese islamico, ma è una guerra per la “Grande Israele”. Una guerra che ha una profonda matrice messianica radicata nelle convinzioni del sionismo di stampo ebraico e del sionismo cristiano: il ritorno degli ebrei in quella terra senza più nessuno intorno. La guerra in Iran viene vissuta dagli USA di Trump come una “guerra di religione” – e ancora peggio una “guerra di civilizzazione” – in cui l’Occidente “vince” sul Medioriente; in cui l’America dei cristiani-sionisti invasata di fanatismo pentacostale e lo “Stato ebraico” di Israele devono vincere non solo contro l’Iran sciita, ma contro la Palestina e contro il mondo arabo, a maggioranza islamico, dell’Asia occidentale. Non dimentichiamoci che oggi al governo in Israele ci sono dei fanatici religiosi come Ben Gvir o Smotrich seguaci del kahanismo, la cui principale rivendicazione era l’espulsione dei palestinesi sia da Israele che dai territori occupati della West Bank, e Gaza. Il kahanismo è un movimento estremista religioso ebraico di ideologia riconducibile al sionismo di destra e al sionismo religioso. Meir Kahane, il controverso rabbino israelita fondatore del movimento e coniatore del termine, sosteneva che la presenza di non ebrei, cristiani, musulmani o altre fedi, contaminasse la Terra Santa e ostacolasse la redenzione. Giustificava questa richiesta come un dovere religioso e vedeva lo Stato d’Israele come il centro universale dell’ebraismo, teorizzando quindi: la cittadinanza ai soli ebrei, la formazione di una “costituzione teocratica” istituita secondo la Halakhah e la guerra come unica soluzione per risolvere problemi quali la “questione palestinese” e “l’antisemitismo dei paesi musulmani”. In una intervista a Meir Kahane pubblicata nel 1985 in Francia, Meir Kahane affermava: “Qualsiasi non ebreo, compresi gli arabi, può avere lo status di residente straniero in Israele se accetta la legge dell’Halakhah. Non faccio distinzioni tra arabi e non arabi. L’unica distinzione che faccio è tra ebrei e non ebrei. Se un non ebreo vuole vivere qui, deve accettare di essere un residente straniero, che sia arabo o meno. Non ha e non può avere diritti nazionali in Israele. Può avere diritti civili, diritti sociali, ma non può essere cittadino; non avrà il diritto di voto. Ripeto, che sia arabo o meno.” Secondo alcuni sarebbe possibile l’istituzione di uno stato teocratico governato secondo la Halakhah espanso da Israele a parte del Medio Oriente, dando possibilità di voto esclusivamente alle persone di religione ebraica, cosa che potrebbe indebolire fortemente le politiche di Paesi vicini come Iraq, Cisgiordania, Striscia di Gaza, Egitto, Giordania, Siria e Libano. Come affermava Meir Kahane nell’intervista: “Il confine meridionale arriva fino a El Arish, che comprende tutto il Sinai settentrionale, inclusa Yamit. A est, la frontiera corre lungo la parte occidentale della riva orientale del fiume Giordano, quindi parte di quella che oggi è la Giordania. Eretz Yisrael comprende anche parte del Libano, alcune zone della Siria e parte dell’Iraq, fino al fiume Tigri.” Queste tesi vanno a braccetto con le convinzioni delle frange estreme del sionismo in Israele quanto negli USA, oltre ad essere la stessa convinzione delle velleità messianiche delle frange fanatiche del sionismo cristiano rappresentate da settori cristiani evangelici e pentacostali. Ed ecco che in entrambi i casi si finisce per concepire la guerra come inevitabile, benedire la guerra e giustificare un genocidio con la Bibbia. Eppure nella giornata della Pasqua cattolica – domenica delle palme per gli ortodossi – a Isfahan, in Iran, sono stati celebrati i riti funebri per i cristiani uccisi dai bombardamenti sionisti e statunitensi. In Libano non abbiamo neanche idea della dimensione dei cristiani colpiti. Sembra che non interessi a nessuno dei cristiani iraniani ammazzati in una guerra che i loro carnefici di altra religione considerano “Santa”. Non importa nulla, di questi cristiani, nemmeno ai cristiani statunitensi che sostengono Trump: forse perchè – secondo loro – sono di un’altra cultura, di un’altra etnia, di un’altra “razza”. A tal proposito è interessante sottolineare ciò che in questo periodo ha ribadito – in molte sue conferenze ed incontri – il grande sociologo Pino Arlacchi, ricordando che la guerra fa parte dei valori occidentali perchè “la guerra inizia con la Bibbia”. Qualche tempo fa il matematico Piergiorgio Odifreddi disse che la parte ebraica della Bibbia, ovvero l’Antico Testamento, gli ricordava per certi versi proprio il Mein Kampf di Adolf Hitler. Un paragone abbastanza discutibile, ma che comunque nasce da un dato di fatto: gli sconvolgenti episodi di violenza descritti e narrati dalla Bibbia. Non è un caso che sono molteplici gli episodi che parlano di “distruzione totale”. L’Occidente oggi fa tutto da solo: si sogna, si concepisce, si costruisce ed attua l’Armageddon. Un Armageddon non biblico o calato dall’alto, ma un Armageddon voluto, costruito e combattuto a discapito di tutti e a cui tutta la popolazione mondiale è obbligata ad assistere in diretta tv. Un Armageddon che, sebbene giustificato vergognosamente da alcuni ambienti fanatici con la religione, ha ben poco di religioso. Arriverà il giorno in cui i posteri, se ci saranno, chiederanno “Dove era Dio a salvarci in questa situazione?” Molti risponderanno “Eppure in nome di Dio è stata invocata!”, mentre altri più saggiamente affermeranno, parafrasando William Clarke Styron: “Non è importante dove fosse Dio, ma dove era l’essere umano”.       (1) Il charismatic movement nel cristianesimo è un movimento interno alle confessioni consolidate o principali che adotta credenze e pratiche del cristianesimo carismatico , con particolare enfasi sul battesimo con lo Spirito Santo e sull’uso dei doni spirituali (carismi). Ha interessato la maggior parte delle confessioni negli Stati Uniti e si è diffuso ampiamente in tutto il mondo. Si ritiene che il movimento abbia avuto inizio nel 1960 nell’anglicanesimo (attraverso la Chiesa Episcopale degli Stati Uniti ) e si sia diffuso ad altre confessioni protestanti tradizionali, inclusi altri protestanti americani , sia luterani che presbiteriani, entro il 1962, e al cattolicesimo entro il 1967. I metodisti si sono uniti al movimento carismatico negli anni ’70. (2) La “teologia della prosperità” è una credenza diffusa tra alcuni gruppi di cristiani protestanti carismatici, originari degli Stati Uniti, secondo cui la benedizione finanziaria e il benessere fisico sono sempre la volontà di Dio per loro, e che la fede, la confessione positiva delle Scritture e le donazioni a cause caritatevoli e religiose aumenteranno la ricchezza materiale. Il successo materiale e soprattutto finanziario è visto come prova della grazia o del favore e delle benedizioni divine, e il contrario, come segno di giudizio. La “teologia della prosperità” è considerata eretica da quasi tutte le altre denominazioni cristiane; è stata criticata da leader di varie denominazioni cristiane , compresi i movimenti pentecostali e carismatici , i quali sostengono che sia irresponsabile, promuova l’idolatria e sia contraria alla Bibbia. Fu durante il Healing Revival degli anni ’50 che la “teologia della prosperità” e il movimento carismatico moderno acquisì per la prima volta importanza negli Stati Uniti. (3) La parusia (dal greco parousía, “presenza” o “arrivo”) indica principalmente la venuta gloriosa di Gesù Cristo alla fine dei tempi. Originariamente usato nel greco antico per visite ufficiali di sovrani, il termine descrive nel cristianesimo il ritorno definitivo di Cristo, mentre nel platonismo indica la presenza delle idee nella realtà sensibile.   Altre informazioni: https://ilmanifesto.it/teocrazia-usa-contro-gli-ayatollah-il-disegno-e-divino https://pagineesteri.it/2026/03/10/in-evidenza/usa-e-israele-aggressione-iran-guerra-santa/ https://www.lastampa.it/esteri/2026/03/07/news/la_guerra_santa_di_trump_cosi_tiene_lontano_gli_epstein_files-15534799/ https://www.invictapalestina.org/archives/40171 Vito Mancuso, Dio, Trump e la guerra delle Scritture: così c’è chi piega la Bibbia ai propri fini, La Stampa, 16 marzo 2026 https://www.lastampa.it/politica/2026/03/16/news/dio_trump_e_la_guerra_delle_scritture_cosi_c_e_chi_piega_la_bibbia_ai_propri_fini-15546327/ Informazioni su Kahanismo: > Israele: il kahanismo è tornato. E questa volta vuole restare Sulla diffusione negli anni Ottanta di questo ed altri movimenti estremisti, cfr. Sprinzak, Ehud, “The Emergence of the Israeli Radical Right”, in Comparative Politics, 21, no. 2 (January 1989): 171-192.   Lorenzo Poli
April 7, 2026
Pressenza
SI, TUTTI GLI EBREI!
di Amanda Gelender (ripreso da invictapalestina.org) Tutti gli ebrei devono annientare il Sionismo all’interno del Giudaismo. Gli ebrei devono distruggere lo Stato israeliano e l’ideologia sionista nella sua interezza, in ogni suo nodo e tentacolo, inclusa la colonia che ospita Israele: l’America. Mi sta più a cuore la Palestina che l’Ebraismo. Se l’Ebraismo deve morire perché la Palestina possa vivere,
La voce degli ebrei iraniani e l’aggressione all’Iran
Al di là delle martellanti e “distrazioniste” campagne mediatiche, funzionali all’obiettivo della distruzione e annichilimento dello stato iraniano, qui viene documentata la posizione e situazione delle varie e numerose minoranze religiose in Iran, che sono garantite e protette nella Costituzione del paese. Dalla comunità ebraica, ai cristiani, ai sunniti, agli […] L'articolo La voce degli ebrei iraniani e l’aggressione all’Iran su Contropiano.
March 9, 2026
Contropiano
La rivolta degli ultra-ortodossi scuote Israele
Una città a ferro e fuoco A Bnei-Brak, una delle ‘capitali’ della comunità ultra-ortodossa dello Stato ebraico, domenica si sono vissute ore di terrore. Due soldatesse, spedite in missione dall’Ufficio reclutamento, sono state assaltate da diverse centinaia di ‘haredim (ebrei integralisti), che vedono come fumo agli occhi la possibilità di essere […] L'articolo La rivolta degli ultra-ortodossi scuote Israele su Contropiano.
February 20, 2026
Contropiano
“Arab Lives Matter” in manifestazione a Tel Aviv: migliaia di persone chiedono la fine delle violenze e dell’inerzia dello Stato
> La sera di sabato 31 gennaio 2026 migliaia di manifestanti – arabi e alleati > ebrei – hanno sfilato nel centro di Tel Aviv in una potente manifestazione dal > titolo “Arab Lives Matter: STOP alla violenza”, chiedendo un intervento > urgente per fermare l’ondata di crimini violenti nelle comunità arabe e porre > fine a quello che i partecipanti hanno descritto come anni di inazione da > parte dello Stato e delle forze dell’ordine. Organizzata dall´Alto Comitato di Monitoraggio per i Cittadini Arabi in Israele (High Follow-Up Committee for Arab Citizens of Israel) in collaborazione con gruppi della società civile arabo-ebraica, la manifestazione ha portato i manifestanti a Habima Square con bandiere nere, cartelli e foto di parenti uccisi nelle recenti violenze in tutto il paese. Slogan come “Basta violenza e omicidi” e “Basta silenzio” hanno risuonato per le strade mentre la folla chiedeva a gran voce un cambiamento delle politiche, un rafforzamento delle forze dell’ordine e investimenti nella prevenzione della criminalità. I relatori presenti alla manifestazione, tra cui sindaci, familiari delle vittime e leader della comunità, hanno esortato il governo a considerare l’epidemia di sparatorie, estorsioni e omicidi come una crisi che richiede un intervento deciso. Molti hanno criticato le istituzioni preposte alla sicurezza nazionale per non essere riuscite a frenare il traffico illegale di armi e la criminalità organizzata e per la sistematica indifferenza nei confronti delle città e dei centri abitati arabi. In un clima di crescente frustrazione, gli attivisti hanno sottolineato che la richiesta di sicurezza trascende i confini comunitari, invitando i cittadini ebrei e arabi a unirsi per il diritto fondamentale alla sicurezza e alla dignità per tutti. Foto di Sharon Dolev (fotogallery) TRADUZIONE DALL’INGLESE DI ANNA SETTE Pressenza New York
February 3, 2026
Pressenza
Sfruttano l’orrore di Bondi Beach per mettere a tacere sul genocidio di Israele
Personalmente, faccio fatica a digerire la valanga di ipocrisia di gruppi pro-Israele come il Community Security Trust e il suo direttore politico, Dave Rich, in seguito all’attacco di domenica a Bondi Beach. I media istituzionali, d’altro canto, sembrano avere un appetito smisurato per gli sforzi degli apologeti di Israele volti […] L'articolo Sfruttano l’orrore di Bondi Beach per mettere a tacere sul genocidio di Israele su Contropiano.
December 19, 2025
Contropiano
Criticare Israele non è antisemita, è antifascista
Veniamo direttamente al punto di quanto siano strumentali e vergognose tutte queste proposte di legge sull’antisemitismo basate sulla definizione dell’IRHA. La prendo sul personale. Io sono nato da madre ebrea e sono cresciuto in una famiglia ebraica, con tutto il corollario di pesach con uovo sodo al primogenito maschio da […] L'articolo Criticare Israele non è antisemita, è antifascista su Contropiano.
December 9, 2025
Contropiano
La lobby israeliana si sta sciogliendo sotto i nostri occhi
Il mese scorso, un membro di spicco dell’organizzazione ebraica J Street, che aveva lavorato per Obama e Harris, ha spiegato che la tradizione del Congresso di sostenere Israele “a prescindere da tutto” è stata imposta da un “gruppo ben finanziato di ebrei“. “Un piccolo gruppo di ebrei americani, organizzato e […] L'articolo La lobby israeliana si sta sciogliendo sotto i nostri occhi su Contropiano.
December 6, 2025
Contropiano
Non esiste il sionismo buono
Nelle settimane scorse ho letto o partecipato a tre eventi che erano direttamente collegati alla valutazione che ebrei italiani hanno del sionismo. Il primo episodio è quello di Emanuele Fiano, appartenente sia alla associazione “Italia-Israele” che al Partito Democratico, e che in varie occasioni ha negato che ci sia un […] L'articolo Non esiste il sionismo buono su Contropiano.
November 26, 2025
Contropiano
Sionismo cristiano, il lato oscuro dell’occidente
Ho partecipato a un convegno molto interessante sul sionismo, però solo un intervento sul sionismo cristiano mi ha lasciato insoddisfatto perché affrontava il tema in maniera molto parziale senza chiarire bene il tema trattato. Cerco di porvi rimedio sperando di suscitare un dibattito e non repliche ideologiche. Per capire il […] L'articolo Sionismo cristiano, il lato oscuro dell’occidente su Contropiano.
November 8, 2025
Contropiano