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Sotto gli occhi del mondo intero – il libro in uscita di Sami Abu Omar
“SOTTO GLI OCCHI DEL MONDO INTERO” È IL TITOLO DEL LIBRO DI SAMI ABU OMAR IN USCITA IL PROSSIMO 6 OTTOBRE PER PROSPERO EDIZIONI. Un diario che dal 7 ottobre 2023 intreccia esperienze intime e geopolitica, facendo incontrare l’analisi degli eventi con le condizioni quotidiane di una popolazione affamata, bombardata, controllata, incarcerata, vittima di genocidio. La cronaca di una vita situata al centro del mondo nel ventunesimo secolo imperialista, anticapitalista, islamofobo ed ecocida. L’autore, Sami Abu Omar, è un attivista palestinese, figura di riferimento per ONG e giornalisti italiani, e vive nella Striscia di Gaza. Ha collaborato come interprete con numerosi inviati e ha lavorato come operatore umanitario per diverse organizzazioni. Sami Abu Omar è coordinatore dei progetti a Gaza di ACS ONG.
July 16, 2026
ACS italia
La maturità a Gaza: il diritto allo studio sfida il genocidio
Jun 26, 2026, da gazaweb.noblogs Anche nella Striscia di Gaza in questi giorni circa 38.000 studenti e studentesse stanno affrontando gli esami di maturità, il Tawjihi. Non è un esame come tutti gli altri. È un atto di resistenza contro un sistema che ha deliberatamente preso di mira l’istruzione palestinese. Dal 7 ottobre 2023, oltre 19.000 studenti sono stati uccisi e 29.000 feriti. Le scuole sono state distrutte o trasformate in centri per sfollati. Eppure, la generazione della maturità ha scelto di non arrendersi. Dal nostro osservatorio a Gaza, documentiamo ogni giorno questa lotta per il diritto allo studio. Gli esami si svolgono interamente in modalità elettronica, attraverso la piattaforma “Wise School”. Una scelta dettata dalla necessità, che ha trasformato i telefoni cellulari in aule, banchi e biblioteche. Ma come si fa a studiare quando l’elettricità e la connessione a Internet non sono disponibili con la dovuta continuità e possedere un dispositivo elettronico è un lusso spesso insostenibile? Il dramma degli studenti uccisi sulla strada per l’esame Le prove d’esame a Gaza possono essere ancora più complesse di queste, e, aggiungiamo, tristemente tragiche. Il terzo giorno degli esami, le forze di occupazione israeliane hanno condotto un raid nel quartiere Al-Rimal di Gaza City, uccidendo Raghad Ashour, una studentessa che si stava recando a sostenere la prova. Diciotto anni, un futuro davanti a sé, cancellato mentre camminava per strada. L’esercito israeliano ha parlato di “rammarico” per la morte di una “persona non coinvolta”, ma il messaggio è chiaro: a Gaza, nessuno è al sicuro, nemmeno sulla strada per l’esame. Questa non è una storia isolata. Il Ministero dell’Istruzione palestinese parla di un genocidio sistematico dell’istruzione. 10.000 studenti uccisi nei primi dieci mesi di guerra, insieme a 400 insegnanti. La strada per l’esame è diventata un percorso minato, dove il diritto allo studio si scontra quotidianamente con la violenza dell’occupazione. In questo scenario apocalittico, abbiamo piantato i nostri “Alberi della Rete” e costruito i Gaza Social Hub (GaSH). Luoghi dove studiare e connettersi a Internet gratuitamente per garantire continuità e un barlume di serenità per chi sta sta continuando a sperare e incarnare con il proprio studio una strenua resistenza contro il genocidio. Due hub permanenti: uno a Gaza City, l’altro a Khan Younis. Non sono semplici spazi fisici, ma fari tecnologici in un paesaggio di polvere e silenzi spezzati. Il nostro lavoro quotidiano è documentato passo dopo passo dai coordinatori dei Gash e degli alberi della rete a Gaza. Ne succedono di ogni, può saltare temporaneamente la rete, può esserci un blackout totale, ma la comunità intorno ai GaSH, fatta di studenti e di vari componenti della società civile, si stanno mobilitando per consentire agli esami di proseguire e intorno al diritto allo studio in effetti ricostruire un senso di comunità e futuro. L’obiettivo di Gazaweb non è semplicemente quello di riportare la connessione a internet ma di fare rifiorire la socialità intorno ai nostri progetti. .      L’ostinazione di una generazione La sistematica distruzione del sistema educativo palestinese da parte dell’esercito di occupazione israeliano è stata una deliberata strategia volta a precludere il futuro del popolo palestinese. Il genocidio è stato perpretrato anche abbattendo il 90% delle infrastrutture educative è stato distrutto o gravemente danneggiato. Più di 300 scuole governative sono state completamente distrutte o rese inagibili, una gravissima violazione del diritto fondamentale all’istruzione, riconosciuto dalle convenzioni internazionali. In questo contesto, il Tawjihi diventa più di un esame: è un simbolo di resistenza contro la cancellazione culturale e storica.Gli studenti che studiano assieme in una tenda o un caffè Internet, rappresentano una testimonianza di una fase storica della dura vita del popolo palestinese. È la battaglia della coscienza e della sopravvivenza combattuta dalla generazione della maturità, che afferma il diritto di imparare nonostante la distruzione, lo sfollamento e l’uccisione sistematica. Questi esami, sostenuti tra le macerie, sono la prova che un futuro è ancora possibile. Nonostante le difficoltà al secondo giorno di esami, complice il passaparola, la partecipazione è aumentata. Decine di studenti hanno affollato i nostri hub a Gaza City e Khan Younis per sostenere le loro prove. Una studentessa, Bilsan Laqan, 18 anni, vive in una tenda a sud-ovest di Khan Younis. Ci ha raccontato che il sovraffollamento, gli insetti e i topi rendono lo studio estremamente difficoltoso. La sua preoccupazione principale sono i blackout improvvisi e la mancanza di connessione stabile. Chiede al Ministero dell’Istruzione di considerare le condizioni estreme degli studenti. Noi cerchiamo di fare la nostra parte, continueremo a documentare, a sostenere e a connettere. Perché il diritto allo studio non può essere cancellato. Perché ogni studente che riesce a sostenere il proprio esame è una vittoria contro il genocidio. Perché la navigazione sarà libera, dal web al mare, e nessuna offensiva potrà spegnere la speranza di una generazione che ha scelto di imparare nonostante tutto. Sostieni il progetto Gazaweb su produzionidalbasso.com
July 1, 2026
ACS italia
Presentato ad Hackmeeting il primo GaSH a Gaza
Uno dei molti e interessanti laboratori e seminari dell'Hackmeeting annuale è stato la presentazione in diretta da Gaza city e Khan Younis dei GaSH! (Gazaweb Social Hub). Erano collegati in diretta persone che hanno costruito i due centri. E' stato molto emozionante il dialogo tra due comunità, quella di Hackmeeting e quella dei Gazawi che resistono e ricostruiscono le proprie strutture e la propria vita. I Gazaweb Social Hub (GASH) sono due centri siti nei pressi delle università di Gaza City e a Khan Younis. Il contesto è devastato: infrastrutture accademiche e reti di comunicazione distrutte, migliaia di studenti senza internet né spazi per studiare. Dopo l'intervento di emergenza degli “Alberi della rete” che hanno mostrato che la connettività è vita – per l’educazione, per gli aiuti, per i legami familiari ora l’obiettivo è restituire accesso stabile allo studio e alla comunicazione. I GASH vogliono essere ambienti sicuri, connessione stabile per lezioni online ed esami, gestiti da tecnici e tecniche locali. Perché gli studenti sono il cuore della ricostruzione culturale e professionale del paese. * Per contribuire a rendere sostenibili nel tempo i due centri puoi sottoscrivere per Gazaweb * Per rimanere aggiornato sulle sorti del progetto puoi seguire il sito di Gazaweb ospitato dal collettivo Autistici/Inventati Di seguito il video dell'inaugurazione del centro di Khan Younis.
Gaza Cola arriva nei punti vendita Unicoop Firenze
In vendita in settanta punti vendita Unicoop Firenze: il 5% del ricavato di vendita sostiene il progetto Gazaweb di ACS ONG per garantire connettività e accesso alle comunicazioni alla popolazione palestinese. di Sara Barbanera su Informatore Gaza Cola arriva nei punti vendita di Unicoop Firenze: l’iconica lattina nata nel 2023 da un’idea dell’attivista e regista palestinese Osama Qashoo, da oggi è disponibile sugli scaffali dei principali Coop.fi in Toscana – settanta in totale – nella doppia versione normale e senza zucchero. Un prodotto che va ben oltre il gusto Parte del ricavato sostiene il progetto GazaWeb, promosso dalla ONG ACS – Associazione di cooperazione e solidarietà Onlus – per garantire alla popolazione civile connettività e accesso alle comunicazioni nella Palestina devastata dal conflitto. Per ogni lattina venduta, il 5% del ricavato di vendita verrà devoluto al progetto GazaWeb, nato per sostenere le comunità vulnerabili del territorio palestinese dove gli attacchi diretti alle infrastrutture di telecomunicazione civili, le restrizioni all’accesso all’elettricità e le interruzioni tecniche dei servizi di telecomunicazione rendono impossibile qualsiasi comunicazione e l’accesso a Internet. Senza internet, senza telefono, in una situazione di guerra, le comunità perdono la loro possibilità di rimanere unite: per rompere il muro di isolamento e mantenere i contatti all’interno delle comunità, è nato GazaWeb, un progetto collettivo realizzato da un gruppo di informatici volontari.  Attraverso l’utilizzo di e-sim, smartphone, power bank, il progetto aggira il blackout, captando i segnali radio per connettersi alle reti presenti in Israele o Egitto. Una soluzione partita dal basso per fornire una rete di comunicazione e informazione alla popolazione locale. > Come contribuire al progetto Gaza Web > > Si può contribuire al progetto GazaWeb anche donando direttamente > al crowdfunding “Fai crescere gli Alberi della rete a Gaza” attivo al > link coopfi.info/sostienigazaweb L’iniziativa è stata presentata venerdì 17 aprile presso il Coop.fi di Novoli, a Firenze, alla presenza di Osama Qashoo, fondatore di Gaza Cola, Manolo Luppichini, referente media per ACS e coordinatore della piattaforma GazaWeb, Francesca Gatteschi, direttrice soci Unicoop Firenze e di Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne Unicoop Firenze. Un sostegno concreto al popolo di Gaza «Con questa iniziativa vogliamo far arrivare la nostra vicinanza e il nostro sostegno concreto alla popolazione di Gaza, martoriata da un conflitto senza fine e colpita da una crisi umanitaria sempre più grave. Da oggi sui nostri scaffali è in vendita la Gaza Cola, un simbolo di resistenza, speranza e libertà attraverso il quale è possibile dare un sostegno concreto alla popolazione civile e al progetto GazaWeb, nato per riaccendere il filo che connette Gaza al mondo. Per non restare indifferenti di fronte alla violenza che dilaga nella Striscia di Gaza, lanciamo questa nuova iniziativa che si aggiunge a quanto già fatto a sostegno del popolo palestinese con le raccolte alimentari e la raccolta fondi per le borse di studio per gli studenti palestinesi. Invitiamo tutti i nostri soci e clienti a dare un piccolo sostegno con l’acquisto di Gaza Cola, disponibile da oggi in oltre settanta Coop.fi», dichiara Francesca Gatteschi, direttrice soci Unicoop Firenze. Un simbolo di libertà e resistenza  «Il nostro viaggio è iniziato con una semplice idea: e se ogni sorso che fai potesse aiutare a ricostruire Gaza? Da qui, da questo pensiero, è nata Gaza Cola. L’idea è offrire una bevanda frizzante che, oltre a dissetare, porti con sé un messaggio di solidarietà e resistenza, facilmente accessibile a tutti. Per noi è come un “piccolo cavallo di Troia” che, attraverso una semplice lattina, diffonde il nome di Gaza nel mondo, promuovendo la ricostruzione e opponendosi alla distruzione. La Gaza Cola rappresenta un simbolo di libertà e un mezzo attraverso il quale tutti, con un piccolo contributo, possono dare un sostegno alla popolazione palestinese. Oltre all’aiuto diretto in questa fase di estrema emergenza umanitaria, il progetto Gaza Cola ha l’obiettivo di promuovere l’indipendenza economica palestinese attraverso un prodotto che rappresenti un esempio di “commercio e non di aiuto”. Ringraziamo Unicoop Firenze per avere aperto le porte a Gaza Cola, dando così un importante sostegno al progetto», dichiara Osama Qashoo, fondatore di Gaza Cola. «Quello di GazaWeb dimostra che l’ingegno collettivo può far rinascere l’umanità, anche sopra alle macerie e dentro una catastrofe umanitaria di proporzioni inimmaginabili come quella che è in corso a Gaza: è un progetto collettivo, promosso dalla ONG ACS e nato realizzato da una rete di intelligenze che si impegnano per fare la differenza e che hanno lavorato con mezzi di fortuna ma con la volontà di superare ogni difficoltà e ogni embargo per garantire alla popolazione i contatti con il mondo e dentro le comunità. È un’iniziativa che vuole ripristinare le connessioni, soprattutto quelle umane, e abbattere il muro di isolamento che circonda Gaza. Il progetto è partito con un primo aiuto economico, un crowdfunding e, ora, potrà beneficiare di nuovi aiuti grazie alla vendita di Gaza Cola nella rete di Unicoop Firenze che ringraziamo per avere accolto la proposta di collaborazione», dichiara Manolo Luppichini, referente media per ACS e coordinatore della piattaforma GazaWeb. La storia di Gaza Cola Gaza Cola è una bevanda analcolica al gusto cola nata nel 2023 da un’idea dell’attivista e regista palestinese, rifugiato a Londra dal 2003, Osama Qashoo attraverso la Palestine House, una realtà di Londra che sostiene la comunità palestinese in tutto il mondo. Gaza Cola, che esiste in doppia versione normale e senza zucchero, viene distribuita in Italia da Equodistro di cui Osama Qashoo (fondatore di Palestinian House) fa parte come garante del progetto. Originariamente i fondi raccolti tramite la vendita di questa bevanda erano devoluti alla ricostruzione dell’ospedale Al Karama, ma questo obiettivo è stato reso impossibile dal perpetuarsi del conflitto. Per ora quindi i fondi vanno a sostenere presidi sanitari e tende da campo che operano nella Striscia, ma è Palestine House che determina di volta in volta questa parte di benefit. Equodistro, che la distribuisce in Italia, ha deciso di nascere per “raddoppiare la solidarietà” e destina invece i ricavi alla ong ACS per sostenere progetti vitali come GazaWeb (connettività sotto i bombardamenti), SOS Gaza (assistenza medica di emergenza), 100x100Gaza (ricostruzione dal basso), Olivi cultura di pace (difesa e rigenerazione del territorio). È un prodotto nato come segno di solidarietà con il popolo palestinese: la lattina è contraddistinta dai colori della bandiera palestinese, le strisce verdi, bianche e nere, su cui svetta un triangolo rosso ed ha come claim “il gusto della libertà”: è diventata un simbolo di resistenza ma anche un prodotto per dare un sostegno diretto e concreto alla popolazione palestinese. La vendita nei Coop.fi andrà a sostenere il progetto GazaWeb.   Il progetto GazaWeb Da inizio ottobre 2023 ad oggi il traffico internet a Gaza è diminuito di oltre l’80%. Le interruzioni sono state causate da una combinazione di attacchi diretti alle infrastrutture di telecomunicazione civili, restrizioni all’accesso all’elettricità e interruzioni tecniche dei servizi di telecomunicazione. L’accesso universale alla comunicazione, alle fonti di informazione e all’interazione attraverso la rete telefonica e internet è un diritto riconosciuto dalle Nazioni Unite, ma a Gaza è costantemente negato. Per contrastare l’embargo e attivare sistemi di comunicazione stabile con Gaza, la ong ACS ha lanciato il progetto Gazaweb. L’ambizione di GazaWeb è di progettare un sistema complesso per garantire accesso universale alla comunicazione alle comunità vulnerabili e nei casi di emergenza umanitaria, a Gaza come in altri scenari di crisi internazionale. Le situazioni dove il diritto di accesso universale alla comunicazione è negato si contano a dozzine, infatti, e Gaza è solo la più macroscopica delle violazioni dei diritti umani digitali in corso. Un comitato tecnico di professionisti del settore comunicazione, informatico e legale, coordinato dalla ong ACS, ha individuato alcune opzioni per fornire accesso agli strumenti di comunicazione a una parte della popolazione gazawi. eSIM hotspot: gli alberi della rete L’intervento di emergenza più rapido sul quale GazaWeb sta investendo risorse e raccogliendo i primi incoraggianti risultati sono gli eSIM – hotspots, ovvero gli Alberi della Rete. ACS ha intenzione di “piantare” un buon numero di Alberi della Rete nei campi profughi e nelle altre aree dove le reti telefoniche non sono accessibili. Una serie di cellulari di ultima generazione consentono il collegamento ai network internazionali anche con le eSIM, carte sim virtuali che (tramite l’attivazione di un codice) svolgono le stesse funzioni di una SIMcard tradizionale. Inviando il codice di attivazione eSIM a chi possiede uno di questi apparecchi, si possono attivare collegamenti alle reti cellulari egiziane o israeliane dall’interno della striscia di Gaza. La ong ACS ha allestito, in coordinamento con i propri cooperanti presenti a Gaza, una serie hot-spot via wi-fi connessi a internet tramite eSIM, ognuno dei quali permette la connessione a 50 ulteriori apparecchi. In questo modo anche chi non è in possesso di cellulari di ultima generazione può agganciarsi a internet tramite il segnale wi-fi irradiato dall’Albero della Rete. Mentre nell’area costiera la connessione si aggancia a livello stradale, nelle aree interne bisogna elevare l’apparecchio ricevente di diversi metri per entrare nel campo di irradiazione. Ma i “giardinieri della rete” a Gaza hanno escogitato uno stratagemma: una volta attivati, infilano i cellulari che forniscono il wi-fi in un cestello insieme al powerbank e, tramite corda e carrucola, vengono issati su un palo, alto abbastanza da consentire la connessione. Questa strategia non è solo mirata a mantenere aperto un flusso d’informazione da Gaza verso il resto del mondo. L’impatto fondamentale degli Alberi della Rete ricade sulla popolazione stessa, per mantenere saldi i legami sociali fra chi vive una condizione catastrofica e ha bisogno di comunicare con i propri affetti, sparpagliati sotto le bombe nelle diverse aree abitate della striscia. Più eSIM si riescono ad attivare, più si infittisce il bosco degli Alberi della Rete e le relative connessioni. GaSH! – GaWeb Social Hub Dopo la tregua dell’ottobre 2025, Gazaweb trasforma l’emergenza in futuro. Nascono i Gazaweb Social Hub (GASH): due centri fissi a Gaza City e all’università di Khan Younis. Il contesto è devastato: infrastrutture accademiche e reti di comunicazione distrutte, migliaia di studenti senza internet né spazi per studiare. Gli hotspot di emergenza avevano mostrato che la connettività è vita – per l’educazione, per gli aiuti, per i legami familiari. Ora l’obiettivo è restituire accesso stabile allo studio, alla comunicazione e alla connettività digitale tramite la creazione di due centri tecnologici permanenti. I GaSH offriranno ambienti sicuri, connessione affidabile per lezioni online ed esami, e formeranno tecnici locali per la gestione della rete. Perché gli studenti sono il cuore della ricostruzione culturale e professionale del paese. Così, mentre il mare continua a portare storie di flotille e resistenza, a est il sole sorge davvero: su due luci accese che dicono Gaza non è solo macerie. Gaza studia, Gaza vive. I punti vendita dove trovare la Gaza Cola Firenze Coverciano, Colle di val d’Elsa, San Casciano in Val di Pesa, Siena Frondaie, Barberino d.M., Firenze Cimabue, Firenze Carlo del Prete, Bientina, Firenze Gavinana, Agliana, Empoli via Sanzio, Pontedera via Terracini, Prato via delle Pleiadi, Monsummano Terme, Montemurlo, Quarrata, Santa Mari a Monte, Firenze via Forlanini, Figline e Incisa Valdarno, Certaldo, Pisa Porta a Mare, Lucca viale Puccini, Firenze Ponte a Greve, Firenze piazza Leopoldo, Pontassieve, Poggibonsi via Salceto, Borgo San Lorenzo, Firenze Le Piagge, Castelfiorentino, Pistoia viale Adua, Fucecchio, San Giovanni V.no, Sansepolcro, Lucca via di Tiglio, Prato Fabbricone, San Miniato, Sesto via Pratese, Campi Bisenzio, Massa e Cozzile, Lastra a Signa, Arezzo viale Amendola, Montevarchi via dell’Oleandro, Centro dei Borghi, Sesto Fiorentino viale Petrosa, Sovigliana, Sesto F.no Colonnata, Pisa Cisanello, Ponsacco, Impruneta, Firenze Isolotto, Empoli via della Repubblica, Asciano, Bibbiena, Buonconvento, Chianciano,Chiusi, Camucia, Foiano, Montesansavino, Monteroni d’Arbia, San Gimignano, Sinalunga, Torrita di Siena, Castiglion Fiorentino, Siena San Miniato, Taverne d’Arbia,Rosia, Subbiano, Terranuova Bracciolini, Stia.   Ne hanno scritto anche: La Nazione; Il Tirreno; Nove da Firenze
April 20, 2026
ACS italia