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Istituito a New York un servizio di assistenza legale ai minori immigrati non accompagnati
Riprendiamo dal profilo X del sindaco di New York Zohran Mamdani la seguente dichiarazione. Un’iniziativa concreta che si aggiunge alla coraggiosa denuncia della disumana politica di Trump nei confronti dei migranti. Le retate dell’ICE e le crudeltà a cui assistiamo nei confronti dei minori sono inaccettabili. Il governo federale ha privato centinaia di migliaia di minori non accompagnati dell’assistenza legale. Molti si troveranno presto di fronte a una scelta impossibile: districarsi da soli nel nostro sistema di immigrazione o rischiare la detenzione e l’espulsione. La nostra città sta intervenendo. Abbiamo investito 16,9 milioni di dollari in servizi legali in materia di immigrazione per i minori non accompagnati, con altri 32 milioni di dollari stanziati nel bilancio di quest’anno per i servizi legali in materia di immigrazione, compresa la consulenza legale di pronto intervento e la rappresentanza legale per le persone in stato di detenzione. Se avete bisogno di assistenza legale in materia di immigrazione, siamo qui per aiutarvi. La nostra linea telefonica gratuita e riservata per l’assistenza legale in materia di immigrazione 1-800-354-0365 è disponibile nella lingua che preferite, indipendentemente dal vostro status di immigrazione. Anna Polo
August 13, 2026
Pressenza
New York, un giudice blocca temporaneamente la tassa sulle seconde case dei super ricchi
Lunedì Wayne M. Ozzi, giudice della Corte Suprema Statale di Staten Island, ha sospeso temporaneamente l’applicazione della “pied-à-terre tax” annunciata in aprile dal sindaco di New York Zohran Mamdani, appoggiata dalla governatrice dello Stato Kathy Hochul e destinata a fruttare alla città almeno 500 milioni di dollari da investire in spese sociali. La città aveva pubblicato un registro fiscale di circa 960.000 proprietari di case di lusso, che non le utilizzano come residenza principale e aveva iniziato a inviare avvisi a 17.000 di loro. Il tribunale ha ordinato di fermare tali avvisi e di rimuovere il registro fiscale in seguito a un ricorso presentato contro il sindaco e il direttore del Dipartimento delle Finanze della città da un gruppo di proprietari, secondo cui le residenze identificate sono in realtà prime case e pertanto non soggette alla tassazione. Il 31 agosto è prevista un’udienza a cui parteciperanno entrambi le parti. L’ufficio del sindaco ha annunciato l’intenzione di fare appello contro la decisione del tribunale. “Siamo fiduciosi sia riguardo alla tassa sui pied-à-terre sia riguardo alla capacità di applicarla in modo equo ed efficace” ha dichiarato il portavoce Matt Rauschenbach. “Chi può permettersi una seconda casa da svariati milioni di dollari a New York City può permettersi di pagare la sua giusta quota” ha commentato Jen Goodman, portavoce della governatrice Hochul.     Anna Polo
August 12, 2026
Pressenza
Giovane, musulmano, progressista: Abdul El-Sayed vince le primarie democratiche per il Senato nel Michigan
Dopo le vittorie alle primarie democratiche di New York di tre candidati socialisti alla Camera dei Rappresentanti sostenuti dal sindaco di New York Zohran Mamdani, arriva un’altra vittoria progressista: questa volta si tratta delle primarie per scegliere il candidato al Senato per il Michigan alle elezioni di metà mandato previste a novembre. Figlio di immigrati egiziani, ex funzionario della sanità pubblica, Abdul El-Sayed ha battuto la deputata moderata e sostenuta dall’establishment del Partito Democratico Haley Stevens con una campagna porta a porta che ha coinvolto migliaia di volontari, molto simile a quella che ha portato all’elezione di Mamdani a sindaco di New York nel novembre 2025. E le somiglianze non si fermano qui: pur non definendosi socialista, anche Abdul El-Sayed, come Mamdani, ha ricevuto l’appoggio di Alexandria Ocasio Cortez e Bernie Sanders, è giovane, musulmano e molto critico sul sostegno americano a Israele, tanto che non si fa problemi a denunciare il genocidio a Gaza. Ha incentrato la sua campagna sulla proposta di una sanità pubblica universale (Medicare for All), sull’introduzione di una tassa del 7 % sul patrimonio dei miliardari, sull’abolizione dell’ICE e sulla riforma del sistema di finanziamento delle campagne elettorali. Uno dei suoi slogan è infatti “Fuori i soldi dalla politica”, tanto più significativo se si pensa che la sua avversaria alle primarie ha ricevuto finanziamenti per 65 milioni di dollari e ha goduto del sostegno dell’AIPAC (American Israel Public Affairs Committee), la più potente lobby filoisraeliana negli Stati Uniti. Alle elezioni di metà mandato a novembre Abdul El-Sayed dovrà vedersela con il candidato repubblicano Mike Rogers, in una sfida che potrebbe determinare quale partito controllerà il Senato.     Anna Polo
August 5, 2026
Pressenza
Zohran Mamdani: “Benjamin Netanyahu è un criminale di guerra, ma la mia amministrazione non ha l’autorità per arrestarlo”
Di seguito il discorso del sindaco di New York Zohran Mamdani, in cui ammette di non avere l’autorità di ordinare l’arresto di Benjamin Netanyahu, ma lo definisce comunque un criminale di guerra che non è benvenuto a New York: “Benjamin Netanyahu è un criminale di guerra, l’artefice di un terribile genocidio contro la popolazione palestinese. È responsabile della morte di oltre 73.000 persone, della sofferenza e delle malattie di decine di migliaia di bambini, compresi quelli sopravvissuti che vengono amputati senza anestesia. È responsabile della distruzione di ospedali, reparti di neonatologia e centri di assistenza materna, privando anche i più piccoli della possibilità di vivere. È responsabile della morte di innumerevoli persone ridotte alla fame mentre venivano bloccati gli aiuti umanitari e i rifornimenti alimentari destinati alla popolazione. È responsabile dell’uccisione di centinaia di operatori umanitari e giornalisti. E questo è solo l’ultimo capitolo. Le Nazioni Unite hanno confermato che i bambini palestinesi continuano a essere deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze armate israeliane, molti mesi dopo gli eventi del 7 ottobre. L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo. Tutti noi, come americani, stiamo finanziando le bombe che provocano queste uccisioni. C’è un motivo se la Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto nei suoi confronti. Come esseri umani, abbiamo impiegato generazioni per costruire una coscienza giuridica internazionale secondo cui esistono crimini così gravi da offendere l’intera umanità. Chiunque guardi con gli occhi, con il cuore e con onestà ciò che è accaduto dovrebbe riconoscere la devastazione provocata e comprendere che questi fatti devono essere giudicati da un tribunale. Come ho già detto, sono d’accordo con la Corte Penale Internazionale: Benjamin Netanyahu dovrebbe essere arrestato e processato per i crimini di cui è accusato, come dovrebbe accadere a chiunque altro sia destinatario di un mandato della Corte. La mia amministrazione ha esaminato ogni possibilità prevista dalla legge per stabilire se la città di New York potesse dare esecuzione al mandato di arresto della Corte Penale Internazionale nel caso in cui Benjamin Netanyahu si recasse qui. È evidente che non disponiamo dell’autorità legale necessaria per farlo. Questa competenza appartiene al governo federale, e chiedo a quest’ultimo di collaborare con la Corte Penale Internazionale e di dare esecuzione al mandato. Voglio essere altrettanto chiaro su un altro punto: Benjamin Netanyahu non è il benvenuto a New York, così come non lo è nessun altro criminale di guerra. Non possiamo fermare da soli il genocidio, ma possiamo decidere se il nostro silenzio diventerà un’altra arma oppure utilizzare ogni strumento a nostra disposizione per difendere l’umanità e la dignità di ogni essere umano. Questo è il mio impegno nei vostri confronti.” Anna Polo
July 23, 2026
Pressenza
Zohran Mamdani è pronto a chiedere l’arresto di Netanyahu se andrà a New York per l’Assemblea Generale dell’ONU
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato che sta valutando la possibilità di chiedere l’arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu qualora si rechi nella città a settembre per partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “Credo che il Primo Ministro Netanyahu debba essere processato all’Aia”, ha affermato il sindaco durante la trasmissione The Interview del New York Times, riferendosi al mandato di arresto emesso dei suoi confronti e di quelli dell’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant dalla Corte Penale Internazionale per presunti crimini di guerra commessi nella Striscia di Gaza. “È un criminale di guerra e dopo quello che il suo governo ha fatto negli ultimi anni questa è un’opinione condivisa da molti.” Mamdani ha sempre criticato duramente la politica di Israele. Durante la campagna elettorale aveva promesso, se fosse diventato sindaco, di ordinare l’arresto di Netanyahu nel caso avesse visitato la città. Ora ha chiesto il parere dell’ufficio legale della città e avviato delle consultazioni per capire se il sindaco ha l’autorità di ordinare alla polizia locale l’arresto di un capo di stato straniero. “Faremo tutto ciò che la legge ci consente di fare a New York, ma non scriveremo nuove leggi per raggiungere questo obiettivo”, ha precisato. La reazione di Netanyahu non si è fatta attendere: come al solito ha accusato il sindaco di essere un sostenitore di Hamas e un nemico di Israele. Anna Polo
July 18, 2026
Pressenza
Il 4 luglio di Trump e quello di Mamdani
Nel 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti i discorsi del presidente Donald Trump e del sindaco di New York Zohran Mamdani offrono il quadro di un Paese in cui convivono visioni opposte del passato, del presente e del futuro. Il 3 luglio Trump ha pronunciato il suo discorso dal Monte Rushmore, dove sono scolpiti i volti di George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln, lanciandosi in una retorica celebrazione della grandezza dell’America, che ha poi ripreso nella cerimonia ufficiale del 4 luglio a Washington: “A 250 anni, l’America è la Repubblica più antica del mondo. Siamo il popolo più libero del mondo. Abbiamo la Costituzione più giusta e duratura del mondo. Siamo il Paese più forte e potente del mondo. E per grazia di Dio, gli Stati Uniti d’America sono la nazione di maggior successo, più realizzata e più eccezionale mai esistita nella storia dell’umanità. La nascita e la sopravvivenza della nazione americana sotto la protezione di Dio è semplicemente la cosa migliore e più incredibile che sia mai accaduta su questo pianeta per mano dell’uomo. Nessun altro Paese ha fatto più bene a questo mondo degli Stati Uniti d’America. Dobbiamo ricordare che ciò che abbiamo creato in questo paese non è la normalità. Non è la norma. È l’eccezione. È raro. È inestimabile. Ed è veramente miracoloso. Il trionfo dell’indipendenza americana è stato il risultato delle persone più straordinarie della storia, della cultura più straordinaria della storia e delle idee più straordinarie della storia, che insieme hanno creato la repubblica più straordinaria di sempre.” Tale grandezza è però minacciata da “radicali ed estremisti interni” e qui Trump riesuma la minaccia comunista con uno stile che ricorda i deliri maccartisti degli anni Cinquanta: “Il comunismo è il nemico dei popoli liberi ovunque, in tutto il mondo, non funziona mai, è il nemico della Costituzione, soprattutto è il nemico del 4 luglio 1776 – è il nemico per eccellenza”, per poi impegnarsi in un solenne giuramento: “Dichiariamo e giuriamo che l’America non sarà mai un Paese comunista.“ Bisogna fare uno sforzo per superare la prima reazione di sghignazzo davanti a tanta tronfia retorica, che ignora la realtà (la “grandezza” dell’America è basata sulla schiavitù e sul genocidio dei nativi e nel nuovo mondo multipolare non è più il Paese più forte e potente) per chiedersi il motivo di toni così esagerati perfino per un soggetto al limite dello squilibrio mentale e del ridicolo come Trump. Il suo interesse non è tanto quello di rivolgere un monito ai “nemici esterni” da combattere con bombardamenti e guerre commerciali, ma appunto a quelli interni, identificati con i pericolosi comunisti che minacciano l’identità americana, ma soprattutto rischiano di vincere le elezioni di metà mandato. Insomma, gli odiati democratici, ma soprattutto la corrente dei socialisti democratici di cui fa parte Mamdani e che ultimamente hanno vinto una primaria dopo l’altra in vista delle elezioni di novembre. Nessuno di loro si può definire comunista: il Partito Democratico è nella sua essenza una copia di quello Repubblicano (basti pensare alla politica estera imperialista portata avanti da tutti i presidenti senza distinzioni), ma non sono comunisti neanche i socialisti democratici. Nel linguaggio rozzo di Trump, però, è più facile agitare lo spettro della minaccia rossa, sperando che questa retorica anni Cinquanta funzioni ancora. E qui veniamo al punto centrale, ben rappresentato dal discorso di Mamdani in occasione del 4 luglio: non si tratta solo di una differenza tra politici, o tra un miliardario ottantenne e un giovane sindaco musulmano, ma di visioni del Paese opposte. Da una parte l’arroganza del bullo che pensa di poter risolvere tutto con ogni tipo di violenza, il potere del denaro e la legge del più forte, dall’altra la rivendicazione di un’America multi-etnica, costruita dagli immigrati e dai lavoratori, che ha ancora molto da fare per realizzare gli ideali proclamati nella Dichiarazione d’Indipendenza. Anche il luogo dove Mamdani ha tenuto il discorso ha una grande valenza simbolica: la sede del Municipio di New York, seduto alla scrivania appartenuta a George Washington e circondato da un gruppo di immigrati che avevano appena ottenuto la cittadinanza statunitense. Tutto il discorso e alcuni passi in particolare mostrano l’enorme differenza di tono e contenuto rispetto al tracotante messaggio di Trump. “Per i potenti l’America è un’arena di supremazia, dove solo a pochi eletti è concessa la libertà, dove non tutti sono creati uguali. L’America, se lo chiedete a loro, diventa meno americana quanto più persone accoglie. L’America, vi diranno, appartiene solo a chi ha l’accento giusto o la giusta tonalità di pelle. Il resto di noi, insistono, dovrebbe essere grato per il semplice fatto di poterla visitare. Quanto sono meschini, deboli e privi di originalità! In ogni momento del nostro passato, coloro che hanno governato attraverso l’esclusione e l’isolamento hanno cercato di conquistare il potere e arricchirsi mettendoci gli uni contro gli altri. La divisione è il trucco più antico della politica e anche il più meschino. Ma più e più volte — anche 250 anni fa — quelle forze di divisione sono state sconfitte dalle forze del progresso. Come scrisse Thomas Paine: «Questo nuovo mondo è stato il rifugio per gli amanti della libertà civile e religiosa perseguitati…». Eppure oggi, troppi dei nostri leader non credono in una visione di questa nazione come rifugio per i perseguitati — ma piuttosto come una nazione che perseguita chi vi cerca rifugio”. Riferendosi a New York, Mamdani si chiede: “Mentre celebriamo i nostri 250 anni, cosa vediamo? Vediamo una città piena di contraddizioni all’interno di una nazione piena di contraddizioni. Vediamo il Paese più ricco della storia del mondo — un Paese in cui i bambini vanno a dormire affamati mentre il primo “trillionario” del mondo brama ancora di più. Vediamo monopoli che dominano ogni settore e oligarchi che comprano le elezioni. Vediamo agenti mascherati che terrorizzano le nostre strade e mangiano il cibo cucinato dai nostri vicini privi di documenti prima di portarli via di nascosto in furgoni senza contrassegni”. Le contraddizioni evidenti a New York si estendono a tutto il Paese e lo sguardo di Mamdani si allarga: “Vediamo una nazione la cui immensa ricchezza è stata costruita da chi ha le mani callose e sporche di terra — coloro che faticano nelle fabbriche e scolpiscono la pietra — e vediamo una nazione che ha permesso che gran parte di quella ricchezza finisse invece nelle mani delicate di un ristretto numero di privilegiati. Vediamo l’America nelle assicurazioni sanitarie che sfruttano i malati, ma anche nell’infermiera che fa il doppio turno e poi si ferma sulla strada di casa per controllare un vicino malato. Vediamo l’America nei proprietari immobiliari per i quali la negligenza è un modello di business. La vediamo anche nel padre che rimbocca le coperte ai figli sotto un soffitto macchiato dalle infiltrazioni, che si sveglia prima dell’alba per andare al lavoro e crede ancora che il suo Paese possa fare di meglio per la sua famiglia. Vediamo l’America quando spendiamo i soldi delle nostre tasse in bombe e salvataggi finanziari, quando vendiamo le nostre elezioni al miglior offerente. Eppure la vediamo altrettanto chiaramente in ogni americano che crede ancora che questo Paese appartenga a noi, il popolo. Vediamo l’America ogni volta che i vicini si stringono l’uno all’altro — senza chiedersi da quanto tempo vivono qui, o quali documenti abbiano — mentre l’ICE invade i nostri quartieri. Vediamo l’America ogni volta che giovani e anziani restano in piedi sotto la pioggia battente o nel caldo torrido per esprimere il loro voto. Vediamo l’America ogni volta che i lavoratori chiedono di più — non solo per sé stessi, ma per i propri concittadini. C’è chi risponde a chi chiede di più all’America con un semplice ritornello: «Amala o vattene!». Ma il patriottismo non ha mai significato fingere che la nostra nazione sia priva di difetti. Il patriottismo è ogni atto di giusto dissenso, è ogni marcia sotto il sole cocente, è ogni protesta organizzata con un decennio di anticipo sui tempi, perché amare il nostro Paese significa lottare per la sua versione migliore. È proprio perché amiamo questa nazione che non la lasceremo.” Anna Polo
July 5, 2026
Pressenza
Tre candidati socialisti sostenuti da Mamdani vincono alle primarie di New York
Alle primarie democratiche di New York per un seggio alla Camera dei Rappresentanti alle elezioni di metà mandato previste a novembre tre candidati di sinistra sostenuti dal sindaco Zohran Mamdani hanno sconfitto candidati moderati più noti di loro e appoggiati dall’establishment del partito. Brad Lander ha vinto nel 10° distretto, Claire Valdez nel 7° e Darializa Avila Chevalier nel 13°. Tutti hanno condotto una campagna elettorale molto simile a quella che a novembre ha portato alla vittoria di Mamdani – porta a porta, uso dinamico, moderno e ironico dei social media, piccole donazioni, proposte concrete e coraggiose legate al costo della vita in città – e hanno aggiunto temi più ampi e radicali come lo smantellamento dell’ICE e le critiche al governo israeliano. Lander e Valdez hanno parlato apertamente di genocidio e apartheid riferendosi alla strage di civili a Gaza e alla pulizia etnica in Cisgiordania. “La vittoria di questa sera appartiene a tutti voi”, ha detto Lander ai suoi sostenitori durante la festa della vittoria, introdotto sul palco da Mamdani. “È ora che il Partito Democratico si allontani dal denaro oscuro, dai pac finanziati dalle criptovalute, da Wall Street, dall’intelligenza artificiale e dall’Aipac (American Israel Public Affairs Committee, la potentissima lobby pro Israele. N.d.R.). La gente lo capisce.” Alla festa della vittoria nel 13° distretto Mamdani ha espresso il suo apprezzamento per la campagna di Darializa Avila Chevalier, “che chiedeva una politica estera di investimenti nei bambini, non nelle bombe. Stiamo assistendo al declino dell’influenza israeliana nella politica, nelle strade e nelle urne” ha aggiunto. “Quando combattiamo, vinciamo” ha sintetizzato Claire Valdez. Queste vittorie rivelano l’influenza crescente dell’ala del Partito Democratico che si definisce socialista democratica e ha come riferimento il senatore Bernie Sanders e dimostrano che chi non ha paura di parlare chiaro su temi “caldi” come gli immigrati e Israele viene poi premiato dagli elettori. Una lezione che i politici italiani dovrebbero tenere a mente. Anna Polo
June 24, 2026
Pressenza
“Mi sento offeso”: il sindaco di New York Zohran Mamdani critica aspramente la partecipazione di Smotrich alla parata per Israele
A New York, il Ministro delle Finanze israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich ha sfilato domenica alla parata annuale dell’Israel Day insieme ad altri ministri e funzionari di governo israeliani di estrema destra. Il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer, la governatrice Kathy Hochul e il procuratore generale dello Stato di New York Letitia James erano tra i numerosi esponenti di spicco del Partito Democratico che hanno sfilato nella stessa parata di Smotrich, sanzionato da diversi Paesi per aver incitato alla violenza dei coloni contro i palestinesi. Il principale organizzatore della parata ha dichiarato al New York Times di non sapere che Smotrich e altri funzionari israeliani di estrema destra avessero in programma di partecipare. “Si può percepire nella partecipazione del ministro israeliano di estrema destra Smotrich, così come di numerosi altri ministri, una visione di annientamento, una complicità nel genocidio e, francamente, una convinzione che non attribuisce molto valore nemmeno alla sacralità dei bambini a Gaza. Sono offeso dalla loro partecipazione e so che lo sono anche molti newyorkesi” ha dichiarato il sindaco di New York Zohran Mamdani, che ha boicottato l’evento.   Democracy Now!
June 3, 2026
Pressenza
Zohran Mamdani: a New York 200.000 nuove case a prezzi accessibili e 9 milioni di dollari di multe arretrate ad Amazon
Zohran Mamdani continua a mantenere le promesse che hanno portato alla sua elezione come primo sindaco socialista di New York: dopo la tassa sulle seconde case dei super ricchi ha annunciato un ambizioso piano per risolvere l’annosa crisi abitativa della città: “Stiamo costruendo 200.000 nuove case accessibili per i newyorkesi” ha dichiarato durante una conferenza stampa. “Stiamo utilizzando ogni strumento a nostra disposizione per risolvere la crisi abitativa. Block by Block è il piano abitativo più audace che la nostra città abbia visto in questo secolo. È ciò che i newyorkesi chiedono da decenni. Stiamo perseguendo i proprietari di immobili disonesti. Stiamo creando decine di migliaia di posti di lavoro ben retribuiti. Stiamo aprendo nuove strade verso la proprietà della casa. Stiamo investendo 5,6 miliardi di dollari in edilizia residenziale pubblica — il più grande investimento di capitale della città nella storia recente.” https://x.com/NYCMayor Ha quindi intimato ad Amazon, proprietà di Jeff Bezos, uno degli uomini più ricchi del mondo, di pagare al Comune di New York 9 milioni di dollari di multe arretrate, causate dai suoi furgoni da consegna che tenevano il motore acceso oltre il limite consentito dalla legge (tre minuti, non di più) mentre sostavano nelle strade dei quartieri della città. “Amazon vale 2.000 miliardi di dollari, ma non si è degnata di pagare i nove milioni di dollari di multe non saldate che ha accumulato, mentre i suoi camion inquinavano illegalmente la nostra aria e costringevano i newyorkesi a respirare i loro scarichi.  Abbiamo raccolto ogni dollaro che devono ai cittadini di questa città — e continueremo a farlo. A New York, le corporation sono tenute allo stesso standard di chiunque altro.  Nessuna azienda — non importa quanto grande o potente — è al di sopra della legge” ha dichiarato Mamdani nel suo profilo X.     Redazione Italia
May 29, 2026
Pressenza
Zohran Mamdani non parteciperà all’Israel Day Parade a New York
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha annunciato che non parteciperà all’Israel Day Parade, la parata annuale che si svolge lungo la Fifth Avenue. Secondo gli organizzatori si tratta del più grande raduno al mondo a sostegno di Israele. Quest’anno il titolo dell’evento previsto per domenica 31 maggio è “Fieri americani, fieri sionisti.” Non era mai accaduto negli ultimi 62 anni che il sindaco di New York prendesse le distanze da questa celebrazione. Zohran Mamdani ha spiegato la sua scelta dichiarando che come cittadino e come essere umano non parteciperà alla parata perché offende la sua coscienza.           Redazione Italia
May 28, 2026
Pressenza