Il Senato vota il DDL Malan, un’altra fotografia di come questo Paese tratta la natura: una merce
Si chiama ddl 1552, lo conoscete come “Sparatutto”. Il 17 giugno arriva in Aula
al Senato — nonostante la Commissione europea e il Consiglio d’Europa abbiano
già scritto al governo per dirgli che viola le direttive Habitat e Uccelli.
Stessa logica della cementificazione delle coste, della privatizzazione delle
spiagge, del greenwashing dei progetti “verdi”: la natura è un costo da
abbattere o una risorsa da spartire tra pochi, non un bene comune.
Se passa, non è finita lì: serve anche il sì della Camera, stesso testo, stesse
virgole. Ma la maggioranza è identica in entrambe le Aule. Quindi diciamolo
chiaro: il rischio che diventi legge è altissimo.
COSA CAMBIA, SE PASSA
Per gli uccelli: oca selvatica e piccione diventano cacciabili. Basterà un
decreto del Presidente del Consiglio per aggiungerne altri, senza più il parere
dell’Ispra. La stagione si allunga oltre febbraio, dentro la migrazione e la
nidificazione. E tornano i richiami vivi: uccelli selvatici chiusi in gabbia per
attirarne altri da abbattere.
Per i mammiferi: il lupo passa da “specie strettamente protetta” a solo
“protetta”. Si apre la caccia su spiagge e demanio forestale. Le Regioni
dovranno garantire che le aree protette non superino il 30% del territorio.
Per tutti: l’Ispra, l’unico organo scientifico indipendente, viene scavalcata da
un comitato politico filo-caccia. Le sanzioni per chi uccide specie protette si
riducono. La sospensione della licenza, oggi obbligatoria, diventa facoltativa.
Non è gestione della fauna, è deregulation su misura per tre lobby cacciatori,
agro-industria, armieri — esattamente lo stesso schema con cui si vendono le
coste, si svuotano i controlli, si chiamano “sviluppo” gli interessi di pochi
mentre la crisi climatica avanza per tutti.
Aggiornamento:
Al Senato la maggioranza è stata costretta a rinviare il voto sulla riforma
della caccia al 23 giugno.
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Redazione Romagna