Trieste demilitarizzata e neutrale
Il Comitato No Imec promuove un presidio in Piazza Ponterosso a Trieste dalle
18.00 di martedì 15 settembre, in occasione dell’entrata in vigore del Trattato
di pace di Parigi. Vi interverranno anche Aurelio Juli – ex sindaco di
Capodistria e attivista per la pace – e Massimo Marchini della Global Sumud
Flotilla Italia
A 79 anni dal Trattato di Parigi, vogliamo una Trieste demilitarizzata e
neutrale, per dire NO alla Terza guerra mondiale.
Il 15 settembre del 1947 entrava in vigore il Trattato di Pace di Parigi,
successivo alla Seconda guerra mondiale.
Per Trieste, città drammaticamente contesa e colpita in entrambi i due conflitti
mondiali, si stabiliva, la nascita del Territorio Libero, con porto franco e
aperto, “in condizioni paritarie”, a tutti gli attori internazionali (allegato
ottavo al Trattato di Parigi) e, nell’allegato sesto, all’articolo 3, si
statuiva che “Il Territorio Libero sarà demilitarizzato e dichiarato neutrale”.
A 79 anni dall’entrata in vigore del Trattato di Pace siamo qui a rivendicarne
l’applicazione e la continuità. Il regime franco è rimasto in vigore perché
conveniente economicamente ai padroni del porto, ma tutto ciò che è previsto del
Trattato di Pace per impedire che la nostra città sia coinvolta in un nuovo
conflitto mondiale è stato tradito.
La nostra rivendicazione delle conquiste che nascono dalla sofferenze patite dai
triestini e dalle triestine è oggi fondamentale rispetto alla dinamiche della
terza guerra mondiale in preparazione, purtroppo sotto gli occhi di tutti.
Il progetto del corridoio Imec, con il rafforzamento del collegamento tra
Trieste e il porto militare israeliano di Haifa, vuole tramutare la nostra città
nello scalo europeo di riferimento per “Israele”, il regime sionista genocida e
principale fonte di guerra per il Medio Oriente.
L’Iniziativa dei Tre Mari (Trimarium) vuole integrare il porto di Trieste in un
blocco antirusso che coinvolge tutta l’Europa centro-orientale stretta tra
l’Adriatico, il Baltico e il Mar Nero.
I risultati di queste scelte sono: crisi a causa dell’estromissione della Cina
per diktat politici statunitensi, con meno duecentomila container negli ultimi
tre anni, integrazione dello scalo nei traffici di armi (che emergono
periodicamente grazie alle denunce dei lavoratori) e sua funzionalizzazione alla
macchina bellica statunitense, con l’ormeggio nel 2022 e nel 2023 delle
portaerei a propulsione nucleare Truman e Ford.
Se vogliamo fermare i traffici di armi e l’utilizzo a scopo bellico del porto di
Trieste bisogna fermare l’Imec e il Trimarium, possiamo farlo con la
mobilitazione popolare e rivendicando le conquiste del Trattato di Parigi!
Comitato No Imec
comitatonoimec@yahoo.com t.me/noimectrieste – settembre 2026
Redazione Friuli Venezia Giulia