Cuba risponde alle continue minacce degli Stati Uniti
Donald Trump continua a minacciare Cuba: ha affermato che dopo l’Iran potremmo
iniziare con l’isola caraibica, come si trattasse di una routine attaccare altri
paesi.
Alla domanda sul motivo per cui aveva smesso di minacciare i paesi che
decidevano di inviare carburante sull’isola, ha risposto: “Cuba è un’altra
storia”.
Alle recenti minacce ha risposto il ministro degli esteri cubano, Bruno
Rodriguez Parrilla, che su X ha scritto: “Le ultime dichiarazioni
contraddittorie del governo degli Stati Uniti al riguardo mirano a creare
confusione per continuare a impedire l’ingresso di carburanti in territorio
cubano”.
Nel mezzo dell’offensiva militare contro l’Iran, il presidente statunitense ha
ipotizzato la possibilità di aprire un altro fronte di conflitto contro l’isola.
“Potremmo passare per Cuba dopo aver finito questo”, ha detto lunedì dalla Casa
Bianca dimostrando come per lui l’uso della forza sia una cosa naturale, come
pare lo sia anche per i paesi occidentali che non si scandalizzano affatto delle
sue dichiarazioni bellicose.
Pare proprio che permettere agli Stati Uniti di usare la forza per i loro
capricci o per i loro interessi sia per gli occidentali un fatto assodato che
non provoca alcuna reazione. Cuba potrebbe essere attaccata e nessuno alza un
dito per difendere la sua sovranità, nonostante tutti si riempiono la bocca con
questa parola quando si avvicinano le elezioni.
Di fronte alle costanti minacce statunitensi il ministro degli Esteri cubano ha
ribadito che il suo paese “ha il pieno diritto di commerciare carburante” con
qualsiasi altra nazione, “senza ostacoli, condizioni o domande contrari alla
libertà di commercio internazionale”.
“Ogni paese ha il diritto di esportare carburante a Cuba e di sviluppare
relazioni commerciali, senza l’interferenza di una potenza straniera”, ha
aggiunto il capo della diplomazia cubana, dopo aver ripudiato l’assedio
energetico imposto dagli Stati Uniti, che internazionalizza il blocco ed
evidenzia il suo carattere extraterritoriale.
Rodríguez ha sottolineato che questo “assedio energetico”, al di là di una
questione bilaterale, “intimidisce, fa pressione ed è una forma di estorsione
nei confronti di coloro che commerciano sovranamente con Cuba”.
A suo parere, le recenti dichiarazioni di Trump sono “contraddittorie” e mirano
a “creare confusione per continuare a impedire l’ingresso di carburanti in
territorio cubano”.
(RT)
Andrea Puccio