In Mugello piovono pale
Nella giornata del 14 aprile, a Piancaldoli (comune di Firenzuola, FI), una pala
eolica di circa 3,5 metri si è staccata da una turbina; un grosso frammento è
stato rinvenuto sulla strada statale. L’incidente fortunatamente è avvenuto
senza coinvolgere persone o mezzi, tuttavia, data la pericolosità
delle componenti delle resine epossidiche delle pale (bisfenolo A e PFAS, i
cosiddetti “inquinanti eterni” banditi dall’UE fatte salve le componenti
tecnologiche), l’area dovrà essere bonificata. L’impianto – di vecchia
generazione e proporzioni limitate – si trova nelle vicinanze di un sito
interessato da un nuovo progetto di mega eolico (“Monte La Fine e Monte
Pratolungo”), sul quale si è recentemente espressa contrariamente la Regione
Toscana.
L’episodio riporta con forza all’attenzione dell’opinione pubblica
l’inadeguatezza della normativa italiana sulle distanze di sicurezza degli
aerogeneratori, dimostrando quanto da tempo l’associazione Amici della Terra e
studi legali dotati di tecnici esperti vanno affermando a proposito della
necessità di riparametrare i calcoli su gittata e distanze e di monitorare la
corretta applicazione delle Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti FER
(D.M. 10-9-2010). Da tempo Amici della Terra denuncia la carenza dei parametri
di autorizzazione degli impianti eolici vigente in Italia, avvertendo dei gravi
rischi per la sicurezza e l’incolumità delle persone. Si consideri che l’Italia
è il paese europeo con la più bassa distanza minima delle turbine dalle case
(Italia 200 m / media europea 900 m).
L’incidente inoltre attesta un punto di vulnerabilità: il controllo periodico
sugli aerogeneratori. Non ci è noto se la turbina fosse adeguatamente
monitorata; sono molti i soggetti preposti – il titolare dell’impianto e diversi
enti pubblici. In ogni caso, che si tratti di una falla nel sistema dei
controlli, di un errore o di incuria umana, o che l’incidente sia avvenuto
nonostante tutti i controlli fossero stati eseguiti correttamente, l’evento
dimostra che la presenza di aerogeneratori in prossimità di aree frequentate
costituisce sempre una minaccia per la sicurezza e la salute dell’ambiente e
delle persone.
Se non verranno corretti i parametri e rispettate le Linee Guida, neanche la più
evoluta tecnologia eolica potrà tutelare dai rischi a cui ci espongono le
suddette eventualità. Anzi, anche qualora le nuove turbine risultassero
tecnicamente più affidabili, l’aumento esponenziale delle dimensioni, con pale
che raggiungono gli 80–100 metri rispetto ai 3,5 metri del caso in esame,
comporta un incremento proporzionale del danno potenziale in caso di incidente.
E anche se, statisticamente il rischio appare basso (ma i rapporti dei Vigili
del fuoco correggerebbero l’impressione), il suo potenziale è comunque letale.
Un’ultima considerazione:
Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione si accetta la proliferazione
di impianti industriali pur in presenza di gravi fattori di rischio. Tuttavia,
le stesse Amministrazioni che sostengono questa scelta, da anni conducono
campagne di abbattimento di alberature –anche sane – per il timore che possano
arrecare danni a persone o cose, privando la collettività dei loro fondamentali
benefici ecosistemici.
Non è una contraddizione?
Coalizione Ambientale TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione
coalizionetess@gmail.com
Redazione Toscana