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L’impegno contro la povertà della Fondazione Banco dell’energia
Oltre 15 milioni di euro raccolti e distribuiti, più di 20mila persone aiutate in oltre 160 progetti territoriali. Sono i numeri di Banco dell’energia dal 2016 ad oggi, raccontati durante l’8ª Plenaria della Fondazione che ha festeggiato quest’anno i suoi primi 10 anni di storia. I nuovi dati della ricerca IPSOS DOXA “Povertà energetica e benessere economico: il punto di vista delle famiglie italiane”, con rilevazioni di maggio 2026, realizzata per Fondazione Banco dell’energia, evidenziano, intanto, come più di 8 italiani su 10 siano preoccupati per l’aumento dei costi dell’energia, un dato che si conferma anno dopo anno e che continua ad aumentare. L’indagine evidenzia una diffusa fragilità economica, fortemente alimentata dalle tensioni geopolitiche globali: l’apprensione per i rincari di luce e gas torna a salire e colpisce l’80% degli intervistati. Questo timore è strettamente legato all’instabilità internazionale, tanto che l’86% – in netto aumento rispetto al 77% della precedente rilevazione – teme l’impatto dei conflitti sulle bollette. Di conseguenza, il 54% degli italiani si dichiara insoddisfatto della propria condizione economica, descrivendo una netta perdita del potere d’acquisto: ben 8 intervistati su 10 ammettono di non poter affrontare alcune spese. Questo scenario compromette la percezione della qualità della vita per il 59% delle persone e alimenta un profondo pessimismo sul futuro, dato che il 67% ritiene che la propria situazione finanziaria peggiorerà o rimarrà invariata. La consapevolezza sulla povertà energetica sale al 75% e la percezione della gravità del fenomeno risulta superiore tra chi ha una maggiore conoscenza del tema, ovvero il 33%. “Le dinamiche internazionali e la volatilità delle materie prime, ha sottolineato Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Doxa Italia, continuano a mantenere i costi energetici al centro dell’attenzione e a pesare sui bilanci familiari, già sotto pressione. Di conseguenza, gli italiani esprimono preferenze per misure di sostegno diretto con un effetto nell’immediato; tuttavia, permangono le aspettative verso interventi di efficientamento e verso un potenziamento nell’uso delle rinnovabili. L’interesse verso le CERS resta prevalente sebbene non si osservino margini di miglioramento anche in termini di conoscenza, stanti i timori, non dissipati, per costi e complessità burocratica”. E Paola Valbonesi, presidente dell’OIPE – Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica, ha aggiunto: “La povertà energetica continua a colpire soprattutto le famiglie con figli, i nuclei monogenitoriali e gli anziani soli, categorie già esposte a condizioni di particolare vulnerabilità economica e sociale”. Ricordiamo che nel 2024, la povertà energetica ha raggiunto il massimo storico, toccando il 9,1%: una situazione che ha interessato circa 2,4 milioni di nuclei familiari. Analisi più recenti fotografano una situazione critica: considerando le famiglie che fruiscono dell’edilizia residenziale pubblica di due città, Reggio Emilia e Foggia, oltre una su due è costretta a ridurre drasticamente i consumi per il riscaldamento pur di contenere le spese, mentre il pagamento delle bollette energetiche compromette in molti casi la capacità di arrivare a fine mese. L’OIPE chiede interventi rapidi e strutturali, presentando un decalogo di proposte articolato su tre priorità: l’istituzione di un bonus energia unico, più semplice ed efficace; un piano di interventi mirati per il social housing e l’edilizia residenziale pubblica; una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione per rafforzare la consapevolezza dei cittadini e migliorare l’accesso agli strumenti di sostegno. L’impegno di Banco dell’energia per contrastare la povertà energetica lo scorso anno si è sviluppato  in quattro aree di intervento – sostegno, efficienza energetica, Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, formazione – su 15 regioni e 56 comuni coinvolti, per un totale di oltre 60 progetti promossi. La quota maggiore corrispondente al 42% è stata impiegata nelle iniziative che uniscono sostegno ed efficientamento energetico, dedicati alle strutture del Terzo Settore, al fine di limitare consumi e impatto ambientale consentendo agli stessi Enti di destinare le risorse risparmiate per aiutare chi si trova in difficoltà. Il 37% ha permesso di realizzare progetti di sostegno. Per il 20% i fondi sono stati investiti nell’efficientamento energetico e devoluti per l’1% nelle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali – CERS, il modello di comunità energetica sociale che coinvolge le famiglie vulnerabili e le imprese. Tutti i progetti di Banco dell’energia sono integrati con percorsi di formazione con sessioni di educazione al risparmio energetico tenuti dai “Tutor per l’Energia Domestica – TED”, figure professionali formate attraverso RETE ASSIST, rivolti sia ai beneficiari dei progetti che alla cittadinanza. 92 TED sono stati formati coinvolgendo 54 enti del Terzo Settore. Qui per approfondire: https://bancodellenergia.it/.   Giovanni Caprio
August 1, 2026
Pressenza
Oltre 5 milioni di italiani sono in povertà energetica
La povertà energetica riguarda circa 5,3 milioni di italiani, pari a 2,4 milioni di famiglie. Si tratta di nuclei che faticano a sostenere le spese essenziali per l’energia elettrica e il riscaldamento, senza considerare i costi delle famiglie per l’acquisto dei carburanti per auto e moto. E’ quanto evidenzia un recente report dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che ha elaborato dati di Istat e OIPE (Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica https://oipeosservatorio.it/).  In generale, si parla di povertà energetica anche quando il peso della spesa per l’energia sul reddito familiare supera livelli considerati normali. Le situazioni più difficili si concentrano soprattutto nel Sud, in particolare in Puglia. Qui sono oltre 302.500 le famiglie in difficoltà, per un totale di quasi 700.000 persone: significa che 18 famiglie su 100 vivono questa condizione. Subito dopo troviamo la Calabria, con più di 143.400 famiglie coinvolte (oltre 318.000 persone) e il Molise, dove le famiglie in difficoltà sono 22.650 (quasi 49.000 individui). Anche in queste regioni il fenomeno riguarda una quota molto rilevante dei nuclei familiari residenti, rispettivamente il 17,4 e il 17 per cento. Le situazioni meno gravi, invece, interessano le Marche, il Friuli Venezia Giulia e il Lazio. “I dati, sottolinea la CGIA, si riferiscono al 2024. Tuttavia, alla luce dei recenti rincari dei prezzi dell’energia elettrica e gas registrati negli ultimi 40 giorni dopo lo scoppio del conflitto in Iran, è molto probabile che la situazione sia destinata a peggiorare, con un aumento generalizzato della povertà energetica in tutto il Paese. Un andamento che potrebbe essersi già consolidato nel 2025: rispetto all’anno precedente, infatti, i prezzi del gas e dell’energia elettrica sono cresciuti rispettivamente del 6,3 e del 6,7 per cento”. Per quanto riguarda il gas naturale, lo scorso mese di marzo il prezzo di borsa medio si è attestato a 53 euro/MWh, in aumento rispetto ai 38,7 del 2025 e ai 36,3 del 2024. Sempre a marzo, anche il costo dell’energia elettrica ha registrato una media di 143 euro/MWh, contro i 116,1 del 2025 e i 108,3 del 2024. I livelli record raggiunti nelle settimane scorse sono legati alla crisi in Medio Oriente e potrebbero crescere ulteriormente se il conflitto dovesse protrarsi per molti mesi, con gravi ripercussioni negative soprattutto sui bilanci delle famiglie economicamente più fragili.  Come si diceva, secondo l’OIPE, una famiglia si trova in condizione di povertà energetica quando non riesce ad accedere a servizi energetici essenziali – come riscaldamento, raffrescamento, illuminazione e uso degli elettrodomestici – a un costo sostenibile rispetto al proprio reddito. Si tratta di un fenomeno complesso che emerge dall’interazione tra vulnerabilità economica, qualità dell’abitazione e livelli dei prezzi energetici. Un primo caso tipico riguarda le famiglie che sostengono una spesa energetica eccessivamente elevata rispetto al reddito disponibile. Ad esempio, nuclei a basso reddito che vivono in abitazioni poco efficienti possono arrivare a destinare una quota molto alta delle proprie entrate al pagamento delle bollette. In questi casi, l’elevato fabbisogno energetico è spesso legato a edifici mal isolati o a impianti obsoleti. Un secondo esempio è rappresentato dal cosiddetto sotto-consumo energetico. Alcune famiglie, pur di contenere la spesa, rinunciano a servizi essenziali: limitano l’uso del riscaldamento in inverno o evitano il raffrescamento durante l’estate. Questo comportamento, definito anche “deprivazione nascosta”, indica una condizione di disagio non sempre visibile nei dati di spesa. Un ulteriore segnale di povertà energetica è la difficoltà nel pagamento delle bollette, con ritardi, accumulo di arretrati o rischio di distacco delle forniture. A ciò si aggiunge l’incapacità di mantenere condizioni abitative adeguate, come temperature confortevoli o ambienti salubri, spesso compromessi da problemi di umidità o muffa. Infine, alcune categorie risultano particolarmente vulnerabili, tra cui anziani soli, famiglie numerose e nuclei con redditi instabili. In sintesi, la povertà energetica non è solo una questione di reddito, ma il risultato di molteplici fattori che incidono sulla qualità della vita delle famiglie. L’Ufficio studi della CGIA di Mestre nella sua elaborazione prende in considerazione anche le difficoltà di artigiani e commercianti, anch’essi costretti a sostenere costi proibitivi. “Tenere accese le luci, riscaldare un laboratorio in inverno o raffrescare un negozio in estate, sottolinea la CGIA, sono necessità quotidiane, non rinviabili. Spese che, con l’aumento dei prezzi energetici, incidono sempre di più sui margini già ridotti di queste attività. Il risultato è una pressione economica crescente che mette in difficoltà molte microimprese, costrette spesso a ridurre i consumi o a rinunciare a investimenti, pur di riuscire a sostenere costi ormai diventati molto pesanti. Qui per approfondire le analisi dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre: https://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2026/04/Povertaenergetica-11.4.26.pdf.  Giovanni Caprio
April 15, 2026
Pressenza