Tag - ravenna

Ravenna: la pelle di chi lavora e il gioco delle 3 carte
di Vito Totire (*) Inail e Inps devono ammettere gli errori e risarcire i lavoratori appartenenti alla coorte Carbon black-Degussa-Orion Abbiamo appena ricevuto una lettera dalla segreteria del presidente della Repubblica sulla questione di alcuni lavoratori esposti ad amianto: è qui sotto. A differenza del sindaco di Ravenna e della Ausl-romagna (su vari argomenti interpellati) il presidente della Repubblica risponde.
Ravenna: fuochi e droni per i pubblici polmoni
di Vito Totire (*) RAVENNA : DE GUSTIBUS ma anche DE PORTIBUS EST DISPUTANDUM Fuochi artificiali e droni a Ravenna il 23 maggio? CRANS MONTANA HA DIMOSTRATO CHE IL COSIDDETTO “USO SICURO” DEI FUOCHI ARTIFICIALI E’ UNA COLOSSALE TRUFFA COMMERCIALE, FORIERA DI STRAGI. Già per l’amianto la teoria del cosiddetto “uso sicuro” ha fatto centinaia di migliaia di vittime NON
Sindaco Barattoni, la invitiamo ad essere con noi alla carovana ecologista
Il Comune di Ravenna accolga e faccia propri gli obiettivi di Santa Marta Lettera aperta Gentile Sindaco, come sosteneva Don Lorenzo Milani, preferiamo non usare le parole “Egregio Sindaco”, perché l’espressione egregio significa ex grege, cioè fuori dal gregge, cioè lontano dalla gente. E siccome riteniamo che un Sindaco debba sempre essere in mezzo alla gente, debba stare nel suo gregge, preferiamo chiamarla gentile Sindaco, perché della Sua gentilezza non abbiamo alcun dubbio, e chiederLe di compiere un gesto di vicinanza a una parte del Suo “gregge”, partecipando alle iniziative che dal 19 al 23 maggio  si terranno a Ravenna, nel quadro della                                   CAROVANA ECOLOGISTA promossa da RECA (Rete Emergenza Climatica e Ambientale) ed AMAS-ER (Assemblea dei Movimenti Ambientali e Sociali dell’Emilia Romagna), che si sta svolgendo in tutta la regione, e sta facendo tappa nei luoghi più significativi  di criticità ecologica. Il pomeriggio di MARTEDI 19, in via D’Azeglio 42, presso la Galleria Dis-Ordine sarà inaugurata la mostra fotografica “Cattive acque/Dark waters”, che illustra in maniera comparativa le devastazioni che l’estrattivismo fossile ha inferto a due aree del mondo lontane ma accomunate da un analogo destino. La mostra resterà aperta tutti i pomeriggi dal 19 al 23 in orario 17-19 e una Sua visita, specie nel momento dell’inaugurazione, ci farebbe ovviamente molto piacere. Invece, la mattina di SABATO 23 dalle 10 saremo presenti a Punta Marina, di fronte alla skyline del rigassificatore, e a mezzogiorno davanti alla centrale turbogas di Casalborsetti, e anche qui saremmo lieti di poterLa avere come ospite dell’iniziativa e confrontarci con Lei. Immaginiamo che Lei conosca bene le posizioni di “Per il Clima-Fuori dal Fossile”, e non Le chiediamo certo di sposarle di punto in bianco. Ma crediamo anche che il confronto delle Istituzioni con quella parte di società civile che si batte per un vero cambio di passo nel rapporto fra cittadinanza e problemi ambientali sia importante e possa vivere positivamente anche i momenti di conflittualità. La recente convenzione internazionale che si è svolta a Santa Marta, in Colombia, per iniziativa del Governo di quel Paese e di quello dei Paesi Bassi, ha segnato un momento fondamentale di convergenza fra i movimenti sociali e numerose realtà scientifiche, politiche, sindacali e anche statuali, sull’assunto che nell’estrema criticità climatico-ambientale in cui ci troviamo (con tutti i risvolti in termini bellici !), non sia più sufficiente cercare di agire sulla gestione delle emissioni inquinanti e climalteranti, ma si debba con decisione, intraprendere la strada della loro progressiva eliminazione. Cioè, bisogna iniziare da subito il processo di fuoriuscita dal sistema imperniato sulle fonti fossili. La lettera inviata da Lei alla presidente Meloni sull’energia e a proposito del  progetto Agnes, comparsa circa due mesi fa sulla stampa locale, deve diventare oggetto di discussione pubblica, e pertanto ci preme intervenire per sollecitarLa ad essere conseguente con quanto da Lei affermato. La Presidente del Consiglio ha dimostrato non solo di non conoscere il progetto di eolico e fotovoltaico previsto per Ravenna, e di non avere una vera strategia nazionale, ma anche di non avere alcuna consapevolezza di quale sia l’urgenza di agire per cercare di contrastare la crisi climatico-ambientale nella quale siamo immersi e che potrebbe rapidamente diventare totalmente ingovernabile. Come Lei ben sa, tutta la comunità scientifica da decenni va sostenendo (e letteralmente implorando ad una politica fino ad ora pressoché sorda) che l’uscita dal fossile è la conditio sine qua non per tentare di porre rimedio alla situazione, già disastrosa. Noi, in buona compagnia con gli studiosi più competenti, siamo sempre più convinti che la parola diversificazione, così spesso utilizzata,  non debba essere una specie di mantra utilizzato per stare con i piedi in troppe scarpe, bensì debba voler dire una cosa sola: iniziare a produrre con decisione energia da rinnovabili, e contemporaneamente iniziare a ridurre con decisione il ricorso alle fonti fossili. La politica governativa, a partire dalla legge sulle comunità energetiche e quella sulle “aree idonee”, per non parlare dei colossali sussidi tutt’ora erogati ai colossi del fossile, è tutta un “bastone fra le ruote” alle possibilità di sviluppo di un modello alternativo, basato sulla produzione e il consumo decentrati e governati dal basso, in grado già oggi –  solo che lo si voglia – di supplire ai mancati approvvigionamenti dovuti alla crisi ormai permanente, ed anche di iniziare a sostituire stabilmente il fossile con l’energia rinnovabile. Sosteniamo che ad ogni Kilowatt in più prodotto da rinnovabili debba corrispondere un Kilowatt in meno di derivazione fossile. Invece, purtroppo, si continua ad affidare ad un mercato “libero” (cioè eminentemente speculativo) la gestione dell’intero settore. Ci consenta però di sottolineare che anche i poteri locali, fino ad ora, non hanno brillato per impegno nella transizione. Gentile Sindaco, non si può in eterno attendere che le scelte della “grande politica” forniscano le soluzioni ed ognuno deve fare la sua parte. Delegare alla Presidente Meloni, o alle scelte dell’Europa, o peggio ancora a un impossibile ravvedimento degli imperialismi, avrà come risultato, semplicemente e letteralmente, la distruzione del genere umano. Allora, Le chiediamo che il Comune di Ravenna si aggreghi al grande movimento che si è creato a Santa Marta, e del quale abbiamo l’onore di essere un piccolo granello, e concretamente, in tal senso, sollecitiamo: 1. Che tutti gli edifici pubblici di Ravenna raggiungano rapidamente la completa autosufficienza energetica tramite fonti rinnovabili 2. Che i trasporti pubblici e i mezzi di mobilità di proprietà del Comune siano definitivamente e completamente elettrificati 3. Che si studi in tempi brevi un complessivo intervento di riconversione sostenibile del porto di Ravenna 4. Che si tracci un percorso chiaro e temporalmente definito di abbandono dell’uso del fossile a Ravenna e della sua sostituzione con la produzione energetica da rinnovabili, precipuamente quella prodotta dal basso, puntando sulla progressiva autosufficienza energetica di quartieri e frazioni, favorendo lo sviluppo delle comunità energetiche nelle loro varie espressioni 5. Che il Comune di Ravenna faccia pressione sulla Regione affinché in tempi rapidi vengano discusse e approvate le proposte di legge d’iniziativa popolare che gran parte del movimento ambientalista regionale ha presentato già da tre anni (nonché la PdL riguardante l’autonomia differenziata), e che giacciono tutt’ora nei cassetti dell’Istituzione regionale 6. Che assieme al mondo associativo e alla società civile si formulino le proposte più adeguate sulle le aree idonee ad ospitare gli impianti rinnovabili 7. Che Eni e Snam cessino di essere interlocutori largamente privilegiati dell’Istituzione comunale e divengano componenti della realtà sociale al pari di tutte le altre aziende e realtà imprenditoriali, limitando la loro pervasività di intervento nelle istituzioni culturali ed educative 8. Che si dichiari la necessità che il settore dell’energia debba essere trasferito dall’ambito del profitto a quello dei beni comuni Sulla base di questi punti, rivendichiamo che la società civile impegnata nella difesa dell’ambiente, della biodiversità, della libertà dal mortifero binomio fossile-guerra, sia riconosciuta come interlocutore stabile e costruttivo dell’Istituzione che Lei presiede. L’aspettiamo, MARTEDI 19 pomeriggio alla mostra, e SABATO 23 mattina al nostro presidio a Punta Marina. Coordinamento ravennate Per il Clima- Fuori dal Fossile Ravenna, maggio 2026 Redazione Romagna
May 14, 2026
Pressenza
Da maggio a giugno: l’altra Romagna in movimento…
… contro l’economia del genocidio e della catastrofe ecologica. di Manuela Foschi Nelle prossime settimane in Romagna tanti appuntamenti contro il genocidio palestinese, le guerre in corso e il riarmo ma anche sui problemi ambientali in Regione sollevati dalla Carovana di RECA e AMAS -ER. Il 13 maggio per il Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto ravennate,
Ravenna deve ascoltare il messaggio di Santa Marta
In Colombia, a Santa Marta, si è aperto ieri 24 aprile, il summit globale per l’uscita dai fossili, promossa da Paesi Bassi e Colombia, al quale parteciperanno quarantacinque Stati (stranamente ci sarà anche l’Italia). Ma nei grandi mezzi d’informazione se ne parla pochissimo. La situazione mondiale catastrofica sta dimostrando , qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, che il legame guerre-dipendenza dai fossili è la ragione principale dell’esplodere dei conflitti, dei massacri, dei genocidi. Pur di mettere le mani su quanto più petrolio e gas possibile, la maggior parte dei criminali che guidano il mondo, è disposta a rischiare la distruzione del genere umano. Mentre, intanto, la crisi climatico-ambientale avanza a passi da gigante battendo sempre nuovi record. La prima conferenza globale ospitata nella città colombiana di Santa Marta è interamente dedicata all’uscita dai combustibili fossili, e ambisce a colmare il divario tra impegni dichiarati e politiche effettivamente perseguite, che caratterizza da decenni le scelte della maggior parte delle istituzioni in tutto il mondo. Non dovrebbero riprodursi, quindi l’inefficacia e le estenuanti trattative nei vertici COP; a Santa Marta si cerca di costruire strumenti e alleanze mirati ad accelerare davvero la transizione, con l’obiettivo dichiarato e primario della progressiva eliminazione di carbone, petrolio e gas. In questo periodo, crisi energetica e tensioni geopolitiche risultano strettamente intrecciate al controllo delle risorse fossili, e l’energia continua a essere il più importante fattore di conflitto e di ridefinizione degli equilibri globali. La scelta di molti governi di rafforzare la dipendenza da fonti fossili, rallentando gli investimenti nella transizione, non fa che peggiorare la situazione. Santa Marta proverà a rilanciare un’agenda alternativa, fondata sull’assunto che la crisi climatica non può essere affrontata solo mettendo qualche “toppa” sulle emissioni, ma richiede un intervento diretto sulla produzione e sull’uso delle fonti, causa prima del problema. La partecipazione dell’Italia è un elemento di contraddizione, considerato che negli ultimi mesi il governo ha operato scelte energetiche difficilmente conciliabili con gli obiettivi della conferenza: principalmente, il rinvio della chiusura delle centrali a carbone fino al 2038, il ruolo centrale attribuito al gas, le posizioni espresse in sede Ue per la soppressione degli Ets. Ma la cosa più importante, dal nostro punto di vista, è la presenza significativa della società civile, rappresentata da oltre 2.600 le organizzazioni. La Campagna Per il Clima – Fuori dal Fossile è presente con una sua delegazione. Ravenna e il suo territorio devono ascoltare e interloquire attivamente con il messaggio di Santa Marta. Infatti, com’è ben noto, conviviamo con una realtà estremamente condizionata dalla presenza del sistema fossile: pozzi di trivellazione, depositi di GNL, rigassificatore, espansione dei gasdotti, progetti mistificanti la realtà come quello del CCS, fanno del nostro territorio una vera e propria zona di sacrificio sull’altare del profitto dei colossi del fossile, e la politica locale eè sempre stata sottomessa o connivente con le scelte che hanno creato questa situazione. Crediamo sia ora di avviare la vera svolta e muovere i veri primi passi di fuoriuscita dal fossile. L’11 aprile è partita una Carovana promossa da RECA (Rete Emergenza Climatica e Ambientale) e da AMAS-ER (Assemblea dei Movimenti Ambientali e Sociali dell’Emilia Romagna). Dopo le prime due tappe a Piacenza e a Parma, e dopo gli attesi appuntamenti nelle altre province emiliane, dalla metà di maggio la Carovana approderà in Romagna. La tappa ravennate avrà luogo sabato 23 maggio mattina, con appuntamenti a Punta Marina e a Casalborsetti, luoghi simbolo della pervasività del sistema fossile nei nostri territori. L’auspicio è che una vera pianificazione gestita democraticamente possa portare alla sostituzione dei fossili, quanto più possibile rapida, con un nuovo modello, basato sulle rinnovabili, sulla produzione decentrata e diffusa, su un vero piano di risparmio, efficientamento e moderazione dei consumi energetici. A questo appuntamento chiamiamo la cittadinanza e le associazioni, i rappresentanti istituzionali che vogliono perseguire la transizione, le singole persone che chiedono un futuro per le nuove generazioni. Si deve aprire, come chiede il vertice di Santa Marta, un ciclo politico che metta realmente al centro la questione energetica e la transizione ecologica. Ma per costruire questo scenario, bisogna che prenda forza una visione complessiva in cui il settore dell’energia venga “trasferito” dall’ambito del profitto a quello dei beni comuni. Non è più sostenibile che le necessità vitali delle persone e degli ecosistemi debbano dipendere ed essere subordinate alle speculazioni finanziarie, alle bufere geopolitiche e in generale ad una logica di mercato, nella quale gli interessi di pochi sopravanzano di gran lunga quelli di intere popolazioni. Coordinamento ravennate “Per il Clima – Fuori dal Fossile” Redazione Romagna
April 27, 2026
Pressenza
Emilia-Romagna: in carovana fino al 14 giugno
Mentre a Ravenna la mobilitazione continua (ne scrive Manuela Foschi con un bel dossier fotografico) gli appuntamenti per ragionare su «diritti e rovesci» attraversano tutta la regione Per liberare Ravenna da armi e industria fossile  di Manuela Foschi Extinction Rebellion due giorni fa a Punta Marina ha detto «No alle armi a Ravenna e No alla industria fossile» di cui
«Primum non nocere»: CPR come luoghi di …
… tortura: lo ribadisce la SIMM, «Società italiana di medicina delle migrazioni» di Mariano Rampini Il fatto è noto: lo scorso 12 febbraio 2026 si è svolta una perquisizione del reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Scopo dell’indagine era vagliare il comportamento di otto medici specialisti in malattie infettive. L’accusa era aver rilasciato certificati sanitari
Forte vento a Ravenna, calma piatta nel “Palazzo”
di Vito Totire (*) Il vento infuria, continua l’incuria … Il 19 gennaio 2026 abbiamo invitato il sindaco di Ravenna a un confronto sul tema della bonifica nel territorio dal cemento-amianto; un precedente invito era stato inviato alla precedente amministrazione. Al momento nessuna risposta. In queste ore è stato dichiarato l’allarme vento : ALLERTA ARANCIONE. Di conseguenza sono stati chiusi
Ravenna. Medici sotto accusa ma curare non è reato. Scatta la solidarietà
I fatti accaduti il 12 febbraio 2026 presso l’Ospedale di Ravenna — con la perquisizione “prima dell’alba” del reparto di Malattie Infettive e l’indagine a carico di sei medici — segnano un punto di rottura inaccettabile tra l’esercizio della medicina e le logiche di pubblica sicurezza. I medici sono accusati […] L'articolo Ravenna. Medici sotto accusa ma curare non è reato. Scatta la solidarietà su Contropiano.
February 19, 2026
Contropiano