Maurizio Massari, l’ex-ambasciatore italiano all’ONU che ‘porta pena’…, non dovrebbe ‘salire in cattedra’
Apprendendo che all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2026/2027 dell’Università
degli Studi di Torino “la prolusione sarà tenuta dall’Ambasciatore Maurizio
Massari, già Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite e
l’Unione Europea”, Alessandro Ferretti ha osservato: “Difficile capire il perché
di questa scelta. Facendo una ricerca in rete, infatti, si scopre che Massari è
salito agli onori delle cronache soprattutto per il suo intervento all’ONU il 28
ottobre 2025…” 1.
Un docente dell’ateneo, dove insegna Fisica sperimentale delle interazioni
fondamentali e applicazioni, in una pagina del proprio blog e nel post
pubblicato su Facebook Alessandro Ferretti si domanda se la rettrice
dell’Università degli Studi di Torino abbia invitato Maurizio Massari
scientemente: “Davvero non sapeva del suo intervento all’ONU? Oppure lo sapeva,
ma lo considerava una bazzecola ininfluente? Oppure lo sapeva ed è proprio per
questo che l’ha invitato, nella piena consapevolezza che questo invito verrà
interpretato come un atto di deferenza nei confronti di quelle forze che ancora
oggi negano il genocidio e si adoperano affinché non venga interrotto?”. E,
ricordando che in campagna elettorale “aveva promesso trasparenza e vicinanza
alla comunità accademica”, Alessandro Ferretti si rivolge a Cristina Prandi,
rettrice dell’ateneo torinese da un anno (dal 1° ottobre 2025), esortandola: “ci
spieghi come mai sceglie di chiamare un noto oppositore di coloro che lottano
contro il genocidio a introdurre l’evento mediaticamente e politicamente più
importante di tutto l’anno accademico”.
Alessandro Ferretti ha ragione a indignarsi. E se, come lui riferisce, Maurizio
Massari ha davvero affermato che Francesca Albanese è “priva di ‘integrità’,
‘imparzialità’ e addirittura ‘buona fede’” e l’ha accusata di “minare il
processo di pace”, la questione della presenza dell’ex-ambasciatore italiano
alle Nazioni Unite a una cerimonia dell’Università degli Studi di Torino non è
solo una querelle tra la rettrice e il corpo docente dell’ateneo piemontese…
Questa questione infatti coinvolge anche gli studenti universitari – e medi – di
Torino che da un anno e in particolare in questi giorni sono molto attivi e
particolarmente ‘reattivi’ proprio perché le loro opinioni riguardo alle
collaborazioni didattiche e scientifiche con Israele, agli investimenti in
riarmo anziché istruzione, ricerca e cultura e al genocidio dei palestinesi sono
argomenti che attizzano molte polemiche fomentate da politici e opinion leader…
Inoltre non riguarda soltanto la comunità accademica torinese, una comunità di
cui fanno parte i docenti, i ricercatori, anche tutti i tecnici di laboratorio e
lavoratori addetti a molteplici mansioni, e soprattutto gli studenti,
storicamente i fondatori delle università e, nel presente come in passato, oltre
che ‘fruitori’ anche ‘finanziatori’ delle attività didattico-scientifiche svolte
negli atenei.
Il problema di ‘interesse generale’ infatti è che un’istituzione pubblica
cittadina, ma anche nazionale (italiana) e, come indicato nel suo nome –
università – per definizione ‘cosmopolita’, non dovrebbe riconoscere e tributare
autorevolezza a un cittadino (italiano) intervenuto all’assemblea delle Nazioni
Unite a nome della repubblica (italiana) e del popolo (italiano) che
rappresentava denigrando una (propria) connazionale per negare le responsabilità
dirette e le complicità dei governanti di uno stato (italiano, o altro
qualsiasi) nel compimento di crimini di guerra e crimini contro l’umanità…
… però per indignarsi come Ferretti e condividendo la sua opinione non basta
esser convinti che il professore abbia ragione. Bisogna anche esser certi,
sicuri e, soprattutto, capaci di dimostrare che la sua analisi sia
inconfutabilmente corretta, che la sua critica sia coerente ai principi etici
universalmente condivisi e che la sua contestazione sia giustificata e
legittima.
LA PIETRA DELLO SCANDALO
Il testo ufficiale, e inconfutabile, del discorso proclamato da Maurizio Massari
il 28 ottobre 2025, è la Dichiarazione dell’Italia pronunciata dal
Rappresentante Permanente Amb. Maurizio Massari alla Presentazione del Rapporto
della Relatrice Speciale D.ssa Francesca Albanese ‘An International Genocide’
pubblicata sul sito del Governo italiano 2.
Leggendolo ho appurato che Alessandro Ferretti ha fedelmente riferito ogni
parola e frase dello scandalosamente penoso proclama dell’ex-ambasciatore.
Ho anche constatato che – subito dopo “La relazione presentata oggi dal Relatore
Speciale Albanese è totalmente priva di credibilità e imparzialità” – Maurizio
Massari ha affermato “In Italia non ne siamo sorpresi”, quindi che di fronte ai
rappresentanti delle nazioni di tutto il mondo ha millantato che tutti gli
italiani fossero d’accordo con chi, come lui, riteneva che il rapporto dell’ONU
stilato a cura di Francesca Albanese anziché attendibile, credibile e
convincente fosse una ‘minaccia’ per la pace nel mondo.
Inoltre ho notato che Maurizio Massari ha concluso tale proprio intervento
sostenendo che invece l’Italia, cioè vantando che il governo italiano, si stava
prodigando a beneficio della popolazione palestinese, ovvero “ad alleviare le
sofferenze dei civili, a fornire cibo attraverso la nostra iniziativa Cibo per
Gaza, a evacuare i feriti, a reinsediare gli studenti universitari” e anche “a
sostenere diplomaticamente gli sforzi volti a raggiungere una pace sostenibile e
duratura”.
E, dulcis in fundo, ho rilevato che a premessa di tale suo discorso Maurizio
Massari aveva dichiarato: “Se la comunicazione viene interrotta, l’Italia
depositerà il testo integrale”. Palesemente tale presupposto polemico stride con
l’affermazione “sarebbe un tragico paradosso se le Nazioni Unite venissero
percepite come un’organizzazione che mina la pace anziché promuoverla” e con il
richiamo alla necessaria “costruzione di un dialogo costruttivo tra le parti”
con cui l’ambasciatore italiano aveva ‘infiorato’ questo discorso… memorabile
come un penoso esempio di demagogia propagandistica, il contrario della ‘buona’
diplomazia.
Come infatti evidenziato dal professor Ferretti, oggi Massari è uno
“semisconosciuto ex-ambasciatore italiano all’ONU” invitato a salire in cattedra
proprio perché la sua figura è stata talmente poco incisiva da non aver avuto
risonanza nemmeno per la sua clamorosa gaffe di cui tutti, avendo altro di cui
occuparsi, si erano già dimenticati e che nella sua patria, dove le figuracce di
politici e diplomatici non sorprendono nessuno, ci si ricorda a malapena.
E che lui non abbia lasciato nessun segno o valido motivo per cui ricordarlo lo
si capisce persino leggendo il suo messaggio di fine mandato alle Nazioni Unite
3.
Maurizio Massari infatti ha ‘cesellato’ il proprio operato svolto nei “quattro
anni e alcuni mesi” in cui è stato ambasciatore italiano all’ONU ricordando
“tantissimi risultati”, in primis “in prima linea a difesa dei principi della
Carta delle Nazioni Unite, che sono stati violati in occasione della invasione
russa dell’Ucraina”.
Tra gli altri ‘successi’ italiani, e suoi ‘traguardi’, annoverati nel periodo
dalla seconda metà del 2021 all’inizio del 2026 il diplomatico ricorda: le
risoluzioni “sulla tregua olimpica in vista dei Giochi Olimpici Invernali di
Milano-Cortina” [di cui non c’è nessun riscontro – NdR] e “per l’istituzione di
della [sic] giornata internazionale della Dieta Mediterranea”; eventi con cui
“proiettare quello che chiamiamo soft power, il potere di attrazione
dell’Italia, del nostro paese, del nostro sistema in tutti i settori, dalla
cucina italiana, dal nostro contributo umanitario in Africa, la nostra
partecipazione alle operazioni di pace”; “due vertici globali sulla sicurezza
alimentare”; “la presenza di oltre mille soldati della missione in
Libano-UNIFIL”;… e il mandato in ECOSOC, di cui Maurizio Massari precisa “sono
stato anche personalmente Vicepresidente”.
Invece l’ex-ambasciatore alle Nazioni Unite non rammenta nulla della profusione
di soccorsi ai palestinesi assediati nella Striscia di Gaza e di impegni e
contributi per favorire la pace in Medio Oriente di cui il precedente 28 ottobre
aveva parlato tanto enfaticamente nello stesso discorso in cui aveva dichiarato
che tutti gli italiani in coro avevano “scelto di non commentare il rapporto” di
Francesca Albanese e che “L’Italia, a prescindere da questo rapporto, continuerà
a lavorare per la pace nella regione come ha sempre fatto, e soprattutto dopo il
7 ottobre”. Perché?
LE OPINIONI SONO DISCUTIBILI, I FATTI STORICI INVECE NON SONO OPINABILI
Plausibilmente nel fare un bilancio del proprio mandato come Rappresentante
Permanente dell’Italia alle Nazioni Unite il 13 gennaio scorso Maurizio Massari
ha omesso questo e ogni altro fatto analogo avvenuto dal 19 luglio 2021 in poi
proprio perché il 28 ottobre 2025, nella stessa giornata in cui lui proclamava
quel discorso tanto ‘memorabile’ che se non fosse stato silenziosamente e
ossequiosamente ascoltato lui avrebbe preteso che venisse registrato agli atti
dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il mondo intero invece leggeva uno
storico rapporto di Navi Pillay, che nel 2026 è stata insignita del Premio Nobel
per la pace.
Una “analisi giuridica condotta ai sensi della Convenzione sulla prevenzione e
la repressione del crimine di genocidio” in cui è dimostrato che “lo Stato di
Israele è responsabile della commissione di quattro atti genocidi a Gaza con
l’intento specifico di sterminare i palestinesi” e che “il Presidente, il Primo
Ministro e l’ex Ministro della Difesa israeliani hanno incitato al compimento di
un genocidio”, il rapporto che Navi Pillay ha presentato all’ONU il 28 ottobre
2025 non smentisce, bensì conferma, quanto riferito nella relazione di Francesca
Albanese contestata da Maurizio Massari.
Nel proprio rapporto Navi Pillay descrive l’assedio alla Striscia di Gaza come
«l’attacco più spietato, prolungato e diffuso nella storia contro il popolo
palestinese», denunciato che “sebbene il fragile cessate il fuoco e il rilascio
di ostaggi e prigionieri «offrano speranza, non possono annullare la
devastazione già avvenuta, la Striscia di Gaza è in rovina, resa quasi
inabitabile»”, inoltre che i funzionari dello stato israeliano avevano
«approvato pubblicamente i piani per la deportazione della popolazione, la
costruzione di insediamenti e l’annessione del territorio»” e in quel periodo
platealmente dichiarato di voler proseguire fino al completo raggiungimento di
tali obiettivi, cioè allo sgombero, altrimenti sterminio dei palestinesi dalla
Striscia di Gaza, dai territori in Cisgiordania e nei campi profughi libanesi 4.
Perciò… Maurizio Massari… che sicuramente ha molti meriti e forse nello
svolgimento di tanti incarichi, magari anche come vice-presidente dell’Executive
Board dell’UN Women, ha fatto qualcosa di più rimarchevole che attirare
l’attenzione sulle bontà e qualità della cucina italiana e dar lustro al soft
power del Belpaese… dopo tutto ciò che è accaduto dal 28 ottobre 2025 in poi
nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania, in Libano, in Iran e in tutto il mondo…
indubbiamente potrebbe, e senza ombra di dubbio dovrebbe, ‘farsi da parte’
dignitosamente. E se lui non lo fa, allora sì: è giusto indignarsi.
UNA QUESTIONE ‘FORMALE’, CHE PERÒ È ANCHE ‘SOSTANZIALE’
I docenti, ricercatori e studenti dell’ateneo torinese hanno ragione a
protestare con chi lo accoglie come ospite d’onore e gli permette di salire in
cattedra nella loro università, ovvero comunità accademica.
I cittadini italiani – che, dopo aver contribuito al suo emolumento e alle spese
da lui messe a budget in 4 anni e 5 mesi di ‘missione’ al Palazzo di Vetro di
New York, il quartier generale dell’ONU, adesso pagano o poi pagheranno la sua
pensione – hanno ogni ‘sacrosanto’ motivo di contestare lui in persona perché,
non riconoscente per il misericordioso e magnanimo oblio dei sui connazionali,
anziché trascorrere il proprio tempo lontano dai riflettori pretende ancora di
stare sul palcoscenico della vita culturale, sociale e politica della nazione –
e sotto i riflettori di una sua città ‘importante’ – fregiandosi del titolo di
rappresentante dell’Italia alle Nazioni Unite nonostante nel rivestire tale
incarico e ruolo abbia disonorato il suo popolo.
Ma mentre docenti, politici e diplomatici devono esprimersi nel modo a loro
consono, che si confà al loro ruolo di educatori e di rappresentanti degli
elettori e della nazione, quindi senza mentire e millantare e senza insultare,
offendere o infamare nessuno, invece studenti e cittadini – soprattutto giovani,
disoccupati, poveri o impoveriti ed emarginati o mobbizzati (cioè ‘etichettati’
e tacciati di esser delinquenti, sobillatori, violenti,… antisemiti) hanno ogni
sacrosanto diritto a manifestare le proprie idee in qualsiasi modo, anche
rabbiosamente, senza esser puniti per quel che dicono a modo proprio e senza
venir arrestati, indagati e condannati per ciò che non hanno detto o fatto
5–6-7-8.
1. L’Università di Torino fa inaugurare l’anno accademico al killer politico di
Francesca Albanese – Alessandro Ferretti / 15 ottobre 2026
2. Dichiarazione dell’Italia pronunciata dal Rappresentante Permanente Amb.
Maurizio Massari alla Presentazione del Rapporto della Relatrice Speciale
D.ssa Francesca Albanese “An International Genocide” – Governo Italiano / 28
ottobre 2025
3. Video-messaggio di fine mandato pronunciato dall’Ambasciatore Maurizio
Massari – Governo Italiano / 13 gennaio 2026
4. Israel responsible for four genocidal acts in Gaza, inquiry chair tells
General Assembly – UN News / 28 ottobre 2025 (Report of the Independent
International Commission of Inquiry on the Occupied Palestinian Territory,
including East Jerusalem, and Israel – UN General Assembly, A/80/337 / 14
agosto 2025)
5. Il Corriere di Torino non solo mente sfacciatamente, ma pubblica pure le
prove che lo smentiscono. Il giornale parla di idranti in risposta a “lanci
di bastoni, petardi, pietre”: la realtà è ben diversa, ed è proprio un video
del Corriere che lo dimostra – Alessandro Ferretti / 16 ottobre 2026
6. No Meloni day a Torino – Giorgio Mancuso, PRESSENZA / 17 ottobre 2026
7. Faenza: scuole occupate sgomberate. “Perché gli adulti hanno lasciato soli i
ragazzi?” – BDS Italia / 17 ottobre 2026
8. Torniamo su Michel Foucault nel centenario della nascita – Mauro Bertani,
PRESSENZA / 17 ottobre 2026
Maddalena Brunasti