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Il Movimento Nonviolento risponde al fuoco pacifista: “Adesso anche basta”
Gli attacchi ci possono stare, ma le mistificazioni non sono tollerabili.  Finora non avevamo risposto perché davvero non ne valeva la pena, e abbiamo altro da fare. Ma se la calunnia viene riprodotta a mezzo stampa, allora la replica è d’obbligo. Primo falso. Si dice che ci sarebbe “un dibattito che sta attraversando il movimento nelle sue varie anime”. Non è così. Ci sono sei persone (Tusini, Lucivero, Dinelli, Drago, Navarra, Ferraro) che hanno espresso un loro parere personale molto critico verso la proposta di legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta”; dall’altra parte ci sono tutte le associazioni delle tre Reti promotrici della Campagna Un’altra difesa è possibile, impegnate nella raccolta firme e in moltissime iniziative sul territorio per informare sui contenuti della proposta. Più che un dibattito vediamo sei monologhi da una parte e una mobilitazione dall’altra. Secondo falso. Sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università viene dato spazio ad un Manifesto in cui si fanno affermazioni gravissime (senza portare nessuna argomentazione) che lanciano discredito su uno dei pilastri portanti della proposta di Legge, tipo “Il Servizio civile diventa strumento utile ai guerrafondai come cavallo di Troia per riportare la leva militare e per militarizzare tutta la società”, e in generale si criminalizza l’idea di un’altra difesa possibile dicendo che sarebbe “strumento funzionale alla strategia Nato della difesa totale, e dunque complice delle guerre d’aggressione”. Addirittura! … e senza uno straccio di argomento. Non sappiamo da cosa sia motivato un attacco così pesante e assurdo. L’unica risposta che ci diamo è che il populismo ideologico ha fatto breccia anche in quell’area minoritaria pacifista che deve trovare un nemico per motivare se stessa. Un populismo pacifista che si nutre di faziosità ed estremismo, formula accuse pretestuose, utilizza argomenti fantoccio. L’accusa di fondo ruota attorno al fatto che la proposta sarebbe “complementare” alla difesa militare e non “alternativa”. Per chi ha un minimo di onestà intellettuale vale forse la pena chiarire un paio di cose: La “difesa totale” è una dottrina militare che non c’entra con ciò di cui stiamo parlando. La “difesa civile”, intesa come componente della difesa totale subordinata alla difesa militare, non ha niente a che fare con la “Difesa civile non armata e nonviolenta” oggetto del disegno di Legge; basterebbe leggere senza pregiudizi il testo di legge e la sua relazione: La Difesa civile non armata e nonviolenta viene attuata da uno specifico Dipartimento totalmente indipendente e autonomo dalle strutture militari. Viene definita “complementare” perché andrebbe ad aggiungersi alle forme di difesa militare oggi esistenti (in attuazione dell’articolo 52 della Costituzione”). Non è possibile infatti definirla “alternativa”, in quanto non può prefiggersi di abolire o sostituire le attuali forze armate (articoli 78 e 87 della Costituzione). Sono considerazioni persino banali da fare, che non mettono minimamente in crisi la visione pacifista e nonviolenta della proposta.  Mettere in contrapposizione, come si tenta di fare, la Difesa civile non armata e nonviolenta costituzionale con l’obiezione di coscienza nonviolenta è un’operazione divisiva fatta in mala fede. Non c’è nessun dualismo: l’obiezione di coscienza è il cuore della Campagna di Obiezione alla guerra promossa dal Movimento Nonviolento; la Difesa civile non armata e nonviolenta è il cuore della Campagna Un’altra difesa è possibile. Viaggiano in perfetta armonia sugli stessi binari. Speriamo che questo surreale “fuoco pacifista” finisca qui. Grazie.   Mao Valpiana (presidente) con il Direttivo del Movimento Nonviolento Movimento Nonviolento
July 28, 2026
Pressenza
Lettera del Consiglio Nazionale del MIR agli iscritti
Il Consiglio Nazionale del MIR, riunitosi il 15 luglio 2026, dopo lunga discussione, successiva alle discussioni già avvenute in due precedenti riunioni, ha accettato a maggioranza e con sofferenza le dimissioni da Presidente MIR presentate da Ermete Ferraro. Il motivo delle sue dimissioni è collegato alla Proposta di Legge di Iniziativa Popolare per “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”, per la quale è in corso la Campagna di raccolta firme per la sua presentazione al Parlamento. Il 13 maggio scorso Ermete Ferraro, come Presidente del M.I.R, ha inviato alla Segreteria della Campagna “Un’altra difesa è possibile” una lettera con le osservazioni critiche che erano emerse dall’Assemblea nazionale del M.I.R. di fine aprile, circa il testo della Proposta di Legge. Il dibattito sull’argomento è continuato sul Forum del MIR e nel Consiglio Nazionale, arrivando alla decisione di sostenere come MIR la Campagna “Un’altra difesa è possibile”, nonostante le perplessità relative ad alcuni punti della proposta di legge, in particolare alla frase dell’art.1 che riconosce la difesa civile, non armata e nonviolenta come  “complementare alle forme di difesa militare”. Il MIR, che sostenne la Campagna del 2014-15 “Un’altra difesa è possibile”, di raccolta firme per la  presentazione della proposta di legge di “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa civile, non armata e nonviolenta” (presentata nell’art.1 come “forma di difesa alternativa a quella militare denominata “Difesa civile, non armata e nonviolenta”, quale strumento di difesa che non comporti l’uso delle armi ed alternativo a quello militare”), sostiene anche questa raccolta firme, intendendo la DCNANV come alternativa alla difesa militare, come sta scritto anche nella presentazione sul sito della attuale Campagna. Questa decisione, presa dall’Assemblea e dal Consiglio Nazionale, non è condivisa da tutti e non ha il consenso del Presidente Ferraro, il quale ha presentato per questo le sue dimissioni. Il MIR ritiene utile organizzare sulla difesa civile nonviolenta un convegno di approfondimento e confronto con altre organizzazioni, anche per fornire al Parlamento elementi utili per la formulazione finale della Legge. Pace forza e gioia. 20 luglio 2026                                                            Il Consiglio Nazionale MIR MIR Italia - Movimento Internazionale della Riconciliazione
July 22, 2026
Pressenza
Utilizziamo il nostro potere per combattere la guerra
di Raffaele Barbiero (*) Due notizie molto preoccupanti. La Germania, dopo aver già approvato il ritorno alla leva semi-obbligatoria, oggi in virtù di quella legge impone ai giovani tedeschi dai 17 ai 45 anni di informare e chiedere l’autorizzazione dell’Esercito per allontanarsi dal Paese per più di tre mesi. Cinque Paesi dell’Europa, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Finlandia, vogliono togliersi