Venezuela, Delcy Rodriguez non è al soldo di Trump
I tentativi di guerra mediatica e di disinformazione contro il Venezuela stanno
crollando sotto il loro stesso peso. Il caso più recente è quello del quotidiano
britannico The Guardian, che ha pubblicato un articolo a gennaio 2026 intitolato
“Delcy Rodríguez ha assicurato la cooperazione degli Stati Uniti dopo la cattura
di Maduro”, smentito dallo stesso governo venezuelano attraverso l’account X
Miraflores al Momento.
A questo proposito, il giornalista internazionale Carlos Montero ha commentato
un thread su X della politologa spagnola Irene Zugasti, la quale ha affermato
che si tratta di una rielaborazione del Miami Herald.
Zugasti ha sottolineato che il testo perde ogni rigore nella parte del racconto
in cui si cerca di descrivere il presidente in carica.
“Sarebbe rigoroso presentare qualcosa di più di una serie di congetture sotto
forma di fughe di notizie e voci e trasformarlo in un’esclusiva”, ha sostenuto.
Delcy Rodríguez ha dichiarato fin da subito, dopo gli avvenimenti del 3 gennaio
2026, di essere “stanca degli ordini di Washington”, riferendosi alle pressioni
esercitate dagli Stati Uniti dopo i raid aerei e la detenzione del presidente
Nicolás Maduro.
“Basta con gli ordini di Washington ai politici venezuelani”, ha detto Rodríguez
in un discorso ai lavoratori del petrolio nello stato orientale di Anzoátegui.
“Lasciate che la politica venezuelana risolva le nostre controversie e i nostri
conflitti interni. Basta con le interferenze straniere”, ha aggiunto.
“Non abbiamo paura, perché ciò che dovrebbe unirci come popolo è garantire la
pace e la stabilità a questo Paese” – ha continuato Rodríguez, secondo il
quotidiano cinese China Daily – aggiungendo che “il Venezuela non avrebbe mai
immaginato che una capitale del Sud America sarebbe stata sottoposta a un
attacco militare da parte di una potenza straniera”, riferendosi all’incidente
del 3 gennaio, quando le forze statunitensi hanno preso d’assalto Caracas e
hanno arrestato con la forza il presidente Nicolás Maduro e sua moglie.
La presidente vicaria del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha ribadito inoltre – fin
da subito – l’autonomia del Paese durante la Consultazione Pubblica sulla
Riforma della Legge sugli Idrocarburi, respingendo le dichiarazioni del
Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent.
> Venezuela, Delcy Rodriguez: “Ley de Hidrocarburos consentirà l’attivazione
> degli spazi petroliferi inutilizzati”
Rodríguez ha sottolineato che il Venezuela non accetta ordini esterni e che il
suo governo risponde esclusivamente al mandato del popolo, sottolineando
l’importanza di relazioni diplomatiche basate sul rispetto reciproco.
Di fronte a questa franchezza, non si può che ribadire la totale distorsione e
manipolazione intenzionale nei sistemi mediatici occidentali.
Trump e la narrazione occidentale hanno intenzionalmente distorto mediaticamente
la propensione al dialogo del governo bolivariano, per spacciarlo come un
“cedimento” ai suoi piedi per diffondere l’idea, ancor più grave, che il governo
bolivariano di Delcy Rodriguez avesse tradito lo “spirito di Hugo Chavez” e del
presidente costituzionale Maduro. Idea quest’ultima che ha influenzato anche
alcuni ambienti della sinistra radicale, purtroppo.
Trump ha fatto di tutto per trasmettere al mondo la falsa idea di “gestire la
transizione democratica in Venezuela” , supportato dai media mainstream
occidentali che veicolavano l’idea che Trump avesse dato uno “spiraglio di luce
democratico al Venezuela” e che abbia sotto scacco il governo bolivariano.
Il fatto che Delcy Rodriguez sia stata propensa al dialogo con gli USA da un
lato ha creato scetticismo nel movimento in solidarietà internazionale alla
Rivoluzione Bolivariana, mentre dall’altro è stato usato proprio dai peggiori
anti-chavisti (sia dentro sia fuori il Venezuela) al fine di dare un immagine
cedevole del suo attuale governo, come se fosse pronto a “piegarsi al volere
degli USA” (spesso diffondendola con fake news e notizie distorte).
Cavalcare questa narrazione ha avuto ed ha un solo fine da parte del
establishment occidentale: indebolire, attraverso i media, la credibilità
internazionale della Rivoluzione Bolivariana e dividere al suo interno il
movimento internazionalista in solidarietà alla Rivoluzione Bolivariana stessa.
Il tutto con una serie di fake news.
Zugasti ha aggiunto che The Guardian “è la sentinella liberale del Regno Unito,
che cattura il pubblico progressista con la retorica sociale e poi la allinea
agli obiettivi di politica estera del Regno Unito e della NATO nei momenti
critici”.
Da parte sua, Montero aveva affermato a gennaio che “le fonti, se provengono dal
Miami Herald, non hanno alcuna credibilità”. Oggi questo è ancor di più
confermato dai fatti.
Lorenzo Poli