LIBANO: PIOGGIA DI BOMBE ISRAELIANE, “BEIRUT NEL CAOS”. A RISCHIO TREGUA E NEGOZIATI USA-IRAN
Israele cerca di far saltare cessate il fuoco e negoziati bombardando a tappeto
il Libano. Tra ieri e oggi l’esercito di occupazione israeliano ha fatto piovere
una raffica di bombe su tutto il Paese dei cedri nonostante da Teheran abbiano
più volte ribadito che l’accordo, per essere valido, debba riguardare anche il
territorio libanese.
Tel Aviv prosegue l’offensiva e vuole occupare il sud del Paese, fino al fiume
Litani. Ieri l’aviazione israeliana ha sferrato cento attacchi in dieci minuti,
anche nel cuore della capitale libanese Beirut. Nelle ultime ore, tra la notte e
stamattina, almeno venti i raid aerei in tutto il sud.
Sul terreno, però, l’Idf trova la resistenza del movimento sciita Hezbollah.
Negli scontri, ieri, un missile israeliano ha centrato un mezzo militare
italiano della missione Unifil. Timide proteste dal governo Meloni. Tajani ha
convocato l’ambasciatore israeliano. Dall’altra parte, Hezbollah ha lanciato
razzi verso il territorio occupato dallo stato di Israele.
“La città di Beirut, ma non solo, si sono ritrovate in poco tempo nel caos”, ha
riferito ai nostri microfoni Federico Patacconi, capomissione in Libano per
l’Ong italiana Cesvi. “Le ambulanze difficilmente riuscivano a raggiungere il
luogo dell’incidente, gli ospedali sono stati sotto grande pressione” e resta
urgente la necessità di reperire sangue a causa delle centinaia di feriti giunti
in poco tempo.
Questa situazione, continua Patacconi, “non soltanto crea tensioni esterne con
lo stato di Israele ma è anche una modalità di Israele di creare tensioni
interne”.
Gli aggiornamenti da Beirut con Federico Patacconi, capomissione in Libano per
l’Ong italiana Cesvi. Ascolta o scarica