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A Roma protesta contro l’ENI: bloccato l’ingresso all’Auditorium
L’AZIONE DI ULTIMA GENERAZIONE IN UNA GIORNATA IN CUI CRESCE L’ONDA DELLA RABBIA SOCIALE E IL GOVERNO SCHIERA I DRONI ED ESERCITO CONTRO IL DIRITTO MANIFESTARE Il giorno dopo la trimestrale record di Eni, sponsor dell’Accademia di Santa Cecilia, 8 persone di Ultima Generazione si sono stese oggi sulla scalinata dell’ingresso dell’Auditorium della Pace. Erano le 14.30, poco prima della replica del Siegfried di Wagner con cui l’Accademia ha aperto la stagione sinfonica. Coperte da sudari in segno di lutto e da sacchi neri a simboleggiare il petrolio, hanno denunciato la sponsorizzazione di Eni, che ieri ha annunciato 2,8 miliardi di utile nel terzo trimestre, e la partnership con Cassa Depositi e Prestiti. Dopo 15 minuti sono arrivate le forze dell’ordine che hanno spostato le persone dalla scalinata di accesso portandole in questura. L’Accademia di Santa Cecilia è sponsorizzata da Eni e ha come partner Cassa Depositi e Prestiti che oltre alla cultura sponsorizzano gas e petrolio e si arricchiscono con la crisi del carburante. Anna, 21 anni, universitaria, ha dichiarato: “Sono una studentessa, il mio futuro lo stanno ammazzando! Mi stanno levando la voce, mi stanno facendo annegare. Io dovrei studiare, dovrei vivere, e voi dovreste sentirvi la responsabilità dei vostri figli. Questo governo, ENI e CDP dovrebbero sentirsi questa responsabilità. Un giorno io potrei avere dei figli come tutti voi, ma non me lo state dando questo futuro. I vostri soldi vengono usati per ammazzarci. Non è giusto, io combatto per il mio futuro e questo è quello che ci danno! Stiamo morendo, d’estate svengo dal caldo, vi sembra giusto tutto questo?” Bruno, 32 anni, pugliese, ha dichiarato: “Questi sudari simboleggiano il lutto degli autotrasportatori e degli agricoltori del sud che bloccano le strade perché il loro lavoro viene divorato dal caro carburante, il lutto – e la rabbia – delle studentesse e degli studenti e dei giovani delle periferie, lasciati abbandonati in presenza di disagio dinanzi ad un futuro ancora peggiore”. IL GREENWASHING MUSICALE DI ENI E DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI Eni e Cassa Depositi e Prestiti si fanno belli sponsorizzando eventi come questo; usano la cultura per farsi pubblicità. Non sappiamo quanto gli costano queste pubblicità. Sappiamo però che CDP ha finanziato con 650 milioni il gasdotto Mozambique LNG della Total , una di quelle opere che non dovremmo costruire se non vogliamo aggravare la crisi climatica. Sappiamo però quanto ha guadagnato Eni nell’ultimo trimestre: 2,3 miliardi, un miliardo in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Queste mentre gli autotrasportatori fanno la fame perché non riescono a pagare il carburante. La stessa crisi che affama gli uni fa ricchi gli azionisti e i manager del cane a sei zampe; la stessa dipendenza, quella dal gas e dal petrolio, che distrugge il clima e ci porta al collasso sociale, permette a Descalzi e ai suoi colleghi di farsi belli con i rendiconti trimestrali e di distribuire utili agli azionisti. Non è giusto, non è tollerabile. L’azione nonviolenta arriva in giorni di mobilitazione contro il riarmo e il caro prezzi . Il 16 ottobre gli studenti sono scesi in piazza in tutta Italia, 400 mila secondo gli organizzatori, al grido di “soldi alla scuola, non alla guerra”. Il 30 ottobre i portuali di oltre 40 porti europei e del Mediterraneo sciopereranno contro il traffico di armi, e anche gli studenti hanno annunciato la loro adesione. Il 20 novembre è previsto lo sciopero studentesco europeo contro la guerra. Ultima Generazione ci sarà. A SETTEMBRE E’ PARTITA LA NUOVA CAMPAGNA DI ULTIMA GENERAZIONE “Non con i nostri soldi” è la nostra campagna che invita a togliere conti e risparmi dalle banche che finanziano guerre, genocidio e fossili. Sono oltre 9.000 le persone che in pochi giorni hanno aderito a questa chiamata tramite appello. Cartella stampa su tutte le azioni organizzate da dicembre 2021 qui PROSSIMI APPUNTAMENTI: * Online – Oct 25, 2026, 9:00 pm – 10:30 pm Attivati contro la finanza tossica! * Online- Oct 27, 2026, 7:00 pm – 8:30 pm Disinvestiamo dalla finanza tossica! * Cagliari – Oct 29, 2026, 6:00 pm – 7:30 pm Disinvestiamo dalle banche tossiche! * Roma – Nov 13, 2026, 7:00 pm – 9:00 pm Docu-film Come se non ci fosse un domani * Online – Nov 15, 2026, 9:00 pm – 10:30 pm Presentazione online – Non con i nostri soldi! Ultima Generazione
October 24, 2026
Pressenza
Clima: se Overshoot vuol dire disastro programmato
di Mario Sommella (*)   Un grado e mezzo non è evaporato: è stato speso Il rapporto delle Nazioni Unite sull’overshoot certifica il superamento della soglia di Parigi. Quella soglia non si è consumata da sola: è stata bruciata da decenni di sussidi pubblici alle fonti fossili, di rendite protette e di rinvii spacciati per prudenza 1. Nairobi, 2 settembre Ci
September 11, 2026
La Bottega del Barbieri
Da Pisa a Roma: Spin Time, Distretto 42 e il modello predatorio dei Fondi di Investimento Pubblici
Un contributo verso la manifestazione nazionale del 19 settembre Anche a Pisa seguiamo con profonda preoccupazione ed indignazione la vicenda dello Spin Time Labs di Roma, un’esperienza sociale ed abitativa straordinaria dove centinaia di persone e famiglie hanno trovato casa, … Leggi tutto L'articolo Da Pisa a Roma: Spin Time, Distretto 42 e il modello predatorio dei Fondi di Investimento Pubblici sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
La nuova Politica energetica di Cassa Depositi e Prestiti rischia di aumentare la dipendenza energetica dalle fonti fossili
Action Aid Italia, Focsiv, Legambiente, Movimento Laudato Si’ e ReCommon – con il sostegno internazionale di CAN Europe, Counter Balance e Oil Change International – esprimono rammarico per la nuova Politica del settore energia di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che introduce modifiche limitate rispetto alla precedente versione e non risponde all’urgenza di un riallineamento degli investimenti coerentemente agli obiettivi climatici. Nonostante la diminuzione dei progetti finanziati da Cassa Depositi e Prestiti relativi al settore dell’energia derivante dai combustibili fossili, la Politica non introduce un consolidamento chiaro e strutturato verso gli obiettivi climatici. Tale aspettativa era rafforzata dal fatto che la sua revisione fosse stata preceduta da una consultazione pubblica, volta a valutare anche il contributo della società civile. In particolare, le organizzazioni osservano come la Politica faccia ancora riferimento al gas come “un contributo importante alla transizione energetica”, necessario “a preservare la sicurezza energetica”. Numerosi studi mostrano come l’attuale infrastruttura di gas esistente in Italia sia in grado di soddisfare la domanda interna. Inoltre, in uno scenario coerente con gli obiettivi climatici, l’infrastruttura di gas odierna ha margini di riserva ampiamente soddisfacenti e tali da garantire un sistema energetico sicuro dal punto di vista dei volumi, senza la necessità di investire in un’espansione ulteriore della produzione. In questo quadro, ulteriori investimenti nel gas rischiano di tradursi in capacità inutilizzata e, quindi, in stranded asset. Per Cassa Depositi e Prestiti ciò significherebbe esporsi al rischio di allocare capitale in infrastrutture destinate a perdere valore prima del termine della loro vita economica, con possibili ricadute sulla solidità degli investimenti e sull’utilizzo efficiente del risparmio pubblico. La politica attua, inoltre, una distinzione formale tra gas convenzionale e non-convenzionale, concedendo quindi potenziale supporto incondizionato a infrastrutture legate al gas fossile convenzionale.  Per quanto concerne invece il gas non-convenzionale, l’istituzione finanziaria applica il termine in maniera limitata, tralasciando le operazioni in acque ultra-profonde, nel Bacino della foresta amazzonica e nella Regione artica. Di conseguenza, anche progetti caratterizzati da elevati rischi ambientali e climatici potrebbero restare finanziabili. CDP considera positivamente i biocarburanti prodotti “da biomasse residuali o di scarto e da materie prime sostenibili, ovvero non-competitive con la filiera alimentare e compatibili con l’uso sostenibile del suolo”, senza tuttavia esplicitare quale sia la metodologia adottata nel valutare la sussistenza di questi criteri. In ultimo, nonostante CDP sia chiamata costantemente a gestire fondi di terze parti – ad esempio, il Fondo Italiano per il Clima – i riferimenti a questo aspetto contenuti nella Politica sono marginali e, di conseguenza, non normati, con il rischio che l’istituzione permetta il finanziamento con fondi di terze parti di operazioni che, al contrario, non potrebbe finanziare con i fondi propri. Il timore delle organizzazioni è che, in assenza di una stringente Politica del settore energia, i volumi finanziati da CDP per infrastrutture fossili possano nuovamente aumentare, come avvenuto nel caso dell’altra istituzione finanziaria pubblica italiana, SACE. Re: Common
April 8, 2026
Pressenza