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Sanitaricidio, genocidio, Palestina: una serata per parlarne
Mercoledì alle 20.45 nel Teatro San Carlo di Casalborgone, siamo al confine tra la provincia di Torino e quella di Asti, si è tenuto l’incontro “Sulla rotta per Gaza: dall’attivismo alle missioni umanitarie”. Occasione motrice dell’organizzazione, la liberazione di Dina Alberizia del Conviy, il convoglio di terra della Global Sumud Flotilla, detenuta per un mese insieme ad altri dieci attivisti in Libia, rientrata con la consapevolezza di dover parlare, far conoscere questa situazione, metterla a disposizione. L’evento è stato organizzato dalla pro loco di Casalborgone in collaborazione con l’amministrazione comunale e ha visto una bella partecipazione. Oltre Dina, che avevamo già incontrato qui, hanno partecipato Maria Elena Delia portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Irdi Memaj di Emercency rientrato un mese fa dalla Striscia, Chiara Panzacchi di Sanitari per Gaza e il gruppo Castelnuovo per la Palestina. Ha chiuso l’evento la proiezione del documentario: GAZA: DOCTORS UNDER ATTACK, l’indagine sulla distruzione sistematica del sistema sanitario della Striscia operata colpendo parimenti strutture e operatori. Sono 74 minuti che ripercorrono ciò che è avvenuto nella Striscia di gaza dal 7 ottobre 2023 fino a inizio 2025. Poco più di un’ora che sono come tanti pugni. Non è la storia di una guerra, è la storia di un genocidio pianificato anche sul lungo termine. Demolendo le strutture ospedaliere si toglie la possibilità di curare nell’immediato, uccidendo il personale sanitario si rende difficile curare per molti più anni perché non ci sarà nessuno in grado di farlo. Il sistema di aggressione usato è stato quasi sempre lo stesso: prima viene colpita la zona intorno all’ospedale, la struttura si riempie di persone, feriti e familiari, a questo punto parte l’attacco verso la struttura stessa, con l’ingresso diretto delle forze armate all’interno degli ospedali per rintracciare i tunnel sotterranei, nascondiglio di Hamas. Questo modalità ha portato a moltissimi arresti e uccisioni e la chiusura della struttura stessa tanto che prima del 7 ottobre 2023 erano presenti 36 ospedali ridotti a 9 nel pieno della cruenza aggressiva dell’Idf. In alcuni casi i medici sono stati deliberatamente presi di mira anche al di fuori della struttura sanitaria. Le persone arrestate venivano poi condotte nei centri di detenzione israeliane dove la quotidianità è violenza e sopruso abituale. Questo è quel che sta patendo il dottor Hussam Abu Safiya. Pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan è stato arrestato il 27 dicembre 2024. Anche a lui si fa riferimento nel documentario, da allora è ancora trattenuto ma le notizie sono poche e quelle poche per nulla positive. La distruzione volontaria e sistematica del sistema sanitario e dei suoi operatori è quello che Chiara Panzacchi di Sanitari per Gaza ci dice essere stata denominata Sanitaricidio. Com’è adesso la situazione nella Striscia? La tregua è finta ma la situazione è ancora gravissima. lo racconta Irdi Memaj il dottore del Papa Giovanni di Bergamo che ha lavorato con Emergency nella striscia ed è recentemente rientrato. A Gaza Emergency è presente dall’agosto del 2024 e gestisce la clinica di salute primaria ad al-Qarara, dove ha lavorato il dottor Irdi, e attività di supporto all’Ambulatorio di al-Mawasi Il dottor Memaj ha definito quello che si vive adesso a Gaza un “conflitto a bassa intensità”, non pace. La Striscia è un fazzoletto di terra: sono 40 km di lunghezza con una larghezza che va dai 6 ai 12 km, piccola ma densamente popolata anche dopo le migliaia di morti provocati da continui attacchi e bombardamenti. Tra l’altro la popolazione avrebbe avuto diritto al 50% del territorio ma Israele sta continuamente rosicchiando questo limite e attualmente sono al 70% di occupazione. Le case sono quasi completamente distrutte, le tende ovunque, mancano bagni ed elettricità. La vita quotidiana dei gazawi è una continua lotta, contro i bombardamenti, e una continua coda, per i beni di prima necessità. Ci si mette in fila per il cibo, per l’acqua da bere e per l’acqua con cui lavarsi. L’acqua manca la quantità disponibile pro capite è ben al di sotto la soglia minima stabilita. Nonostante questo non si riescono ad avere i pezzi di ricambio per ripristinare gli impianti di desalinizzazione, molti dei quali andati distrutti. Le attività produttive sono interrotte, il lavoro così come possiamo intenderlo noi, inesistente. Il 40% dei pazienti della clinica è sotto i 14 anni. Il 10% dei bambini tra i 6 mesi e i 5 anni sono malnutriti. Oltre le ferite dovute a bombe e proiettili un grosso problema è la mancata possibilità di cura di patologie che in altri luoghi sarebbero curabili. Il dottor Memaj ha voluto ricordare il caso di una giovane di 18 anni Yasmine affetta da una grave forma di polmonite. La clinica di Emergency la sera chiude. Effettuato il trasferimento in ospedale, a breve arrivò la notizia del bombardamento della struttura. Cosa è successo a Yasmine? Il dottore non lo ha raccontato. Ha raccontato però un altro frammento di quotidianità che ha vissuto a Gaza. Cosa succede prima di un bombardamento? Viene emesso un ordine di evacuazione: tra i 15 minuti e le due ore si deve abbandonare la zona interessata, dopo il bombardamento si può tornare e vedere se la propria casa è rimasta in piedi. Alcuni colleghi gazawi non vanno più via, gli ordini di evacuazione sono talmente frequenti che, esasperati, non scappano neppure più. Cosa possiamo fare, noi europei, di fronte a tutta questa violenza? Per rispondere torniamo all’inizio dell’incontro e alla testimonianza di una persona che a questa domanda una risposta l’ha data. Dina Alberizia ha partecipato alla spedizione via terra della Global Sumud Flotilla, insieme ad attivisti provenienti da otto nazioni diverse. Dovevano attraversare la Libia ma sono stati fermati. Una piccola delegazione, dieci di loro tra cui Dina Alberizia e Domenico Centrone, si era mossa per  provare a mediare un accordo con il governo locale in quanto spedizione umanitaria, in teoria difesa dal diritto internazionale. Sono invece stati arrestati e trattenuti per un mese in una struttura dei servizi segreti. I beni di prima necessità che trasportavano sono ancora fermi là, in Libia. Dina ha raccontato che sono stati trattati da “detenuti privilegiati”, non avendo subito tortura fisica. Però la spedizione umanitaria è stata bloccata, indifferenti alla protezione prevista dal diritto internazionale. Proprio questa è una delle cose più gravi che stanno avvenendo. Sta vincendo la legge del più forte, ma se, con il nostro silenzio avvalliamo questo stato di cose, perdiamo tutto il lavoro fatto dalla conclusione della seconda Guerra Mondiale. Oggi la legge del più forte sta prevaricando un’intera popolazione in Palestina, domani potrà accadere in qualunque altra parte del mondo. Per mobilitarsi non è necessario partire e viaggiare su un convoglio via mare o terra. La partecipazione in qualcunque forma è importante, anche nelle cose più piccole, tutte valgono nello stesso modo. Possiamo farlo tutti e tutte, tutto serve. Si può partire, si possono sostenere le realtà che collaborano con chi porta aiuti in queste zone, partecipando alle iniziative di proteste e soprattutto boicottando tutto ciò che con l’economia di guerra guadagna e prospera. Un esempio è il boicottaggio dei prodotti dell’azienda farmaceutica Teva, un colosso che produce farmaci generici venduti in ogni parte del mondo. Teva sostiene apertamente i militari dell’IDF, offrendo sostegno psicologico e supporto. Tra le realtà che sostengono i palestinesi e presenti alla serata, oltre a Emergency c’era anche il gruppo Castelnuovo per la Palestina. Alcuni attivisti dell’associazione hanno presentato la loro mission: “diffondere la cultura e la storia palestinesi”. Per farlo sostengono la comunità di Sebastia, vicino Nablus in Cisgiordania. Ritrovano una somiglianza tra quel paese e il loro, numero di abitanti sui 3500, attività agricole, anche la presenza di una personalità religiosa, Don Bosco qui, a Sebastia fu sepolto Giovanni il Battista. Spesso organizzano momenti d’incontro tra le loro comunità, cercando di aiutarli a superare le difficoltà di un’aumentata aggressività dei coloni: hanno mandato piantine per le coltivazioni che la non riuscivano a reperire, hanno mandato kit di automedicazione e adesso stanno cercando di mandare materiali non infiammabili essendo il fuoco uno degli strumenti più utilizzati dai coloni per attaccarli. Per questo hanno sempre aperta una raccolta fondi organizzando anche momenti diretti di sensibilizzazione. * Per maggiori informazioni sulla Global Sumud Flotilla a livello globale qui: per la delegazione italiana qui: e per il gruppo piemontese: mail: globalsumudit_piemonte@proton.me * Per maggiori informazioni sul gruppo di Castelnuovo Don Bosco: Instagram: @castelnuovoperlapalestina Mail: castelnuovoperlapalestina@proton.me * Per maggiori informazioni sul BDS Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni per il popolo palestinese, anche in merito all’azienda Teva Gruppi locali e associazioni aderenti a BDS Italia – tabella – BDS Italia * Per informazioni relative al gruppo Sanitari per Gaza: https://www.instagram.com/sanitari.per.gaza?igsh=dTh0ZTk4NHI0N21x * Per il dottor Hussam Abu Safiya è attiva la raccolta firme di Amnesty International. Gaza: libertà per il dottor Hussam Abu Safiya – Appelli – Amnesty International Italia Sara Panarella
July 25, 2026
Pressenza
“Come e perché boicottare TEVA: una guida per medici e farmacisti”, un webinar
BDS Italia, Sanitari per Gaza (SpG) e #DigiunoGaza organizzano un webinar sul boicottaggio di TEVA Farmaceutici (e sue controllate Cephalon, Dorom e Ratiopharm) rivolto a medici, farmacisti e a tutto il personale sanitario interessato, invitando alla massima partecipazione TEVA Pharmaceutical Industries Ltd è una multinazionale con sede in Israele. Opera nel settore farmaceutico dal 1901 ed è tra le venti aziende farmaceutiche più grandi al mondo (1). Presente in 57 paesi, è considerata il leader globale nella produzione e commercializzazione di farmaci equivalenti (detti anche “generici”). Per l’importo delle imposte versate, TEVA si colloca tra i maggiori finanziatori dello Stato di Israele (2). TEVA è stata condannata più volte per condotte ritenute non conformi ai principi etici, vedi lo scandalo degli oppiodi in USA nel 2022 (3) o la recente sanzione per violazione delle norme antitrust relativamente al Copaxone in EU nel 2024 (4), solo per citare i fatti più noti. TEVA aderisce al Global Compact delle Nazioni Unite (UNGC) (5), la più grande iniziativa strategica di sostenibilità aziendale al mondo, lanciata nel 2000 per promuovere un’economia globale rispettosa dei diritti umani, del lavoro, dell’ambiente e anti-corruzione. Tuttavia, TEVA è oggetto di una petizione internazionale che ne chiede l’espulsione a causa della violazione di 5 su 10 principi fondamentali di questa iniziativa (6). È noto che TEVA gode da sempre dei vantaggi derivanti dal regime di occupazione israeliano del territorio palestinese, grazie anche al Protocollo di Parigi, parte integrante degli accordi di Oslo del 1993, che affida ad Israele il controllo delle frontiere e la gestione dei flussi di merci, determinando così la totale dipendenza dei Territori Palestinesi Occupati (TPO) e della Striscia di Gaza dalle leggi doganali e dai servizi israeliani per l’import/export di merci, con effetti drammatici sull’economia palestinese, in particolare sul settore farmaceutico (7). Oltre a tutto ciò, TEVA sostiene attivamente lo sforzo bellico di Israele fornendo all’IDF risorse economiche e supporto logistico per la campagna militare a Gaza e per le operazioni militari in Cisgiordania e nelle colonie illegali, come si evince dalle numerose dichiarazioni del suo CEO e Dirigenti (8–9–10); oltre a ciò collabora con l’ente di beneficenza Pitchon-Lev, che ha avviato una campagna per la donazione di materiali ai soldati dell’esercito israeliano, istituendo punti di raccolta di materiale per l’IDF in tutte e cinque le sedi di TEVA in Israele (11) e, ancora, supporta programmi di assistenza psicologica alle vittime, esclusivamente israeliane, di traumi causati dalle guerre e fornisce assistenza ai riservisti nella fase di ritorno dal fronte(12,13) Inoltre TEVA è partner ufficiale di “Thank Israeli Soldiers” (TIS) un ente la cui mission dichiarata è quella di “accogliere, rafforzare ed educare i soldati dell’IDF, dall’inizio del servizio militare fino alla transizione alla vita civile”. Più di un milione di soldati israeliani hanno beneficiato dei suoi programmi e tra questi ci sono soldati in servizio attivo, riservisti, comandanti e familiari di militari. TIS ha inoltre fornito all’esercito, dal 7 ottobre 2023 in poi, più di 850.000 forniture “umanitarie”.(14) Per tutti questi motivi nel 2024 è partita la campagna congiunta BDS-SpG “TEVA? NO GRAZIE!”, oggi diventata campagna globale, e che a livello nazionale ha già registrato l’adesione di parecchi Comuni, a partire da Sesto Fiorentino e molti altri, oltre che di migliaia di cittadini italiani e di farmacie private (vedi sito bdsitalia.org per la lista di tutti i Comuni aderenti alla campagna). Nell’ambito di questa campagna di boicottaggio è stato pensato un webinar con lo  scopo di informare, sensibilizzare e fornire strumenti concreti ed efficaci al mondo sanitario (e non solo), per farci sentire tutti meno impotenti e con un ruolo più attivo rispetto al bloccare le complicità del genocidio in corso ed a quanto si sta consumando in Palestina, Libano ed in tutti i Paesi vittime della brutale aggressione di Israele, stato razzista e colonialista di insediamento. Il webinar si articolerà in una prima fase di “apprendimento”, coadiuvato dalla proiezione di slides, per poi concludersi con un momento interlocutorio di Q&A, guidato per tutta la durata (di un’ora circa) da un medico ed un farmacista esperti. I link Zoom per le iscrizioni alle sessioni del webinar sono disponibili di seguito: – 3 giugno ore 18.00 https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_wj-ubshJRjuz0cu0j2cFZg – 10 giugno ore 12.00 https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_DO0Fit6zS1ywHo8l8mXMHg – 17 giugno ore 18.00 https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_tkzJBGX6T5mPMshQheCqZg Per approfondimenti, si consiglia di consultare il sito: https://bdsitalia.org/index.php/teva-notizie/3010-webinar-teva e i riferimenti bibliografici di seguito riportati:   1. Dunleavy K. Top 20 pharma companies by 2024 revenue. 2. Teva Reaches Agreement With the Israel Tax Authority to Resolve All Pending Litigation for the Company’s Taxable Years 2008-2020. 2024. 3. Office of the New York State Attorney General. Attorney General James Secures $523 Million from Top Opioid Manufacturer Teva, Bringing Total Funds for New Yorkers to More Than $2 Billion. 2022. 4. European Commission. Commission fines Teva €462.6 million over misuse of the patent system and disparagement to delay rival multiple sclerosis medicine. 2024. 5. Teva. Teva Italia aderisce al Global Compact delle Nazioni Unite. 2024. 6. Network A. Letter to UN Global Compact for removal of Teva Pharmaceuticals from list of participants. 7. Who Profits – The Israeli Occupation Industry – Teva Pharmaceutical Industries. 2012. 8. Teva Israele. Teva per Israele (tradotto dall’ebraico). 2023. 9. Wrobel S. Teva CEO says production and distribution in Israel remain largely unaffected by war. The Times of Israel. 20 febbraio 2024. 10. Levanon A. La preparazione alle emergenze è la nostra routine, siamo sempre pronti per la prossima sfida. Ynet. 25 settembre 2024. 11. Ynetnews. ynetglobal. 2023. International solidarity: World joins hands to aid Israelis post Hamas attack. 12. About Natal. Natal Israel Trauma & Resilience Center. 13. 13. 2023 Healthy future report. 14. 14. Thank Israeli Soldiers – About us.     BDSItalia
May 31, 2026
Pressenza
Mobilitazione mondiale, in Italia promossa da BDS, Sanitari per Gaza e Digiuno Gaza
Dal 7 all’11 aprile 2026 la Global Teva Campaign Coalition promuove la rassegna di iniziative svolte mentre, in concomitanza con la “Giornata Mondiale della Salute”, l’attenzione dell’opinione pubblica viene rivolta sul diritto alla salute, un bene primario di cui però i palestinesi sono volutamente privati dal regime israeliano di colonialismo e apartheid. In questa settimana, il movimento BDS e le reti Sanitari per Gaza e Digiuno Gaza lanceranno azioni di sensibilizzazione e boicottaggio contro l’azienda farmaceutica TEVA (e le sue consociate Cephalon, Ratiopharm, Dorom). A Milano, il ritrovo è per venerdì 10 aprile alle ore 17:00 in piazzale Cadorna, davanti alla sede legale di Teva, a cui verranno consegnate le firme ad una petizione all’azienda affinché prenda le distanze dall’IDF e condanni il genocidio e il sanitaricidio. PERCHE’ TEVA? Una multinazionale farmaceutica tra le Top 20 al mondo, specializzata in farmaci generici, Teva, approfitta del mercato vincolato imposto dal regime di occupazione in Palestina, dove non è permesso l’ingresso di farmaci a basso costo da paesi terzi, ed è agevolato invece l’ingresso dei farmaci venduti in Israele, tra i quali hanno largo posto quelli di Teva. In più, le aziende farmaceutiche palestinesi sono sottoposte a severe limitazioni alla produzione e vendita. Teva sostiene attivamente l’esercito israeliano (IDF) con donazioni e con programmi di sostegno psicologico ai soldati dell’IDF, come Support the Soul e Thank Israeli Soldiers. Dall’ottobre 2023, durante il genocidio a Gaza, vari dirigenti Teva hanno fatto dichiarazioni di aperto sostegno all’IDF, senza mai condannare il genocidio e le violazioni dei diritti umani compiute dai soldati a Gaza e altrove. Il movimento BDS e le reti Sanitari per Gaza e Digiuno Gaza chiedono agli attivisti, ai medici e ai sanitari che difendono giustizia, libertà e rispetto dei diritti umani in tutta Italia, di organizzare iniziative di sensibilizzazione e boicottaggio, per fare pressione su TEVA affinché prenda le distanze dall’IDF e condanni il genocidio e il sanitaricidio. Ecco alcune azioni suggerite: * firmare la lettera al CEO di Teva sul sito BDS (link: https://bdsitalia.org/index.php/teva-risorse/2873-e-action-scrivi-a-teva) * scrivere al Sindaco e alla Giunta dei Comuni dove ci sono farmacie comunali, chiedendo loro di interrompere fornitura, immagazzinamento e vendita dei farmaci generici Teva (link: https://bdsitalia.org/images/stories/640/Teva/Locandina_NoTeva_Volontari_per_Petizioni_ai_Comuni.jpg) * proiettare e diffondere il video “I farmaci TEVA nuocciono gravemente ai diritti umani” (link: https://bdsitalia.org/index.php/teva-notizie/2991-i-farmaci-teva-nuocciono-gravemente-ai-diritti-umani  ) * volantinare davanti a Ospedali e Farmacie, per aumentare la consapevolezza della complicità di Teva con IDF e con il colonialismo e l’apartheid israeliani * chiedere al vostro Medico e Farmacista di non prescrivere e non vendere più farmaci generici di Teva, qualora sostituibili con equivalenti di altre case farmaceutiche. Per informazioni: BDSItalia.teva@gmail.com ANBAMED
April 7, 2026
Pressenza