Escalation della guerra in Ucraina: fermiamoli!
Kiev colpisce Mosca e la Federazione Russa per la prima volta colpisce in modo
massiccio la capitale Kiev, per rappresaglia, un termine orrendo che significa
la morte di civili innocenti.
Non si ferma la guerra in Ucraina, che anzi arriva a colpire per la prima volta
in modo significativo le capitali.
Secondo le agenzie di stampa ieri Kiev è stata colpita da 469 droni e 74 missili
balistici, che hanno provocato almeno 25 morti e oltre 90 feriti.
Invece di trattare per un cessate il fuoco immediato, la guerra tra la
Federazione Russa e l’Ucraina, sostenuta dai Paesi della Nato (e quindi
dell’Unione Europea, con la significativa eccezione di alcuni Paesi come la
Spagna e l’Irlanda) fa un nuovo balzo verso la catastrofe globale, che nessuno
sembra intenzionato a fermare attraverso serie trattative.
Il governo ucraino chiede più armi e l’Unione Europea è sempre pronta a gettare
benzina sul fuoco.
Questo peraltro avviene mentre la magistratura tedesca sta processando Sehij
Kuznietsov come esecutore materiale dell’attestato al gasdotto Nord Stream,
considerato, sulla base del Diritto Internazionale, un crimine di guerra, perché
è stata colpita un’infrastruttura strategica civile.
In ogni caso si tratta di un vero e proprio attentato terroristico di cui
“l’uomo ed altri militari hanno elaborato il piano su richiesta delle autorità
ucraine”.
Il governo ucraino non ha esitato ad agire contro gli interessi di uno dei suoi
maggiori e potenti alleati.
Evidentemente il danno enorme colpisce la popolazione tedesca e non la corrotta
classe politica che governa la Germania e la maggior parte dei Paesi
dell’Unione.
Intanto il movimento per la Pace dorme, rimuovendo dalla propria agenda questa
guerra, che sta irreversibilmente scivolando verso un conflitto globale e
totale.
Davanti ai potenti interessi di chi lucra e si arricchisce sulla guerra in
corso, solo la mobilitazione dei popoli d’Europa, consapevoli del rischio che
questa guerra si allarghi ulteriormente, potrebbe fermare questa escalation.
Non c’è più tempo da perdere: le associazioni della società civile, i sindacati,
i partiti ostili alla guerra hanno il dovere di mobilitarsi.
L’inerzia, l’indifferenza, la rimozione di ciò che sta accadendo ci sta
trascinando verso l’inferno.
È tempo di mobilitarsi per pretendere un immediato cessate il fuoco e per
bloccare la follia dell’invio di nuove armi.
Non si spegne un incendio con il lanciafiamme.
Fermiamoli e fermiamo il cinismo dei nostri governi che illudono l’Ucraina di
poter vincere una guerra che potrebbe durare per un numero imprecisato di anni o
terminare, anche per errore in una catastrofe nucleare in cui l’intera Europa
sarebbe vittima.
Possiamo farcela, ma il tempo stringe.
Mauro Carlo Zanella